Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 14/4/2010 alle 10:24

Come ho già fatto qualche altra volta in passato, ho messo sul sito una riflessione di Camillo Massimo Fiori, un intellettuale di Varese che è stato anche dirigente politico e amministratore locale, dal titolo: “Le maschere della Lega”. È una critica molto dura dell’identità e della visione politica di Lega Nord, un punto di vista che è bene valutare, insieme a tanti altri diversi, per trarre le proprie conclusioni. Consiglio di leggere il pezzo integralmente. Per i più frettolosi riporto però alcuni brani.
«La Lega ha contribuito in maniera determinante all’involgarimento del linguaggio e alla vanificazione di uno dei grandi effetti della democrazia, la civilizzazione del confronto politico […] Invece di educare il popolo a crescere lo si è incitato ad recepire istinti, passioni, emozioni al livello più basso e primitivo».
«Il problema della sicurezza viene usato strumentalmente per seminare paura , per stimolare le pulsioni repressive, per esaltare il desiderio di sicurezza e ottenere un consenso a buon mercato».
«Ugualmente ambiguo è il rapporto della Lega con la religione; per decenni ha esaltato il culto pagano al dio Po, ha praticato i riti come le “nozze celtiche” e ha alimentato  una forte polemica con la gerarchia cattolica. Dopo l’ubriacatura dell’eresia luterana del “Los von Roma” (Via da Roma) e la proposta di costituire un “Vaticano padano”, Bossi ha riscoperto non il Cristianesimo ma il regime di cristianità caro agli “atei devoti”». 
C’è poi una definizione di radicamento che va la di là del solito del solito refrain organizzativo e che sottoscrivo totalmente.
«Il radicamento popolare rimanda ad una indissolubile e completa unità con il popolo, trae linfa dal profondo del vissuto collettivo, dalla cultura, dalla storia, dalla tradizione, si identifica con una comunità coesa che si riconosce nei valori condivisi».
Buona lettura a tutti!

Commenti dei lettori: 40 commenti - scrivi il tuo commento
Sono abili comunicatori: dal culto padano e nozze celtiche ad abili difensori della cristianità (povero odino che rotola nel po)...da denigratori del cemento, a grandi costruttori...e via cosi...riescono ad essere tutto e il contrario di tutto allo stesso tempo. Ciò non toglie comunque che in certi casi sono davvero abili... Non sia questo un modello da copiare, certamente, ma che porti a riflettere e che ci insegni qualcosa. Non pensiamo di essere sempre i migliori...perchè voti alla mano....
Scritto da Federico Antognazza il 14/4/2010 alle 11:03
Riflessione durissima sulla Lega che condivido fino in fondo. Se anziché accarezzarla la si fosse contrastata sul piano culturale sarebbe stato molto meglio. Ma per farlo occorre essete attrezzati culturalmente.....
Scritto da Adams il 14/4/2010 alle 11:55
Insomma la rabbia, l'invidia, la perdita di consensi trova sempre un'analisi di comodo, il dio Po, la paura ecc..ma la sinistra non viveva sulle salmelle, le discherate sugli argini di laghi fiumi piazze ecc..bandierine della pace (sparite) buonismo immigrati.Sig Adamoli traspira dalle sue parole invidia e l'incapacità di seguire una Lega forte e impregnata nel territorio ma non possibile per voi per non essere chiamati Leghisti, cambiate nome e sopratutto mentalità la paura esiste tra la gente
Scritto da Ferruccio il 14/4/2010 alle 11:56
Una bell'analisi quella di Fiori, cui aderisco in toto. Guai al PD se non fosse alternativo a questa Lega, a questo sistema-visione della società del berlusconismo: sarà un'impresa lunga e difficile,politica e culturale allo stesso tempo.Ricordiamoci sempre:essere più leghisti della lega aiuta solo la lega medesima (e Berlusconi).Diversità,netta e chiara,per idee,valori,proposte:E poi,è andata male ma non siamo sull'orlo del precipizio;c'è ancora tanta Italia che non sta di là!
Scritto da Bernardo il 14/4/2010 alle 12:04
Analisi che invita ad una fortissima autocritica della sinistra e di chi non è leghista. Forse è esagerata ma indica una chiave di lettura che va presa in considerazione.
Scritto da Bianchi Giò il 14/4/2010 alle 12:16
Caro Ferruccio, Adamoli offre un punto di vista (di Camillo Massimo Fiori) e poi dice: ciascuno tragga le sue conclusioni. Le mie conclusioni non sono lontane da quelle dell'articolo riportato.
Scritto da Luca A. il 14/4/2010 alle 12:27
Una riflessione che ci viene suggerita anche da altri amici e colleghi: se questo partito è come lo descrive Fiori, come mai il movimento non conosce che popolari consensi sempre più ampi? Non sono gli aspetti folkloristici a incantar le masse se ora persin zone da sempre "rosse" l' hanno votato: ci pare che il giudizio dell'intellettuale venga superato e reso relativo anche o proprio da questo ulteriore radicamento che si sta diffondendo ben oltre la linea del Po...
Scritto da Amici di Robecco sul Naviglio il 14/4/2010 alle 12:36
Se si scambiano queste analisi con delle reazioni rabbiose non si capisce niente. Però una domanda la faccio anch'io: quanto di questa riflessione è condiviso dal PD di Varese? Temo troppo poco, purtroppo.
Scritto da Un PD Varese il 14/4/2010 alle 13:02
Non condivido del tutto l’analisi di Fiori.Rischia di essere un po’ moralistica. Guardiamo alla lettera del cittadino che ha pagato per coloro che “non avevano i soldi per lamensa” e che commento così : “Una lettera che è tutto un programma: legalità, solidarietà con chi fa più fatica,senso della giustizia,responsabilità verso il proprio territorio, visione del futuro,concretezza (non una protesta e basta, ma ha tirato fuori lui i soldi),valore alla fatica. Potrebbe essere del nostro partito : PpD Popolare per Davvero
Scritto da giovanni barbesino il 14/4/2010 alle 14:24
Amici di Robecco sul Navighlio, tenete in conto che non sono gli aspetti folkloristici che vengono messi in evidenza, al contrario sono aspetti ideologici che, se veri, sono preoccupanti. Questo è il punto. Sono veri? In larga misura si.
Scritto da Borri Roberto il 14/4/2010 alle 14:26
La LEGA andava contrastata e battuta...oltre 20 anni fa. Non lo si è voluto fare allora per...cambiare gli equilibri politici allora esistenti. Qualcuno pensava pure di impossessarsene o farne una costola della sinistra. Ora ce la teniamo, NOI come scomadissimi alleati, VOI come alternativa culturale da battere. Buona fortuna...
Scritto da ""FORZA SILVIO" il 14/4/2010 alle 14:55
"Il rapporto della Lega con la religione ha alimentato una forte polemica con la gerarchia cattolica": poco tempo prima delle elezioni regionali una poderosa polemica con il cardinal Tettamanzi... Risultato? Anche in Lombardia la Lega Nord ha fatto il pieno di voti. Forti polemiche, contrapposizioni, critiche, prese di posizione... ma poi la gente, al voto, fa scelte che esulano da considerazioni di carattere religioso. O no? Leggeremmo volentieri l'attento e profondo Fiori su questo aspetto.
Scritto da Legnanesi e Bustocchi il 14/4/2010 alle 15:18
Ho cercato di acquistare il libro di Luca Ricolfi, è andato esaurito. Strano? Si, se ad acquistarlo è il popolo leghista. "Il sacco del Nord" è scritto da un intellettuale di sinistra, che argomenta quelle che ritiene le ragioni del successo attuale e futuro della Lega. A me pare che Fiori colga la superficie delle cose, individua la degenerazione e la paura della nostra società, coglie che la Lega la personifica e la fa propria, ma ha una così bassa considerazione dei legaioli che non gli riconosce un disegno politico strategico. Li vede occupati ad azzuffarsi nel trogolo del potere da poco acquistato e non riesce a decidere se lo fanno per fame atavica o perché mirano veramente a disarticolare l’Italia (e su questo raccolgono messi di consensi).
Scritto da Lele il 14/4/2010 alle 15:30
@"Forza Silvio". "Ora ce la teniamo, NOI come scomodissimi alleati, VOi come alternativa culturale da battere". In definitiva, anche se da te ritenuti scomodissimi, sono alleati indispensabilissimi anche per voi stessi (ricordate lo storico "ribaltone" della Lega Nord del 1994 che azzerò il primo governo di centrodestra di Berlusconi appena pochi mesi dopo il voto politico?).
Scritto da Memoria storica il 14/4/2010 alle 15:34
Condivido anch'io, come Giuseppe, il brano sul radicamento che contiene una definizione profonda e corretta di questo concetto. Sul resto concordo con Giovanni Barbesino aggiungendo però che articoli come quello di Fiori servono per capire meglio il successo leghista.
Scritto da Elisabetta il 14/4/2010 alle 15:38
I fattori che portano la lega alla vittoria sono 4, sostanzialmente: 1)il fattore identitario: " da zero che sei diventi padano della grande padania" 2) il fattore welfare: "sei spaventato dalla globalizzazione e dal liberismo economico, ti offriamo un nuovo welfare, un welfare locale" 3) il fattore capro espiatorio: ben noto in psicologia sociale, permette di proiettare su gruppi etnici o culturali il malessere sociale diffuso 4)il fattore oniroide: la padania come l'eldorado
Scritto da Carlo il 14/4/2010 alle 15:38
Non condivido tutto ma è un dibattito meno scellerato di quello a cui assisto solitamente. Il problerma è di cultura e di visione del mondo semplificata e populista non di semplice radicamento organizzativo.
Scritto da PD Treviglio il 14/4/2010 alle 15:41
Cari Legnanesi e Bustocchi, Fiori nel suo articolo scrive questo: "La Lega non ha mai più toccato il massimo di voi raggiunto nel 1996 ai tempi della "secessione" e, comunque, non ha mai superato i quattro milioni di voti; nelle ultime regionali ne ha perso oltre centosettantamila." Dire che la Lega ha fatto il pieno alle ultime elezioni perciò non è esatto: diciamo che è stata quella che, più che prenderne, ha perso meno voti.
Scritto da pino s. il 14/4/2010 alle 15:42
@Borri Roberto. Hai ragione ed è esattamente quello che intendevamo sottolineare. Ci sembra infatti che sovente gran parte di una certa critica verso la Lega si esaurisca, in qualche modo, nel condannare quelle manifestazioni di folklore come se fossero sostanziali.
Scritto da Amici di Robecco sul Naviglio il 14/4/2010 alle 15:43
radicamento leghista ?..."vogliamo le banche !" eccolo il radicamento leghista, al confronto il De Mita dei tempi doro sembra Kennedy.......ma i lombardi, se la bevono davvero 'sta frottola ? che si sono creato il loro partitino onnipotente che piazza uomini da tutte le parti, in barba a efficenza, trasparenza, mercato....se ne rendono conto o no ?
Scritto da marco_2 il 14/4/2010 alle 16:24
@pino s. I raffronti statistici portano spesso a tante interpretazioni, date le varianti... Prima del voto regionale, vista la premessa di dura polemica Lega (Calderoli)-Curia (Tettamanzi), sembrava che il mondo cattolico fosse schierato da una parte; cosa che, pare, non è avvenuta. Fiori fa riferimento ai rapporti molto polemici e tesi della Lega con la religione ed in questo contesto intendevamo quel "pieno di voti" che la Lega continua ad avere sicuramente anche in àmbito cattolico.
Scritto da Legnanesi e Bustocchi 2 il 14/4/2010 alle 17:05
Pino S. - Come si fa a dire che un partito perde o guadagna voti in termini numerici assoluti di voti espressi se ci sono innumerevoli "varianti" (astensionismo, voti bianchi e nulli, presenza di liste locali e/o autonome, aggregazioni variegate...) ? Bisogna allora considerare la percentuale dei voti ottenuti come unico elemento di riferimento, più che di numero complessivo di voti. Questo vale ovviamente per ogni partito e da lì si misura il successo o la sconfitta.
Scritto da Varianti il 14/4/2010 alle 17:27
Buon dibattito, come sempre su questo blog. La scelta dell'articolo di Fiori, che non conosco, non può essere stata casuale. In realtà sposo anch'io il concetto di radicamento che non vuol dire gazebo e chiacchiere nei bar. Vuol dire condivisione di scelte politiche e culturali. E' qui che è mancata la sinistra e in parte anche Forza Italia, per non parlare di Alleanza Nazionale quando ancora esisteva.
Scritto da Bulgheroni Luigi il 14/4/2010 alle 17:48
I meriti della Lega in parte i TORTI DELLA DC. Così ho sentito parlare Adamoli una volta. Credo che sia una sintesi perfetta di quello che è accaduto in Lombardia.
Scritto da Luca S. il 14/4/2010 alle 17:51
Se teniamo conto che le Regionali (perché più locali) sono elezioni più sentite dall'elettorato leghista rispetto alle Europee, ed a distanza di meno di un anno c'è stata una perdita di voti (ed è matematica, non un'opinione), si può tranquillamente affermare che la Lega (come scrive Fiori) qualche voto lo ha perso. E può darsi che i voti persi vengano da quei cattolici che non hanno gradito la querelle contro il Cardinale Tettamanzi (170.000 voti pochi non sono)
Scritto da pino s. il 14/4/2010 alle 18:35
Dire che il successo leghista è dovuto a diseducazione civica e politica mi sembra fuorviante; vent'anni fa la gente votava lega ma si vergognava di dirlo per il linguaggio da baluba usato dai dirigenti di partito e per i riti neo-pagani che propugnava. Oggi è cambiata, capisco la rabbia di chi non riesce a contrastarla. Vince in aree già bianche una volta e adesso anche in quelle rosse.Vuole le banche? le aveva la DC e le voleva anche Fassino . La lega perde Voti ? contenti voi di sinistra...
Scritto da Pensionato il 14/4/2010 alle 19:12
x pino s. - Ipotesi, congetture... Noi abbiamo saputo di gente anticlericale che ha deciso di votare Lega proprio perchè ci fu quella presa di posizione contro Tettamanzi. Il mistero del voto, caro Pino, resta sempre tale, nonostante gli studi dei bene informati... La matematica certo non è un'opinione e, anche se costa dirlo, quelli hanno matematicamente vinto.
Scritto da Carlo A.A. il 14/4/2010 alle 19:16
Insomma la mia analisi è stata presa in considerezione da tutti come ragionamento serio e imparziale,posso fare i nomi di chi è radicale e non sarà mai in grado di cambiare pensiero che Adamoli lo cerchi o lo chieda e parlo di Marco,Pino s , Carlo Luca e non voglio dimenticare altri, ma volete svegliarvi o No!!! il Popolo vuole il politico vicino e voi, Marantelli nei salotti, Tosi nei salotti e non insisto guardate voi..Adamoli gioca sporco...questi articoli li faccia in una sezione se c'è...
Scritto da Ferruccio il 14/4/2010 alle 19:16
Ottimo Luca S. - quasi perfetta sintesi di quello che è successo. L'autocritica per il successo della Lega la devono fare in tanti.
Scritto da Albertone da Giussano il 14/4/2010 alle 20:25
Perchè queste cose serie si discutono solo su questo blog? Adesso che c'è il congresso del PD non è possibile scovare un Adamoli anche per la segreteria provinciale?
Scritto da Rosanna il 14/4/2010 alle 20:48
Discorso suggestivo ma intellettualistico. Le ragioni della vittoria leghista non sono solo quelle spiegate nell'articolo.
Scritto da Iscritto PDL il 14/4/2010 alle 20:51
Non è questione di radicamento ma di idee e proposte politiche. La sinistra ne ha poche e paga dazio.
Scritto da PD deluso il 14/4/2010 alle 21:49
Cari compagni del PD, se è vera anche solo un pò l'analisi dell'articolo proposto dovete ammettere che avete sbagliato troppe cose sulla Lega a Varese negli ultimi quindici anni almeno. Troppa condiscendenza con Maroni e Bossi. Fate autocritica e cambiate pagina.
Scritto da Pietro il 14/4/2010 alle 21:56
"Quando ascolto un intellettuale, il mio primo istinto è metter mano alla pistola". Sono sempre stato in sintonia con l'adagio di Goering ma per Camillo Massimo Fiori farei un'eccezione: la sua riflessione è perfetta.
Scritto da Filippo Valmaggia il 15/4/2010 alle 08:51
X Ferruccio: Marantelli e Tosi poi non sono certo politici da "salotti". Se proprio vogliamo dare giudizi, facciamolo su fatti concreti, non parliamo per slogan, altro che "serio ed imparziale"... X Pensionato: ho scritto che la Lega è quella che ha "perso meno voti" rispetto agli altri. Non sono certo per il "mal comune, mezzo gaudio". Piuttosto, non riesco a capire come mai NESSUNA parte politica abbia preso in considerazione l'astensionismo che va sempre più aumentando. Io non sono politico di professione: però se lo fossi, un po' mi preoccuperei.
Scritto da pino s. il 15/4/2010 alle 09:28
Sig pino s parliamone di astensionismo e parto subito dicendole che per coloro che non sono andati a votare ora lo chiamano il "partito degli astensionisti" Io toglierei loro tutti il diritti di reclamo proprio perché non hanno partecipato al cambiamento che ora reclamano. Perché chi non convive con il resto dello Stato (come persone) non può recriminare niente!!!! Mutismo e rassegnazione mi dicevano una volta quando ho fatto il militare
Scritto da Armando il 15/4/2010 alle 11:30
@pino s. Sul fenomeno dell'astensionismo, sempre più diffuso e preoccupante (e delle schede annullate e bianche), c'è un' incredibile indifferenza da parte di tutti i partiti. Tranne di chi, movimento o chissà cosa, alla fine pescherà alla grande in quel serbatoio di scontenti, sfiduciati, delusi... e risulterà perentoriamente importante: "oh, ma che sorpresa! ma è un voto di protesta"... Continuiamo tutti a far finta di niente e poi la gente ci "premierà", alla sua maniera... Sigh!
Scritto da Rosella e Carlo il 15/4/2010 alle 11:59
Una domanda, sig. Armando: premesso che anch'io come lei non condivido l'astensione, ma secondo lei la colpa è TUTTA di coloro che decidono di non recarsi alle urne?
Scritto da pino s. il 15/4/2010 alle 12:24
Luca S. riporta una frase che ho effettivamente detto più di una volta. «I meriti della Lega sono in parte i torti della Dc». Devo però spiegarmi. Mi riferivo solo alla visione sturziana delle autonomie locali e del federalismo comunitario che la DC non ha saputo e non ha potuto sviluppare e attuare. Se lo avesse fatto probabilmente il destino dell’Italia sarebbe stato diverso. Ma la storia non si fa con i se.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 15/4/2010 alle 12:39
Il radicamento leghista è la capacità di quel partito (e lo dico con rammarico) di fare capire alla gente di avere una unica idea di governo, di società, unici valori e credo poltiico, e non idee diverse di partito a seconda di chi è il riferimento in un determinato luogo. La lega la combattiamo o no? E' chiaro per tutti i dirigenti del PD o no? Le primarie le vogliamo o no? Non importa solo cosa pensa uno o l'altro. Il PD che proposta unitaria fa?
Scritto da Giorgio G. il 15/4/2010 alle 13:25
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