Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 18/9/2009 alle 09:30

Se fino ad oggi non avevo ancora espresso la mia preferenza sul segretario regionale del Pd, non era per un imbarazzo sulla scelta della persona. Era per una fortissima ritrosia a mettere insieme le due discussioni sul livello nazionale e su quello regionale. Sono contrario alla regola che le due primarie e i due congressi siano tenuti contestualmente. Le conseguenze sono chiarissime ed inevitabili: primo, si discute pochissimo del progetto, della strategia, della classe dirigente regionale; secondo, avremo il segretario regionale di Bersani, di Franceschini, di Marino. Così si uccide l’idea stessa del partito federale.
Avevo sostenuto questa tesi a metà luglio “Strutture e regole da cambiare”. Ho dato poi un esempio di ciò che intendo con il post “Quale candidato presidente?”.
I cittadini devono percepire che la nostra politica risponde ai bisogni del territorio, che la nostra è una strategia regionale, che i candidati e le alleanze si costruiscono qui e non a Roma.
In Italia c’è da moltissimo tempo una situazione singolare. Abbiamo le Province deboli sul piano amministrativo e i partiti provinciali forti. Al contrario le Istituzioni regionali sono forti sul piano politico-amministrativo mentre i partiti regionali sono debolissimi. E’ sempre stato così. La situazione deve cambiare. Per noi è vitale e urgente che cambi con questo congresso.
Anche sul piano regionale le mozioni congressuali sono in larga parte sovrapponibili. Quella del Segretario uscente Maurizio Martina, che due anni fa avevo votato, è naturalmente più collaudata e dentro i problemi. Dopo due anni tribolati una sua riconferma consentirebbe al Pd di mettersi subito al lavoro per le elezioni di marzo. Anzi credo lo stia già facendo e credo sia meglio non interrompere questo lavoro.

Commenti dei lettori: 14 commenti - scrivi il tuo commento
Non m'intendo molto ma mi pare giusto dare più rilievo al problema regionale. Ormai la regione conta moltissimo, soprattutto nella sanità. Io mi occupo di questa e so che ci sono molti miglioramenti da fare. I partiti se ne debbono interessae di più.
Scritto da Loredana il 18/9/2009 alle 10:29
Sono d'accordo con te. Il piano regionale del PD deve essere costruito quasi in toto. Spero che chiunque vinca lavori per questo ed anzi che sia un obiettivo condiviso da tutti. Una unica battuta. Se i nostri dirigenti politici, i nostri parlamentari, i nostri consiglieri regionali non fossero subito corsi a Roma a schierarsi con Tizio o Caio, ma avessero tenuto una posizione politica, come Lombardia per il congresso nazionale, il partito regionale sarebbe già in essere.
Scritto da roberto molinari il 18/9/2009 alle 11:14
Le regole sono la prima cosa che il nuovo gruppo dirigente deve cambiare. Hanno fatto una gran confusione. Le intenzioni erano buone, i risultati deludenti.
Scritto da Paolo B. il 18/9/2009 alle 11:42
Invece di parlare del partito del nord bisognava costruire il partito in Lombardia
Scritto da Uslenghi il 18/9/2009 alle 13:49
E' un ragionamento che corre bene. ll fatto è che i segretari regionali saranno scelti per trascinamento dei candidati nazionali. E' un guaio ma purtroppo è così.
Scritto da Andrea il 18/9/2009 alle 15:40
Caro Roberto, il vizio di correre a Roma per qualsiasi cosa, per ciò che concerne il partito non l'istituzione regionale, è radicato, esteso e profondo. Quanto al congresso sarebbe opportuno una piattaforma unitaria regionale sut tema dell'autonomia del partito regionale. Per il resto ovviamente la presa di posizione deve esere libera per ogni iscritto ed elettore.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 18/9/2009 alle 16:43
Ho letto le proposte di Adamoli e le osservazioni di Roberto Molinari e mi trovo d' accordo.
Scritto da bruna croci il 18/9/2009 alle 17:37
Non conoscevo bene la situazione ma sentivo qualcosa che non andava nel livello regionale di tutti i partiti. Adesso ho le idee più chiare. Trovo il blog molto interessante e utile.
Scritto da Guarischi il 18/9/2009 alle 20:59
Sono totalmente d'accordo. Vanno cambiate le regole e anche i comportamenti pratici.
Scritto da Giorgio F. il 18/9/2009 alle 22:42
Sono del tutto inesperta però, vero, perchè cambiare il segretario regionale a pochissimi mesi dalle elezioni regionali?
Scritto da Marilena M. il 19/9/2009 alle 13:16
Perchè non fai tu il segretario regionale? Secondo me sei superiore a tutti i tre candidati.
Scritto da Sergio G. il 19/9/2009 alle 20:22
Ma, caro Sergio, Giuseppe non potrà mai fare il segretario regionale del PD ... è troppo bravo. Infatti la domanda vera è: ma cosa ci fa un politico vero come Adamoli in un partito finto come il PD ?
Scritto da larpi il 21/9/2009 alle 09:21
Francamente non ho lo stesso giudizio positivo sull'operato del Segretario regionale uscente che anch'io votai (Le mozioni Letta e Veltroni, se non erro, ai tempi sostenevano entrambi la sua candidatura). La giovane età non è stata elemento di discontinuità con le subordinazioni romane (lo abbiamo visto nelle candidature) ne ho visto fare riflessioni serie sul disastro elettorale provinciale ed europeo.A cominciare da un mea culpa doveroso e d'ufficio. Poi nessuno avrebbe chiesto le dimissioni..
Scritto da Nicola Lombardo il 21/9/2009 alle 13:54
Per me Adamoli, sarebbe il candidato ideale x la srgreteria regionale. Uno con tanta di esperienza poltica regionale. Ho visto la sua intervista a Rete 55, dott. si ripresenti alle prossime regionali
Scritto da carletto milella il 23/9/2009 alle 09:54
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