Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 6/6/2011 alle 08:18

 

Domenica prossima andrò sicuramente ai seggi. Ho rinviato apposta una vacanza. Voterò due SI convinti sul legittimo impedimento e sulle centrali nucleari. Voterò NO su almeno uno dei due quesiti sull’acqua.
Non è vero che è in gioco la privatizzazione dell’acqua, ma solo la gestione del servizio idrico. Finora questa gestione è stata pubblica e la rete dei servizi è un colabrodo in molte parte d’Italia. Le municipalizzate sono state spesso dei carrozzoni per manovre clientelari e sprechi.
Trovo giusto che ci siano gare pubbliche e trasparenti per scegliere il gestore più economico ed efficiente. Il quale potrà essere pubblico o privato a secondo della qualità e della validità delle offerte sulle quali decideranno gli Enti Locali. Sono necessari e urgenti investimenti consistenti per i pozzi, per le tubazioni, per i depuratori. Con le casse dello Stato così conciate saranno rinviati sine die.
Ci sono poi motivi di carattere più generale. Primo, è una forzatura insostenibile affermare che se vince il NO sull’acqua si rafforzerebbe Berlusconi. E’ così solo per i due referendum sui quali voterò SI. Secondo, sul rapporto pubblico-privato scatta un riflesso condizionato che considera pubblico solo ciò che è gestito dalla mano pubblica. Non è questo il mio “credo" politico.
Tutto ciò potrà avere  ripercussioni negative sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti, sul trasporto locale. Ideologizzare tutto è contrario al mio modo di pensare.
Mi si convinca che la mia scelta è sbagliata e la cambierò.
Il SI stravincerà, lo so anch’io, ma questa previsione non è sufficiente per allinearsi e tacere. Ho appreso ieri che Sergio Chiamparino e Matteo Renzi voteranno come me. Bene, la solitudine mi ha sempre pesato, malgrado l’apparenza diversa.


 
Commenti dei lettori: 51 commenti - scrivi il tuo commento
Caro Adamoli, apprezzo il suo intervento anche se mi permetto di non condividerlo. In gioco, come è chiaro, non vi è solo l' efficienza di una gestione. In gioco c'è un principio. L' acqua è cosa di tutti, appartiene a tutti. Perchè poi quando un servizio pubblico non funziona bene si ricorre sempre e sistematicamente ai privati? Perchè invece non si cerca di migliorarlo? Andiamo a vedere all' estero, anche qui nella vicina e conservatrice Svizzera cosa significa per loro -il pubblico-.
Scritto da un anziano il 6/6/2011 alle 10:00
Il momento referendario lo vedo utile per dibattere con i cittadini e condividere numeri ed analisi per formare un'opinione.Non per convincere (ho pensieri vicini a quelli di Giuseppe Adamoli).Incontro le persone con questo obiettivo.Qualsiasi risultato ci sarà,i problemi resteranno sul tavolo.Per risolverli servono un progetto, dei principi, degli obiettivi.Credo si debba guardare oltre le teorie alla Smith o alla Marx.Le cui applicazioni risultano inumane.Serve un'impostazione inclusiva.
Scritto da FrancescoG. il 6/6/2011 alle 10:02
Aspettavo che qualcxuno desse voce a queste preoccupazioni. Prima dell'incidente in Giappone ero incerto anche sul nucleare, adesso no ma sull'acqua sono intenzionato a votare no.
Scritto da Giorgio Latini il 6/6/2011 alle 10:18
concordo che gestire un servizio ci vogliono uomini giusti al posto giusto,quindi anche in realtà piccole ci vuole il professionista .Mi consta che molti piccoli comuni ,incluso il mio quando ero sindaco ,hanno fatto molto per gli acquedotti,ma ciò è legato a chi comanda.Ritengo comunque che è sempre un discorso difficile,spesso il privato affiancato al pubblico diventa una sanguisuga e se non si ha la competenza del controllo,dura guerra che io resisto.Comunque sulla gestione un NO mi pare ok i
Scritto da Luigi il 6/6/2011 alle 10:48
Et bien...saremo in due, anche se le emozioni pop non suffragate da analisi approfondite (e tantomeno informazioni chiare) porteranno alla maggioranza dei sì. Sono molto combattuta anche dal quesito nucleare e spiego il perché: se questo Paese si fosse impegnato nel corso del tempo ad investire nelle energie rinnovabili sarebbe logico votare sì ma, anche qui, è l'emozione (paura) a dettare le scelte. Non riusciamo mai ad avere informazioni chiare. Allo stato attuale siamo schiavi degli altri Paesi europei non considerando che un eventuale disastro nucleare d’oltralpe sarebbe un disastro in casa. E’ anche vero che, in quest’epoca di professionisti mediocri (perdoni l’ossimoro), non potremo mai essere sicuri di avere una gestione sicura del sistema nucleare. Non amo ne il buio ne il freddo, mi auguro che il 12 ci sia un bel sole.
Scritto da signoraoscura il 6/6/2011 alle 11:20
detto in puro italiano,sono necessari urgenti investimenti per....con le casse dello stato cosi ridotte questi investimenti non si possono fare quindi largo ai privati ma sopratutto largo a piu che consistenti aumenti tariffari,che poi anche le casse degli utenti siano vuote è un problema degli utenti non dello stato,giusto? non capisco che cosa si intende"non è pubblico solo cio che è gestito dalla mano pubblica"potrebbe specificare?
Scritto da mottaangelo il 6/6/2011 alle 11:24
Questo si è andare controcorrente. Questo titolo andrebbe meglio per il post di oggi che per quello di ieri. Ormai c'è un'onda emotiva che trascina verso quattro SI. Sull'acqua discutere senza prugiudiziali, come dice @FrancescoG, è molto utile. Se vince il Si penso che sarà poi difficile per il Comune non fare tutto "In House" anche quando credono che sia meglio mettere il servizio a gara.
Scritto da Bulgheroni Carlo il 6/6/2011 alle 11:39
Si dice sempre che bisogna discutere sui contenuti e poi si fa sempre la bottega elettorale. Vince il SI e allora schieriamo il partito sul SI per partecipare ai festeggiamenti. Non so ancora come votare sull'acqua ma questa discussione sul blog mi aiuta e soprattutto voglio decidere con la mia testa non quella di chi comanda nei partiti.
Scritto da Nicola Larghi il 6/6/2011 alle 11:45
Uno degli aspetti più evidenti della crisi della politica è il fatto che i politici continuino a dare per scontato che ciò che è pubblico, cioè gestito da loro, non funzioni, mentre funzionerebbe bene ciò che è privato. A parte che deve funzionare bene innanzitutto ciò che è pubblico (basterebbe mandare a casa chi non sa gestire e in galera chi ci mangia sopra) da piccolissimo imprenditore privato ricordo che un'azienda privata pensa giustamente a interessi privati, non a quelli collettivi.
Scritto da CandidoMC il 6/6/2011 alle 12:21
Ho visto che i partiti dicono di voler spoliticizzare i referendum ma se poi danno un'indicazione univoca e forte agli agli elettori cadono in contraddizione. Diciamo le cose come stanno, si stanno preparando a dire: abbiamo vinto noi. In questo modo si svilisce la libertà referendaria. Io voterò probabilmente Si anche sull'acqua ma il ragionamento del post nel suo aspetto metodologico è giustissimo.
Scritto da Gigi M. il 6/6/2011 alle 12:22
Caro Adamoli, sull'acqua non mi convinci. E' vero si tratta di un servizio pubblico obbligatoriamente gestito in posizione di monopolio. Non possono essereci più distributori. Questo impone maggiore responsabilità del gestore. Comuuni e municipalizzate gestiscono male ? Si cambino i gestori ( e chi li nominano ). Seguendo la teoria che ciò che non funziona lo affidiamo ai privati domani ci diranno di dare ai privati anche tutti gli ospedali ? E sicuramente i pronto soccorsi che gridano vergogna.
Scritto da A. Vaghi il 6/6/2011 alle 12:24
Riprendiamo il discorso sull'acqua. Mi si spieghi come la mettiamo con l'utile assicurato ( attraverso la tariffa ) al getore in relazione al suo investimento per migliorare il servizio ( 7 % ? ) Se questa norma fosse stata concessa ai Comuni avrebbero anch'essi avuto buoni utili da reinvestire. Invece gli investimenti sugli acquedotti sono stati fatti con mutui a carico del bilancio comunale, non repuperati dalle tariffe dell'acqua neppure attraverso quote annuali d'ammortamento Voterò SI'..
Scritto da A.Vaghi il 6/6/2011 alle 13:14
Discussione interessante. Magari se ne facessero di più su queste cose vere e si facessero meno pettegolezzi sui nomi. Secondo me il problema è il controllo sull'esecuzione di un capitolato d'appalto preciso e cinconstanziato deciso dagli enti pubblici. Concorrano anche le municipalizzate alle gare ma se i comuni decidono di affidare il servizio a un privato non vedo perchè non dovrebbero avere il diritto di farlo.
Scritto da Lucky il 6/6/2011 alle 13:44
Circa la produzione di energia nucleare con centrali attuali è sicuramente da bocciare.
Scritto da Luigil. il 6/6/2011 alle 13:52
La definizione francescana “sorella acqua” è sempre commovente (ne parlavo già in un commento al post “Referendum”, 26 maggio). Così come è altrettanto commovente la giornata di digiuno (pane e acqua) organizzata da due religiosi comboniani (il noto e amato padre Alex Zanotelli ed un suo confratello) per il prossimo 9 giugno, a Roma, in piazza San Pietro ove hanno dato appuntamento ad altri religiosi (sacerdoti, suore e missionari) vestiti ognuno con i propri “simboli sacerdotali e religiosi”. Gli stessi organizzatori si paragonano un po' ai monaci di Myanmar (ex Birmania) quando manifestavano contro il regime. Ciò nonostante, rimane valida la riflessione che ho già espresso, sempre nel post “Referendum”, sugli aspetti prettamente politici e tecnici legati alla gestione industriale delle risorse idriche, riflessione alla quale Adamoli aveva risposto, anticipando un po’ il contenuto dell’attuale post. E, come già scrivevo, sia perché è difficile digerire la definizione di acqua quale “bene di rilevanza economica” e sia perché il voto del referendum è un voto politico contro questo Governo, al referendum voterò “sì”, ben quattro sì. @A.Vaghi dice “gli investimenti sugli acquedotti sono stati fatti con mutui a carico del bilancio comunale non recuperati dalle tariffe dell'acqua”. Questo è vero per le gestioni in economia, ma per quei comuni che finora hanno affidato la gestione del servizio idrico ad aziende partecipate (ex municipalizzate ed ex consorzi) mi risulta che la remunerazione del capitale investito sia regolarmente riconosciuta dai relativi contratti di servizio. Riguardo al referendum sul nucleare, è più che necessario orientarsi verso nuove forme di energia rinnovabile, che consentano anche nuovi investimenti nel settore “verde” (green economy, green jobs, ecc.). La vera sfida è proprio questa: saper intrecciare le questioni ambientali a quelle economiche, occupazionali e normative.
Scritto da Mafalda il 6/6/2011 alle 14:04
Dove sono finiti i liberalizzatori del Pd? Sciolti come neve al sole appena hanno sentito aria favorevole al SI.
Scritto da Tombini Carlo il 6/6/2011 alle 14:07
Spesso l'acqua costa già di più di quello che leggiamo in bolletta.Parte del costo vivo del servizio è sostenuto direttamente dai comuni,a beneficio di spreconi e non, benestanti e non. Il 7% fisso di remunerazione del capitale è un errore.Numero anacronistico:del 96.Da anni enti ed istituzioni hanno chiesto di rivederlo:nulla.D'altra parte non avere i costi finanziari in bolletta(interessi mutui) è un problema, per qualsiasi gestore. @ Carlo Bulgheroni. Comuni ed "in house": come ha ragione.
Scritto da FrancescoG. il 6/6/2011 alle 14:11
Beato Lei che può rinviare le vacanze, altri non le possono fare. Sull'acqua occore dire se la tariffa deve includere tutto (anche investimenti). Io sono dell'idea che in parte la tariffa deve essere sostenuta dalla fiscalità generale e quindi... Sul nucleare alcuni Paesi europei danno la loro disponibiltà a eliminarlo fra 20/25 anni xchè sperano in nuove tecnologie nucleari; intano speculano sul loro minor costo energetico (Francia e Germania)
Scritto da un pensionato il 6/6/2011 alle 14:13
Ormai i principi non contano più. Il privato sull' acqua ci vuole guadagnare e basta. Ha ragione @un anziano, il pubblico quando non funziona viene lasciato andare per la sua strada o sostituito dal privato e questa cosa, per altro, non funziona sempre. Comunque, con rispetto, da uno che viene dalla Dc taja e medega sui referendum dovevo aspettarmi la Sua posizione chiamiamola articolata che la gente semplice la definisce in altro modo.
Scritto da E.F. il 6/6/2011 alle 15:22
Io non ho paraocchi ideologici, penso che la liberalizzazione di servizi come i trasporti possa essere utile, ma l'acqua è un bene troppo importante per affidarlo ai privati (sarebbe come privatizzare la sanità o la getsione dell'ordine pubblico!). La distinzione tra acqua e gestione del servizio è capziosa e ridicola... Sull'efficenza non è affatto vero che il privato si dimostri più efficente del pubblico, tanto meno a parità di costi (andate a chiedere in provincia di Latina, con Veolià)
Scritto da Davide il 6/6/2011 alle 15:24
Referenda inutili, come sempre. Oggi si vota e domani l’indicazione emersa verrà disattesa. Quindi, voterò: da nichilista amo le cose inutili. Voterò tre volte Sì e una volta No. No per il sì al nucleare. Il nucleare è un dono della terra che va coltivato. E’ pulito, costa poco e miete, quando va male, lo stesso numero di vittime che ha cagionato un cetriolo di Amburgo.
Scritto da Filippo Valmaggia il 6/6/2011 alle 15:31
Adamoli sei sempre bravo a provocare, ad usare il cervello e ad andare controcorrente quando sai di aver ragione. Poco importa dei grandi numeri che ti troverai contro tra i tuoi. Ancora complimenti per la scelta da parte di chi resta anche...un nuclearista convinto.
Scritto da Fabrizio Piacentini il 6/6/2011 alle 15:35
Hai tutto il mio appoggio. Far finta di voler liberalizzare e poi far votare si ai referendum sull'acqua è assurdo. Il Pd dovrebbe dire ai suoi elettori di votare come vogliono dando qualche chiave di lettura in più per comprendere di cosa si tratta.
Scritto da Elisabetta il 6/6/2011 alle 15:46
Siamo sicuri che con il privato il servizio migliora? Guardiamo cosa è successo ad Aprilia. Oppure, vediamo che l'acquedotto peggiore per dispersione ed efficienza è quello di Roma (a partecipazione privata - tra cui Caltagirone, il suocero di Casini-), mentre uno dei migliori (se non il migliore) è quello di Milano (gestione tutta pubblica). Ci sarebbe da segnalare anche la vicenda di Parigi (tornata a gestione pubblica dopo il fallimento di quella privata), oppure ricordare cosa è successo in Italia con la privatizzazione delle autostrade (il servizio doveva migliorare e i costi diminuire...). Senza garanzie per i cittadini e obblighi e vincoli ben precisi per le aziende che ricevono la gestione del servizio, la legge attuale la considero inadeguata e quindi voterò SI'.
Scritto da pino s. il 6/6/2011 alle 16:33
Scelta secca "pubblico o privato"? In verità tutte e due le opzioni presentano controindicazioni non da poco. Sappiamo tutti delle inefficienze e degli sprechi del pubblico gestito dai partiti attraverso società partecipate Ma il privato gestore di pubblici servizi si è rivelato un monopolista nemico del mercato. L'Italia dell'acqua (che fa acqua..)annega Marx e Smith. Non si tratta di un problema risolvibile, quello dell'acqua, con un no o un si. Ma di politiche di lungo periodo....
Scritto da Andrea Bortoluzzi il 6/6/2011 alle 16:46
Cerco di rispondere a qualcuna delle osservazioni più pregnanti scusandomi con i commenti che non citerò. Considero, naturalmente, l’acqua uno dei beni pubblici più preziosi al mondo. Se si trattasse di inficiare questo principio, @Davide, voterei Si, non una, ma mille volte. Né voglio privatizzare il servizio idrico a tutti i costi. Credo semplicemente, @ Angelo Motta, che sia opportuno che i Comuni affidino il servizio, tramite gara trasparente, ai soggetti privati o pubblici che danno più affidabilità economica e di efficienza. Il periodo di durata sarà prefissato e il controllo rigoroso apparterrà sempre e in ogni caso all’ente pubblico. Solo qualche tempo fa la ditta “Bersani e Letta”, per tacere di molti altri, parlava esattamente come sto cercando, modestamente, di fare io. Ma anche loro, come @Mafalfa, credono che, votando SI anche sull’acqua, mandano a casa Berlusconi più in fretta. Liberissimi loro di agire in questo modo, ma libero io di contestare questa posizione, che reputo invece valida per gli altri referendum. Berlusconi passerà, ma si rafforzerà l’idea che è impossibile far dimagrire uno Stato che invece ne ha più che mai bisogno. Non mi sogno di convincere @A.Vaghi e gli dico che per me l’ospedale pubblico è un’assoluta priorità, come per lui, ma credo sbagliato, come dice anche Sergio Chiamparino, non far capire che anche nel Pd, sui servizi pubblici, esistono altre sensibilità. Condivido @FrancescoG: dopo la valanga di SI al referendum, sarà ancora più difficile il compito delle amministrazioni locali su questo terreno perché gli viene meno una potenzialità concorrenziale molto forte, quella che può aiutare il servizio pubblico a funzionare meglio come chiede giustamente @ Anziano. La mia, @E.F. è una opinione impopolare, minoritaria e molto netta, ma credo legittima nel Pd. Se non lo fosse sarei molto preoccupato
Scritto da Giuseppe Adamoli il 6/6/2011 alle 17:04
Adamoli, tu (lei?) sei molto esperto. E.F. ama provocare in modo spesso esagerato, io non le risponderei quasi sempre come fai tu (lei?).
Scritto da Alessia il 6/6/2011 alle 17:41
Che Chiamparino e Renzi la pensino per il NO è un loro diritto. Ma è anche una ammissione di fallimento : come Sindaci non hanno saputo dirigere al meglio una gestione pubblica di un servizio tutto particolare come quello della distribuzione dell'acqua Che non può essere gestito se non in situazione di assoluto monopolio ( a meno di lavarsi con l'acqua minerale... ) Altri servizi pubblici sono liberati o liberalizzabili, vedi energia elettrica, telefoni, radio TV,e anche la sanità.Non l'acqua
Scritto da A .Vaghi il 6/6/2011 alle 18:06
Condivido le osservazioni di A. Vaghi con una precisazione: gli acquedotti e l'acqua sono un servizio, le tariffe non possono essere "politiche" a tutto tondo cioè fissate a prescindere dai costi per le manutenzioni e gli investimenti. Devono essere assolutamente trasparenti e i dirigenti delle Aziende di gestione competenti al massimo livello non galoppini di partito da accontentare con una poltrona o uno strapuntino come premio di fedeltà a carico dei contribuenti. Chi è senza peccato.....
Scritto da cesare chiericati il 6/6/2011 alle 18:17
Meno male che si parla anche di referendum. Ho bisogno di saperne di più. Sugli altri referendum so già cosa votare, sull'acqua deciderò all'ultimo momento ma ai seggi vado di certo. E' questa la cosa che conta di più.
Scritto da Cittadina cattolica il 6/6/2011 alle 18:19
Condivido Adamoli sull'acqua e sul legittimo impedimento, A differenza sua io sono favorevole anche al nucleare per questi motivi ( li ricordo a me stesso; rispetto le diverse convinzioni di altri): perchè i rischi e i problemi creati dalle centrali sono paragonabili ad altri sistemi di produzione di energia ( carbone, petrolio... ), perchè importiamo da fonti nucleari dall'estero e perchè le rinnovabili, non sono ad oggi, e non saranno a breve, energie alternative, bensì complementari.
Scritto da Giovanni Cogliati il 6/6/2011 alle 18:42
Società municipalizzate e partecipate: più se ne fanno fuori meglio è. Speravo nella Lega ma è stata peggio degli altri. Ha arraffato cadreghini e basta. Senza la leva della concorrenza non riusciranno mai a fare niente.
Scritto da Un artigiano il 6/6/2011 alle 19:21
@A. Vaghi. Non capisco cosa significa regime di monopolio. E' evidente che in un territorio ci può essere un solo gestore. Il dilemma è quale gestore. Pubblico, o privato scelto dai comuni e dalle province, che poi controllano? Il problema è aperto a varie soluzioni. Guai a dire solo privato ma non va nemmeno bene dire solo pubblico. Dopo il referendum non vorrei che le cose fossero ancora più complicate e gli enti pubblici si sentissero più forti per continuare a fare i loro comodi.
Scritto da Roseto senza rose il 6/6/2011 alle 19:57
"Denuclearizzati" potremmo avere svantaggi senza avere benefici. Gli svantaggi sono un'altra Chernobyl, ma molto più propinqua (Francia? Svizzera?); i benefici sono un'energia poco inquinante e molto più conveniente. Di carbone si muore e per il petrolio si uccide. Il nucleare, al confronto, è un giardino fiorito: spadici di calle, gerbere e cespugli di lavanda. Vedo anche un ruscello gorgogliante.
Scritto da Filippo Valmaggia il 6/6/2011 alle 19:59
Discussioni interessante ma non ho cambiato il mio atteggiamento favorevole a votare NO. Liberalizzare mi pare l'unica via d'uscita da un vicolo cieco.
Scritto da Giorgio Latini il 6/6/2011 alle 20:38
Sono per il servizio pubblico gestito da un privato efficiente e responsabile sotto la guida dei comuni e delle province.
Scritto da Giacomina il 6/6/2011 alle 20:54
Ho letto l’articolata risposta che ci fornisce (h. 17.04) e apprezzo la coerenza della Sua posizione. Nel merito, io sono d’accordo con le Sue motivazioni, come ho già scritto nel post “Referendum”: “Secondo la normativa comunitaria, l’acqua, alla pari delle altre utilities, è un ‘servizio di rilevanza economica’ e, come tale, il suo affidamento non può prescindere dal regime di gara. Quindi, la proposta di stralciare l’acqua, è puramente ideologica e anticomunitaria” (h. 22.16). Non credo che l’aspetto politico perseguito da Bersani e Letta sia quello di accelerare l’uscita di scena di Berlusconi. Semplicemente, dato il contesto politico che si è determinato nel nostro Paese, nessuno si è potuto permettere (al di là delle scelte individuali come la Sua) di fare un “Comitato per il no all’acqua pubblica”, in quanto questa posizione avrebbe diviso il centrosinistra (beneficiando Vendola e Di Pietro) e sarebbe risultata perdente. Infatti, chiediamoci come mai un Chicco Testa, un Franco Bassanini, una Linda Lanzillotta, ecc. non abbiano costituito un eventuale comitato per il no. Il messaggio, quindi, è sempre stato quello di un compatto “sì”, anche perché la partita dei servizi idrici non si chiuderà certamente con questo referendum. Detto questo, ribadisco i miei “sì” in quanto ho deciso di far prevalere in me le sollecitazioni emotive legate ad un bene così prezioso che ci consente di vivere. Forse è anche merito del “popolo del sì” che è stato molto bravo a fare questa campagna, toccando diverse corde interiori. Insomma, voglio sentirmi parte integrante di questo popolo. Lasciatemi questa illusione ;-)
Scritto da Mafalda il 6/6/2011 alle 21:19
Una coppia di filonuclearisti. Una signora oscura, che ama il sole. E un nichilista, che sogna un mondo fiorito. Il vento radioattivo, che soffia da oriente, comincia a fare effetto.
Scritto da Frank Slade il 6/6/2011 alle 22:20
Quando ho buttato giù la mia risposta delle 17.04 non avevo ancora letto il commento di @Andrea Bortoluzzi che in gran parte condivido: "ci vogliono politiche di lungo termine". Sai qual'è @Andrea la mia preoccupazione? Che con la vittoria a valanga del Si possa risultare più difficile chiamare alla responsabilità severa sia le Autonomie locali, che i partiti che i gestori pubblici, proprio per gli impegni di lunga durata. @Alessia, ti prego di continuare a darmi del tu. Quanto a @E.F., ti assicuro che le sue provocazioni mi infastidiscono di più quando sono rivolte ad altri che a me, proprio perchè io posso rispondere. @Mafalda, perchè illusione? Chiamalo pure sogno. La mia è certamente una scelta individuale. Questa volta non mi sento di belare in coro. L'ho fatto troppe volte.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 7/6/2011 alle 00:16
Ho letto tutti i commenti e ho riflettuto sulla questione "acqua". Ritengo che sia giusto, in questa fase, che il Pd propagandi i quattro Si e trovo alttrettanto giusto che ci siano delle voci individuali che sostengano altre tesi sul nucleare e, in particolare, sull'acqua. La cosa importante è che tutti spingano per andare a votare. La sconfitta del governo passa dal raggiungimento del quorum.
Scritto da Lorenzo il 7/6/2011 alle 09:01
Questo post è la dimostrazione di come si possa discutere animatamente, e intensamente di politica senza attaccare le persone. I nickname ci sono anche su questo blog ma nessuno ne approfitta per scaricare le proprie frustrazioni contro gli altri colleghi di partito. Credo che il Pd dovrebbe intervenire per far cessare lo spettacolo indegno messo in evidenza dalla Provincia nel numero di ieri.
Scritto da G.S. il 7/6/2011 alle 09:17
Qualche informazione sul servizio idrico.Qualsiasi gestore deve chiudere i conti.La tariffa copre le spese di investimento e manutenzione, precedentemente quantificate dagli enti pubblici.Se previsioni e relative tariffe sono sbagliate,la responsabilità è della politica e non del gestore.Dietro alll'organizzazione del servizio ed alla sua regolazione,traspare il mondo che si vuole,costruire.Il mio non è nè socialista,nè capitalista.Ma piuttosto eco-sociale.Sto con @ Andrea Bortoluzzi.
Scritto da FrancescoG. il 7/6/2011 alle 10:10
Non ho la pretesa di convincerla che la sua scelta sia sbagliata e non ci proverò. La invito però a leggere la lettera pubblicata su "Giornale del Mattino" il 15.12.1955 (sì 1955!!!). La scriveva un "povero parroco" di un paese di montagna di pochissime anime. Il titolo era "LETTERA DALLA MONTAGNA - L'ACQUA E' DI TUTTI" si rivolgeva ai cattolici, ai legislatori cattolici in particolare. Profetico come in tutte le sue scelte. Si chiamava don Lorenzo Milani.
Scritto da Pier Giorgio M. il 7/6/2011 alle 18:10
Beh, la questione, che lo si voglia o meno, è ideologica. Un'impresa qualsiasi che si occupi di acqua, fissato il tipo di servizio che si voglia erogare, costa 100. Se questa impresa (o gestore) è pubblica costa 100, se è privata costa 100 + il guadagno che ne vuole ottenere il proprietario: a parità di servizio e condizioni il privato costa di più. Si ritiene però che chi lavora nel pubblico sia fisiologicamente pelandrone, inefficiente, e lo si debba sorvegliare, mentre nell'impresa (segue)
Scritto da Silvano Madasi il 7/6/2011 alle 19:17
(da) privata questo ingrato compito se lo sbarba il titolare. Ma il privato, si sa, oltre ad essere un buon sorvegliante, è anche quello che vuole il massimo profitto col minimo sforzo, quindi metterà in atto ogni turpe accorgimento per aumentare il profitto, (salari, tasse, infortunistica, norme ecc), infischiandosene anche del "bene" dell'utenza e del committente. Ne deriva l'onere di sorvegliare il sorvegliante. Ma allora tantovale sorvegliare chi lavora nella gestione pubblica!
Scritto da Silvano Madasi il 7/6/2011 alle 19:33
@FrancescoG., ho fatto un blitz nella comasca e ho trovato un foglio informativo di “Autonomia comasca”, che si definisce “il movimento politico dei comaschi per i comaschi” (ma cosa vorrà mai dire?). Tale foglio informativo – che sarà giunto sicuramente anche a casa tua – verte quasi interamente sui referendum. Il “padre” della legge sui servizi idrici e capogruppo di “Autonomia comasca” in Provincia, Giancarlo Galli, fornisce indicazioni di voto: tre sì (acqua e nucleare) e libertà di voto al quesito referendario sul legittimo impedimento. Sconcerta la libertà di voto su un argomento così importante ma, d’altro canto, fanno parte della giunta-Carioni. Ah, questi centristi …
Scritto da Mafalda il 7/6/2011 alle 23:53
L'acqua è un fattore vitale, un diritto per tutti. E' sempre stata pubblica. Nell'Ottocento i liberisti hanno privatizzato le reti ma dopo le epidemie di colera sono state ri-pubblicizzate nel primo Novecento. Se i servizi collettivi funzionano male è colpa della politica; la corruzione esiste tanto nel pubblico che nel privato. Il servizio pubblico è però controllabile dai cittadini se c'è la democrazia . La mercificazione dell'acqua va contro lo Stato sociale. Io voto quattro "si".
Scritto da Camillo Massimo Fiori il 8/6/2011 alle 12:18
Caro @Massimo, ti ringrazio per il tuo intervento, tu sai bene quanto ti stimo. Non voglio contraddirti e con te @Silvano Madasi e @Pier Giorgio M. Figuriamoci se posso non rispettare la passione civile e la forza ideale di quei commenti. La mia preoccupazione è che, dopo il referendum con la vittoria schiacciante del SI, le varie società pubbliche si sentiranno di dormire tranquille fra due guanciali e continueranno nel solito tran tran. D'altro canto, il Parlamento, che dovrà approvare una nuova legge sulla base delle direttive europee, sarà in difficoltà a disciplinare meglio (lo voglio anch'io) le gare pubbliche. Un qualche numero di NO farà bene. Questa la mia sensibilità.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 8/6/2011 alle 17:26
Purtroppo tutto, anche i referendum, pensati dai padri costituenti come possibilità di intervento legislativo da parte dei cittadini, sono stati trasformati in terreno di battaglia ideologica. Tant'è che dopo quelli gloriosi sul divorzio e sull'aborto, è stata una deriva di battaglie perse e soldi sprecati. Questa volta sono vissuti prevalentemente per dare una seconda botta a Berlusconi. E fin qui niente da dire ! ma se entriamo nel merito: - nucleare penso si debba votare SI anche in virtù della ormai conclamata possibilità (soprattutto a seguito della decisione della Germania) di poter fare a meno nel medio periodo di un'energia così pericolosa da gestire. - Legittimo Impedimento, SI perchè si tratta di affermare il principio fondante le democrazie moderne secondo il quale tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, e la botta a Berlusconi in questo caso è quanto mai doverosa. - acqua: l'attuale legge non privatizza un bel niente (non a caso il contributo del ministro Lanzillotta fu determinante nel formularla). Prevede finalmente il ciclo integrato dell'acqua: dalla captazione, alla distribuzione, alla depurazione e reimmissione in rete. Prvede la costituzione di una società patrimoniale, pubblica, in ambito provinciale, alla quale vengano attribuiti tutti gli impianti (pozzi, reti, depuratori, etc) per una gestione più efficiente e per consentire investimenti non frammentati di manutenzione a fronte di una attuale dispersione tra il 30-40% dell'acqua a causa del mal funzionamento della rete. Prevede infine una società di gestione pubblica, dove se necessario si potrebbe far entrare anche dei privati per un massimo del 40% del capitale. Quindi la governance e anche le scelte autenticamente politiche, come forniture gratuite o tariffe agevolate per i meno abbienti, resterebero tutte nelle mani di un decisore di fatto pubblico. Dove sarebbe tutta questa privatizzazione ? Solo nel principio ideologico per il quale il privato non dovrebbe neppure contribuire, non tanto alla proprietà che la legge già non prevede, ma neppure alla gestione di servizi pubblici anche da posioni di minoranza (la regione Toscana ha attuato questa legge e non risultano ci siano stati casi di violazione di un diritto). Ma anche se fossimo sosetnitori di un principio assoluto, la legge da la possibilità, non obbliga il pubblico a coinvolgere i privati. Trovo inoltre un po' fuori luogo le posizioni anche di "Avvenire" secxondo il quale l'acqua in quanto bene di Dio vada difeso....dalle speculazioni. Posizione sacrosanta, ma secondo me, fuori luogo da parte di chi si guarda bene dal deninciare il non pagamento ad es. dell'ICI sui beni ecclesiastici. Questo sì sarebbe un contributo sostanzioso al disastrato bilancio del nostro stato. Fino a poco tempo fa questa era la posizione del PD provinciale e soprattutto dell'attuale segretario, allora amministratore locale e con il quale ai tempi avevamo organizzato un convegno provinciale. Personalmente finora non ho raccolto ragioni per cambiare opinionie. Quindi per due referendum condivido la proposta di votare SI, sull'acqua credo sia più corretto astenersi. Ciò consentirebbe di contribuire a raggiungere il quorum dei votanti, ma anche di evitare posizioni aprioristiche che svuotano i referendum del loro significato originario. Se qualcuno/a pensa di avere ragioni valide per farmi cambiare opinione, sono ben disposto a prenderle in considerazione e domenica a votare di conseguenza. Non perchè il mio voto sia importante, ma perchè considero l'indipendenza di giudizio e l'onestà intellettuale valori importante di un nuovo partito. Mi sono deciso a scrivere dopo aver letto la posizione di Piero Bassetti su Repubblica di oggi, non solo mi sono sentito meno solo, ma come sempre Bassetti si è confermato un uomo di grande indipendenza ! Emilio Paccioretti
Scritto da Emilio Pacioretti il 8/6/2011 alle 18:35
Pubblico non significa inefficiente, privato non significa efficiente e trasparente (basta guardare le aziende italiane e i loro guai). Le gare d'appalto attirano criminalità e mafie, come in Africa l'abbeverata attira i leoni. Liberalizzare non è sinonimo di privatizzare, infatti le aziende parlano della prima ma mirano alla seconda, con ricche sovvenzioni pubbliche come incentivo. Investano e snelliscano la burocrazia, e l'acqua sarà di nuovo un dono e non un bene (economico).
Scritto da Cesare il 9/6/2011 alle 15:23
Scandaloso, il 7% di ricavi garantito agli investitori , naturalmente paga come sempre il cittadino. Gli Italiani non hanno nessuna tutela, e questa BARBARIE conferma, siamo solo il mezzo per garantire laute entrate ai POLITICI!
Scritto da Ivan Giusti il 9/6/2011 alle 18:35
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