Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 30/3/2009 alle 10:22

Ho seguito larga parte del congresso fondativo del Pdl (foto tratta dal Corriere). Certamente autocelebrativo e trionfalistico, ma con alcuni interventi interessanti. Tra questi, naturalmente, Gianfranco Fini su almeno quattro temi: immigrazione e testamento biologico, per me condivisibili, e poi referendum elettorale e fase costituente.
Spero che non si riaccenda ora nel Pd il solito tormentone se dialogare o no e con chi. È chiaro che dobbiamo confrontarci con tutti, a partire però dalle nostre idee. Se non lo facciamo, non riusciremo mai a capitalizzare le nostre proposte. Sulle politiche sociali per gli immigrati e sui temi della bioetica la sponda naturale è Gianfranco Fini. Sulle riforme costituzionali vedremo chi si avvicinerà di più alla nostra piattaforma. Sul referendum elettorale, ormai indetto, rimane solo da discutere fra noi su quale posizione prendere. Non si tratta cioè di individuare una sponda valida sempre e per tutti i problemi, ma di sapere che opposizione ferma e confronto aperto sono due facce della stessa medaglia.

Tags: pd, pdl, Gianfranco Fini     Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 7 commenti - scrivi il tuo commento
Il titolo e i contenuti li approvo totalmente. Quando si fa opposizione seria e rigorosa ci si confronta anche con la maggioranza. Altrimenti il risultatato è l'isolamento.
Scritto da Valceresio il 30/3/2009 alle 13:17
Non mi pare che il PD abbia mai fatto opposizione "rivoluzionaria", il problema è che il dibattito istituzionale è vissuto con fastidio dal capo. Scusate ma di che andiamo a parlare se poi va a finire come con il lodo Alfano e la legge "Englaro" (per fare due esempi)? come può il PD recuperare credibilità e consenso se non con una opposizione seria e delle proposte chiare, comprensibili e che aiutino veramente famiglie e lavoratori?
Scritto da Spartacus il 30/3/2009 alle 14:12
L'idea che, se si fa opposizione, non bisogna confrontarsi o che, se ci si confronta, non si fa opposizione è davvero sbagliata e deleteria. Il vecchio PCI faceva l'una e l'altra cosa insieme. Certo allora c'era la DC che governava ed ora c'è Berlusconi, ma l'atteggiamento di fondo non dovrebbe cambiare.
Scritto da Un ex DS di sinistra il 30/3/2009 alle 14:48
Caro Giuseppe, questa volta non ho bisogno di aggiungere nulla a quanto tu hai detto, poichè sono perfettamente d'accordo con le tue considerazioni. Una sola battuta: non cominciamo ad invidiare i leader altrui (senza nulla togliere ai meriti di Fini); pensiamo a non indebolire di volta in volta i nostri.
Scritto da Mariuccio Bianchi il 30/3/2009 alle 15:09
Non dobbiamo avere paura del confronto se abbiamo idee e proposte valide. Questo non toglie nulla all'opposizione, anzi la valorizza.
Scritto da Giacomo il 30/3/2009 alle 15:20
Il confronto è d'obbligo, ma su quale Italia? Berlusconi nel 1994 lanciò la rivoluzione liberista: meno Stato, meno tasse, più libertà d'impresa. Il fallimento di questa sfida è la crisi che stiamo subendo. L'obiettivo del nuovo PDL è:riforma della Costituzione e della Pubblica Amministrazione. Auguriamoci che la lungimiranza del cavaliere & C. sia più fortunata della sua rivoluzione liberista.Cominci a sopprimere le province e a ridurre i parlamentari con i relativi emolumenti. Vedremo.
Scritto da Ravani il 30/3/2009 alle 15:47
Per confrontarsi il PD dovrebbe avere una visione della società. Ce l'ha? E' la domanda che molti si fanno.
Scritto da Luisa Cardin il 30/3/2009 alle 18:00
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