Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 17/2/2010 alle 16:47

Lo scontro fra le diverse etnie in via Padova a Milano ha portato alla ribalta un problema grave, trascurato e ingigantito dall’incuria di almeno un decennio. Intanto i numeri aggiornati dell’immigrazione. In Lombardia gli stranieri sono circa 900mila su una popolazione di quasi dieci milioni, esattamente il 9.3 per cento. Poiché le famiglie straniere hanno più figli piccoli, il venti per cento delle nostre classi scolastiche è formato da loro. Solo a Milano gli stranieri sono 400mila, mentre nel 1980 erano tremila. Sono dati che impressionano ma fermare l'immigrazione, in Italia come negli altri grandi paesi occidentali, è impossibile. Sarebbe come tentare di parare una frana a mani nude. Del resto l'immigrazione è indispensabile per la nostra industria, economia, previdenza sociale. Un sentire comune dovrebbe essere il dovere dello Stato di contrastare l'immigrazione clandestina con la durezza necessaria. I limiti della legge Bossi-Fini però sono noti e riguardano soprattutto l’assunzione legale degli stranieri e i ricongiungimenti familiari. È una normativa che va cambiata rapidamente perché troppo farraginosa e penalizzante per le famiglie e le micro imprese che possono sentirsi costrette ad assumere in nero un irregolare.
Detto questo, lo Stato ha il diritto di chiedere conto all'immigrato non tanto di avere un posto di lavoro, ma delle ragioni per le quali vuole vivere da noi. Della volontà di accettare, se non i nostri costumi (difficilissimo per gli immigrati di prima generazione), certamente le nostre leggi. È questa la cartina di tornasole della volontà di inclusione dello straniero che è la condizione necessaria per l'integrazione sociale che altrimenti resta un'enunciazione senza conseguenze.
Per quanto riguarda i quartieri etnici o multietnici, l’esperienza dimostra che vanno pian piano soppiantati da altri modelli del vivere e dell'abitare. Opera impossibile, questa, per i cinesi (le “china town” sono proverbiali e intoccabili in tutte le città del mondo), ma per le altre etnie il risultato è raggiungibile con un'ampia e complessa opera di integrazione che finora è mancata. Nelle città nelle quali si è tenuto sotto controllo la terribile speculazione degli affitti, e si sono fatti gli interventi sulle case fatiscenti, sulle periferie degradate, sui luoghi di socializzazione gli esiti sono stati positivi. Sono certamente compiti molto ardui che vanno attuati con il protagonismo dei comuni e con una reale sussidiarietà amministrativa e sociale (consigli di zona, organizzazioni del volontariato, associazioni di quartiere), ma sempre con la presenza dello Stato. Il ministro Roberto Maroni ha dato lunedì un'interessante intervista al Corriere: «Bisogna abbassare la febbre... no a rastrellamenti...servono politiche di ricomposizione». Sarebbe facile replicare polemicamente che se fosse così sarebbe una svolta radicale nella politica della Lega. Spero solo che sia un ripensamento vero e profondo.

Commenti dei lettori: 26 commenti - scrivi il tuo commento
Forse il titolo del tuo esauriente post diventa relativo. E' il contenuto che investe tutta la nostra società ad essere di estrema attualità.
Scritto da Rosella e Carlo il 17/2/2010 alle 17:16
Ho appena beccato questo post che rileggerò questa sera. Volevo trasmettere una prima impressione positiva. Perchè, mi chiedevo, non parla su questo caso scottante?
Scritto da Lucky il 17/2/2010 alle 17:36
Roberto Maroni, un tastierista prestato alla politica, riconosce l'inutilità degli inteventi fino ad ora tentati. La Lega fallisce perché riconDuce (scusate, è più forte di me) tutto a mere questioni economiche. Per Maroni e i suoi verdi compagni, l'immigrazione è un valore e l'integrazione auspicabile quando l'allogeno è un lavoratore e un contribuente. Non c'è cultura, non c'è afflato ideale che sostengano le tesi leghiste e Maroni tornerà presto a suonare l'organo. A Baggio.
Scritto da Filippo Valmaggia il 17/2/2010 alle 17:37
AIUTIAMO LA GENTE A CASA PROPIA PERCHè UNA VOLTA SI CHIAMAVANO SCHIAVI E SI ANDAVA IN AFRICA A PRENDERLI ORA ADDIRITTURA VENGONO GRATIS E CHECCHE SE NE DICA SE DI MARONI CE NE FOSSERO STATI 15 ANNI FORSE ERA MEGLIO VISTO I RISULTATI (SIC)DI VOI SINISTROIDI CHE L'ORGANO LO SUONATE DA UNA VITA MA NON SAPETE LEGGERE LO SPARTITO . TRA VOI E I SINDACATI A NOI OPERAI CI AVETE SOLO FREGATO E ADESSO VENITE A FARE LA MORALE A ME OPERAIO LEGHISTA CHE DA 10 ANNI ASPETTA UN TFR (AVV,CGIL)CIAPARAT
Scritto da DUCATONE il 17/2/2010 alle 19:28
Tesi sensate, non ideologiche, non elettoralistiche. Se si discutesse in questo modo sarebbe forse possibie trovare qualche soluzione buona per il problema di questo secolo.
Scritto da Matusalem il 17/2/2010 alle 20:32
La Bossi-Fini va riformata. Mette tali e tanti bastoni nella ruote delle asssunzioni che uno alla fine assume in nero.
Scritto da Un povero artigiano il 17/2/2010 alle 20:34
Milano deve rimproverare se stessa e la sua amministrazione comunale se è ridotta in questa maniera. Altre città, come Torino, hanno affrontato il problema in modo migliore. La Lega è buona solo a fare propaganda.
Scritto da Morelli Vittorio il 17/2/2010 alle 20:59
Non smentisce mai la mentalità di sinistra e sopratutto del Pd che se la prende sempre con il singolo personaggio, e mi spiace per Adamoli ma non c'è niente dentro gli elettori del PD, vero sig Filippo Valmaggia , il suo post è la dimostrazione che quello che dico è la verità.
Scritto da Ferruccio il 17/2/2010 alle 21:01
Questa volta do quasi ragione a Filippo Valmaggia. Quasi sempre dice cose incredibili però le dice bene.
Scritto da Elisabetta il 17/2/2010 alle 21:01
Condivido tutto ma sono scettico sull'apertura di credito a Maroni. Forse perchè lo conoscevo bene.
Scritto da Albertone da Giussano il 17/2/2010 alle 21:42
Sul tuo sito è riportato un articolo che descrive come Torino ha risolto uno dei problemi più gravi di un quartiere etnico e malfamato. E' un esempio importante che dimostra che, come tu dici nel post, il compito è estremamente difficile ma non impossibile. Chi governa Milano da decenni? Questa è la domanda.
Scritto da Cesare M. il 17/2/2010 alle 22:43
@ Ferruccio Se ti sembra che Filippo Valmaggia è di sinistra non hai capito davvero niente.
Scritto da Lucky il 18/2/2010 alle 09:12
Le responsabilità del comune di Milano sono enormi. Il vice sindaco De Corato è incapace di gestire situazioni così complesse e difficili. E la Moratti è presa da tutt'altre preoccupazioni.
Scritto da Sciur Brambilla il 18/2/2010 alle 09:35
@ Lucky e @ Ferruccio. Sono socialista. E nazionalista. Insomma, nazionalsocialista.
Scritto da Filippo Valmaggia il 18/2/2010 alle 09:53
E' importante affrontare questi problemi in modo non ideologico. Solo così si può pensare di arrivare ad una sintesi accettabile da tutti. D'accordo sulle resposabilità dei comuni e delle associazioni locali.
Scritto da Luciano C. il 18/2/2010 alle 10:11
Sull'immigrazione occorre guardare a tante buone prassi che non fanno notizia perchè fa vendere e crea consenzo solo il problema e non le soluzioni che si mettono in campo. Consiglio , a mò di esempio, ma molte sono le esperienze, www.darcasa.org e www.yallaitalia.it
Scritto da Giovanni Barbesino il 18/2/2010 alle 11:01
@DUCATONE. Sicuramente hai molto da dire e sostenere su argomenti tanto vasti e coinvolgenti. L'ospitalità di Adamoli è proverbiale. E su questo blog i commentatori sono tutte persone cortesi e sincere che sanno valutare e comprendere la realtà oggettiva dei fatti. Ovvio poi che ognuno abbia le sue convinzioni, ...esattamente come chiunque altro, come te. Ciao.
Scritto da Legnanesi e Bustocchi il 18/2/2010 alle 11:31
Le china-town saranno intoccabili ma anche loro devono avere delle regole da rispettare. Non possono essere zone franche dove si fa quello che si vuole. Sulle altre cose OK.
Scritto da Carlo B. il 18/2/2010 alle 11:37
Scritto razionale e interessante. Mi colpisce l'assenza di propaganda greve. A ben vedere è il modo più efficace di convincere gli incerti.
Scritto da Sommaruga Giuseppe il 18/2/2010 alle 11:41
Giovanni Babesino ha ragione. Mentre molti parlano a vanvera c'è già chi opera in silenzio e bene per una buona integrazione. Impariamo da loro.
Scritto da Alessia il 18/2/2010 alle 12:17
@Carlo B. Acuta, profonda, attualissima, scontata osservazione. "Non ci possono essere zone franche dove ognuno fa quello che vuole". Tutto il territorio, comunale, provinciale, regionale, è lo Stato, è la società civile, è ognuno di noi. Fuori da questa verità si è nella illegalità. Qualsiasi colorazione politica amministri comune, provincia, regione o Stato.
Scritto da Carlo A.A. il 18/2/2010 alle 12:31
E' uscito, alcuni giorni fa su "Il Riformista" a firma di AntonioPolito, un articolo sullaLega. E', a mio avviso, interessante.
Scritto da eliseovalenti il 18/2/2010 alle 12:31
Finalmente una discussione in cui non si rimpallano le accuse. E' un bel passo avanti. I fatti naturalmente sono un'altra cosa, ma la consapevolezza culturale non va sottovalutata.
Scritto da Un PD Bergamo il 18/2/2010 alle 16:07
Tu hai sempre marcato le distanze dalla Lega. Vedo che sei quasi propenso a dar fiducia al Ministro. Secondo me ti illudi, ma metterlo alla prova è giusto.
Scritto da Valceresio il 18/2/2010 alle 16:55
Che Maroni dica che ci vogliono politiche di ricomposizione ha dell'incredibile. E infatti non è credibile. Loro sono i protagonisti della febbre che sale nelle città. Altro che storie.
Scritto da Roberto il 18/2/2010 alle 22:05
Certi commenti mostrano solo invidia verso il successo della Lega. Siete dei poveri diavoli, quasi tutti.
Scritto da Leghista vero il 18/2/2010 alle 22:09
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