Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 21/4/2011 alle 16:09

 

La decisione di rilanciare in grande stile il nucleare civile nell’ultima campagna elettorale era stata presa dal centrodestra con la solita granitica certezza e baldanza. I contrari erano bollati come retrogradi.
Io per la verità ero incerto, combattuto fra la speranza di diminuire la dipendenza dai paesi produttori di petrolio e di energia nucleare (Francia), e la paura di un’avventura rischiosa.
La disinvoltura del governo nei giorni scorsi è stata impressionante. La decisione di cambiare strategia con un semplice sub emendamento ad un provvedimento omnibus, senza spiegazione pubblica, senza esame autocritico, appare dettata soprattutto dalla paura elettorale.
Il rischio di perdere nel referendum è enorme. Per la maggioranza sarebbe una sconfitta cocente, meglio toglierlo di mezzo.  Una decisione scacciapensieri.
Il referendum a questo punto, se si farà (decisione della Cassazione), sarà quasi inutile. Gli elettori possono andare tranquillamente al mare. Senza il quesito sul nucleare, il quorum sarà più difficile da raggiungere anche sugli altri referendum. La conseguenza è elementare. Il “legittimo impedimento” non sarà cassato. Quale miracolo!
Fra qualche tempo, quando si racconterà la storia di questi anni, la vicenda del nucleare civile potrà essere la rappresentazione efficace del modo di governare: annuncio mediatico clamoroso; piano roboante di durata brevissima; immobilismo; ritiro in sordina del piano; presa in giro di chi aveva creduto agli annunci.


 
Commenti dei lettori: 13 commenti - scrivi il tuo commento
Mi piace che, dopo Fukuscima, non affermi anche tu: "io l'avevo detto". Molti di quelli che fanno così sono insopportabili.
Scritto da Bortoluzzi il 21/4/2011 alle 16:42
Questa volta il Pd aveva visto bene. E' giusto sottolineare la strumentalità delle posizioni del governo. Mi piacerebbe sapere cosa ne dicono i leghisti sempre pronti a coprire Berlusconi in tutto e per tutto.
Scritto da Vittorio (Luino) il 21/4/2011 alle 17:03
precisiamo che il referendum sul nucleare era una scelta di un partito IDV i movimenti ambientalisti e altri si erano spesi piu sul referendum sull'acqua publica dove ci si diceva sicuri del raggiungimento del quorum,ora piangere perchè,forse' non si fara il ref nucleare non so quanto senso abbia, diamoci da fare PD compreso per vincere gli altri
Scritto da angelo il 21/4/2011 alle 18:07
Fukushima o non Fukushima, il nucleare non conveniva proprio a livello economico, In realtà non dipendiamo affatto dalla Francia, da cui acquistiamo energia nucleare che corrisponde circa al 2% del nostro fabbisogno. La Francia tra l'altro è costretta a vendere a basso costo la sua energia, perché ne produce in sovrabbondanza, visto che non si possono spegnere i reattori. Noi compriamo una quota sufficiente per l'utilizzo delle ore notturne, in cui i nostri generatori girano al minimo. E poi di giorno, vendiamo all'estero l'energia che non abbiamo usato di notte ad un prezzo maggiore di quella nucleare prodotta dalla Francia: secondo voi, perché Eni e Enel hanno sempre enormi utili alla chiusura dei bilanci? Altra cosa: la Francia che produce energia nucleare importa più petrolio di noi, ed il prezzo del carburante non è poi così tanto diverso da quanto lo paghiamo noi.
Scritto da pino s. il 21/4/2011 alle 18:15
Osservazioni giuste e puntuali sul governo e sulla maggioranza.
Scritto da Felice B. il 21/4/2011 alle 19:20
Senza il nucleare sarà dura raggiungere il quorum anche per gli altri referendum. Il legittimo impedimentoi rischia di farla franca.
Scritto da Bianchi Giò il 21/4/2011 alle 21:42
Anch'io ero incerto e anch'io voterei contro il nucleare dopo il disastro del Giappone. Berlusconi ha visto il pericolo e si è mosso di conseguenza con spregiudicatezza.
Scritto da Caravati Piero il 21/4/2011 alle 21:45
@ Pino S. Non conosco tutti i dati che hai in mano tu, quindi non ti contesto. Di dati ne circolano tanti diversi. Io non mi fiderei così tanto. La decisione che il governo ha preso non è scientifica ma politica. Di questo si deve discutere.
Scritto da Ardo V. il 21/4/2011 alle 23:46
Dalla granitica certezza alla fermissima concessione demagogica. Ero a favore della scelta nucleare. Si può cambiare opinione dopo Fukuscima ma bisogna chiarire, spiegare, avere il coraggio di dire che si era sbagliato. Resto basito.
Scritto da Giuseppe Rossi il 22/4/2011 alle 08:25
I nuclearisti e chi è convinto nel calo delle bollette saranno delusi. Gli eventi: Scajola:entro la fine del mandato la prima centrale. Romani e Prestigiacomo:idem. Post Fukushima:Prestigiacomo:non si può decidere con l'emotività. Romani: andiamo avanti, è stato un caso eccezionale. Arrivano i sondaggi. Prestigiacomo(via dai microfoni):smettiamola,non possiamo rischiare le elezioni per il nucleare.Tremonti:nel bilancio,le spese per il nucleare.Romani:faremo le rinnovabili". No comment.
Scritto da FrancescoG. il 22/4/2011 alle 09:31
E' chiarissimo che il tentativo di svalutare i referendum del 12 e 13 giugno passava dall'eliminazione del referendum sulle centrali nucleari. Stanno raggiungendo il loro obiettivo per l'ennesima volta. Per questo bisogna comunque andare a votare sull'acqua e soprattutto sul legittimo impedimento.
Scritto da Valceresio il 22/4/2011 alle 16:04
@ Ardo V.: questo blog ha svolto una accurata ed approfondita indagine (con tanto di dati e riferimenti) sul consumo dell'energia in Italia http://www.cittanuove.org/index_067.htm
Scritto da pino s. il 22/4/2011 alle 18:33
@FrancescoG. ha fatto una sintesi efficacissima della metamorfosi sul nucleare civile della maggioranza berlusconiana. E' andata proprio così. Questo non significa affatto, @Angelo, che sugli altri referendum dobbiamo dormire. Non intendevo dire questo, anzi. I dati che ha citato @Pino S. teniamoli in seria considerazione ma penso che non avremo molte occasioni per parlarne ancora.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 22/4/2011 alle 22:22
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