Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 2/12/2011 alle 10:40

 


Non ho una lettura tutta negativa dei lunghi anni di Formigoni in Lombardia. Riconosco che è un politico di alta qualità (magari ce ne fossero altri nel Pdl) che ha saputo portare innovazioni importanti nell’istituzione.
Però ha creato un sistema di potere che gli è già sfuggito o sta per sfuggirgli di mano.
Non mi riferisco solo agli scandali nella sanità (su tutti il Santa Rita e il San Raffaele) o in altri settori nell’occhio del ciclone (bonifiche, discariche, rifiuti). Mi riferisco al fatto che dovunque ti volti nei posti di potere (enti, società, agenzie) ti imbatti in persone che si qualificano, non solo e non tanto per la provenienza politica, quanto per essere “formigoniani”.
Questo può apparire un segno di forza ma in realtà, alla lunga, diventa un motivo di debolezza. Sia chiaro: i partiti tendono tutti, più o meno, a costruire delle forti “relazioni” nei troppi poteri pubblici e para-pubblici esistenti in Italia. Ma la concentrazione intorno ad una sola persona, al suo gruppo dentro il suo partito, può essere molto pericolosa.
In Lombardia servirebbe come il pane una alternativa credibile alla maggioranza politica che governa dal 1995, ma questa la decretano gli elettori. Se continuano a dare fiducia alla coalizione Pdl-Lega significa che non vedono un’alternativa valida e noi dell’opposizione dovremmo chiederci il perché anziché lagnarci: in democrazia gli elettori hanno sempre e comunque ragione.
Ma anche per chi vince le elezioni c’è il dovere dell’alternanza delle persone alla guida delle istituzioni. Il limite di due legislature per un presidente eletto direttamente dai cittadini è ineludibile. Formigoni non lo ha voluto e di questo porta una pesante responsabilità.
 
 
Tags: Lombardia, Formigoni, Pdl-Lega, opposizioni     Categoria: Lombardia
Commenti dei lettori: 24 commenti - scrivi il tuo commento
Noto che sotto, sotto non riesci a distaccarti completamente da Formigoni e a criticarlo radicalmente come merita.
Scritto da Mario T. il 2/12/2011 alle 11:41
Non sarei tanto sicuro che gli elettori hanno sempre ragione. In Germania negli anni trenta del secolo scorso avevano perfino votato Adolf Hitler.
Scritto da Osvaldo il 2/12/2011 alle 11:52
Per capire Formigoni bisogna scavare molto oltre il suo presunto sistema di potere. Tu accenni alle sue innovazioni ma poi viri subito sui difetti. Ti consiglio, in un prossimo futuro, di analizzare pubblicamente le sue riforme innovative, così i tuoi tanti lettori potranno avere consapevolezza del lato positivo della Lombardia degli ultimi 20 anni.
Scritto da P.A. il 2/12/2011 alle 12:15
Aggiungo un suggerimento. Perché non scrivi un libro sulla Lombardia di Formigoni anche da un punto di vista critico? Tu la conosci meglio di chiunque altro e certamente meglio di molti ignari consiglieri regionali di oggi.
Scritto da P.A. il 2/12/2011 alle 12:18
Sottoscrivo Giuseppe... e spero che questo post lo leggano tutti con senso critico, perché anche in altre realtà con altri colori vi è un altro sistema formigoniano. Il giocattolo gli è sfuggito di mano, come a Silvio, e la cosa grave è che c'è gente che usa la sua "fama" per agire per i propri interessi
Scritto da Federico il 2/12/2011 alle 12:44
Il sistema di potere del presidente si annida in tutte le società regionali (FNM-Finlombarda, Irer, Iref, Arpa, Fiere varie, Agenzie ed Enti vari). Tutti i suoi clienti cercheranno di tenerlo in Regione ancora per alcuni anni. Mi auguro invece se ne ne vada a Roma presto. Conterà molto meno che restando qui e il suo potere finalmente si ridurrà.
Scritto da Fuzionario regionale il 2/12/2011 alle 13:00
Giuseppe ritengo semplicemente inacettabile che la legge regionale consenta un mandato consecutivo per più di 2 legislature. Formigoni ha creato un sistema di lobby antimeritocratiche, burocratizzate come CL e Compagna delle Opere. E' scandaloso quello che sta succedendo nella regione più importante d'Italia. Come in azienda i politici dovrebbero essere scelti in merito al curriculum e alle competenze (anche gestionali e manageriali). Sono cose fuori dal mondo? Vorrei sentire il tuo parere. tks
Scritto da Simone Franceschetto il 2/12/2011 alle 14:07
Nell'intervista che hai lincato Formigoni afferma che lo scandalo più inquietante che ha riguardato gli uomini in Regione convolge Penati, suo antagonista alle regionali dell'anno scorso. E' diffcilie dargli torto.
Scritto da Luca Basso il 2/12/2011 alle 14:12
Oggi non ero in vena di commenti. A volte, la demoralizzazione spegne le capacità reattive. Tuttavia, vincendo la pigrizia e uscendo dai miei soliti sentieri, mi sono imbattuto nel blog di Alfieri; una delle inverosimili (ma a quanto pare attendibili) notizie apprese sui fatti edificanti che oggi fanno notizia riguardo alla CDO, al sempre Reverendo e Ineffabile don Verzè, mi ha pungolato e mi ha fatto uscire dalla mia riprovevole atarassia. Mi permetto di riproporre alcune considerazioni che, nell’occasione, mi sono venute alla mente.Tre manufatti: due artistici e uno tecnologico: il connivente e sempre inconsapevole “quadro politico” ; l’acquerello edificante “divinum opus sedare dolorem” (salvo acquisire sterco del diavolo e potere, notoriamente acclarate virtù evangeliche) e “last, but not least”, il quadro elettrico!
Scritto da Angelo Eberli il 2/12/2011 alle 15:12
Caro @Simone (14.07), quando la Regione, finalmente, si darà la sua legge regionale, questa non potrà non prevedere il limite dei due mandati per il presidente. E’ in vigore infatti da alcuni anni una norma dello Stato che fissa quel limite. Senonché si tratta di una norma cornice che per essere valida deve necessariamente venire recepita dalla legge elettorale regionale. Questo è uno dei motivi per cui non mi era stato consentito nel 2009, come presidente della commissione Statuto, di portare a termine la terza riforma, appunto quella elettorale, dopo il varo dello Statuto di Autonomia e del Regolamento generale del Consiglio. Quanto alla selezione seria e severa della classe dirigente, hai ragione ma questo è un compito di tutti i partiti non solo del Pdl. Siamo sicuri che il nostro sia sempre all’altezza della situazione?
Scritto da Giuseppe Adamoli il 2/12/2011 alle 15:56
Caro @Angelo (15.12), sto studiando a fondo, per ragioni che non hanno nulla a che fare con il blog, il caso del San Raffaele e di Don Verzé. Stanno venendo alla luce fatti inquietanti. La sua personalità istrionesca ha incantato e sedotto uomini di potere, scienziati e filosofi integerrimi. La magistratura faccia chiarezza e colpisca con rigore dovunque si siano consumati i reati. Spero fortemente però che questa operazione di verità e di giustizia venga eseguita senza che ci siano conseguenze negative su un Istituto che ci è invidiato in Europa e nel mondo per la qualità dell’assistenza medica, la ricerca, la cultura della persona umana.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 2/12/2011 alle 16:03
@Federico, hai ragione, lo stesso sistema c'è anche con altri colori, però poi fai riferimento al solito Berlusconi. Saresti più coerente se parlassi anche del Pd e della sinistra.
Scritto da G.S. il 2/12/2011 alle 16:16
Caro Adamoli, tu intervieni col fioretto, invece ci vorrebbe l'ascia, una volta tanto.
Scritto da Brielli Giuseppe il 2/12/2011 alle 16:26
@G.S: l'esempio di Silvio era per far capire che alcuni usano l'alone del forte per agire per conto personale. Quando parlavo di altri sistemi formigoniani era un riferimento velato ai sistemi di potere che gestisce la sinistra... don't worry ne sono consapevole!
Scritto da Federico il 2/12/2011 alle 16:37
Per ridurre il potere di Formigoni bisogna solo non eleggerlo più la prossima volta. Non vedo purtroppo altri mezzi a disposizione.
Scritto da Sergio S. il 2/12/2011 alle 19:02
Andrebbe studiato bene il fenomeno Formigoni. E' molto interessante per tanti motivi, non solo politici ma sociologici e culturali. Sento invece degli attacchi frontali da un parte e delle difese totali, dall'altra. Questo post si differenzia dalle solite abitudine ed è apprezzabile.
Scritto da Roseto senza rose il 2/12/2011 alle 19:34
Cl, Cdo, tutta questa roba sta ammorbando l'aria milanese. Non ho niente contro di loro finché stanno nel loro brodo ma loro hanno invaso il terreno istituzionale.
Scritto da Carlo il 2/12/2011 alle 20:25
Sarebbe stato molto meglio anche per Formigoni andare a Roma nel 2005 dopo 10 anni ma i suoi amici e clienti lo hanno male consigliato e Berlusconi non voleva averlo vicino.
Scritto da Servillo Giuseppe il 2/12/2011 alle 21:54
Non credi che qualche commissione d'inchiesta possa essere utile per scoprire alcuni lati oscuri del formigonismo?
Scritto da Gloria Pirola il 2/12/2011 alle 22:49
Ottimo post, lo condivico in toto.
Scritto da Valceresio il 2/12/2011 alle 23:38
Prima di tutto condivido la necessità di una norma che introduca il limite di due legislature per il Presidente. Così come condivido il giudizio politico sulla statura politica di Formigoni che, per quanto possa non piacere, per la sua storia e capacità spicca significativamente rispetto alla mediocrità di molti suoi colleghi. Sulla questione del sistema di potere la riflessione dovrebbe essere, invece, più articolata. Ogni perdurante posizione dominante crea i propri sistemi di potere e, nel caso della regione, li fissa per legge. Accadde così nella prima repubblica, quando la legge sugli assetti della Giunta Regionale fissava nel numero di assessorati e nella loro organizzazione gli equilibri interni al pentapartito, relegando al sistema delle nomine lo strumento compensativo per soddisfare anche gli equilibri correntizi interni a ciascuna delle forze politiche. Con l’era Formigoni, le foglie di fico della semplificazione e della sussidiarietà sono stati gli strumenti per consolidare l’accentramento dei poteri nelle mani del Presidente e per favorire posizioni dominante nei settori di attività che dipendono in modo determinante dalle politiche pubbliche regionali (ad es. sanità, assistenza, rifiuti, ecc.). Non c’è dubbio che il circuito d’imprese, cooperative e organizzazioni no profit afferenti Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere abbiano beneficiato delle politiche dell’era formigoniana, così come è certo che la pletora di clientes e luogotenenti fedeli hanno fruito delle posizioni di sottopotere legate al “Sistema Regione”. Quello che inquieta, tuttavia, è il timore che all’ombra del sistema formigoniano di potere siano stati stipulati, come nel passato, patti scellerati d’interesse che contemplano la concessione di spazi di manovra anche per soggetti imprenditoriali che fanno riferimento all’opposizione. In fondo, una certa prassi spartitoria non sarebbe una novità per la Lombardia. Speriamo, però, che gli sviluppi di certe vicende giudiziarie, da Penati a Nicoli Cristiani, non finiscano per svelare uno scenario di questo tipo.
Scritto da Leonardo C. il 3/12/2011 alle 09:41
Car @Gloria, la commissione d'inchiesta regionale può essere costituita solo con un oggetto preciso e ben delineato. Le opposizione ne hanno richiesta una sul San Raffaele. Si farà sicuramente perchè lo Statuto la rende obbligatoria se sottoscritta da un terzo dei componenti del Consigkio regionale. Lo Statuto stabilisce anche che la presidenza spetta ad un consigliere di minoranza. Ne vedremo il risultato entro pochi mesi.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 3/12/2011 alle 09:44
Caro Adamoli, secondo te la commissione d'inchiesta che le opposizioni vogliono costituire servirà a fare chiarezza sul collegamento fra la Regione e il San Raffaele?
Scritto da Gloria Pirola il 4/12/2011 alle 16:14
Perchè in Lombardia non esite una alternativa ritenuta credibile da parte degli elettori ? Questa è la domanda a cui bisognerebbe dare una risposta ma, forse, è ancora troppo presto. La crisi dovrà scavare ancora profondamente nelle tasche e nelle coscienze dei cittadini lombardi, affinchè divengano visibili i limiti della politica di Formigoni. Non è detto, però, che la svolta viri a sinistra.
Scritto da sergio il 7/12/2011 alle 19:14
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