Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 28/3/2009 alle 12:07

Stati generali della sanità giovedì a Varese alla presenza dei Direttori delle aziende ospedaliere e dell’Assessore regionale Luciano Bresciani. Un nome molto enfatico, stati generali, per un confronto pubblico comunque utile ed interessante.
Ho centrato il mio breve intervento sulla necessità di ricostruire le strutture sanitarie sul territorio per colmare la distanza (o il vuoto) che c’è oggi fra famiglie e ospedali. L’obiettivo è chiaro: concentrare negli ospedali la terapia e l’alta tecnologia revisionando e irrobustendo le forme di assistenza sul territorio con la valorizzazione anche dei medici di base che sono una grande risorsa oggi male utilizzata. Noi abbiamo mediamente una buona sanità, ma le criticità ci sono, eccome, a cominciare dall’assistenza dei malati che l’ospedale cura sempre più e meglio, ma non guarisce, con una cronicità che aumenta ogni giorno. Sono infatti sempre di più le persone bisognose di riabilitazione, in forme molto diverse, e di cure costanti ma mancano servizi e infrastrutture adeguate. L’umanizzazione della sanità , che vuol dire servizio integrato a tutti i livelli, passa  necessariamente da qui, e richiede il coinvolgimento delle istituzioni locali e delle associazioni del volontariato che già adesso svolgono un compito preziosissimo. 
L’assessore Bresciani, nella sua lunga replica, si è dichiarato convintamene d’accordo con le mie valutazioni e proposte. Ne sono felice. Adesso lo aspettiamo alla prova dei fatti.

Tags: sanità, ospedale varese     Categoria: Sanità
Commenti dei lettori: 12 commenti - scrivi il tuo commento
Mercoledì scorso ho partecipato ad una riunione territoriale sui “Piani di Zona”. È emerso un piano piuttosto ambizioso, onnicomprensivo di tutti i diritti delle persone in difficoltà, ma, come sempre, cozzava contro l’inadeguatezza delle risorse a disposizione. E, more solito, lasciava ai Comuni l’intervento di ultima istanza. Pittoresca la direttiva della Regione di concentrare l’aiuto alle famiglie con almeno 4 figli, pena la mancata erogazione del contributo. Furbata o mancanza di cognizioni statistiche? Inoltre mi sembra che l’erogazione di vari buoni, voucher e cose simili, voglia trasmettere ai cittadini il seguente messaggio: io ti metto in mano dei soldi, tu arrangiati come vuoi (e come puoi). Tutto il contrario di come deve essere inteso un piano di aiuto alle persone bisognose in quanto soggetti deboli.
Scritto da Angelo Eberli il 28/3/2009 alle 13:41
Ero presente l'altra sera alla riunione. Qualcuno, l'assessore Buscemi, ha avuto il coraggio di dare un bel 10 a tutta la sanità varesina. Quando tu hai replicato moltissimi ti hanno dato ragione. Come ha dimostrato il forte applauso alla tua conclusione. Anche l'assessore Bresciani si è sperticato nell'elogiarti. Mi ha fatto molto piacere.
Scritto da Montalbetti il 28/3/2009 alle 16:25
Giovedì lei è stato molto efficace. L'hanno riconosciuto tutti, particolarmente l'assessore Bresciani. Le raccomando di monitorare bene quello che succederà d'ora in poi perchè l'esperienza mi insegna che dopo le belle parole i fatti latitano.
Scritto da Un medico di base il 28/3/2009 alle 16:29
Aggiungo subito qualcosa a quanto dichiarato dall’amico Eberli, che condivido pienamente. In molte o alcune regioni del Paese, Lombardia compresa, è in atto un processo di accelerata deospedalizzazione, che in parole povere altro non è che mandare il malato presto a casa, anche in presenza di patologie o dopo interventi chirurgici complessi. Il timore è che si continui la politica dei tagli indiscriminati ai servizi sociali, senza preoccuparsi della loro ricaduta sulla parte più indigente della popolazione. Potrebbe andare bene la restituzione rapida del paziente al suo ambiente famigliare, alla cura e, soprattutto, all’affetto dei suoi cari, in presenza però di strutture locali di sostegno o di aiuti ai famigliari che per lo più non sono in grado di offrire il necessario supporto al loro congiunto Non dimentichiamo poi chi è solo e deve in ogni caso provvedere a se stesso. E’ stato qualche tempo fa firmato un “Protocollo d’Intesa” tra Aziende ospedaliere della nostra provincia, Distretti sanitari e sindacati confederali relativo alle dimissioni protette di malati che, tecnicamente guariti, possono essere rimandati alle loro case, ma che necessitano comunque di assistenza e cure. Qual è lo stato di attuazione di tale protocollo? Sarebbe interessante saperlo. E ancora: come la mettiamo con i 40 milioni di euro in meno per le politiche sociali della regione Lombardia ( i milione e mezzo di euro in meno per la sola nostra provincia) deciso dal governo Berlusconi, che mostrano pienamente come il governo del cavaliere sia populista e poco popolare? Mariuccio Bianchi
Scritto da Mariuccio Bianchi il 28/3/2009 alle 16:34
Credo che i "problemi" finanziari della sanità lombarda lascino poche speranze per il futuro delle tue proposte. Credo vada ancora stigmatizzato il rapporto malato che si sta instaurando con il controllo regionale su tutte le nomine dirigenziali. Un'ultima cosa, è risaputo che Bresciani conta come il due di picche! Complimenti alla Lega che ha sacrificatoi suoi uomini sull'altare del potere. LEGA DELENDA EST!
Scritto da Catone il 28/3/2009 alle 19:31
Bravo Adamoli, io l'avevo già invitata ad occuparsi più di sanità e di problemi concreti piuttosto che di politica. Lei è stato bravo anche a Induno Olona un mese fa circa in occasione di una riunione delle associazioni oncologiche femminili. Continui così. Lasci stare il PD. Noi abbiamo bisogno di lei, non dei politicanti.
Scritto da Loredana il 28/3/2009 alle 21:08
Qualche tempo fa la psichiatria, oggi i servizi sul territorio. Sono belle iniziative di cui la politica dovrebbe sempre occuparsi. Lei parla di umanizzazione della sanità e io le dico che ce n'è un gran bisogno.
Scritto da Un'infermiera del circolo il 28/3/2009 alle 21:20
Opinione da sottoscrivere. Oggi c'è troppo trionfalismo intorno alla sanità lombarda. C'è moltissimo da migliorare.
Scritto da Piervito il 29/3/2009 alle 15:32
Il vuoto tra ospedali e famiglie è grande e ci vorrebbe un'iniziativa degli ospedali, dell'ASL e dei comuni. Cosa fanno molti malati quando escono dagli ospedali e non trovano un ambiente famigliare in grado di assisterli bene? Questo problema dev'essere affrontato.
Scritto da Giovanni il 29/3/2009 alle 19:12
Bravo Adamoli a sollevare questi problemi. Condivido anche le considerazioni di Mariuccio Bianchi che conosco solo da questo blog. I tagli ai servizi sociali sono gravi ma pochi denunciano il fenomeno. Anche i sindacati spesso pensano ad altro, purtroppo.
Scritto da Una operaia il 29/3/2009 alle 19:33
mi piacciono i commenti delle persone che dicono ad Adamoli di lasciare la politica, perchè ha delle belle idee. Come se la politica e chi la fa siano solo per questo delle persone schifose (mettetici l'aggettivo dequalificativo che più vi piace)...La politica è anche questo. Bisognerebbe affidarsi al politico che si ritiene abbia buone idee, non invitarlo a uscire dalla politica.
Scritto da Emanuele Martini il 29/3/2009 alle 21:27
Condivido completamente il tuo intervento. La sanità lombarda è buona ma c'è troppo marketing regionale. E poi la corsa sfrenata, per ridurre i costi, nel restiutire i malati alle famiglie sfiora, a volte, la fantamedicina. Me lo confermava anche uno dei primari più importanti del Circolo. Risultato: scaricare sulle famiglie poco aiutate da tutti i governi. Sono la valvola di sfogo per tutto: dalle patologie mentali, ai disabili ai cronici e quant'altro. Resta molto da fare ma non a spot.
Scritto da Cesare Chiericati il 30/3/2009 alle 10:58
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