Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 19/9/2009 alle 09:45

È un problema minore, certamente, ma i simboli contano anche nella società dissacrante di oggi. Il compito spetta a SEA, la società aeroportuale guidata da Giuseppe Bonomi, manager (e uomo politico) della Lega. La “proprietà” di SEA è in grandissima parte della città di Milano e dunque la questione è anche sul tavolo politico. Tante le proposte di nomi avanzate negli anni passati, fra cui Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Giuseppe Verdi e Alessandro Volta. Proprio ieri il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha ripreso e riproposto il nome di Suor Francesca Cabrini, la Santa degli emigranti, una suora viaggiatrice che ha varcato trentotto volte l’oceano per missioni umanitarie. È una motivazione che mi sento di sottoscrivere e caldeggiare. 
Questa intitolazione nel cuore della Lombardia e in provincia di Varese avrebbe una fortissima suggestione ideale, ideologica e, perché no, anche politica.

Commenti dei lettori: 20 commenti - scrivi il tuo commento
Il colonialismo devozionale ha sradicato culture e imposto modelli con una violenza pari a quella perpetrata dal colonialismo economico. Se bene Francesca Cabrini resti sullo sfondo di questo quadro (fece più che altro opera sociale e di vicinanza ai nostri emigranti nelle Americhe), è un dovere ricordare le colpe della Chiesa: l'evangelizzazione forzata di un tempo e l'accoglienza indiscriminata di oggi.
Scritto da Filippo Valmaggia il 19/9/2009 alle 10:54
Personalmente lo dedicherei invece ad Alessandro Manzoni, in onore all'universalità della cultura.
Scritto da mirella il 19/9/2009 alle 13:00
Trovo l'idea molto interessate. La santa degli emigranti ricordata nel titolo di un aeroporto vuol dire un pungolo positivo nelle relazioni umane.
Scritto da Marilena M. il 19/9/2009 alle 13:13
Filippo, non puoi mettere sullo stesso piano il colonialismo economico con l'attività missionaria di suor Cabrini. Te lo dico da laico incallito, quasi da mangiapreti. Per il nome dell'aeroporto l'idea della suora mi va solo per il richiamo forte degli emigranti.
Scritto da Tombolini Augusto il 19/9/2009 alle 13:32
Non mi inoltro in paragoni storici azzardati, mi limito a dire che quando la Chiesa predica l'accoglienza fa il suo dovere. Che i governi facciano poi la loro parte con atteggiamento laico.
Scritto da Roberto il 19/9/2009 alle 14:52
Ho qualche perplessità pratica non ideologica. Diventerebbe L'aeroporto Santa Maria Cabrini di Milano? Ma Malpensa non è tutto milanese, al contrario è varesino e poi è una denominazione troppo lunga Se si dicesse allo scalo lombardo Cabrini sono pronto a scommettere che moltissimi penserebbero al calciatore Cabrini, juventino campione del mondo 1982 più che alla suora certamente più meritevole di lui. Serve un nome universmante noto come Alessandro Volta o Manzoni.
Scritto da cesare chiericati il 19/9/2009 alle 16:40
E' chiaro l'intento "ideologico" sottostante la proposta di Suor Cabrini. Ed è questo che mi intriga, anche se le osservazioni di Cesare sono fondate.
Scritto da Banfi R. il 19/9/2009 alle 18:35
E' un problema "minore", però la scelta interessante. Se non è ancora stata fatta è probabilmente per ragioni ideologiche. Quindi discuterne è giusto.
Scritto da Romano il 19/9/2009 alle 19:16
Il 23 dicembre del 2006 Walter Veltroni, allora sindaco di Roma, formalizzava l'intitolazione della stazione Termini a Karol Woityla. Dopo una stazione ferroviaria, ora un aereoporto. Le ingerenze cattoliche corrono e volano ovunque. Almeno il papa polacco ebbe il merito di beatificare Alojzije Stepinac, primate della Croazia di Ante Pavelic.
Scritto da Filippo Valmaggia il 19/9/2009 alle 19:51
Mi interessa poco il nome, sono indignato per il modo come Malpensa è gestito.
Scritto da Sergio G. il 19/9/2009 alle 20:24
sono contenta che se ne discuta,ma sarebbe più onesto riferirsi a Verdi o a Manzoni,non per ingerenze ecclesiastiche,ma la sig. Moratti,scinda i suoi impegni personali.....umanitari con la politica,che troppo spesso ultimamente non si impegna seriamente nei distinguo in tutte le sue forme di istituzione,non me ne voglia Giuseppe Adamoli,che seguo con affetto da anni,apprezzando sempre la sua serietà ed il suo onesto impegno politico...ce ne fossero di più come lui
Scritto da rosa tagliani il 20/9/2009 alle 11:13
Il significato del nome di suor Cabrini in questo caso è soltanto civile non religioso. Non capisco perchè si debba sempre vedere la mano della chiesa in queste materie assolutamente civiche.
Scritto da Angela il 20/9/2009 alle 11:43
Sarà un problema minore ma vedo che interessa. Perchè? Mi sembra chiaro, richiama una discussione culturale. Se la proposta fosse stata di Alessandro Manzoni sarebbero tutti stati concordi. Qui sta la forza di suor Cabrini. Adamoli ha fatto bene ad aprire una discussione che sui giornali in questi tempi non c'è. Lo dico da laico, ma proprio laico.
Scritto da Ambrogio il 20/9/2009 alle 12:03
Qualche volta sono d'accordo con Adamoli qualche altra volta no. Ma lo seguo spesso sul blog perchè pone problemi che hanno una radice culturale e che fanno riflettere. Non credo che lui voglia fare una battaglia politica per suor Cabrini, se ho inteso bene, ma introdurre per questa via simbolica una discussione sull'Italia "emigrante". Se è così il suo post ha un senso preciso ed è utile.
Scritto da Giorgio L. il 20/9/2009 alle 15:28
Ringrazio i tanti interlocutori. La chiave culturale del post è molto più civile che religiosa. Con suor Cabrini e la sua storia umanitaria mondiale, volevo richiamare il fatto che la nostra società è destinata ad essere sempre più multi-etnica. Le grandi migrazioni sono ineluttabili e vanno rese accettabili con la difesa della legalità verso tutti, con il contrasto forte all'immigrazione clandestina, con l'integrazione degli stranieri. residenti. E' bene ricordarlo anche qui da noi.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 20/9/2009 alle 18:06
Quando ho visto il post ho pensato che Adamoli avesse sbagliato argomento e che nessuno sarebbe intervenuto. Invece mi sono ricreduto e il suo ultimo commento mi ha fornito il perchè. La riflessione che fa è interessante a prescindere se il nome per Malpensa sarà questo o un altro.
Scritto da Il pirata il 20/9/2009 alle 21:45
Un destino mortifero. Le grandi migrazioni sono imposte dal Mercato, cieco animale che tutto travolge in nome del profitto. La politica, che non è espressione della comunità nazionale ma strumento servile dell’Economia, nulla può contrapporre. Non c’è voce che si alzi contro questo scempio. Nel parlamentino italiano ci si interroga sull’opportunità di dare il voto agli immigrati pensando possa essere una forma di integrazione (che il mio dio non voglia), quando anche gli ultimi tragici accadimenti testimonino l’improbabilità di una simile evenienza.
Scritto da Filippo Valmaggia il 20/9/2009 alle 21:59
Io intitolerei l'aereoporto della Malpensa a un grande aviatore e a un grande italiano: Ettore Muti.
Scritto da Filippo Valmaggia il 20/9/2009 alle 22:04
Condivido totalmente l'impostazione di Adamoli. Mi pare onesta e lungimirante.
Scritto da Riganti M. il 21/9/2009 alle 09:24
Credo anche io che l'indicazione di Suor Cabrini abbia un significato "laico" anche se mi chiedo.. ma come mai una povera suorina divenne simbolo dell'aiuto ai nostri emigranti, gli altri cosa facevano? portavano un fantasma in giro per l'Europa?
Scritto da Lele il 21/9/2009 alle 11:15
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