Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 11/6/2011 alle 10:14

 

Come voterò domani l’ho già detto nel post “Acqua. Perché voto NO”. Una posizione assolutamente minoritaria nel centrosinistra che merita di essere conosciuta e che ha suscitato un dibattito interessante.
Il bello arriverà una volta chiuse le urne. Resto convinto che la liberalizzazione, non la privatizzazione, sia la strada percorribile per valorizzare il grande patrimonio dell’acqua pubblica.
Spero che la valanga dei SI non blocchi i tentativi di modernizzazione del servizio idrico e degli altri servizi pubblici coinvolti nel referendum.
Sugli altri questi risponderò con un SI convinto e mi auguro vivamente che i referendum risultino validi.
I cittadini devono sapere che l’astensione per pigrizia mentale, indifferenza, insensibilità è una responsabilità seria. Per riuscire in questo intento bisognerebbe combattere l’apatia e il disinteresse senza demonizzare però gli elettori che si asterranno per scelta politica.
La ragione è semplice. Quanti di noi in passato non hanno votato nei referendum per una precisa valutazione  indotta dall’esistenza del quorum? Io sono fra questi. Ciò che era ritenuto valido allora non può essere negato oggi.
E’ una questione di credibilità. Su questo punto sento strumentalizzazioni e ipocrisie che non mi piacciono e che mi inquietano.


 
Tags: , quorum, astensione, referendum     Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 31 commenti - scrivi il tuo commento
Ritengo che “Suffragio universale” abbia un significato intrinseco. Le opinioni che contano dovrebbero scaturire da chi si esprime nel merito di una questione. Puntare sul disimpegno, esortare i cittadini ad essere in altre e più divertenti faccende affaccendati, può anche portare ad un esito favorevole nell’immediato. Non credo giovi alle sorti della Democrazia. Chi punta sull’astensione confida sugli ignavi “che mai non fur vivi" , “ che visser sanza infamia e sanza lodo”. Purtroppo, non possiamo concludere, con Dante, con un “non ti curar di lor, ma guarda e passa”. Da loro, molto spesso, dipende l’esito di una consultazione. L’adagio “gli assenti hanno sempre torto”, in caso di referendum, non vale.
Scritto da Angelo Eberli il 11/6/2011 alle 15:08
Evitiamo che il Mercato metta le sue mani grifagne anche nei nostri bicchieri.
Scritto da Filippo Valmaggia il 11/6/2011 alle 15:27
Condivido fino in fondo. Sono tra quelli/e che sulla procreazione assistita non sono andati/e a votare per far fallire il referendum. Questa volta ci vado con entusiasmo ma l'opzione astensionista se era valida qualche anno fa per me è valida oggi per gli altri. Concordo senz'altro anche sul disinteresse e la sfiducia da combattere.
Scritto da Cittadina cattolica il 11/6/2011 alle 15:30
L'altro giorno hai quasi tessuto l'elogio di Bersani. Dopo di allora hai criticato il si del partito sull'acqua. Non ti pare di essere caduto in contraddizione?.
Scritto da Iscritto Varese il 11/6/2011 alle 15:42
Caro Angelo, puoi aver ragione ma allora il Parlamento tolga di mezzo il quorum. Altrimenti non si potrà mai evitare che il voto degli astensionisti consapevoli (vedi @Cittadina cattolica) si aggiungano agli "ignavi". In queste condizioni le opzioni legittime sono tre, non solo il SI e il NO. In passato ho scientemente e politicamente usato l'astensione in due occasioni. Non me ne sono mai pentito.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 11/6/2011 alle 16:11
Caro iscritto, non vedo nessuna contraddizione. Sto nel Pd convintamente ma con la mia testa. Questo non è un blog ufficiale del Pd con il compito di fare propaganda. Sono iscritto ad un partito da quando ero un ragazzo. So bene quali sono i miei diritti e soprattutto i miei doveri. Qualche mese fa mi avevano chiesto, a Milano, di far parte di un Comitato del No sull'acqua e ho risposto picche. Non ho partecipato a nessuna riunione referendaria, malgrado molti inviti, proprio per la mia dissonanza con la posizione "ufficiale" del Pd sui servizi pubblici.. Ma sul mio blog, vivaddio, esprimo liberamente le mie idee. Tutto questo non inficia la considerazione positiva che ho per il segretario del mio partito.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 11/6/2011 alle 16:15
Caro Adamoli, sul referendum mi sono già espressa e non voglio ripetermi. Piuttosto, ho chiesto ad un mio amico (studioso di Apel e di Habermas, che ha fatto della comunicazione politica ed istituzionale la sua professione), un parere sul recente riproporsi della questione dell’anonimato nei blog, alla luce di quanto accaduto nell’ultima settimana. Mi ha semplicemente risposto che si tratta del solito problema delle “comunità di comunicazione”, che si dichiarano “aperte e pluralistiche” ma che, alla prima “minaccia”, invocano la “normalizzazione” e si chiudono in se stesse. Esattamente quello che è successo nei giorni scorsi, quando si sono levate voci a difesa dell’integrità del partito e della sua linea politica, entrambe esposte, per il tramite dei blog di Varese Politica, alle minacce di anonimi e di infiltrati (leghisti o ciellini prezzolati?). Inutile dire che gli insulti, le offese, le illazioni e quant’altro abbia una rilevanza anche penale sono da condannare. In questo caso la censura è doverosa. Secondo il mio amico, se si vuole un blog di crescita culturale, paradossalmente, i commentatori dovrebbero essere tutti Anonimi, in modo che risaltino i contenuti dei commenti anziché il “profilo” degli autori. Questo perché la riconoscibilità delle fonti è un fattore perturbativo e può condizionare sia l’interpretazione di un commento che la libera espressione di un giudizio su di esso. Lei si immagini, caro Adamoli, un blog ove scrivano anche Cavalieri del Lavoro, Commendatori, Principi del Foro, Generali dell’Esercito, Senatori a Vita, Alti Prelati, Rettori Universitari, Primari, Sindaci, Assessori, Presidenti di Provincia, Consiglieri Regionali, Segretari Provinciali … I comuni commentatori mortali sarebbero vittime di una cronica ed irreversibile soggezione reverenziale. Verrebbe meno quel genuino e fecondo eclettismo che costituisce l’antidoto ad ogni chiusura autoreferenziale. Due sono gli elementi che il mio amico ha sottolineato nella lettura di questi blog. 1) Il messaggio di “SE-RE-NI-TA’” trasmesso dal Partito. Sì, proprio così, scandita come faceva Prodi. Con la voce un po’ grossa ma bassa, come quella di Prodi. Con la stessa pacatezza di Prodi. Se-re-ni-tà. Nel partito c’è se-re-ni-tà. Solo se-re-ni-tà. 2) Il possibile emergere, nel Suo blog, di una DIFFERENZA FRA GENERI E GENERAZIONI. E ciò sarebbe da scongiurare, pena il rischio che proprio il Suo blog venga relegato a strumento per over 60enni, prevalentemente di genere maschile. @Laura S. scriveva che, a volte, i commenti degli uomini, quando parlano di politica, sono molto noiosi. Secondo me il problema ha un altro nome: scarsa duttilità. Generalmente, i commentatori di Varese Politica, ad eccezione di @Filippo Valmaggia, sono scarsamente duttili. Infatti, mentre io e Laura ci confrontavamo con il signor Ennam, gli uomini del blog erano intenti, seriosamente, a commentare di Magistratura nel post nuovo. Le donne, manco a parlarne. E che dire del signor @Ulderico Monti? Nonostante lui mi abbia negativamente accomunata ad Asor Rosa, sono stata la prima a complimentarmi per l’acutezza del suo pensiero. E una delle poche a commuoversi per la sua citazione della Lettera di San Paolo ai Corinzi. Leggo, nel suo commento nel post sulla Magistratura, il conteggio delle battute. Vorrei fosse – tale conteggio – un’operazione attuata di default da Word. E non opera del signor Monti. Altrimenti, occorrerebbe dire a Giovannelli di intervenire anche sull’architettura del blog, in modo che non vengano TASSATIVAMENTE superate le 500 battute. Ecco, caro Adamoli, un divario fra le diverse generazioni sarebbe veramente fastidioso. Anzi, colgo l’occasione per rivolgere il mio sentito appello a @UN ANZIANO affinchè ritorni sulla sua decisione di non scrivere più sui blog di Varese Politica. Potremmo insieme fare tante battaglie culturali. Il cambiamento passa anche attraverso noi, seri e costruttivi Anonimi. ;-) P.S.: Sulla lunghezza dei miei commenti, anche questa volta, ahimè, ha ragione il signor @Angelo Eberli (anche se non dice completamente la verità sui fiori che lui preferisce, oltre alla cara cognata Rosa, naturalmente) ;-) La sua pagina su Facebook parla da sola. Un solo consiglio, sempre da parte del mio amico. Un consiglio gratuito (altri lo pagano fior fior di migliaia di euro): mai mettere la fototessera in Facebook. Piuttosto, quella delle ultime vacanza ad Honolulu. Ma la foto che si mostra ai valichi doganali o ai controllori del treno, mai! Confido in un congruo senso dell’humour del signor Eberli. Altrimenti, sono rovinata ;-) Ad Adamoli, una promessa: è uno dei miei ultimi commenti prolissi. Lo accetti di buon cuore, La prego.
Scritto da Mafalda il 11/6/2011 alle 16:49
@ Filippo Valmaggia. Per una volta concordo con il tuo parere brevissimo. Significa che domani andrai a votare?
Scritto da Una lettrice il 11/6/2011 alle 18:37
Voto si per legittimo impedimento e nucleare. Sull'acqua, su un quesito mi astengo sull'altro voto no.
Scritto da G.S. il 11/6/2011 alle 19:04
Vedo dalla Prealpina che i sindaci della nostra provincia sul legittimo impedimento e sul nucleare votano, o non votano, come i loro partiti, mentre sull'acqua votano tutti si. "L'acqua è pubblica", urlano. In realtà i sindaci vogliono tenere le società dove comandano, più poltrone e prebende da distribuire. Un motivo in più per me per votare no.
Scritto da Rosa il 11/6/2011 alle 19:22
@Mafalda. 1)Di norma, quando scrivo, cerco di attenermi al tema proposto. Nei tempi che furono, andare “fuori tema” comportava una sicura insufficienza. 2) Ribadisco che l’unica donna dal nome floreale che conosco e pratico è mia cognata. Perché devo prendermi del bugiardo? 3) La mia presenza su facebook è del tutto fortuita; sarebbe troppo lungo spiegarle come ci sono finito. Un’attenta osservatrice come lei dovrebbe prendere atto che, al massimo, rispondo a chi, molto raramente, mi interpella. La foto tessera? Un’ingenuità da matusa; vedrò di far tesoro dei suoi preziosi consigli.
Scritto da Angelo Eberli il 11/6/2011 alle 19:57
Il post più che sui quesiti referendari è sulla legittimità politica dell'astensione. Se sull'acqua penso diversamente da te sull'astensione devo, purtroppo, darti ragione. E aggiungo che hai un bel coraggio ad esprimerti in modo così netto e tagliente.
Scritto da Pietro (di sinistra) il 11/6/2011 alle 20:35
@Una lettrice. Sì, è la seconda volta che partecipo a un referendum. La prima fu per pronunciarmi contro la caccia ma non si raggiunse il quorum (si dice così?). Questa volta per lottare contro lo Stato - Mercato che svende tutto al Mercato - Stato. Voterò SI' anche per ciò che concerne il legittimo impedimento, sperando di vedere ai ceppi chi dico io. Sul nucleare un bel NO. Sono favorevole. Anche alla bomba atomica. p.s. @Angelo Eberli su FacciaLIbro? Noooooo!
Scritto da Filippo Valmaggia il 11/6/2011 alle 21:48
Cara @Mafalda, sull’anonimato condivido il parere autorevole del tuo amico esperto di comunicazione. Non ho mai chiesto a nessuno di appalesarsi, mai. Semmai di farlo quando i commenti sono personalistici e cattivi, ma questo è un altro aspetto che tocca marginalmente questo blog. L’identità vera, ne sono convinto, potrebbe ridurre la genuinità e la spontaneità del commento. Proprio per questa ragione quando parlo con i giovani li invito a scrivere anche con un nickname. A proposito, guarda che ce ne sono molti che intervengono. Il limite del blog non riguarda la scarsità dei giovani ma delle donne. Questo è il problema della comunità politica reale, non solo virtuale. Sul partito e sulla presenza di nuvole minacciose per i blog ti ho fatto delle domande nei giorni scorsi, rimaste inevase, ma forse hai voluto rispondermi con le parole di oggi. Per quanto ne so io, è davvero curioso (eufemismo) tentare di mettere in scena tutta questa se-re-ni-tà nella città di Varese. Trovo madornale che si sia giunti a questo punto polemico dopo un buon risultato. Non drammatizzerei tuttavia più di tanto. Tu dici “leghisti e ciellini prezzolati”. Mah? Forse pochi “giocherelloni” invidiosi e irascibili di area Pd che godono a piantare zizzania e sono malaccortamente enfatizzati da dirigenti ingenui e ansiosi.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 11/6/2011 alle 22:14
Io ho sempre votato a tutti i referendum e, scusate, ma non riesco proprio ad accettare il comportamento di chi non va volutamente a votare per far in modo che non venga raggiunto il quorum: mi sembra scorretto. Rosy Bindi non lo fece ed è per questo che io, pur non essendo particolarmente cattolica, la stimo. Grazie Rosy: abbiamo bisogno di persone come te! A proposito: voterò due No per l'acqua e Sì per gli altri due.
Scritto da Silvana il 11/6/2011 alle 23:41
Caro Adamoli, siccome da cattolico non sei andato a votare nel referendum sulla procreazione assistita, adesso sostieni che sbaglia chi si astiene per pigrizia, ma che è legittima l'astensione consapevole. Lo raccontavano i preti allora, ma non lo puoi ripetere tu oggi. Te lo dice uno di sinistra-sinistra che ha molto rispetto nei tuoi confronti.
Scritto da Ambrogio L. il 11/6/2011 alle 23:53
Voto e faccio votare per i quattro referendum. Se in futuro, come qualche anno fa in una delle prime volte che votavo, riterrò che astenermi sia utile alla mia causa, lo farò senza tentennamenti.
Scritto da Augusto G. il 12/6/2011 alle 09:48
Caro @Ambrogio, guarda che io ero andato a votare nel 2005 sulla procreazione assistita e avevo differenziato il mio voto sui vari quesiti. Ci ero andato malgrado molti ambienti cattolici predicassero l'astensione considerandola un "fatto morale". Sorrido amaro quando vedo che una parte di quegli stessi ambienti, recitando il "Cantico delle creature", dicono oggi che è immorale non votare. Bella coerenza!
Scritto da Giuseppe Adamoli il 12/6/2011 alle 10:46
Perfetta la sintesi di @Augusto G.
Scritto da Lorenzo il 12/6/2011 alle 12:18
Se non ti sei astenuto sulla procreazione assistita, in quali referendum ti sei astenuto?
Scritto da Ambrogio L. il 12/6/2011 alle 15:54
Caro Giuseppe, sono tornato ieri dalle ferie apposta per votare. Ho votato stamattina e apprendo ora di aver votato in linea con il tuo orientamento: in particolare ho espresso un grande NO al primo quesito sull'acqua. Una legge che affida a società miste pubblico privato la gestione di un servizio pubblico, ribadendo la proprietà pubblica della rete, come può essere definita privatizzazione ? Se questa è la cultura del PD, vi auguro una lunga opposizione per il bene dell'Italia.
Scritto da Larpi il 12/6/2011 alle 16:10
Caro Ambrogio, mi ero astenuto nei referendum che riguardavano il maggioritario. Visto che sei di sinistra-sinistra forse ti eri astenuto anche tu.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 12/6/2011 alle 18:24
Cara @Mafalda, chiedi per favore al tuo amico esperto di comunicazione di darmi, se gli fa piacere, un consiglio sulle mie puntualizzazioni. Mi sto accorgento che forse ne sto facendo troppe.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 12/6/2011 alle 18:27
Al seggio 29 di Velate ,dove voto alle 17, aveva votato il 22% degli elettori.Scrutarori assonnati... Sono sceso in città ed era un tripudio di folla a caccia di..ciliegie! Mi sbaglio o gli appelli al voto "al contrario"(Berlusconi che si scusa di aver detto di non votare,Bersani che quasi si pente di aver detto di votare..)hanno fatto sì che i cittadini abbiano preferito le sagre strapaesane?
Scritto da Andrea Bortoluzzi il 12/6/2011 alle 20:04
Ma Adamoli mi perdoni, anche le richieste all' amico di Mafalda che le dica il suo parere su eccetera eccetera eccetera. Mamma mia ma dove sta la personalità politica di certi uomini politici, boh. Mafalda invece è lì in pieno sbrodolamento per tutti i complimenti che riceve. Va beh, è ora che me ne vada, almeno da questo blog, definitivamente. Credo che nessuno sentirà la mancanza. Adieu.
Scritto da E.F. il 12/6/2011 alle 23:23
@E.F. - Se hai anche tu consigli (non pasticche velenose) da darmi sull'argomento in questione li accetto volentieri. Per il resto, mi dispiace sempre quando quacuno/a lascia il blog, perfino quando non nutre nessunissima simpatia (anzi) nei miei confronti.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 13/6/2011 alle 09:22
“La blogger Amina Araf, la “ragazza gay di Damasco” diventata un simbolo della rivolta in Siria è in realtà un uomo, un americano di 40 anni della Georgia. Mentre attivisti e giornalisti di tutto il mondo avevano creduto che Amina fosse stata arrestata (in seguito ad un allarme lanciato sul blog), l’uomo che per 4 mesi ha finto di essere una coraggiosa dissidente era andato in vacanza con la moglie in Turchia. Lo ha confessato lui stesso con un post intitolato “Scuse ai lettori”. Firmato: Tom MacMaster, Istanbul, Turchia, 12 giugno 2011.” (dal CdS telematico di oggi, 13 giugno)
Scritto da Filippo Valmaggia il 13/6/2011 alle 13:48
Toh, ma guarda, guarda, ho vinto una consultazione elettorale anch'io (3 - 1). Non succedeva dal 1933.
Scritto da Filippo Valmaggia il 13/6/2011 alle 15:58
Eccomi, caro Adamoli, mi scuso ancora se Le rispondo solo ora ma ero via. Lei deve sapere che in Valsassina, ove mi trovavo, vi sono zone che non hanno la copertura internet. I miei amici sono costretti a scendere più a valle, con computer e chiavetta, e posizionarsi in un punto ben preciso della strada, nella fattispecie un ponte. Quindi, comprenderà, sarebbe stato per me un pochino imbarazzante mettermi in automobile, sul ciglio della strada di un ponte, per accendere il computer e collegarmi al Suo blog … ;-) Vengo alla questione. Il mio amico comunicatore, che si complimenta per la freschezza di questa Sua passione, sostiene che gli “ingredienti” di un blog politico di successo siano essenzialmente tre: la ragione, la passione e la relazione. Con la RAGIONE s’intende il saper scegliere, per i post, argomenti stimolanti, sia d’attualità che in linea con le aspettative dei lettori, desumibili, in parte, anche dai loro stessi commenti (ad esempio, non sono rare le volte che @Cittadina cattolica La invita a parlare di argomenti “sociali”). La PASSIONE, come saprà bene, non s’inventa ma si può alimentare mostrando cura ed attenzione nella gestione del blog e mantenendo la necessaria e sostanziale coerenza d’immagine tra quello che si dice virtualmente ed il comportamento nella concreta realtà quotidiana. La RELAZIONE è la capacità di stabilire un RAPPORTO EMOTIVO con i partecipanti al blog, non necessariamente POSITIVO (caratterizzato da simpatia, empatia, fiducia, ecc.), ma anche DIVERGENTE, purché sempre rispettoso dell’opinione altrui. Insomma, tutti ingredienti ampiamente presenti nel Suo blog. Emerge anche la Sua sapiente tolleranza (in questo caso, è anche sinonimo di accoglienza) nei confronti delle “originalità” di alcuni commentatori, la cui presenza conferma il carattere aperto della Sua piazza virtuale. Inoltre, piace il Suo approccio giovane a questo strumento. Non dimentichiamoci della Sua serietà, che fa da amalgama a tutto. Lei scende tutti i giorni più che volentieri in questa piazza. Non so quanti altri politici ... Non si preoccupi, però, di essere troppo interattivo. I commentatori attendono la Sua opinione. A volte basta poco. E le puntualizzazioni fanno bene sia a chi le riceve che a chi le fa. Inoltre, permettono di estendere l’argomento del post. Questo è il pensiero che ho raccolto in serata dal mio amico. Non lo percepisca, La prego, come se giungesse da una “Cattedra”. Questo blog non ha bisogno di insegnamenti. Per venire alla presenza femminile nel blog, come sostiene anche Lei, questa riflette la presenza delle donne in politica. Ossia, è scarsa. Anche se un po’ di vivacità femminile forse si sta muovendo. E per vivacità femminile non intendo certamente quella di @E.F., che perde sempre le occasioni per poter dare - anche dalla sua “ottica marantelliana del mondo” – apporti più che positivi. Anche quello che ha scritto oggi non va in una direzione costruttiva. P.S.: Nel Suo commento delle 22.14 scrive che avrei lasciato inevase alcune Sue domande. Strano! Non oserei mai. Non è mio stile. Forse ero distratta e non le ho percepite come tali. Mi scuso. Riguardo ai cd. “anonimi infiltrati” ho anch’io, come Lei, così grande rispetto degli avversari politici al punto di non aver mai pensato fossero “prezzolati ciellini o leghisti”, come invece sostenevano altri, dannatamente intenti a diffondere un messaggio di se-re-ni-tà nel web. La mia era solo un’amara, amarissima battuta.
Scritto da Mafalda il 14/6/2011 alle 00:18
Il Caso della Falsa Amina. L’esperto di rapporti telematici ha considerato che i messaggi, uso il termine nella sua accezione più ampia, risultano più forti e più credibili se sono “certificati”? Cosa si cela dietro a un nome tarocco? Probabilmente un concetto fasullo.
Scritto da Filippo Valmaggia il 14/6/2011 alle 13:19
Cara Mafalda, grazie dei suggerimenti espressi molto chiaramente.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 14/6/2011 alle 14:54
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