Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 11/12/2012 alle 16:43


Il voto congiunto per il Parlamento e per la Lombardia finirà per oscurare il profilo istituzionale e i contenuti politici e programmatici della nostra Regione.
E’ un vero peccato che questo avvenga alla vigilia di un più che possibile cambiamento politico e dopo 17 anni di dominio formigoniano che andrebbe valutato con molta attenzione critica ma senza pregiudizi.  
C’è però almeno un grande tema che intreccia entrambe le campagne elettorali. E’ la revisione del sistema regionale, non più rinviabile. Non si tratta soltanto di abolire i privilegi finanziari delle cinque Regioni a Statuto speciale. Si tratta di ben altro.
Venti Regioni sono troppe. Ormai è chiaro che si dovrebbe puntare a dimezzarle. Dieci o dodici sarebbero più che sufficienti considerato che la riforma costituzionale del 2001 ha aumentato enormemente le competenze e le funzioni regionali.
Questa riforma, approvata con referendum popolare, era stata voluta dal centrosinistra undici anni fa nel momento dell’ubriacatura federalista quando molti pensavano che il federalismo sarebbe stato la giusta terapia per le inefficienze pubbliche (e pensavano, sbagliando, che avrebbe prosciugato l’acqua che abbeverava il consenso della Lega).
I difetti di quella riforma sono oggi facilmente enunciabili. Il più importante riguarda la competenza legislativa generale che spetta alle Regioni (art. 117), mentre sono fissate tassativamente le materie nelle quali lo Stato ha legislazione esclusiva: moneta e finanza, politica estera, difesa e ordine pubblico e alcune altre grandi funzioni nazionali.
Per mettere le Regioni sullo stesso piano dello Stato era stato erroneamente tolto il principio dell’interesse generale come limite alle leggi regionali. In questo modo si è dato impulso al “neo centralismo regionale” che anche in Lombardia ha mortificato i comuni, da sempre l’ossatura istituzionale dell’Italia.
Troppe infine sono le competenze miste Stato-Regione che hanno creato sovrapposizioni e confusioni facendo aumentare a dismisura le controversie davanti alla Corte costituzionale.
Se queste sono le anomalie di quella riforma, non v’è dubbio che molti sono gli aspetti positivi che vanno mantenuti tutelando il decentramento dello Stato e l’autonomia delle Regioni.
Chi vuole il ritorno al vecchio centralismo statale denuncia il fatto che la spesa regionale è aumentata di 90 miliardi in dieci anni. Si, ma le Regioni hanno svolto funzioni e servizi che prima erano assolti, spesso assai peggio, dai ministeri e da enti statali.
Invece di riaccentrare poteri e competenze, lo Stato si preoccupi piuttosto di fissare i costi standard di beni e servizi per tutte le istituzioni, comprese le sue stesse strutture.
E la Lombardia si ricordi sempre che i suoi momenti più belli li ha vissuti quando ha svolto con lungimiranza e impegno un ruolo nazionale da tutti riconosciuto.

Commenti dei lettori: 35 commenti - scrivi il tuo commento
Lungimiranza.....
Scritto da Vincenzo Mancini il 11/12/2012 alle 19:01
Giusto. Giusto anche ridurre il n° delle regioni che rappresentano i veri centri di spesa e di spreco. Es: la regione Molise ha meno della metà degli abitanti dell'attuale provincia di Varese..
Scritto da Pierluigi Galli il 11/12/2012 alle 19:02
La regione che ci vorrebbe è quella con Roberto Maroni governatore.
Scritto da Leghista vero il 11/12/2012 alle 19:06
@leghista vero lascia che Maroni continui a suonare il suo organo Hammond. Ci diverte di più.
Scritto da A.V. il 11/12/2012 alle 19:16
Quella che fa funzionare bene i treni della Nord, questa è la regione che ci vorrebbe. Vergona per Biesuz e tutti gli altri della cricca Formigoni.
Scritto da Un pendolare incavolato il 11/12/2012 alle 19:51
Questo post fa un affresco di una riforma delle Regioni che appare necessaria dopo gli ultimi scandali. L'ostacolo è che dopo le elezioni parlamentari il nuovo governo sarà alle prese con dei problemi tanto gravosi che faranno posticipare la revisione del titolo V della Costituzione sulle Autonomie locali. Sarebbe un peccato ma temo che di queste cose che afferiscono alla riforma dello Stato non ne sentiremo più parlare per un lungo tempo.
Scritto da Roseto senza rose il 11/12/2012 alle 20:34
Caro Reverendo @Giuseppe Adamoli, sono ancora sulla tastiera, che non si sono ancora scaricate le batterie, né le mie, né quelle dell’apparecchio. Me lo lasci dire con tutto il cuore: questo non è un post ma una lezione universitaria! Lei è il Paladin varesino! @Bidi bodi bu, almeno questo lo riconosca! Lei ha merito. Complimenti per le sue lucide riflessioni che si infrangono contro l’inadeguatezza di legislatori regionali come il Trota che, per un pelo, non se l’è trovato come collega. Persino il Valletto Pesce e il Valletto Rana sarebbero stati più consoni del Trota. Pudore vuole che io nemmeno citi la Minetti. Reverendo Adamoli, torniamo al post: chi ha raccolto questa sua eredità?
Scritto da Alice in wonderland il 11/12/2012 alle 20:53
Caro Adamoli, ciò che scrivi è troppo giusto per essere recepito da quanti si sono succeduti in Parlamento negli ultimi anni. Se costoro avessero varato una legge per dimezzare il numero delle Regioni, questo Governo dei tecnici non avrebbe fatto quel provvedimento pasticciato di accorpamento delle Province, che non era affatto urgente né necessario (e che per fortuna non è stato approvato). Né si è mai pensato di eliminare quell’assurdità che sono le Regioni a statuto speciale e le Province autonome. Inoltre se, come dici, si fossero preoccupati di fissare i costi standard di beni e servizi per tutti gli Enti pubblici non avremmo avuto quelle enormi disparità di spesa tra una regione e l’altra, e si sarebbe anche ridimensionata la corruzione. Inoltre non stato necessario creare la CONSIP (Centrale acquisti per la Pubblica Amministrazione). Altro grande carrozzone inutile e dispendioso. Pertanto coloro che hanno governato sinora, salvo poche eccezioni, non meriterebbero di ritornare in Parlamento con le prossime elezioni.
Scritto da Martino Pirone il 11/12/2012 alle 21:30
Con Ambrosoli la Lombardia tornerà a giocare un ruolo nazionale con dignità e lungimiranza. Con Maroni guarderebbe invece il suo ombelico riducendoci alla dimensione localistica incapace di grandi progetti.
Scritto da Giovane ex rottamatore il 11/12/2012 alle 21:53
Purtroppo di questi problemi si parlerà molto poco, primo perché interessano di più le cose che ci toccano nelle tasche e secondo perché il tema dominante sarà ancora Berlusconismo versus antiberlusconismo. E' un limite forte delle due campagne elettorali ma deve rassegnarsi anche lei (da oggi se non le dispiace in poi le darò del lei).
Scritto da Lettrice affezionata il 11/12/2012 alle 22:03
La Lombardia dovrebbe di riacquisire il ruolo che gli compete per la sua storia e la sua tradizione. Centro motore di virtù civiili culturali di operosità economiche e solidarietà sociale. Non so quanto la Regione come istituzione sia stata capace di rendersi degna di tanta benefica eredita storica.E se ha tentato di raccogliere quella eredita lo ha fatto con i protagonisti del primo regionalismo.Poi nebbia assoluta....
Scritto da Andrea Bortoluzzi il 11/12/2012 alle 22:05
@Pendolare incavolato. Dopo quello che è successo in questi giorni i responsabilie di Ferrovie Nord dovrebbaro dare le dimissioni. E Formigoni tace.
Scritto da Sandro F. il 11/12/2012 alle 22:30
Mah, c'è tanta fiducia nell'istituzione regionalenel post. Io ne ho molto meno.
Scritto da Una Pd Brescia il 11/12/2012 alle 23:27
Rispondo come posso a @Alice in wonderland e a @Brucaliffo (vedi precedente post). Sul Claudio Lolli, cantautore e professore liceale (e si spiega la crisi della scuola!) suggerisco di leggere e ascoltare "Borghesia", altro parto della fertile vena del Nostro. A me, che vengo da lontano, mi riconduce ai canti dell'età d'oro dei Fasci di Combattimento che strillavo con dedizione quand'ero Figlio della Lupa e Balilla: "Fuoco di Vesta che fuor dal tempio irrompe...", o “All'armi siam fascisti, terror dei comunisti, spavento dei papisti...”. Ah, quel tempo felice in cui eravamo anti borghesi e odiavamo i socialdemocratici, o anche social- fascisti. Perché qualche confusione la faccio (è l'età che mi fa labile la memoria) tra il tempo in cui amavo il mio Duce e subito dopo invece stravedevo per il compagno Stalin. Del resto fu Lenin ad affermare che l'estremismo (ma intendeva il cretinismo) è la malattia infantile – incurabile – della sinistra. Lo stesso Lenin sosteneva (ma è certamente un apocrifo) che i nemici mortali del proletariato sono il capitalismo e i cretini. Ma se contro l'uno, continuava Lenin, c'è l'arma del marxismo, contro i cretini siamo disarmati: essi – concludeva Lenin – sono invincibili. Oggi, a confermare la saggezza preveggente di Lenin, abbiamo Nicoluccio Vendola!
Scritto da ulderico monti il 12/12/2012 alle 07:03
Ho fatto un sogno. Suggestionato dal tema 'Lombardia' rimembrai i più o meno immortali versi di Temistocle Solera per “I Lombardi alla Prima Crociata” di Giuseppe Verdi. Chi ricorda il coro “O Signor del tetto natìo...” ? Con nostalgia i crociati rimembrano le “...fresc'aure volanti sui vaghi / ruscelletti dei prati lombardi! / Fonti eterne! Purissimi laghi! / O vigneti indorati dal sol ! /... ”. Oddio, il Temistocle scriveva i suoi versi nel 1843 e dopo 170 anni l'utopia ambientalista s'è un po' appannata. Ma, per tornare al sogno, nella mia visione appariva una felix Lombardia, autonoma e indipendente, confederata con le virtuose democrazie del Nord. Nell'attesa del ritorno dal volontario esilio del Generale, lontano dalla Patria dissolta, sui monumenti vuoti avevamo posto il Maresciallo. Se il Generale, come ognuno sa, è Garibaldi, il Maresciallo altri non è che Radetski. Eravamo tutti felici. Qui terminò il sogno e voi siate clementi! Citando ancora il Verdi, questa volta del Macbeth, chiedo soltanto che “Pietà, rispetto, amore, (siano) conforto ai (miei) dì cadenti...”.
Scritto da ulderico monti il 12/12/2012 alle 07:33
A Berlusconi bisognerebbe fargli un monumento: se non ci fosse Lui, dovremmo parlare di programmi e prendere impegni (che so? magari – per dirne una - promettere di dimezzare il numero dei parlamentari). Invece contro di Lui, sappiamo di lottare per il Bene contro il Male, e il resto è superfluo! Anche Vendola si merita almeno una targa. In tempo natalizio si sa che si donano agende e calendari (una volta c'erano i calendarietti con le donnine dei barbieri), così Egli ha tempestivamente sollevato la questione dell'agenda Monti da contrapporre all'agenda Bersani. Insomma: lui ci sta soltanto se gli regalano l'agenda Bersani, quella di Monti non la vuole, sennò se ne va! Se qualcuno sa che cosa ci sia scritto sull'agenda Bersani, e quanto sia differente da quanto è scritto su quella di Monti, per favore me lo spieghi con pazienza e con concetti terra terra.
Scritto da ulderico monti il 12/12/2012 alle 07:58
Sono stato sempre d'accordo sui costi standard. Sono d'accordo sulla riorganizzazione delle regioni. Sono d'accordo sulla eliminazione totale (sic et simpliciter) delle province. Sono per l'accorpamento dei comuni piccoli (obiettivo 10.000 abitanti). Non mi pare che Formigoni, referente unico delle casse di CL, sia stato un buon amministratore: la costruzione della nuova sede regionale è l'esempio classico di cattiva amministrazione. Direi un insensato spreco di denaro pubblico per megalomania.
Scritto da Sic Est il 12/12/2012 alle 09:02
@Alice, ma allora cara non ci siamo capiti. Non faccio alcuna fatica a considerare come straordinario ANCHE questo post. Cosa dovrei riconoscere ad un personaggio che ritengo in assoluto il politico varesino più ammirabile degli ultimi 40 anni? Stai scherzando vero? E' una battuta che non ho capito vero? Certamente a differenza di chi critica, insulta e guerreggia dalla mattina a notte inoltrata, ho stima anche per qualche altro personaggio del PD e non del PD ma Adamoli è Adamoli e basta.
Scritto da Bidi Bodi Bu il 12/12/2012 alle 09:39
Gentile Adamoli, la riforma delle Regioni è indispensabile e la Lombardia dovrebbe dare il suo contributo. Purtroppo Formigoni ha innovato qualcosa nella macchina regionale ma ha trascurato totalmente il profilo istituzionale di carattere generale. Bersani afferma che la prossima legislatura sarà "costituente". Spero che ce la faccia e che il sistema regionale sia al centro della nuova fase di ricostruzione delle istituzioni.
Scritto da Dirigente regionale il 12/12/2012 alle 09:45
La regione Lombardia degli ultimi anni ha fatto schifo.
Scritto da Carlino il 12/12/2012 alle 11:20
"I difetti di quella riforma sono oggi facilmente enunciabili. Il più importante riguarda la competenza legislativa generale che spetta alle Regioni (art. 117), mentre sono fissate tassativamente le materie nelle quali lo Stato ha legislazione esclusiva: moneta e finanza, politica estera, difesa e ordine pubblico e alcune altre grandi funzioni nazionali". Non sapevo questa cosa e mi domando quanta gente lo sa. Dovreste fare di più per mettere i cittadini al corrente di tutto questo.
Scritto da Gabriella A. il 12/12/2012 alle 11:26
Giuseppe come al solito sollevi una questione cruciale in questo momento: la riforma delle Regioni.Prima però e' necessario un breve richiamo storico sulla loro origine.Le volle fortemente la DC ( Fanfani?),per fare accordi con il PCI.Si respirava giaà allora aria di compromesso storico.Tutto e' peggiorato molto con la riforma del titoloV attuata dal governo Prodi,come suo ultimo atto,per correre dietro al localismo leghista.Andrebbero riformate,e dico provocatoriamente abolite.non avverra'.
Scritto da mario diurni il 12/12/2012 alle 13:35
Un danno serio il fatto che il votare per la regione e per il parlamento non permetterà di discutere questi problemi. Berlusconi ha voluto le elezioni insieme e probabilmente Maroni non abboccherà all'amo dell'alleanza a Roma. Sarebbe una beffa per l'ex premier ma anche per noi che voremmo parlare degli argomenti affrontati in questo post.
Scritto da Pd Sesto S. Giovanni il 12/12/2012 alle 13:35
Ho appena letto il post con alcuni colleghi e ci riconosciamo pienamente in questa posizione. Ma Ambrosoli cosa sa di questi problemi e quanto tempo ci vorrà perché capisca le potenzialità della Regione? Sembra facile ma in verità è difficle data la mole delle cose da fare.
Scritto da Funzionario regionale il 12/12/2012 alle 13:51
Gentile @Adamoli, mi sono dimenticato di dirle qualcosa che noi abbiamo trovato molto interessante. Il prof. Stefano Rolando, che coordina tutta la campagna elettorale di Ambrosoli, parla della sua esperienza di generale del consiglio regionale nell'articolo di fondo di Europa del 29 sett. 2012. Riferendosi all'ufficio di presidenza della Lombardia scrive: "Uno solo dei componenti è stato, alla fine, garante e difensore delle libertà (nella lealtà) di un manager, lo cito perché virtuoso, il cattolico Giuseppe Adamoli". Penso che le farà piacere e spero che la chiamerà ad aiutarlo a redigere il programma del centrosinistra di Ambrosoli.
Scritto da Dirigente regionale il 12/12/2012 alle 15:15
Caro @Funzionario regionale 13:51. Se ha fatto il Presidente di Regione, per tanti anni, uno come Formigoni credo che non ci voglia poi tanta scienza. Almeno Ambrosoli è una persona di specchiata onestà e non mi pare referente di nessuna associazione settaria.
Scritto da Sic Est il 12/12/2012 alle 15:23
La svolta che si prennuncia in Lombardia è fortissima. Il formigonismo è stato sconfitto ma ha avuto una stampella nella Lega di Bossi e Maroni. Sarebbe sbagliato se questi non pagassero anche loro un prezzo. Bisogna batterli a tutti i costi.
Scritto da Francesco (Milano) il 12/12/2012 alle 17:56
Se scrivi due parole sulle primarie per i candidati al parlamento ci sono centinaia di commenti, sul "profilo istituzionale delle Regioni" ce ne sono sicuramente di meno ma io ti sprono ad andare avanti su questa strada che è più utile.
Scritto da Valceresio due il 12/12/2012 alle 18:38
@Mario Diurni (13.35) - Le Regioni come tu ben sai erano previste nella Costituzione del 1947. Sono state attuate nel 1970 al momento del disgelo fra Dc e Pci e hanno avuto una vita alterna con momenti buoni e momenti grami. Sarebbe per me un gravissimo errore se, invece di correggerne le storture, venissero abolite. Ma questo non succederà quale che sarà la riforma dello Stato che ritengo urgente e prioritaria nell’agenda del prossimo governo e del prossimo Parlamento.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 12/12/2012 alle 18:57
Se si parla di organizzazione istituzionale,i miei amici si addormentano.Cerco di risvegliarli con il gossip.Non essendo pratico, continuano il riposino.A me il tema interessa.Un giusto telaio istituzionale, senza doppioni o perdite d`energie, é fondamentale per il resto.nStasera a Como con candidati alle primarie.Ascoltero` volentieri.@leghista vero. Sui manifesti: con Maroni 75% delle tasse in Lombardia. Il governo più nordista di sempre ha fatto "zero tituli".Si pensa di farlo da Milano?Ma...
Scritto da FrancescoG. il 12/12/2012 alle 19:56
Alla luce degli accadimenti di questi giorni con Berlusconi che impazza e Monti tirato di quà e di là penso che il ticket Bersani-Monti sarebbe - spero non sarebbe stato - una scelta avveduta.
Scritto da Vincenzo M. il 12/12/2012 alle 21:50
@Vincenzo M. Ritengo che l'ipotesi del ticket Bersani-Monti fosse utopica quanto è bizzarra quella di Berlusconi-Monti. Espedienti più o meno abili per catturare voti moderati. Possiamo anche vaticinare che Monti non sarà il prossimo Presidente della Repubblica, perché la prevedibile vittoria del centrosinistra non ne nasconderà le profonde differenze e divisioni strategiche, ostili di fatto all'esperienza di governo di Monti.
Scritto da ulderico monti il 13/12/2012 alle 08:12
Caro @Ulderico, forse sono in minoranza nel Pd ma spenderò ogni parola per auspicare un rapporto costruttivo e intenso fra Bersani e Monti. Non vedo altre strade percorribili.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 13/12/2012 alle 13:43
Non mi preoccuperei più di tanto tanto per la mancanza di esperienze amministrative del candidato Ambrosoli. Di sicuro non ha alle spalle nè Comunione e Liberazione, né la Compagnia delle Opere: Per me basta e avanza.
Scritto da A. Vaghi il 13/12/2012 alle 17:09
Ma per avere le carte in regola per candidarsi alla Presidenza della Lombardia nella coalizione di centrosinistra è indispensabile...essere orfano di un uomo onesto? Avere una faccia pulita, avere 30.000 Euro di reddito annuo? e non aver mai fatto parte di partiti istituzionali ed associazioni collaterali? (CL o CDO). Un'esperienza alle spalle di buon livello amministrativo: medi comuni, province...no,nemmeno parlarne. Peccato che mio padre sia morto d'infarto nel suo letto...
Scritto da La professoressa. il 14/12/2012 alle 16:23
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