Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 28/7/2011 alle 18:51

 

 
La lettera di Pierluigi Bersani al Corriere della Sera, poi resa nota da tutti i media, mi era piaciuta: “non rivendichiamo un diversità genetica, vogliamo dimostrare una diversità politica”. L’esempio è Penati che si è dimesso subito da vicepresidente del consiglio regionale.
A ricercare il pelo nell’uovo si poteva obiettare che avrebbe dovuto dire qualcosa di più su Alberto Tedesco mandato al Senato quando l’inchiesta giudiziaria su di lui era già aperta. Su Franco Pronzato, un dirigente del partito inopportunamente messo nel cda di Enac. Sullo stesso  Filippo Penati, che da presidente della provincia aveva comprato le azioni di un privato in una società autostradale già a maggioranza di capitale pubblico.
Come si vede questioni politiche che non entrano affatto nel merito giudiziario. Personalmente non ci entrerei neanche sotto tortura.
Bersani era per tutti gli altri aspetti molto convincente. Affermava che il Pd era estraneo alle accuse mosse dalla magistratura alla quale assicurava pieno sostegno nell’accertamento della verità.  
Molti di noi ieri si sono giustamente indignati alle campagne anti Pd dei giornali di Berlusconi e del “Fatto quotidiano”. Tutti gli altri giornali (perfino Europa) però hanno parlato dei problemi politici a cui prima ho fatto cenno.
Per questo la reazione di Bersani è stata in parte condivisibile in parte spropositata.
Class action degli iscritti? Cioè una denuncia collettiva per ottenere un risarcimento danni? Contro chi e per che cosa? Per l’amor del cielo. Sono minacce che invece di difenderci ci fanno sentire accerchiati e quasi in colpa.
Ovvero, quando il Pd assedia sé stesso!

 

Tags: magistratura., Bersani, pd     Categoria: Idee e proposte, Persone
Commenti dei lettori: 55 commenti - scrivi il tuo commento
Post interessante ma ancora troppo prudente. Sulla vicenda della società Milano Serravalle ne vedremo delle belle.
Scritto da G.S. il 28/7/2011 alle 20:25
Bella a metà la lettera di Bersani, convincente sui reati e sui rapporti con la magistratura, niente a che vedere con il comportamento del Pdl, ma reticente sul piano politico. Tutti i giornali, anche quelli vicini al Pd, lo hanno fatto notare. La Class Action è un burla.
Scritto da Pd Pavia il 28/7/2011 alle 20:39
su questo blog non c'è la funzione di Facebook "Mi piace". Ma questo post è veramente stupendo.
Scritto da FrancescoCalò il 28/7/2011 alle 21:17
Evviva gli spiriti liberi. Dovresti solo osare un pò di più.
Scritto da Luigi Manfrini il 28/7/2011 alle 21:46
A furia di cavalcare la questione morale in modo propagandistico poi ci si trova in questa situazione. Va bene negare la partecipazione anche indiretta ai reati che devono ancora essere tutti dimostrati ma qualche autocritica politica in più non sarebbe guastata da parte di Bersani.
Scritto da Iscritto Varese il 28/7/2011 alle 21:55
Mi collego a quello che ho scritto sull'ultimo post relativo a Milano. Lei non vuole parlare di problemi giudiziari e va bene. Ma pensi a quello che può succedere con le grandi opere dell'expò. Bisogna inventarsi delle regole ferree di vigilanza e controllo altrimenti chissà quante ne vedremo.
Scritto da Un arancione il 28/7/2011 alle 22:33
MAH!
Scritto da ulderico monti il 28/7/2011 alle 22:34
Giuseppe, condivido pienamente il tuo post. A caldo ho commentato positivamente la lettera di Bersani a "Il fatto quotidiano e al "Corriere" ,apprezzando la rivendicazione di una " diversità " politica, ancora da dimostrare, ma comunque scritta sui testi sacri sacri del PD (manifesto dei valori, codice etico, ecc...). Mentre monta il "caso Penati", e mentre autorevoli commentatori mi aiutano a capire qualcosa di più, comincio a temere che il PD ,appena nato, sia già in una palude di guai.
Scritto da giovanniderosa il 28/7/2011 alle 22:36
Lasciamo pure stare i problemi penali e stiamo sul piano generale. Mi pare grave quello che sta succedendo al ministro Tremonti. E' il nostro garante finanziario verso il modo intero. Se l'affaire Milanese dovesse indebolirlo fortemente il rischio di conseguenze pesanti è all'ordine del giorno.
Scritto da Baroffio Loredana il 28/7/2011 alle 22:44
Non mi deprimo. Avanti con una bella discussione politica e pubblica e così sapremo conquistare non la diversità (questa è una pirlata) ma il rispetto della gente.
Scritto da Ex Pci Gallarate il 28/7/2011 alle 23:02
Amo Bersani, così simpatico, così emiliano. Amo le sue battute così soavemente feroci, così sintetiche ed esplicative: “non siamo qui a pettinare le bambole”; “non siamo qui ad asciugare gli scogli”... fino all'ultima, così squisita, sulle “macchine del fango che cominciano a girare” (geniale eufemismo sulle girevoli – se provocate - parti intime). E che dire della proposta/minaccia, così esilarante, della “class action”? Certamente Bersani non è la Merkel, così perfettina e noiosetta.
Scritto da ulderico monti il 29/7/2011 alle 06:37
Enrico Berlinguer ci incantò con la predicazione della “diversità antropologica dei comunisti”, Bersani ci racconta che “Non rivendichiamo una diversità genetica, noi vogliamo dimostrare una diversità politica”. Se Berlinguer fu un incantatore carismatico che ci condusse entusiasticamente al fallimento politico, Bersani è un simpatico condannato a gestire il fallimento. Non rivendica la “diversità genetica” di cui, per il fatto stesso di citarla, dimostra d'essere intimamente convinto, ma dichiara una “diversità politica”. Lo attendiamo alla prova, ma – per ben cominciare – si astenga da apocalittici proclami e produca proposte concrete. Ad esempio: riforma del sistema bicamerale; dimezzamento del numero dei parlamentari e riduzione di emolumenti e prebende alla media europea; accorpamento dei comuni al disotto dei diecimila residenti; riduzione e accorpamento delle provincie; elezione diretta del presidente della repubblica e definizione di ruolo e limiti. Ci avrà dimostrato che la “diversità politica” c'è!
Scritto da ulderico monti il 29/7/2011 alle 08:13
Aspettiamo, aspettiamo ma le vicende di Sesto non fanno ben sperare. Troppo consistenti le cifre in campo. Anche a mio figlio, fa le elementari, non sfugge che la questione va oltre Filippo Penati e direttamente riguarda il finanziamento del Pd e dei suoi sottogruppi. Un vero disastro! Da anni si sottovaluta una questione che direttamente investe la classe politica italiana. Anche a sinistra. Nessuno ha avuto il coraggio fino ad ora di metterci mano e questo è l'aspetto ancora più grave.
Scritto da Sinistradeluso il 29/7/2011 alle 08:14
Hai evitato accuratamente di parlare del Penati indagato. Che opinione ti sei fatta? Hai già detto che non vuoi entrare in questi problemi, ti chiederei solo una prima impressione prudente.
Scritto da Pd Sesto S.Giovanni il 29/7/2011 alle 08:15
A sinistra non siete nemmeno voi credibili. Il modello di finanziamento dei partiti è ancora quello vecchio e tradizionale. Tangentopoli non è servita a niente, a nessuno.
Scritto da Pontida il 29/7/2011 alle 08:19
@ulderico, mi piace il tuo commento, amorevole...ma io oltre che il suo segretario e ( parte della )nomenclatura varia, amo il PD e ( per stare alle metafore bersaniane, che divertono anche me) non vorrei di notte "sognare di continuare a cambiare i pannolini ad un neo-nato-morto".
Scritto da giovanniderosa il 29/7/2011 alle 08:36
La volevo salutare signor Adamoli perchè parto per le vacanze. Fino a quando non mi raggiunge mio figlio non potrò seguire il suo blog e mi dispiace perchè a parte certi personaggi spaventosi è sempre molto bello e io imparo tanto cose meglio che se leggo un giornale. Buone vacanze!
Scritto da Claudio Ennam il 29/7/2011 alle 08:56
Caro Pd di Sesto S. Giovanni, parlo di quello che ha detto e non detto Bersani, della linea del mio partito. Non conosco affatto le vicende di cui Penati è accusato. Leggo le cronache malvolenteri e per dovere di informazione. Non mi sono ancora fatto un'opinione. Immagino il dolore terribile suo, della famiglia, degli amici più cari. Da questo punto di vista sono totalmente solidale con lui e tutti loro. Spero moltissimo che esca bene e rapidamente da questo incubo. Davvero non sono in grado di aggiungere altro.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 29/7/2011 alle 09:05
Giuseppe, Concordo con quanto dici. Soprattutto sulla vicenda Tedesco. Catapultarlo in parlamento ha dato il via al resto. Da tempo credo che per uscire da questo stato patologico, le primarie siano uno strumento fondamentale: restituiscono la "palla" agli elettori. Perchè il PD è refrattario a proporre le primarie per i parlamentari (stante il porcellum)? Il mio non vuole essere un mantra sulle primarie che non ritengo una panacea. In questo caso però sarebbe un segnale di trasparenza e pulizia
Scritto da Andrea Civati il 29/7/2011 alle 09:23
@Pontida Credito euro Nord
Scritto da Francesco il 29/7/2011 alle 09:36
Non è facile parlare di questi fatti ma è importante farlo. Tanto, la gente ne dice di cotte e di crude. Meglio discuterne serenamente e apertamente.
Scritto da Lorenzo il 29/7/2011 alle 09:39
Intanto, mi piace il dialogo fra @Giovanni De Rosa e @Ulderico Monti. Due punti di vista interessanti. (Mi preme specificare che la sottoscritta è "innamorata" di Berlinguer). Poi, leggo la risposta che fornisce a @Pd Sesto e quando giungo a “Immagino il dolore terribile suo, della famiglia, degli amici più cari” (riferito a Penati) ho pensato che, nottetempo o all’alba, a Penati fosse successo qualcosa (ha capito cosa intendo …). Mi ridocumento, riguardo le notizie on-line ma non trovo traccia di notizie in quel senso se non – informazione già nota - che è indagato. Questo per dirLe che mi sembra troppo magnanimo nei confronti di Penati. Come Le ha scritto in questi giorni anche @Dirigente regionale, Lei è di una pasta diversa e, probabilmente, sta filtrando la “vicenda Penati” sulla base della Sua dolorosa esperienza del ’92. Più che dolore, penso che Penati provi profonda rabbia per i dettagli che, a poco poco, prendono luce. Non vorrei bestemmiare ma a me fa, addirittura, più tenerezza un Prosperini. Chi l’ha conosciuto sa bene che tipo è, no? Ganassa all’inverosimile, ingombrante (non solo dal punto di vista fisico), goliardico, sprezzante, rumoroso, a volte farneticante e privo di ragionevolezza ma solo con il semplice gusto della provocazione. Ridicolo quando con la De Albertis conduceva “Passaggio a nordestra” su … (non ricordo il nome della televisione locale) e parlava di come “scacciare” gli extracomunitari: “Su, camél e barcheta e via, a casa loro. Voran la vileta a schiera … La ghe nò per i lumbard la vileta a schiera …”. Stupendamente grottesco. Ma almeno non parlava di superiorità morale, ecc. ecc. P.S.: Auguro buone vacanze al signor @Claudio Ennam e spero che il figlio Davide lo raggiunga presto in modo da leggere ancora i commenti dei “personaggi spaventosi” di questo blog.
Scritto da Mafalda il 29/7/2011 alle 10:31
Perché mai le primarie dovrebbero selezionare il meglio? al più preferiranno il più noto. Moralità, affidabilità, capacità politica dei candidati dovrebbero essere valutati da un comitato di "probi viri" che abbia accesso a tutta la documentazione esistente sul soggetto esaminato. Mi deprime molto che si parli ancora di criteri che dovrebbero essere scontati, preliminari, a priori. Se ne parla da decenni. Ho la sensazione che sia in scena una commedia pessima e mal recitata. "Pecunia non olet".
Scritto da ulderico monti il 29/7/2011 alle 10:52
Una prima considerazione riguarda Walter Mapelli, il magistrato che indaga sul “sistema Sesto”. Non si tratta di una “toga d’assalto”, né di una pedina che il centro-destra può aver mosso per compensare i propri guai giudiziari infangando la parte politica avversa. Mapelli, che mi risulta aderisse a Magistratura Democratica, è stato un indiscusso protagonista di alcune delle più importanti indagini giudiziarie lombarde e nazionali. Dal caso dell’Acna di Cesano Maderno nel 1988, passando tra il 1991 ed il 1992 dalla Duomo connection e dalla tangentopoli monzese, per arrivare ad inchieste di calibro nazionale, come quella del crac del Gruppo Cirio di Sergio Cragnotti nel 2003, l’affaire Imi-Sir (che nel 2007 lo portò a scoprire dove fosse il bottino di mille miliardi di vecchie lire nascosto all’estero), nel 2010 le infiltrazioni di ‘ndrangheta e camorra nel tessuto economico e politico della Brianza ed oggi la vicenda che vede coinvolto Filippo Penati. Non voglio essere pessimista, ma da parte di Bersani e dei vertici del Partito Democratico mi sarei aspettato una reazione più prudente e ponderata, capace di mettere in conto le inevitabili ripercussioni sui mass media che notizie come queste inevitabilmente comportano. Invece, mi è toccato leggere la doppia assurdità sparata da Bersani: la querela nei confronti di alcune testate e l’ipotesi di class action degli iscritti. Ma contro che cosa? Forse contro l’aumento delle tariffe dei trasporti? Oppure contro la cronica carenza degli asili nido pubblici? O forse per gli inaccettabili tempi d’attesa della sanità pubblica e la recente introduzione del ticket sulle prestazioni sanitarie? No, Bersani pensa alla class action contro le “macchine del fango”! Ma con questi dirigenti, dove vogliamo andare? Per quanto riguarda Penati, invece, staremo a vedere, ma non si voglia far credere che il “rito ambrosiano” e le pratiche consociative, nell’urbanistica come in altri settori, siano costumi politici che appartengono al passato.
Scritto da Leonardo C. il 29/7/2011 alle 11:22
Quando ho sentito Bersani parlare di class action non volevo crederci: è una cosa talmente sgangherata e senza senso che può significare solo due cose: ha paura perchè sa che c'è qualcosa di concreto oppure è bollito.
Scritto da Larpi il 29/7/2011 alle 12:32
Gli ultimi commenti sono buonissimi ma troppo lunghi. Se fossero anche sintetici sarebbe il massimo.
Scritto da Vittorio (Luino) il 29/7/2011 alle 12:32
La classe politica che ci rappresenta non riesce mai ad emendarsi dei suoi difetti. Purtroppo anche il centrosinistra non ne è scevro. E in questo momento sarebbe oltremodo importante poter ostentare una patente di integrità. Per questo servono proposte serie e che abbiano un impatto immediato sull’opinione pubblica. La cosa che maggiormente mi indigna è questa: si scoprono reati, la magistratura fa il suo lavoro perseguendoli, e allora si blatera al delitto di lesa maestà. Purtroppo, anche tra noi non mancano questi campioni che invocano “il rispetto”. Ma il rispetto occorre meritarselo con la correttezza del proprio agire. Altrimenti si corre il rischio del laconico quanto ormai diffuso commento: “sono tutti uguali”.
Scritto da Angelo Eberli il 29/7/2011 alle 12:47
@Andrea Civati, da dove le deriva questo umanesimo elettoralistico? Mi pare non sia giustificato dai fatti. Da Ilona Staller a Berlusconi gli italioti hanno sempre scelto direttamente i propri rappresentanti. Hanno forse dimostrato buon criterio? L’imbarbarimento della società è stato, da allora, inversamente proporzionale al PIL domestico: basti pensare al successo dei reality show, autentica immagine riflettente del nostro Paese. Pochi sono in grado di palleggiare (per condividere la sua metafora), e i maradona sono ancora meno.
Scritto da Filippo Valmaggia il 29/7/2011 alle 12:58
La posizione di Penati si aggrava di giorno in giorno. Se fosse stato del Pdl, il Pd ne avrebbe già chiesto le dimissioni più di una volta. Sono un simpatizzante ma queste cose non vanno.
Scritto da Il pirata il 29/7/2011 alle 13:07
Si, la trovata della class action è incredibile. Gli esempi per applicarla sono quelli citati da @Leonardo C. (trasporti, asili nido, prestazioni sanitarie ecc.) non la presunta "macchina del fango". @Ulderico Monti commenta con spirito le memorabili battute di Bersani. Alla fine, però, la migliore rimarrà questa della class action..
Scritto da Roseto senza rose il 29/7/2011 alle 14:05
@Mafalda - Credimi Mafalda, si può provare un grande dolore (non solo rabbia) anche senza essere arrestati. Ogni momento della giornata, le parole, le immagini, i volti delle persone che ti incrociano, i conoscenti che cambiano strada, le derisioni di cui sei oggetto, ti perseguitano e ti tormentano. Te lo dico io che ho avuto la fortuna, dopo qualche giornata di sgomento generale, di sentire, al contrario, la vicinanza, la comprensione, e perfino il calore e la solidarietà di moltissima gente. E anche, incredibilmente, della stampa, perlomeno di quella locale.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 29/7/2011 alle 14:16
@Andrea Civati, @Ulderico Monti, @Filippo Valmaggia - Le primarie non le assocerei alla questioni del malcostume politico di cui si parla in questi giorni. Ma mi chiedo: è meglio se nella scelta dei candidati sbagliano gli elettori (primarie) o è meglio se sbaglia la nomenclatura? Ci sono motivi validi per dare l'una o l'altra risposta, lo so, tuttavia sono convinto che l'eletto che sa di dover rispondere agli elettori offre qualche affidamento democratico in più di quello che deve la sua elezione esclusivamente alla fedeltà al capo politico. La via maestra resta quella, a mio avviso, di cambiare profondamente la legge elettorale.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 29/7/2011 alle 14:22
Ha ragione @Claudio Ennam. Anch'io, l'ho già detto e lo ripeto, imparo molto dal blog e dai lettori del blog, tutti molto preparati.
Scritto da Giacomina il 29/7/2011 alle 14:37
Caro Giuseppe, io credo che la politica e i politici siano lo specchio della società. Ne più ne meno. I politici che ci troviamo rappresentano lo società con i suoi vizi e i suoi pregi. Questo non assolve nessuno tuttavia. Non assolve chi ruba per se, non assolve chi ruba per il partito o per la corrente. Mi pongo però una serie di domande. Ieri Berlinguer poneva la questione morale come discrimine per la diversità comunista. Ricordo le dure parole, anche di recente proposte, di Manuele Macaluso l’attuale direttore de “Il Riformista” - e storico dirigente del PCI - che definì e definisce ancora oggi come un suicidio della politica quell’atteggiamento. Travaglio, Santoro, Gomez, Pancho Pardi, Di Pietro, Rosi Bindi ed altri sono tutte “vestali” che si muovono, chi più chi meno, sul crinale della “moralizzazione” usandola però come arma politica nei confronti di chi non la pensa come loro. Insomma, mi chiedo se moralismo e moralità siano la faccia della stessa medaglia o invece atteggiamenti diversi. Bersani ha fatto bene quando ha scritto che il PD deve rivendicare la sua diversità politica. Ha fatto meno bene quando si è fatto prendere la mano parlando di class- action. Però anche Bersani deve porsi un problema: il legame tra politica e poteri ed interessi economici. Gli interessi devono essere rappresentati e chi fa politica non può esimersi dal confrontarsi con loro. Ma un conto è confrontarsi ed un altro è manovrare senza distinzioni di sorta. Su questo credo occorra lavorare. Un ultimo aspetto. I partiti e i loro uomini devono alzare le barriere e il livello di guardia nei confronti di tutti i comportamenti politici. Non bastano le regole. Quello che serve, alla fine, è che sia la politica a predominare perché è nel vuoto della politica che si affermano i più spregiudicati.
Scritto da roberto molinari il 29/7/2011 alle 15:07
Per amore del vero devo dire che ho scritto il mio commento delle ore 08,36, prima di leggere il commento di @Ulderico delle ore 08,13, anche se dalla sequenza delle pubblicazioni questo non si ricava.
Scritto da giovanniderosa il 29/7/2011 alle 15:10
A proposito di primarie anche per la scelta dei candidati ( con la legge attuale o con una legge che prevedesse il collegio uninominale) sono d'accordo con Andrea Civati e faccio notare che non sono pochi i democratici che hanno richiesto ( da qualche parte conservo ancora la copia dell'Unità che riportava tutte le sottoscrizioni )....poi è cambiato il direttore dell'Unità, oggi diretta da Claudio Sardo. Per una buona ragione ?
Scritto da giovanniderosa il 29/7/2011 alle 15:23
Se parlassero le coop rosse...
Scritto da G.S. il 29/7/2011 alle 15:41
è la vecchia tattica, che funzionò anche l'altra volta : fallisce un sistema, e si creca di alzare polveroni per cui tutti i gatti sono bigi, per vedere se poi si trova un'alternativa che sia al di fuori della politica...il precedente fu Berlusconi, il prossimo sarà Montezemolo. quanto a penati : l'area falck doveva essere bonificata, e lui non ha affidato l'affare agli amici di Formigoni, quelli che in lombardia fanno tutto...non certo le coop. e ora gliela fanno pagare, sic et simpliciter
Scritto da marco il 29/7/2011 alle 15:50
Augurare alla magistratura di fare presto e bene è facile. Lo fa anche il Pdl. Occorre altro. Regole e rispetto per le regole. E tagliare il cordone ombelicale che ha sempre legato il Pci-Pds-Ds a troppe imprese economiche
Scritto da Dipietrista il 29/7/2011 alle 15:57
@Monti e Valmaggia: quanto all'utilità delle primarie mi associo a quanto detto da Giuseppe. Ha spiegato meglio di me ciò che intendevo: "sono convinto che l'eletto che sa di dover rispondere agli elettori offre qualche affidamento democratico in più di quello che deve la sua elezione esclusivamente alla fedeltà al capo politico". Restituire centralità all'elettore darebbe una risposta a chi dice "siete tutti uguali". La preferenza non dà patenti di moralità ma lega eletto e elettore.
Scritto da Andrea Civati il 29/7/2011 alle 16:31
Ai problemi sollevati da @Roberto Molinari rispondo sinteticamente che anche secondo me usare la "moralità" in maniera strumentale significa fare del moralismo pernicioso. La moralità è sempre un valore personale che prescinde dal partito di appartenenza. Una forza politica cosa può fare allora? Darsi delle regole e poi farle rispettare applicando le sanzioni. Tra queste il fatto che talvolta le dimissioni debbano precedere il giudizio della magistratura. In sostanza si dovrebbe costruire una etica pubblica vincolante per tutti gli aderenti sperando che sia contagiosa anche per gli altri. Questa metodologia (facile solo da illustrare) penso che possa convincere anche @Angelo Eberli e @Giovanniderosa, al quale consiglierei di non deprimersi troppo. Siamo per fortuna lontani dal punto di non ritorno.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 29/7/2011 alle 16:55
Egregio Adamoli lei per molto meno e ingiustamente è stato messo in prigione e ha dato le dimissioni dal consiglio regionale; Penati resta in Consiglio. Lei già democristiano lo ritiene un esempio di diversità politica? Non entro anch'io nel merito delle accuse dato la particolare situazione umana in cui Penati si trova. Però lei che ha fatto tutta la sua vita politica nella Democrazia Cristiana dovrebbe far capire ai suoi nuovi colleghi di partito di evitare di porsi come salvatori d'Italia
Scritto da pensionato il 29/7/2011 alle 17:02
Post e discussione intelligenti e istruttivi. Non capisco perchè non se ne discuta anche nel Pd ai vali livelli. Una riunione a Sesto S. Giovanni non basta per niente. La forza di "gravità" per queste cose è Milano.
Scritto da Pd milanese il 29/7/2011 alle 17:12
@ulderico monti e @Filippo Valmaggia, @monti e @Valmaggia. Per due volte affiancati, per due volte (quasi) assimilati. L'acqua santa e il diavolo.
Scritto da Filippo Valmaggia il 29/7/2011 alle 17:56
Caro Adamoli, nel leggere la Sua sentita e vissuta risposta - che commuove molto - temo di aver dato, a Lei e ai lettori, l’impressione di essere una cinica giustizialista. Non è così. Intanto, io distinguerei tra la Prima e l’attuale Repubblica. Sono propensa ad essere indulgente nei confronti degli errori della Prima. Alla attuale, però, non perdono nulla. Poi, nel caso specifico, non stiamo parlando dell’amministratore di paese che ha fatto la “cresta” sull’appalto per i servizi cimiteriali (che rimane, comunque, un reato). Stiamo riferendoci al capo (sino alla “débâcle Boeri”) della segreteria politica del segretario nazionale di un partito. E di un sistema che pare ben radicato (al punto da far insorgere anche il mite ex sindaco Albertini). La magistratura dovrà pur fare il suo corso (come si suol dire in queste celebri occasioni) e Penati possiamo (dobbiamo) considerarlo innocente sino a prova contraria. Tuttavia, non mi riesce di immaginare un “Penati virginale” nell’esercizio dei suoi ruoli di potere. Insisto: nel caso specifico, riesco a figurarmi più la rabbia che il dolore. Rabbia e preoccupazione che – immagino – provino anche i familiari e gli amici di Penati. Volendo dar ascolto a Bersani, potremmo sì organizzare una class-action. Però, nei confronti di tutti i nostri rappresentanti politici che infangano, ogni giorno, la nostra buona volontà. La vera “macchina del fango” sono loro. Scrive, giustamente, @Angelo Eberli: “Il rispetto occorre meritarselo con la correttezza del proprio agire”. E, aggiungo io, a volte, nemmeno è sufficiente.
Scritto da Mafalda il 29/7/2011 alle 18:42
Dimenticavo. Scrivo alla gentile signora @Giacomina. I meriti di questo blog vanno soprattutto ad Adamoli che, come ha ricordato in questi giorni anche @Roberto Molinari, conduce il blog in maniera egregia. Aggiungo un’altra cosa. C’è un fastidioso troll (nel senso informatico del termine) che sta diventando, a detta di molti, l’incubo di Varese Politica e dei lettori. Ecco, in questo blog si presenta in maniera contenuta. E’ già una bella grazia ...
Scritto da Mafalda il 29/7/2011 alle 19:39
Bravissimo @Leonardo C., sempre puntuale, chiaro, essenziale (malgrado sia un pò lungo). Sto diventanto una sua fan. Sottoscrivo tutto con entusiasmo.
Scritto da Alessia il 29/7/2011 alle 20:20
Ci avrei giurato che Adamoli sarebbe stato in grado di avviare in modo garbato il discorso "Primarie". Forse è vero che non si possono fare le primarie su tutto, ma forse questa volta più di ogni altra, varrebbe la pena di farle proprio per sanare i mali del Porcellum e spazzare via il dubbio che si elegge una classe di politici "fedeli" al proprio "capo bastone", anziché fare l'interesse del Paese. Dire Primarie però non basta, ci vogliono le "giuste" regole.
Scritto da Alessandro Zoccarato il 29/7/2011 alle 22:09
Caro @pensionato, non esistono, purtroppo, "salvatori della patria" né a sinistra né tantomeno a destra. Non ho esitazione nel riconoscere che la sinistra nel 2008 ha semmai contribuito ad affondarla, la patria, riconsegnandola un'altra volta a Berlusconi. Oggi però - lo dovresti ammettere a denti stretti anche tu - un'alternativa di governo è necessaria e urgente. Spero naturalmente che non sia l'armata Brancaleone che ha aveva vinto nel 2006 e poi fallito miseramente alla prova del governo.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 29/7/2011 alle 22:17
Ormai l'attenzione dei giornali sta puntando più sull'acquisto delle azioni di Marcellino Gavio, quando Penati era presidente della provincia di Milano, che sul resto. Dopo quell'acquisto, non necessario e fatto a peso d'oro , Gavio è intervenuto con 50 milioni di euro sull'operazione Unipol che stava a cuore dei Ds. Solo coincidenza?
Scritto da Roseto senza rose il 29/7/2011 alle 23:32
Da oggi cominciano le ferie per molti (non per me). Sui giornali ci saranno attacchi al Pd messo quasi sullo stesso piano del Pdl. Al rientro bisognerà riprendere questa discussione senza strumentalizzare ma senza peli sulla lingua.
Scritto da Una lettrice il 30/7/2011 alle 08:49
Vien da dire: siete tutti uguali. Ma almeno voi ne parlate apertamente, è già un bel segnale.
Scritto da Lavoratore a Malpensa il 30/7/2011 alle 10:43
Apprezzo la frase di Bersani che Adamoli cita, perché la credibilità di un partito si basa su fatti e comportamenti, non su dichiarazioni di principio: è un fatto che Penati (indagato) si sia dimesso dal Consiglio regionale, così come che la Minetti (rinviata a giudizio) non lo abbia ancora fatto. E dovrebbe essere normale che un partito renda conto delle scelte che fa: l'elezione di Tedesco in Senato, la nomina di Pranzato all'Enac, l'operato di Penati da Presidente della Provincia di Milano.
Scritto da Natalino Bianchi il 31/7/2011 alle 14:34
Per quanto riguarda la class action, mi sembra un'uscita infelice. Bersani ha sbagliato bersaglio: ciò che serve è un'iniziativa per dimostrare concretamente la volontà di cambiare la politica, per esempio con una proposta di legge per attuare l'art.49 della Costituzione. Bersani dovrebbe poi restituire agli elettori il diritto - negato dal porcellum - di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, accettando le primarie per la scelta dei candidati alle prossime elezioni politiche.
Scritto da Natalino Bianchi il 31/7/2011 alle 14:51
Caro Natalino, sono d'accordo con te.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 31/7/2011 alle 15:57
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