Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 21/12/2012 alle 14:17


Si sente spesso dire che le Regioni sono decisamente importanti per la sanità ma molto meno per altri settori nei quali pure hanno delle competenze. In effetti nella sanità le Regioni investono, con poche differenze tra Nord, Centro e Sud, circa i 2/3 del loro bilancio.
La “cifra” economica è proprio questa ed è impressionante ma presa a sé stante induce a sottovalutare i poteri regionali in molti altri campi tra cui: urbanistica e territorio, trasporti, casa, formazione professionale, infrastrutture, cultura ed altri ancora.
Sulle grandi opere infrastrutturali, (strade e ospedali ma non solo) la parola della Regione è assolutamente decisiva ma gli investimenti sono extra bilancio.
Faccio un esempio su cui mi soffermo per alcune considerazioni. L’assessorato all’Urbanistica è un tipico assessorato “senza portafoglio” ma di peso straordinario per tutte le comunità. Quando si costruisce una casa, un capannone, un supermercato, la concessione edilizia viene rilasciata dal Comune sulla base però della normativa regionale.
Il vero punto critico è che le Regioni hanno approvato le loro leggi urbanistiche senza avere alle spalle la “cornice legislativa” che lo Stato avrebbe dovuto emanare fornendo dei punti di riferimento certi per tutto il territorio nazionale.
Elencare ciò che non va in questo campo è semplice: crescita molto disordinata di tantissime aree; espansione eccessiva dei centri abitati che hanno via via perso l’identità; verde e campagne che si assottigliano; strade inutili.
E’ però assolutamente da contrastare l’idea rassegnata che circola secondo la quale ormai l’opera di devastazione è compiuta e che pertanto resta ben poco da fare.
Al contrario, lo spazio di manovra è amplissimo: fermare l’iniquo consumo di suolo che continua perfino in tempo di crisi; ristrutturare le fabbriche dismesse e gli edifici fatiscenti prima di occupare altre superfici; rispettare i parchi regionali (in Lombardia circa il 15% del territorio), fare in modo che l’autonomia dei Comuni non divenga anarchia istituzionale obbligandoli ad un confronto intercomunale che eviti previsioni di sviluppo che si contraddicono clamorosamente (residenza e industrie insalubri).
Soprattutto bisogna limitare entro limiti ragionevoli la contrattazione pubblico-privato che è rischiosa per la sproporzione di forze che si riscontra al tavolo negoziale fra il Comune gli interessi economici forti.
Ciò che ci vuole è un risveglio della cultura del territorio. Nel 2005 quando in Regione è stata approvata la legge regionale 12, tutt’ora in vigore, dov’erano finite le università, i centri di ricerca, le forze professionali, le organizzazioni sociali e civili sempre pronte, giustamente, ad attaccare la politica?
Spero che la campagna elettorale in Lombardia (purtroppo brevissima e concomitante con quella nazionale) recuperi questa necessaria dimensione culturale.

Commenti dei lettori: 25 commenti - scrivi il tuo commento
Mi e Vi chiedo: sapete quante unità abitative ci sono già costruite in Lombardia ma che non sono ancora vendute a proprietari-residenti? In pratica: sommando tutte le abitazioni vuote e invendute, a che cifra arriviamo? E, seconda domanda, come si sono orientati i Comuni nei loro regolamenti per l'aliquota da pagare per l'IMU su queste abitazioni di propriertà degli immobiliaristi? Il discorso potrebbe ampliarsi, ma per ora mi fermo qui.
Scritto da Nicoletta il 21/12/2012 alle 14:47
Come non essere d'accordo? Solo sull'ultima domanda che Adamoli pone non concordo,perche' in tema di urbanistica e di tutela del territorio la politica-regionale e locale-cerca spesso di tener segrete le cose e scodellarle"a pappa fatta"ai Cittadini ignari che poi le scoprono quando i"danni"sono in atto o gia'avvenuti,come nel caso dell'edilizia Ospedaliera a Varese,dove"a posteriori"i Cittadini cercano disperatam.di intervenire per salvare il salvabile(alludo all'H.DelPonte-indecente VERGOGNA!)
Scritto da g.dotti e m.pirone il 21/12/2012 alle 15:25
Nella Premessa a “Infanzia di Gesù” (2012 RCS Libri) l’Autore Benedetto XVI pone le domande “E’ vero ciò che è stato detto? Riguarda me? E se mi riguarda, in che modo?”. La lettura del testo mi ha dato la serenità e il ristoro di chi dall’aridità del deserto sia guidato “alle fresche acque e ai verdi pascoli”, e nel contesto ho ritrovato una lezione per affrontare le impervie esperienze dell’esistenza personale e della storia della comunità e della Patria. Così scrive Benedetto a pagina 117: “La conoscenza (...) può anche perdere il giusto orientamento, così da non spingere più l'uomo a muoversi per andare al di là di se stesso, ma per indurlo a fissarsi in sistemi in cui crede di poter affrontare le potenze nascoste del mondo”. Ho ritrovato una lezione ... e l’emozione e la sorpresa dell’incontro con Paolo di Tarso. Nella Lettera agli Efesini (cap.6) è scritto il programma della buona condotta della vita privata e dell’esperienza pubblica, dunque un programma per il “buon governo”: “12La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso... 13Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. 14State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; 15i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. 16Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; 17prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito...” Buon Natale! ulderico monti
Scritto da ulderico monti il 21/12/2012 alle 15:32
Un'analisi chiara. Penso che la Regione nell'ultimo periodo abbia dormito sul tema del consumo del suolo. La svolta profonda è necessaria anche in questo settore.
Scritto da Mario T. il 21/12/2012 alle 15:38
Lasci stare l' urbanistica in questo momento Adamoli, e continui la sua tambureggiante campagna per le primarie in favore degli uomini della sua corrente.
Scritto da pdvarese il 21/12/2012 alle 16:46
Argomento delicatissimo soprattutto per la città di Varese rimasta senza PGT. La Regione ha fatto bene a non concedere la deroga di altri 6 mesi. Risponda la giunta di Varese sul fermo dell'attività edilizia.
Scritto da Architetto a Varese il 21/12/2012 alle 18:28
Giusta la mozione di sfiducia alla giunta Fontana per il ritardo incolmabile sul piano di governo del territorio. La voterei anch'io con piacere se fossi in consiglio comunale.
Scritto da Lettrice affazionata il 21/12/2012 alle 19:08
Si la Lombardia deve cambiare anche in questo settore fondamentale per dare ordine alle città e alle periferie
Scritto da Francesco (Milano il 21/12/2012 alle 19:34
Sarebbe stato meglio se l'urbanistica regionale avesse potuto rispondere a dei criteri nazionali, Lo Stato è stato inadempiente. La colpa di certi errori è anche di Roma.
Scritto da Valceresio sue il 21/12/2012 alle 22:36
Quello che dicevamo sulla legge di governo del territorio....ciao beppe!
Scritto da Carlo Monguzzi il 21/12/2012 alle 22:53
L'articolo della legge urbanistica regionale che indica la necessità di mettere in chiaro i PRINCIPI DI NEGOZIAZIONE fra Pubblico e Privato esiste non a caso... Il bene privato è una parte del bene pubblico, non un antagonista nè una pedina vincente o soccombente al tavolo degli accordi urbanistici... Ciao Giuseppe, e nuovamente buon Natale!
Scritto da Ilaria Nava il 21/12/2012 alle 23:26
Grazie @gentile Ilaria Nava,condivido appieno quanto Lei scrive, ripeto tuttavia che degli accordi tra privato e pubblico dovrebbero essere informati sempre anche i Cittadini normali, che spesso di questi accordi (avvenuti nelle segrete stanze sono tenuti all'oscuro e poi ne subiscono i danni.
Scritto da giovanni dotti il 22/12/2012 alle 09:09
Cara @Nicoletta (14.47), non sono in grado di rispondere alle tue domande. Le prime due potrebbero essere oggetto di interpellanza formale alla giunta regionale anche se dubito che sia in grado di fornire cifre esatte. Alla terza domanda dovrebbero poter rispondere i comuni singolarmente. Tra qualche tempo forse anche i ministeri di Roma.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 22/12/2012 alle 09:59
Molte volte i clienti mi chiedono se possono fare una determinata opera urbanisticamente poco o per nulla conforme, ho imparato per esperienza a rispondere "abbiamo qualcosa da offrire in cambio? È solo una pura questione di forza economica che scardina le regole mai uguali per tutti i cittadini". Le auguro un felice Natale e un "costruttivo" anno nuovo.
Scritto da Raffaele Parasci Eco-Geom il 22/12/2012 alle 10:08
Quello che riporta @Raffaele Parasci Eco-Geom il 22/12/2012 alle 10:08 non mi sembra una battuta quanto piuttosto una "precisa denuncia" che, se suffragata da prove certe, potrebbe interessare l'A.G. Se quanto detto dal geometra risponde al vero, sembra che, come i Polita insegnano, un certo tipo di attività di "scambio" o meglio di "baratto" nel settore delle autorizzazioni ai lavori di edilizia urbana, non sia un fenomeno sporadico, bensì la regola.
Scritto da Sic Est il 22/12/2012 alle 11:46
Spero che Ambrosoli esca con il suo programma il più presto possibile e se lo faccia fare da gente in gamba visto che lui è a digiuno di tutto.
Scritto da Pd. Sesto S. Giovanni il 22/12/2012 alle 12:38
L'urbanistica è un campo delicatissimo dove si possono fare molti errori. La legge deve essere chiarissima. Quella lombarda è una buona legge da migliorare seza irrigidirla troppo e lasciando ai comuni la responsabilità delle scelte.
Scritto da Francesco il 22/12/2012 alle 18:56
Apro una parentesi. Se votassi alle primarie dei candidati PD (ma non voterò perché assente su per le montagne) voterei, naturalmente, DANIELE MARANTELLI. Auguri!
Scritto da ulderico monti il 23/12/2012 alle 07:54
Cari Adamoli, la tua analisi è perfetta e non necessita di aggiunte. Per rafforzare le tue considerazioni ti comunico che in molte nazioni del Nord Europa, i piani urbanistici coinvolgono parecchie autorità. Ciò significa che un Comune, se intende espandere il proprio centro abitativo, deve coinvolgere gli organi regionali o statali preposti alla viabilità i quali verificano la compatibilità dell’espansione abitativa con l’adeguatezza delle vie di comunicazioni. Quindi la volontà di un comune, di ampliare gli insediamenti nel proprio territorio è subordinata dal parere di altre autorità. In Francia nelle zone di confine con il Belgio, gli sviluppi dei piani abitativi e viabilistici vengono comunicati alle autorità belghe per permettere loro di adeguare la propria viabilità alle nuove esigenze.
Scritto da Ernesto Alberichi il 23/12/2012 alle 09:59
Non conosco bene questi problemi. Il post mi sembra convincente. Vorrei leggere altri articoli del genere prima del voto regionale.
Scritto da Sandro il 23/12/2012 alle 13:33
Caro Giuseppe apri un capitolo da seminario di tre giorni.E non posso neppure pensare di poter cominciare qui qualsiasi discorso.Posso solo dirti che le cose in campo urbanistico sono notevolmente peggiorate e che l'urbanistica contrattata ha fatto e fa scempio del territorio non soltanto ma anche della societa civile. Corruzione,concussione,penetrazione mafiosa del settore urbanistico anche in Lombardia stanno a segnalare che la legge si è dimenticata della giustizia.
Scritto da Andrea Bortoluzzi il 23/12/2012 alle 13:50
Tante chiacchiere quelle di @ulderico monti e poi alla fine voterebbe l' uomo più di apparato, quello che si crede il regista della politica italiana ma al massimo lo chiamano per sistemare le luci, quello che stava con Veltroni ed il giorno dopo le dimissioni di questi è passato con Bersani. Siete solo dei militari, voi comunisti, ed i peggiori sono proprio gli intellettuali. Fingono libertà di pensiero ed ampiezza di vedute e poi quando suona la campana corrono come pecoroni.
Scritto da ex-Margherita il 23/12/2012 alle 14:41
Chissà se ci sarà il tempo e la voglia di affrontare questi temi nella campagna elettorale. Stiamo andando ormai al più classico scontro del bipolarismo italiano che non promette molto di buono.
Scritto da Lorenzo L. il 23/12/2012 alle 15:15
Cio che più mi inquieta e la presenza mafiosa nell'urbanistica.Spesso mi chiedo come sia possibile che certe operazioni siano portate a termine in tempi di denunciata crisi nel settore dell' edilizia.E sono operazioni sfrontate che mirano a conquistare i centri storici delle nostre città penetrando al cuore di quella che fu la Lombardia in rivolta così ben delineata nei suoi tratti letterari e civili da Dante Isella. E ' una crisi innanzi tutto culturale.
Scritto da Andrea Bortoluzzi il 23/12/2012 alle 18:43
Caro Giuseppe, in poche parole la parte più importante da regolarizzare con precisi paletti è la contrattazione pubblico-privato. Amministrazione comunali incoscienti pur di raggranellare risoprse finanziarie vendono facilmente l'anima ( territorio e ambiente ) al diavolo ( speculazione edilizia ). Bisogna fermarle. Ma chi è questo@ex margherita(23-14.41) pieno di accidia che dà del pecoroni ad altri e non ha in coraggio di dichiararsi con nome e cognome ? Vergogna.
Scritto da A. Vaghi il 24/12/2012 alle 11:59
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