Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 14/6/2011 alle 10:29

 

Il raggiungimento del quorum segna un risveglio partecipativo straordinario sull’onda di quanto accaduto alle recenti amministrative. Nel merito, il legittimo impedimento è stato sepolto e così anche le leggi ad personam come il processo breve.
Sugli altri temi, adesso al lavoro.
Delle centrali nucleari non si parlerà più ma il piano energetico è tutto da inventare. Le fonti rinnovabili devono cessare di essere uno slogan. Richiedono investimenti, saperi tecnologici, un “governo del fare” credibile, per rubare uno slogan di Berlusconi-Bossi, rimasto del tutto inattuato.
Sull’acqua c’è stata retorica e demagogia. E sono passati sotto silenzio gli effetti conseguenti sui rifiuti, sul trasporto locale, su altri servizi pubblici. Ci vorrà del tempo affinché il Parlamento possa approvare una nuova legge, ma la direttiva europea sulle “gare” non potrà essere disattesa.
La liberalizzazione non è un dogma ma una necessità degli stati moderni.
Restando sull’acqua: pozzi, fognature, depuratori, tubazioni da sostituire, dispersioni da ridurre, quasi 10 milioni di cittadini riforniti male e in modo insufficiente, questi i bisogni a cui corrispondere.
Il Pd ha depositato una sua proposta di legge sul servizio idrico che però deve fare i conti con la sostenibilità economica e finanziaria. Tutti gli studi più seri calcolano il fabbisogno di oltre 60 miliardi di euro. Saranno tutti caricati sulla fiscalità generale? Ci sarà un recupero di efficienza? Ce la farà lo Stato dove finora ha in fallito?
Una forza di governo, transitoriamente all’opposizione, deve saper dare queste risposte. Proponendosi di non ingrossare un settore pubblico che ha semmai bisogno di dimagrire.
 
PS -  Da domani, dopo la discussione sul post di oggi, il blog chiuderà i battenti per una decina di giorni.
 
 
 
 
Commenti dei lettori: 21 commenti - scrivi il tuo commento
Grande rispetto per il popolo che ha parlato ma l'abrogazione di quelle leggi richiede delle nuove leggi in particolare sui servizi pubblici. Anche su questo leggi si misurerà l'alternativa a Berlusconi.
Scritto da Lucky il 14/6/2011 alle 11:37
Caro Adamoli, sull'acqua non è andata come voleva lei. Figura tra gli sconfitti o ha comunque vinto la volontà popolare?
Scritto da Loredana il 14/6/2011 alle 12:02
Ho scritto le stesse identiche cose ad alcuni amici proprio ieri sera. Dopo aver "demolito" bisogna ricostruire. Abbiamo capacità e persone in grado di farlo. E anche voglia e passione. Ps: si è confermato che gli italiani credono ancora nella politica e sanno che non si può farne a meno. La vogliono diversa. Ascolto, condivisione e poi le scelte (internet fondamentale). Chi voleva i mandati in bianco, è stato punito. Giustamente.
Scritto da FrancescoG. il 14/6/2011 alle 12:06
Non molli di un centimetro. Hai perso tutto del vero o presunto Dna democristiano dell'arte di barcamenarsi. Almeno abbiamo un interlocutore che non cambia dalla sera alla mattina.
Scritto da Pietro (di sinistra) il 14/6/2011 alle 12:14
Ha ragione. Ora, la questione nucleare non può più ridursi a questione emotiva come, in parte, lo è stata quella sull’acqua. Questa domenica, in una centrale ed elegante pasticceria di Lecco vi era accanto a me una signora, altrettanto elegante, con una spilla rotonda di plastica sul petto. Il contenuto della spilla invitava ad esprimere due “sì” al referendum sull’acqua (che io avevo già espresso di buon’ora al seggio del mio paese). Sarà che le manifestazioni esteriori non mi piacciono. Sarà che, ad una spilla del comitato promotore, io preferisco un cammeo (forse un po’ troppo vintage ma, non per questo, non più indossabile). Sarà che sarà ... abbandoniamo pure l’emotività e cominciamo a lavorare. Riprendiamo, nel nostro Paese, la politica ambientalista che, per errore, un tempo, venne completamente delegata ai Verdi, quei Verdi che si sono dissolti come neve al sole (io mantengo sempre una grande stima per il "langeriano" Cortiana) e che ora, un timido e poco conosciuto Bonelli sta cercando – secondo me, invano – di risollevare. E non affidiamola nemmeno – la nuova politica ambientalista – ai vari Chicco Testa. A proposito, chi sono gli eco-dem del Pd? Una componente vera e seria o un piccolo gruppo o sotto-gruppo che si è dotato di questa prerogativa per stare a galla? P.S.: “Forza di governo transitoriamente all’opposizione”. Mi piace quel “transitoriamente”. E’ foriero di forti speranze. Io sono più pessimista.
Scritto da Mafalda il 14/6/2011 alle 12:28
Non nascondo la soddisfazione per l’esito dei referendum. Per quanto riguarda l’acqua, sono del parere che sarà necessario una legislazione adeguata per trovare le risorse necessarie. Quello che mi andava veramente per traverso era l’obbligo della privatizzazione. In molti comuni la gestione dell’acquedotto funziona bene con equilibrio di bilancio. Perché costringerli a far entrare i privati? Forse perché, questi ultimi, sono animati da spirito filantropico?
Scritto da Angelo Eberli il 14/6/2011 alle 12:55
Ho riletto il mio commento e ho scovato un errore. "Del" va spostato. La frase giusta è questa: "Hai perso del tutto il vero o presunto Dna democristiano..." Mi scuso per l'errore.
Scritto da Pietro (di sinistra) il 14/6/2011 alle 14:50
Cara Loredana, sono contentissimo del quorum raggiunto, almeno questo concedimelo. Sull'acqua e sugli altri servizi pubblici non ho perso, ho stra-perso. Meglio, la mia tesi è stata distrutta. Però lo sapevo benissimo. Ho voluto rappresentare, con pochissime altre mosche bianche, una posizione che fino a un anno fa era quasi maggioritaria nel Pd. Oggi, ridono tutti i profittatori, gli opportunisti, gli inefficenti che si annidono nelle società pubbliche, municipalizzarte, partecipate ecc. che sentono blindati propri comodi, interessi, convenienze. Non sono tutti così, ci mancherebbe, ma ce ne sono tanti, credimi, che adesso non si ritengono più minacciati da una potenziale concorrenza. Spero che il Pd, quando tornerà al governo, non sia stato definitivamente sopraffatto dalla demagogia e ritrovi il filo conduttore di una riforma che riporti in campo una liberalizzazione virtuosa a vantaggio delle casse Stato e soprattutto dei cittadini.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 14/6/2011 alle 15:02
Eh, no caro Adamoli. Dire che "la direttiva europea sulle gare non puo' essere disattesa" e' una mezza verita`. Sono i singoli paesi che decidono quali sono i servizi di rilevanza economica per cui e' necessario indire le gare. Ma nulla ci impone di mettere l'acqua fra questi...
Scritto da Fabio il 14/6/2011 alle 17:11
@Fabio. Le direttive europee devono essere adottate dai Paesi membri con le loro leggi di cui sono responsabili ma io credo che sull'intero ciclo di lavorazione e fornitura dell'acqua fare le gare sia una pre-condizione per ottenere l'efficienza possibile chiunque vinca la gara. Bisogna uscire dalla dicotomia brutale pubblico-privato. Il progetto del Pd va (andava?) in questa direzione.
Scritto da Mario Contini il 14/6/2011 alle 17:18
Godiamoci il successo del quorum. Poi si vedrà. Io alla fine ho votato e fatto votare 4 Si. Sull'acqua alcune richiami di Adamoli vanno tenuti in considerazione.
Scritto da Pd Sesto S. Giovanni il 14/6/2011 alle 18:14
I politici di solito corrono ad accappararsi il merito delle vittorie.Uno che rivendica la sconfitta è rarissimo e mi fa simpatia.
Scritto da Giacomo il 14/6/2011 alle 20:07
Pozzi, fognature, depuratori__i privati i soldi non li cavano dalle proprie tache ma li chiedono alle banche. Vanno forse meglio le autostrade e i telefoni svenduti ai privati ? I cittadini ci hanno guadagnato? Con i referendum è stata la prima volta in vent'anni che si è detto no al pensiero unico universale. Così si recupera il senso del bene comune e quello dello Stato. La politica impari ad amministrare meglio le risorse naturali senza senza darle alle multinazionali.
Scritto da Camillo Massimo Fiori il 14/6/2011 alle 23:10
Caro Massimo, ne parleremo ancora molto quando il Parlamento dovrà approvare la nuova legge. Sui telefoni e sulle autostrade puoi avere ragione. Ma i servizizi pubblici di cui parliamo sono tutt'altra cosa. E' impossibile la gestione "in house" dello smaltimento dei rifiuti, del trasporto locale e, obbligatoriamente, di tutto il servizio idrico. Si eviti l'obbligo di una quota ai privati ma una trasparente gara pubblica resterà una scelta necessaria.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 15/6/2011 alle 09:41
Ho visto che hai ripreso a girare intensamente in Lombardia per il tuo libro. Quando verrai a Pavia? Non dovevi venire con Bruno Tabacci?
Scritto da Pd Pavia il 15/6/2011 alle 10:21
Il Pd ha abbandonato la posizione favorevole alle liberalizzazioni per saltare sul carro del "tutto pubblico": posizione strumentale e demagogica. Tattica politica o convinzione ? Spero la prima, perchè se pensate che la gestione pubblica dei servizi pubblici sia l'optimum, siete fuori strada: gli acquedotti italiani sono un colabrodo, i trasporti sono pessimi, etc.. Certo non si devono sostituire monopoli privati a monopoli pubblici, ma la concorrenza garantisce i deboli più dei monopoli.
Scritto da Larpi il 15/6/2011 alle 10:22
Caro Pd di Pavia, la presentazione è stata posticipata a luglio o a settembre solo perchè a Pavia nelle scorse settimane ci sono state le elezioni per la Provincia. Verrò sicuramente con l'amico Tacacci.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 15/6/2011 alle 11:10
Dovremmo sfuggire dal porre la questione in questi termini : chi rompe paga e i cocci sono suoi. Avete, o meglio abbiamo rotto, ed ora dovremmo pagare ?. Eh, no ! per ora deve pagare il Governo e la sua maggioranza che non se ne vuole andare. Cioè devono presentare provvedimenti che assecondino gli indirizzi impliciti nei quesiti referendari. Mentre noi " temporaneamente all'opposizione" dovremmo giustamente mettere a punto le nostre proposte meglio del passato.
Scritto da A. Vaghi il 15/6/2011 alle 11:56
Mi scuso con Giuseppe e con tutti per la mia prolungata assenza. Dopo circa un mese avrei moltissime cose da dire, ma per ora mi limito a sottoscrivere il tuo appello affinché si torni sul piano della proposta. Concordo sul fatto che la maggior criticità sia quella dei servizi pubblici locali, ma avremo modo di tornare sull'argomento. Per il momento un saluto a te e a tutti gli amici del blog.
Scritto da Leonardo C. il 15/6/2011 alle 12:47
Gentile Adamoli, vorrei anche io riportarle un dato economico:350 milioni di euro, il costo pagato dagli italiani per la scelta stolta di questo governo di separare amministrative e voto referendario. Quindi, le chiedo, i soldi pubblici per gestire meglio gli acquedotti li avevamo o no? Sul nucleare:illlustri scienziati, fra cui Rubbia, hanno spiegato che il nucleare come è ora è obsoleto e pericoloso. Gli vogliamo credere o no? Questa non è demagogia, è realtà. Il liberismo assoluto è undogma.
Scritto da Carlo il 15/6/2011 alle 13:34
Mi scuso per il ritardo con cui ho pubblicato i commenti di oggi ma ero in viaggio. Mi fa molto piacere il ritorno di @Leonardo C. e tranquillizzo @Marco: non sono un affatto un liberista, semmai condivido alcune riforme liberali come era negli impoegni originari del Pd. Sempre a @Marco ricordo che già alcuni mesi fa avevo rimarcato la spesa ingiustificata sostenuta dal governo per separare le elezioni amministrative dai referendum.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 15/6/2011 alle 22:58
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