Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 17/3/2009 alle 09:30

Avevo 28 anni ed ero appena stato eletto sindaco di Vedano Olona quando il prefetto di Varese mi chiamò da lui e mi sentii dire ciò che avrei dovuto fare. Mi congedai rapidamente e gli dissi bruscamente che il sindaco ero io. Da allora ho sempre rispettato i prefetti, ma non li ho mai amati. Ne ho conosciuti tanti, alcuni intelligenti e discreti, altri burocrati grigi e noiosi, tutti senza una stringente necessità.
Sentirli chiamare “eccellenza” nelle riunioni pubbliche mi è sempre sembrato un refuso della storia. Constatare che ai prefetti è affidata dal governo la vigilanza sui crediti da erogare alle imprese mi ha sorpreso e impensierito. Con quali competenze le prefetture assolveranno questo compito? Perché mai la guerriglia fra il superministro Tremonti e il governatore di Bankitalia Draghi (nella foto) dovrebbe portare a questi esiti così incerti e rischiosi? Quando la finirà Tremonti di far passare i suoi capricci e le sue vendette come misure indispensabili per l’economia italiana?

Commenti dei lettori: 12 commenti - scrivi il tuo commento
I prefetti già nell' ordinamento democratico disegnato dalla carta costituzionale non sarebbero dovuti esistere. Invece rimasero come elemento di continuità con lo stato prefascista e fascista. E proprio nella stagione federalista che dovrebbe essere la più avversa alla loro figura istituzionale, trovano addiritura nuovi ruoli. Schizzofrenia della politica italiana e di un personaggio come Tremonti passato dall'iperliberismo di ieri al colbertismo strisciante e vanesio di oggi.
Scritto da Cesare Chiericati il 17/3/2009 alle 09:50
Attenzione, però. La decisione (strampalata) di affidare il controllo sull'erogazione del credito alle prefetture non è dovuta solo alla "guerra" con Draghi. Essa è infatti coerente (si veda l'intervento di Tremonti sul corsera di oggi) con la "semplicistica" filosofia tremontiana del "primato del diritto sull'economia".
Scritto da Tony il 17/3/2009 alle 09:53
La Lega che non voleva i prefetti, adesso accetta anche la loro valorizzazione nel campo del credito. Incredibile.
Scritto da Umbertone il 17/3/2009 alle 12:33
Ormai è chiaro, i desideri di Tremonti sono legge in Italia. Questa dei prefetti è una trovata impensabile in altri stati europei. Non sono del PD ma credo che opporsi a questo stato di cose sia necessario.
Scritto da Montalbetti il 17/3/2009 alle 12:55
La tua diffidenza verso i nuovi compiti dei prefetti è anche la mia. Penso che non hanno la capacità di tenere sotto contro l'erogazione dei prestiti alle aziende.
Scritto da Paolo B. il 17/3/2009 alle 13:01
Le Tue valutazioni sono caustiche ma oneste. Ho letto alcuni commenti e devo dire di non condividere l'idea che i prefetti siano figure appartenenti al passato. Nella fattispecie, a Varese il nuovo Prefetto, la Dott.ssa Vaccari, è persona sensibile e, mi permetto di dire, 'alla mano' e assolutamente moderna. Conta dunque la sostanza e non è certo rilevante sentirli chiamare in pubblico 'eccellenza'. Anzi un piacevole refuso del passato che non indica, per quel che mi riguarda, sudditanza alcuna.
Scritto da Paolo Rossi il 17/3/2009 alle 14:53
Credo anch'io che i prefetti non abbiano i mezzi, gli strumenti per occuparsi efficacemente di economia e di credito. Mi sembra più una moda che una lineare necessità.
Scritto da C. F. il 17/3/2009 alle 15:52
io propongo delle "ronde del credito"...
Scritto da ema il 17/3/2009 alle 18:40
L'idea dei prefetti è stramba. Figuriamoci se la banche si fanno controllare da chi non ha nessuna competenza. Cosa c'entra il ministero dell'interno da cui dipendono i prefetti è un mistero.
Scritto da Lino il 17/3/2009 alle 21:21
L'idea dei prefetti, dopo qualche giorno, comincia ad essere molto criticata. Non so che risultati avrà ma le premesse sono magre. La Lega è sorprendente. Sta accettando tutto.
Scritto da Luigino il 17/3/2009 alle 22:26
Far controllare il credito ai prefetti è come non farlo controllare a nessuno. E a me i prefetti non stanno antipatici. Se devo scegliere fra prefetti e presidenti di provincia scelgo i primi.
Scritto da Lodovico il 17/3/2009 alle 22:32
Una precisazione doverosa. Il refuso della storia è il termine “eccellenza” che non mi è mai piaciuto e che non ho mai usato nemmeno nelle occasioni ufficiali quando in Regione toccava a me fare gli onori di casa alla presenza delle autorità milanesi. Non voglio nemmeno mettere in discussione l’istituto del Prefetto, che però non ho mai ritenuto essenziale ed indispensabile. Quanto alle persone ha ragione il senatore Paolo Rossi. L’attuale prefetto di Varese è una gentilissima signora che svolge bene il proprio ruolo. Ciò che non capisco e che disapprovo è la decisione del Governo di affidare a funzionari pubblici con una preparazione politico-amministrativa funzioni di controllo del credito per le quali non hanno nessuna competenza.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 18/3/2009 alle 09:41
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