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inserito il 17/5/2012 alle 15:03
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inserito il 16/5/2012 alle 09:50
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inserito il 15/5/2012 alle 09:34
Nel 2005 in Regione Lombardia alcuni di noi si domandavano incerti se costituire Equitalia, come volevano il ministro Tremonti e il suo governo, fosse la soluzione più giusta. Oppure se non fosse il caso di affidare la riscossione delle tasse a delle agenzie regionali. Il governo, a parole più regionalista e nordista della storia repubblicana, aveva già deciso in questo modo e non ci è restato che fare gli auguri ad Equitalia.
Che cittadini, famiglie, imprenditori se la prendano con l’Agenzia delle entrate è abbastanza normale in tempi di crisi nera e con una tassazione così alta. Che ci siano odio e violenze è allarmante. Alcune avvisaglie arrivano anche a Varese.
E’ ridicolo, però, che si scaglino contro Equitalia ed alzino la tensione uomini politici da cui dipendono le leggi che regolano le imposte e la loro esazione. Deve essere chiaro che Equitalia è l’effetto, non la causa, dello Stato che non funziona.
Anche Flavio Tosi, pur essendo la Lega all’opposizione da qualche mese, riconosce con senso autocritico che “il meccanismo di Equitalia è sbagliato ma è la politica (Governo e Parlamento) che doveva e deve cambiarlo”.
Qualcosa, dicono gli esperti, si può fare subito: più elasticità nei casi difficili, meno interessi di mora, premi ridotti ai funzionari che fanno gli accertamenti, facilitazioni dei pagamenti fiscali alle imprese che hanno dei crediti verso lo Stato.
Vedremo giovedì con quali carte in mano Mario Monti renderà visita al quartier generale di Equitalia .
Dall’anno prossimo la riscossione di molte tasse potrà essere fatta a livello locale. Da regionalista dovrei essere contento, eppure ho più di un timore: che le strutture vengano moltiplicate, che costino molto di più e che siano meno efficienti.
Ho paura, in sostanza, che i ricchi evasori tornino a ridere soddisfatti e compiaciuti per la delegittimazione degli odiati funzionari delle tasse. Commenti dei lettori: 34 commenti
inserito il 14/5/2012 alle 09:40
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inserito il 13/5/2012 alle 10:53
Un fantasma si aggira per la penisola: il numero degli esodati (termine brutto diventato famoso): 65mila? 130mila? 250.000?Come è possibile che in un Paese moderno ci sia questa indeterminatezza?
Siccome sono per la centralità delle istituzioni di governo la mia risposta non può che essere una sola: è responsabilità del governo.
Quindi non è solo un mistero molto triste umanamente. E’ anche sconfortante sul funzionamento della cabina di comando in questo drammatico caso sociale.
Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua (foto), ieri è stato chiarissimo: se non si stabiliscono le regole precise i numeri sono invenzioni burocratiche perché dietro la parola “esodati” si nascondono situazioni molto diverse.
Ancora qui siamo?
Il decreto deve ancora essere emanato dal governo, dunque si precisino i parametri e poi si tutelino tutti ma proprio tutti gli aventi diritto anche se sono più di 65mila.
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inserito il 11/5/2012 alle 17:44
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inserito il 10/5/2012 alle 14:49
Monti uno, onesto e sincero: “rifletta chi ha provocato questa grave situazione”.
Monti due, troppo diplomatico ma per necessità: “il precedente esecutivo ha fatto molto per le riforme strutturali”.
Monti tre, programmatico: “si scomputino (in sede europea) gli investimenti pubblici dei prossimi tre anni dal calcolo del pareggio di bilancio”; “avvieremo presto a soluzione il problema dei debiti commerciali della pubblica amministrazione per dare fiato alle imprese”; “il patto di stabilità per i Comuni è suscettibile di miglioramento”.
Ottimo progetto di governo: è un modo concreto di dire e produrre “crescita”. Però adesso contano solo i fatti.
Nell’immaginario collettivo i politici fanno promesse che non mantengono (in realtà non è affatto così per tutti). Non vorrei che fra qualche mese anche Monti venga considerato un “politico”.
Sarebbe un disastro per l’Italia. Tags: fiato alle imprese., patto di stabilità, pareggio di bilancio, Governo Monti Categoria: Idee e proposte, Persone
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