Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 1/4/2010 alle 09:57

 Dopo ogni elezione scorrendo l’elenco degli eletti si scoprono inevitabilmente novità piacevoli e spiacevoli. Per quanto riguarda i nomi, mi rammarico della mancata elezione di Carlo Porcari di (Pavia), ex capogruppo del Pd, Riccardo Sarfatti (Milano), candidato presidente nel 2005 e Mario Agostinelli, candidato sia a Varese che a Milano per Sinistra Ecologia Libertà. Erano in verità tre elezioni fortemente a rischio e i dati hanno confermato tutta la loro problematicità.
Sul piano politico la sorpresa è costituita dalla presenza di sole sette donne su ottanta (meno cinque sull’ultima legislatura) di cui quattro dell’opposizione. È un risultato magrissimo e sconfortante in controtendenza rispetto all’evoluzione sociale della Lombardia che vede una forte presenza femminile nell’arte, nella scienza, nel commercio e industria, nelle organizzazioni sociali. E pensare che lo Statuto d’Autonomia della Lombardia aveva messo nei suoi principi le pari opportunità e il riequilibrio fra entrambi i generi negli organi di governo della Regione. In questa luce si capiscono  perfettamente le resistenze ad una nuova legge elettorale che avrebbe dovuto applicare la norma statutaria del riequilibrio.
Si stanno sprecando in questi giorni le analisi sulla disaffezione elettorale e sul fenomeno astensionistico che ha raggiunto dimensioni di massa. Sarebbe sbagliato trascurare in queste analisi l’angolo visuale della sotto-rappresentanza femminile e del disamore per la politica che anche questo fatto reca con sé in una parte importante della nostra società.
C’è però un dato positivo che desidero mettere in evidenza per quanto riguarda il gruppo regionale del Pd. Grazie al dimezzamento del premio di maggioranza alla coalizione vincente, il gruppo Pd è formato da ventidue consiglieri ed è qualitativamente un buon gruppo. Soprattutto è composto in modo equilibrato con una rappresentanza equa delle culture che hanno aderito al progetto del Pd. Coloro che nel versante formigoniano si aspettavano e si auguravano un’emarginazione delle componenti di tradizione cattolica sono rimasti a bocca asciutta. È un buon inizio che attende però conferme importanti nei contenuti, nella strategia, nella capacità di parlare e di farsi ascoltare non a chi voterebbe comunque Pd, ma dalla Lombardia a 360 gradi.

Commenti dei lettori: 19 commenti - scrivi il tuo commento
Caro Giuseppe meno male che almeno in Lombardia siamo riusciti ad eleggere le donne...perchè stamattina il titolo di Libero in prima pagina è stato un pò frustrante e quanto meno veritiero: ha senso farsi sbandieratori della parità dei generi e poi si scopre che probabilmente escluse le 4 donne lombarde, in giro per l'italia ne abbiamo elette poche altre? Cosi ci esponiamo agli sbeffeggi del centrodestra e come facciamo poi a spiegarlo agli elettori?....meditamo
Scritto da Federico Antognazza il 1/4/2010 alle 10:18
Un ottimo post dal finale ad ampio respiro, veramente politico, non partitico. Con il rimpianto della scarsissima rappesentanza femminile: ma non si parla ovunque di emancipazione delle donne?
Scritto da Rosella e Carlo il 1/4/2010 alle 11:28
Voi parlate solo ai militanti e non al popolo. Siete minoranza nella testa prima ancora che nella pancia degli elettori. Caro Adamoli, ripeto il concetto già manifestato più volte dai commenti: con gente come Tosi e Marantelli, per stare ai minori, dove credi di andare? All'inferno (politico).
Scritto da Enne enne il 1/4/2010 alle 13:40
E' sconsolante il risultato delle donne in tutti i partiti compreso il PD. La segreteria provinciale ha fatto di tutto per frenare Laura Prati perchè poteva dare fastidio al segretario provinciale-capolista. Dovrebbero vergognarsi.
Scritto da Elettrice Cardano al Campo il 1/4/2010 alle 13:43
Mi dispiace per Mario Agostinelli, a cui tu avevi rivolto un augurio prima delle elezioni, e che non se lo meritava ma questo tipo di sinistra ormai non esiste più.
Scritto da Uno di sinistra il 1/4/2010 alle 13:58
Sono soddisfatto se il gruppo PD è un buon gruppo. Adesso però è ora di cambiare marcia. Penati cosa farà? Spero che giochi un ruolo politico importante in regione annziché correre a Roma.
Scritto da PD Sesto S.Giovanni il 1/4/2010 alle 14:01
Io, da donna, preferirei valutare le persone non in base al loro genere ma alle loro qualità. Per questo che non sono d'accordo con la rivendicazione delle quote rosa. Le pongo una domanda: nelle ultime elezioni perchè non ha consigliato di votare Prati o Bova bensì ha sostenuto Alfieri? In fondo, come Alfieri, sono giovani, preparate, competenti e con esperienze amministrative. Non mi risponda che con Alfieri esistono affinità politico-culturali... La verità è che Alfieri è un uomo!
Scritto da Mafalda - PD il 1/4/2010 alle 14:30
@Mafalda-Pd. Se permetti, il tuo commento è contradditorio: non sei d'accordo con la rivendicazione delle quote rosa, vuoi valutare le persone in base alle loro qualità e non al loro genere, e poi, d'un botto, rimproveri ad Adamoli la sua preferenza, definendola semplicemente maschilista.
Scritto da Carlo A.A. il 1/4/2010 alle 15:26
Credo che le regole siano importanti per favorire le donne. Negli organi del PD ce ne sono tante perchè le norme le hanno sostenute. In certi periodi anche nelle società scandinave, che oggi hanno tantissime donne nelle istituzioni, c'è stato il supporto delle norme. Ora probabilmente non servirebbero più. Le regole sono decisive in certi periodi. Si tratta di introdurle con buon senso.
Scritto da Donne e società Millano il 1/4/2010 alle 15:44
Se parli così la notizia di Varesenews del tuo passaggio all'UDC è un pesce d'aprile. O no?
Scritto da Adams il 1/4/2010 alle 16:23
TERREMOTO AL PD: ROSSI, ADAMOLI, ALFIERI PASSANO ALL'UDC. (Da Varesenews)
Scritto da Ultimissime il 1/4/2010 alle 16:31
Cara Mafalda, da presidente della Commissione Speciale Statuto ero diventato un beniamino dei movimenti femminili di ogni colore, compreso "Donne Padane". Ritenevo e ritengo che le regole per favorire le pari opportunità siano necessarie in Italia e in Lombardia., ancora di più dopo l'ultimo voto. Ho sostenuto Alfieri per un percorso condiviso da parecchio tempo che ho spiegato anche sul blog. Questo non inficia il discorso sulle norme. Grazie del contributo.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 1/4/2010 alle 16:51
Post che da notizie e interpretazioni interessanti. Spero che le ultime righe siano confermate dai fatti.
Scritto da Valceresio il 1/4/2010 alle 17:20
Ti hanno fatto un bel pesce d'aprile su Varesenews. Io però non ci sono cascato. Magari...
Scritto da Bianchi Giò il 1/4/2010 alle 17:22
Convincente la risposta a Mafalda. Le regole servono in questo momento storico. Io la penso così.
Scritto da PD Pavia il 1/4/2010 alle 18:53
Sarà anche un bel gruppo ma non ci sarà più lei e questo mi (ci) dispiace moltissimo.
Scritto da Una dirigente regionale il 1/4/2010 alle 18:56
La Campania dove si "poteva" dare la doppia preferenza è la Regione con in Consiglio più donne. Quindi è sufficiente una semplice possibilità, nemmeno un obbligo per spalancare le porte delle istituzioni regionali. La possibile doppia preferenza di un maschio e una femmina , dà maggiori possibilità anche a noi donne.Io ho votato Prati ma avrei volentieri votato accanto a lei anche un uomo.Se ci si pensa bene dare la preferenza a2consiglieri anzichè 1amplifica la democrazia. Alla prossima!
Scritto da Adriana Scanferla il 1/4/2010 alle 19:35
Caro Adamoli, ebbene sì, anche noi, come tanti altri, almeno per un attimo, siamo stati "mangiati" dal pesce d'aprile di Varesenews di ieri. Ma essendo troppo "grossa" e inverosimile, proprio conoscendo la "tenuta" politica e morale di Adamoli (e Rossi), la notizia è stata subito riportata... fuori dall'acqua! Uno scherzetto pepato ed intelligente che ha evidenziato, guarda caso, tante reazioni interessanti e... interessate! Bene tenerne conto, come un commento inviato al blog!
Scritto da Legnanesi e Bustocchi il 2/4/2010 alle 08:43
Io non sarei per la stenua difesa delle quote rose ma dati il tempo in cui viviamo credo torna ad essere indispensabile fare questo tipo di scelta. Detto ciò, mi piace pensare che il prossimo segretario provinciale del PD possa essere una donna. Laura Prati andrebbe benissimo.
Scritto da Gabriella Zonno il 12/4/2010 alle 17:14
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