Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 30/11/2009 alle 10:38

Della Svizzera ammiro molte cose. Le montagne con i sentieri ben tracciati e tenuti, le vallate verdi preservate dal cemento, i laghi navigabili. E poi l’ordine, la pulizia e l’efficienza. Apprezzo anche il federalismo che rappresenta un formidabile ed esemplare adattamento storico di una statualità complessa. Ho sempre trovato originale e positiva la pratica dei referendum popolari, sebbene qualche volta sorrida di fronte alla scelta di argomenti all’apparenza futili. Quando il popolo si pronuncia in forme libere e democratiche è un segno di civiltà da accogliere con grande rispetto, questa è la mia cultura.
Ma è giusto che il popolo si esprima anche su problemi che appartengono direttamente o indirettamente alla sfera religiosa? Non si corre in questo modo il rischio di una inammissibile dittatura della maggioranza in un campo nel quale vige soltanto la libertà di coscienza? Il divieto di costruire i minareti, si può obiettare, non produce risultati concreti sulla pratica religiosa. Da questo punto di vista non cambia niente in Svizzera, il referendum ha soltanto un valore simbolico. Appunto, i simboli non si uccidono a colpi di maggioranza. Al contrario si inaspriscono nei loro aspetti più controversi e velenosi.

Tags: religione, referendum, Svizzera     Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 25 commenti - scrivi il tuo commento
Sentire il parere, il pensiero della gente è sempre comunque un atto di democrazia diretta e tenere in considerazione l'esito delle consultazioni è un dovere della politica, che permette tutti quei tipi di referendum, consultivi o abrogativi. Ma in Svizzera la gente è... svizzera e vive assai diversamente che da noi, socialmente: forse meglio? forse no? Certo che se ci fosse stata in Italia questa consultazione... fiumi infiniti di parole, dibattiti, polemiche, ecc. Meglio noi o loro? Bah!
Scritto da Robecco sul Naviglio il 30/11/2009 alle 11:58
Sono favorevole ai referendum ma non a quelli a sfondo religioso. I luoghi di culto vanno tutti rispettati.
Scritto da Un cattolico di base il 30/11/2009 alle 12:20
Che bella riflessione.... poi sentiamo un altro politico, che si è sposato in seconde nozze con il rito celtico, dire che bisogna mettere il crocefisso sulla bandiera italiana. Che differenza di stile.
Scritto da ale il 30/11/2009 alle 12:33
La campagna elettorale è stata caricata di significato, è stata enfatizzata in tutti i modi la paranoia dei "barbari alle porte". Così ha vinto il complesso dell'assedio. Mi fa ridere che si festeggi in Italia, basti ricordare che la Svizzera è Calvinista e Zwingliana e lì si sono ammazzati con i Cattolici fino all'Ottocento, a meno che non si voglia assoldare lanzichenecchi non mi sembra un gran successo. Quello che colpisce è che c'è un primo stacco tra linea politica nazionale e verdetto popolare. Nei Cantoni il ceto politico è rispettato qui è denigrato e sbeffeggiato ad ogni piè sospinto. Quindi non corriamo rischi, già tutti i partiti sono impegnati a cavalcare ognuno i propri mostri.
Scritto da Lele il 30/11/2009 alle 12:35
Eheheh... gli Svizzeri votavano anche per limitare e regolare le vendite di armi (forse era un poco radicale), chiaramente il referendum non è passato. Gli gnomi di Ginevra hanno paura dei Minareti, ma le armi le vendono a chiunque, questo si che è pragmatismo Svizzero!
Scritto da Lele il 30/11/2009 alle 12:39
Tutti questi referendum non mi convincono. Mi sembra un abuso di democrazia, un democraticismo che non può produrre grandi risultati.
Scritto da Benedetto C. il 30/11/2009 alle 12:44
Condivido tutto. Il no ai minareti può essere facilmente scambiato con il no all'Islam. Non si comabbato le religioni a suon di referendum.
Scritto da Attilio il 30/11/2009 alle 14:27
L'integrazione in questo modo diventa sempre più difficile. Quando ci sarà una CONTROFFENSIVA CULTURALE degna di questo nome?
Scritto da Giorgio F. il 30/11/2009 alle 15:18
Niente di nuovo. Vi sono periodi storici in cui il populismo di certe forze politiche prevale, ed i motivi sono molteplici. Per capire cosa sta succedendo oggi in italia ed in europa bisogna leggere un classico della psicologia sociale, di più di un secolo fa: Psicologia dele folle, di Gustave Le Bon. Vi si trovano tutte le spiegazioni dell'oggi e tutti i migliori trucchi che un politico scaltro può utilizzare per influenzare l'opinione della gente.C.D.
Scritto da Carlo Dentali il 30/11/2009 alle 15:39
Se si votasse un referendum così in Italia non so che risultato ci sarebbe. La Chiesa cattolica è la prima a doversene preoccupare.
Scritto da Volpi N. il 30/11/2009 alle 16:00
Ritengo che su temi così delicati e complessi il ricorso al referendum sia un errore. Perché il sentimento popolare può essere facilmente influenzato da fattori emotivi. La mediazione di una classe politica degna del nome deve fare da filtro rispetto agli umori del momento. Purtroppo abbiamo in prevalenza degli arruffapopoli. Temo che se in Italia fosse previsto il referendum propositivo, e a qualcuno (lascio immaginare a chi) venisse in mente di organizzarne uno sulla reintroduzione della pena di morte, potremmo fare un salto indietro verso secoli bui.
Scritto da Angelo Eberli il 30/11/2009 alle 17:25
Sono assolutamente d'accordo con Adamoli e con Eberli sull'inopportunità di affidare a referendum questioni che appartengono alla sfera religiosa, cioè che non possono e non debbono essere decisi a colpi di maggioranza.
Scritto da Mariuccio Bianchi il 30/11/2009 alle 20:34
Caro Giuseppe, ho la tua stessa opinione. La materia religiosa, anche negli aspetti architettonici dei luoghi di culto, non può essere materia referendaria.
Scritto da Bortoluzzi il 30/11/2009 alle 21:20
Molto interessante e originale il concetto della dittatura della maggioranza, che diventa tale e quindi inaccettabile quando incide sul comportamento dei fedeli di qualsiasi religione. Come sottolinea anche Angelo Eberli bisogna stare molto attenti, può rappresentare una regressione della nostra civiltà.
Scritto da Giovanni il 30/11/2009 alle 21:28
Ragionandoci sopra il referendum è un mezzo non adatto per risolvere questi probblemi.
Scritto da Rossini Giacomo il 30/11/2009 alle 22:14
In Italia qualsiasi tipo di referendum è valido solo se raggiunge il fatidico quorum di tutti gli aventi diritto al voto: 50%+1. Diversamente, come è sovente capitato nella storia dei referendum, quel voto è nullo. Come se neppure fosse stato organizzato. Anche in questi casi, la maggioranza (quella che non vota) vince. E' sempre la maggioranza quella che vince. E' "dittatura della maggioranza" o è espressione di democrazia? Adamoli, sarebbe gradito un chiarimento... Grazie.
Scritto da Bustocchi e Legnanesi il 1/12/2009 alle 08:59
Credo che da noi un referendum di questo tipo avrebbe ottenuto circa lo stesso risultato. Chi ha votato contro i minareti? Quelli che hanno ostilità nei confronti dell'islam in generale (lega e altri tra i quali ricorderei un buon numero di donne), quelli che pensano che riempire il territorio di simboli religiosi non sia opportuno (agnostici) e i cattolici più disinformati. In Svizzera esistono già minareti e moschee. E' un risultato che va analizzato in tutte le sue sfaccettature.
Scritto da mirella il 1/12/2009 alle 09:21
La mia impressione è che di fronte a un esito opposto, questo referendum non avrebbe sollevato obiezioni. Anzi, l'accettazione di luoghi di culto esotici da parte di un Paese aperto soltanto alle valute sarebbe stata salutata come esempio preclaro di tolleranza e civiltà. Trovo analogie con la elezione di Haider di qualche anno fa. Il Gauleiter della Carinzia si presentò alla consultazione senza suscitare clamore ma il risultato delle urne a lui favorevole diede la stura a una protesta che si estese in tutta Europa. Questi democratici d'accatto è ora che imparino a rispettare le regole da loro stessi imposte.
Scritto da Filippo Valmaggia il 1/12/2009 alle 09:56
Interessante e profondo il commento di Filippo Valmaggia. Inoltre, fino a poco tempo fa si discuteva e si litigava, e ancora lo si fa, per il crocefisso-sì o crocefisso-no nei luoghi pubblici di casa nostra. Perchè non fare anche su questo attualissimo tema un bel referendum? Insomma: il referendum è un'espressione di autentica democrazia diretta, o no? Se democrazia è "potere del popolo"... perchè tanti "distinguo"? E se la maggioranza parlamentare legifera in un senso, perchè tanti livori?
Scritto da Robecco 2 il 1/12/2009 alle 11:29
Mi è piaciuto molto il concetto della dittatura della maggioranza inammissibile in questo campo ma, visti i commenti, è forse meglio se spieghi ulteriormente quello che intendi.
Scritto da Lucky il 1/12/2009 alle 13:09
Robecco, tu saresti d'accordo se una maggioranza referendaria o parlamentare impedisse alla tua chiesa, non importa quale. di mostrare i suoi simboli?
Scritto da Luciano C. il 1/12/2009 alle 17:06
Secondo me è giusto che il popolo si esprima anche su problematiche che appartengono direttamente o indirettamente alla sfera religiosa, soprattutto perchè la sfera religiosa fa parte della nostra storia e tradizione, come ampiamente dimostrato in questo ultimo periodo. Questo purtroppo accade quando la sfera religiosa invade la sfera civile (chiesa cattolica, islam e altre religioni).
Scritto da mirella il 1/12/2009 alle 17:28
@ Luciano C. - Non ho ben compreso il senso della tua osservazione. O si accetta la democrazia come espressione della maggioranza della volontà del popolo o non la si accetta. Quante cose ognuno di noi deve fare per leggi imposte dalla vita sociale democratica, su cui magari non si è individualmente d'accordo e che invece si è obbligati ad accettare! Democrazia è la legge della maggioranza e che non deve dire sì indiscriminatamente a chiunque. O no?
Scritto da Robecco 2 il 1/12/2009 alle 19:35
@ Robecco. La costituzone repubblicana, per esempio, esclude certe materie dai referendum. Non tutto è sottoponibile al voto dei cittadini. Ci sono diritti inviolabili qualsiasi cosa voglia la maggioranza degli elettori.
Scritto da Luciano C. il 1/12/2009 alle 22:16
@ Luciano C. - Ok: ogni legge è sempre espressione di democrazia, mai di dittatura, frutto di intese politiche democratiche, di maggioranza. Probabilmente alla fine ci ritroviamo tutti d'accordo nel dire e sostenre la stessa cosa: la grandezza e la validità della regola e dei principi di democrazia.
Scritto da Robecco 2 il 2/12/2009 alle 10:42
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