Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 4/4/2014 alle 08:50


In Veneto il referendum per l'indipendenza. E in Lombardia? Roberto Maroni ha dichiarato a Panorama che entro metà aprile porterà in Consiglio regionale la proposta di un referendum consultivo per uno Statuto speciale uguale a quello siciliano del 1946. 
Davvero eccellente il modello della Sicilia!
Non conta niente che le promesse di trattenere a Milano il 75% delle tasse e di realizzare la macro regione del Nord siano rimaste lettera morta. Adesso vuole nientemeno che il 100% delle tasse, non punta più a una maggiore autonomia ma ad uno Stato indipendente.
La proposta non varcherà neanche il Pirellone: lo Statuto vigente richiede una maggioranza dei due terzi dei componenti che Maroni non avrà. Ma chi se ne importa?
Quante balle non si sparano per qualche voto in più. 
Pensi piuttosto a difendere la dignità della Regione, ad aumentarne l’efficienza, a contrattaccare sul centralismo statalista che avanza, a realizzare un regionalismo serio e forte. Avrà il plauso di molti lombardi, compreso il mio.
La demagogia irresponsabile, se non può farne a meno, la lasci a quel campione di Salvini.  
 

Commenti dei lettori: 59 commenti - scrivi il tuo commento
Lo Statuto speciale siciliano nasceva in uno specifico contesto storico. Registro che mentre in Sicilia la sua parziale applicazione (è opinione diffusa che della specialità si è abusato per gli sprechi e furberie e la si è poco usata nelle parti costruttive) fa gridare all'occasione mancata e al suo "superamento", in Lombardia dopo il nuovo statuto di qualche anno da, se ne invoca l'introduzione. Leggiamolo bene tutto, perché oltre agli introiti delle tasse ci sono i costi a totale carico.
Scritto da Nicola Lombardo il 4/4/2014 alle 09:38
Sarà. Ma a mio modo di vedere la questione non può essere ignorata. Nessuna regione a statuto speciale ma una bella devoluzione vera e temperata. Il fatto è che la Lega arranca nelle sue proposte poco praticabili e condivise.
Scritto da Mattia Colombo il 4/4/2014 alle 09:42
Condivido. Purtroppo Bobo Maroni per ragioni di bottega ha cavalcato in passato - e continua a farlo - vere e proprie "tigri di carta" senza approdo alcuno: dall'uscita dall'euro alla Lombardia indipendente. Invece da un lato dovrebbe impegnarsi a far pulizia in tutte le situazioni opache accumulate nell'era formigoniana, dall'altro puntare a un rapporto più equilibrato con Roma ritornata "ladrona" ora che la Lega non sta più nel Palazzo dove pure ha comodamente e a lungo abitato.
Scritto da Cesare Chiericati il 4/4/2014 alle 09:51
Le parole roboanti coprono i fatti che mancano. vecchia strategia, son vent'anni che la lega promette e non porta a casa niente, neanche quand'era al governo c'è riuscita. preferisco salvini: almeno mostra la sua vera faccia, per quanto pessima
Scritto da Stefano Affolti il 4/4/2014 alle 09:52
Questi 4 buffoni verdastri diventati marrone perchè zerbini sporchi dello sterco del ventennio Berlusconiano non fanno più paura a nessuno. Solo uno piccola percentuale di imbecilli può ancora credere alla balle Leghiste. Al povero Crozza, questi ladri imbroglioni gli hanno perfino tolto le battute sulla politica "macrorreggionnizzatta". Dopo le mutande verdi di Cota, ora gli è rimasta solo un po di Lombardia e Veneto. Il tuo invito-appello a Maroni a distinguersi (segue)
Scritto da robinews il 4/4/2014 alle 10:01
Mi pare che, per il momento, il Consiglio regionale, districandosi tra il contrasto alle ludopatie e la richiesta di parziale abrogazione della legge-Merlin, si stia accingendo a dibattere il Ddl di revisione costituzionale del Governo. Ma se Maroni ha promesso qualcosa entro metà aprile …, attendiamo! Sì, dei leghisti impressiona la povertà concettuale e progettuale. Ah, se avesse vinto Ambrosoli! Non sto mitizzandolo, sia chiaro, anzi, trovo sia molto infantile mitizzare i politici; e poi, certamente ci sarebbe stato da sfrondare qualcosa anche lì (per esempio, non capisco tutta questa sopravalutazione del prof. Rolando), però sicuramente, con Ambrosoli, la Lombardia avrebbe conosciuto capitoli più all'altezza.
Scritto da eg il 4/4/2014 alle 10:06
Robinews (segue) dal demagogo irresponsabile Salvini NON HA SENSO! Caro @Adamoli, Salvini non è altro che il migliore esecutore delle balle Maroniane ben "saldate" con la eterna rete potente del potere economico dei Formigoni "nostro" alleato nell'odiata Roma Ladrona. Poveri allocchi fratelli padani (per fortuna in via di estinzione) che credono ancora alle BALLE MARONIANE Oggi c'è solo da augurarsi che almeno nel PD non ci siano come in passato gli utili idioti che gli correvano dietro.
Scritto da robinews il 4/4/2014 alle 10:14
Condivido il post. in toto. Per fortuna che c'è lei che ci aiuta perchè il PD in regione mi sembra un po' seduto.
Scritto da ale il 4/4/2014 alle 10:16
ANNUNTIUM VOBIS GAUDIUM MAGNUM. Sono uno di quelli che da molti anni studia flussi e movimenti dell'elettorato e in base a diverse occasioni del passato fino ad oggi ci ho preso quasi sempre. Il Bobo e la Lega caro @Adamoli si agitano disperatamente perchè sanno cosa li aspetta. La scelta di proporsi con il giovane "campione" Salvini non potrà salvarli dal baratro che li attende. Nel 2009 la Lega prese il 10,3% con oltre 3 milioni di voti. Il 25 maggio se tutto va bene (segue)
Scritto da robinews il 4/4/2014 alle 11:05
Robinews (segue) ne prenderà meno di 1 milione (900 mila). Stessa sorte toccherà a Berlusconi, Nel 2009 prese 11 milioni di voti, questa volta farà fatica a prendere 4 milioni di voti. Tra Berlusconi e Lega alle europee 2014 faranno fatica a prendere in tutto 5 milioni di voti contro i 15 milioni del 2009. Leghisti e Berluschini si rassegnino, il futuro se lo giocano 2 ipotesi di "rottura" con il "loro" passato e cioè Renzi e Grillo. ACCETTO SCOMMESSE ANCHE RILEVANTI!
Scritto da robinews il 4/4/2014 alle 11:13
Ma nel PD di Varese non c'era chi flirtava apertamente con la Lega senza che nessuno, e dico nessuno, del vostro partito abbia mai formalmente mosso un dito per stroncare questo scempio politico. Forse Adamoli qualche volta,il Sen. Rossi raramente e gli altri? Tutti zitti. E adesso scopriamo la Lega forcaiola? Ma che bravi!!!!!
Scritto da ex-Margherita il 4/4/2014 alle 11:28
Dopo la macroregione e il 75% di tasse in Lombardia.....
Scritto da Paolo Nizzola il 4/4/2014 alle 12:35
Nell'Italia del 2014 non ci sono più motivi per i quali il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia,il Trentino Alto Adige e la Valle d'Aosta debbano avere uno "Statuto Speciale" che garantisce loro particolari condizioni di autonomia con annesse maggiori risorse rispetto a tutte le alre Regioni. Delle due ipotesi se ne deve scegliere una: o tutte le Regioni diventano "speciali" oppure tutte rientrano in un nuovo modello di regionalismo e di autonomia regionale. L'occasione per riflettere e decidere può essere quella della riforma del Titolo V della Costituzione approvata dal Governo.
Scritto da Nino Vialba il 4/4/2014 alle 12:40
Basti vedere la vicenda dei secessionisti veneti. Invece i leghisti del mio paese passano la giornata a fotografare le buche delle strade, per poi mandarle alla Settimana o al Notiziario. E' questo il loro concetto di “fare opposizione”. La verità è che il centrodestra è bollito, il centro è finito, e il centrosinistra dovrebbe essere il nostro “sol dell'avvenire” ... ma ogni giorno vien sera e vien mattina ma è sempre nuvoloso, un bel sole non c'è mai. Formigoni ha regalato la regione (e la Regione) ai leghisti ma, d'altronde, chi ci piazzava al suo posto? Cattaneo? Sembrava. Ma sembrava e basta. Sembrava un suo valido successore … ma sarebbe meglio stendere un velo. O forse è un problema generazionale? Non ci sono più gli uomini alla Adamoli, Guzzetti, Bassetti, Tabacci? PS: Solidarietà a @Molinari (post di ieri). Quando arriva AreaDem (Pdvarese exmargherita) sul blog, il dibattito va sempre in fanteria.
Scritto da V.R. il 4/4/2014 alle 12:42
@V.R. La domanda che hai fatto viene in mente spesso anche a me: è colpa della qualità degli uomini o della politica, cioè dei valori, ideali, partiti, contenuti se anche Regione Lombardia non è più quella di una volta? Forse le due cose si tengono strettamente insieme.
Scritto da Dirigente regionale il 4/4/2014 alle 13:15
Sono per una totale rivisitazione del sistema Regione. (1) Abolizione di quelle a Statuto Speciale. Oggi non hanno più senso. (2) Rivedere i vari pacchetti nel Trentino Alto Adige. È inconcepibile che incalcolabili risorse vengano regalate per mantenere alti standard di vita a spese di tutto il Paese. (3) Tagliarne il numero radicalmente. (4) Ridimensionarne il potere legislativo e ricondurlo a potere amministrativo. (5) Abolire le rappresentanze all'estero delle Regioni. (6) Applicare un sistema di controllo delle spese ferreo sottoposto solo alla Corte dei Conti.
Scritto da Sic Est il 4/4/2014 alle 14:01
non potevano che passare all'opposizione..come altri..ma ormai c'è Renzi..e poi son arrivati un pò tardi...non come invece il M5S..comunque vedremo gli eventi..saluti
Scritto da zva il 4/4/2014 alle 14:42
Caro Giuseppe la foto che hai postato è simbolica nell’evidenziare il “pesante pensiero” politico che la Lega del nuovo corso ha saputo maturare dopo il “celodurismo bossiano”. Diciamola anche tutta, questi, col loro “federalismo cialtrone” e un pochettino rapace hanno occupato uno spazio politico. Si sono “sistemati”, si sono spartiti tutte le prebende che potevano, hanno occupato “manu militare” ogni posto di potere e hanno promosso “generali” ( compreso i parenti stretti ) quelli che nella prima Repubblica non avrebbero potuto neanche fare il segretario di sezione. Popolari?, ma non diciamo sciocchezze, l’essere popolari è per fortuna un'altra cosa. Ma guardiamo come è ridotta al Regione Lombardia. Da quando Maroni è lì via che “balle e sparate” non si sente dire. Basta parlare con qualche funzionario regionale per cogliere la loro disperazione. Assenza di direttive, risposte che non vengono date dai vertici, scarsa professionalità dai “nominati” della nuova tornata, dilettantismo politico più in alto ancora e così via. Alla fine la pochezza di Maroni viene fuori visibile. Il nostro, finché è stato a Roma, copriva tutte le sue “magagne” con una struttura di primordine, una struttura ministeriale che, al di là di chi, politico, arrivava, agiva e si muoveva, tanto che il Bobo nazionale, al termine del suo mandato, era giudicato capace e politicamente preparato. Fuori da Roma si è trovato a dover essere lui ad impostare le nuove politiche della Regione più importante del Paese e qui sono usciti tutti i limite dell’uomo. Incapacità a governare la struttura, assenza di idee al di là delle periodiche “boutade” sull’indipendenza, sui referendum, sull’alleanza tra le regioni a guida “padana”. Incapacità a prendere posizione su questioni dirimenti a partire dalla sanità e dal nuovo welfare e così via. Ma ce lo ricordiamo qualche settimana fa a Varese con un “foglietto” in mano a lascia intendere alla stampa “ ecco, ho i quindici milioni di euro per il teatro di Varese”, già peccato che nel bilancio regionale non ci sia traccia…. Insomma, mi si permetta una “puntina” di indignazione con questi “folletti in salsa verde”. Come il fascismo ha distrutto con la sua vuota retorica il senso di patria e di nazione tant’è che ci sono voluti quasi cinque decenni per recuperare quei valori senza cadere nel folklore “staraciano”, così la Lega è responsabile di aver ridicolizzato e reso improponibile qualsiasi serio ragionamento su come cambiare la struttura dello stato in senso “regionalistico” e valorizzando davvero il valore dell’autonomia e della sussidiarietà. Però un merito alla Lega va riconosciuto. Senza il loro “insulto” continuo all’Italia, senza il loro disprezzo verso il Paese e le Istituzioni, senza la loro intolleranza verso la nostra storia unitaria, senza tutto questo, non si sarebbe riscoperto, per contrasto, il senso di appartenenza ad una comunità nazionale da parte della grande maggioranza degli italiani. Bel capolavoro Bossi, Maroni e sodali.
Scritto da roberto molinari il 4/4/2014 alle 14:43
@Mattia Colombo (09.42) - E' vero, la questione di una "buona" autonomia della Lombardia non può essere ignorata. In generale bisogna ricostruire un regionalismo serio, eliminare tutti gli Statuti speciali, togliere la sovrapposizione delle competenze regionali e statali, dimezzare le Regioni. Ma la proposta di Maroni va in una direzione opposta. E' propaganda spicciola, velleitaria, non cambierà una virgola, farà aumentare la diffidenza italiana verso la Lombardia.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 4/4/2014 alle 15:19
@Sic Est (14.01) - D’accordo tranne su un punto. Il potere delle Regioni non può essere solo amministrativo. Si trasformerebbero, dal punto di vista istituzionale, in grandi province e cambierebbe totalmente la loro natura che non sarebbe più di carattere “politico-legislativo”, come era stata immaginata dalla Costituzione nell’immediato dopo guerra. La tua è un’idea che si è rafforzata (per colpa delle Regioni) nell’ultimo periodo ma io proseguo sulla strada originaria tracciata dai Costituenti mentre il suo recente sviluppo dev’essere sottoposto a profonda revisione.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 4/4/2014 alle 15:22
@V.R., mai stato iscritto al PD, figuriamoci se sono di area dem!!! Pensa ai contenuti dei commenti, non alla loro presunta provenienza.
Scritto da ex-Margherita il 4/4/2014 alle 15:36
La distribuzione più o meno omogenea della ricchezza tra le varie "parti" dello Stato, la capacità degli stessi partiti politici di poter rappresentare gli interessi dello Stato nel suo complesso oppure di essere rappresentanti di aspetti e privilegi strettamente locali finiscono per essere profili di valutazione sostanziale nella decisione della forma dello Stato. Occorre tornare a far politica, discutendo in modo politico, cercando la sintesi condivisa contro gli spot pubblicitari o le varie boutade.
Scritto da Alessandro Milani il 4/4/2014 alle 15:54
Potrebbero dirti pensa alle balle di Renzi! Ne hai affrontate tante campagne elettorali, sai bene, e meglio di noi, che purtroppo funziona così! Il problema è un altro, in prospettiva elezioni: come scriveva Bufalino, è difficile scegliere tra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare nulla!
Scritto da domenico nitopi il 4/4/2014 alle 16:36
Chi parla di una Lega in regresso elettorale non sa cosa dice. I sondaggi la danno al 6%. Del post di @Adamoli mi piace solo il suo regionalismo molto forte mentre tutto il resta è pregiudizio anti leghista.
Scritto da Ugo F. il 4/4/2014 alle 16:49
Si però... "diffidenza italiana verso la Lombardia"? Scherzi, Giuseppe? riduciamo almeno del 10% annuo il "residuo fiscale" Lombardo, e poi vediamo. Su questo, l'ipotesi Maroni ha un solo difetto: troppo minimalista.
Scritto da Massimo Galli il 4/4/2014 alle 17:03
Ho il diritto (e, se fossi il padrone di casa, anche il dovere) di esprimere la mia solidarietà a chi sul blog non risponde al fango utilizzando gli stessi mezzucci anonimi. Ma, davanti a un laticlavio (exmargherita, Pdvarese) sono preso dal vizio italico di assecondarlo. Va bene, va bene, pensiamo ai contenuti.
Scritto da V.R. il 4/4/2014 alle 17:05
La colpa della forza elettorale leghista è in parte dovuta alla debolezza dell'opposizione dell'Ulivo e del Pd soprattutto, devo ammetterlo, dei partiti Pds e Ds che hanno spesso cullato l'illusione di fare accordi con la Lega. Errore pazzesco!
Scritto da Pietro (di sinistra) il 4/4/2014 alle 17:25
@Ugo F. 16,49, Lo ripeto, accetto scommesse di qualsiasi valore. La Lega alle europee non supera i 900 mila/1 milione di voti (4%) e Forza Italia farà fatica ad avere 4 milioni di voti, in tutto 5 milioni contro i 15 milioni del 2009. Sto seguendo con grande attenzione la politica della Lega e sono ormai mesi che nessun dirigente leghista cita più Piemonte e macroregione, ti chiedi il perchè? E pensi forse che i Lombardi e i Veneti si bevono la "ri-svolta" indipendentista neosecessionista?
Scritto da robinews il 4/4/2014 alle 17:53
@Roberto Molinari 14;43. CONDIVISIONE TOTALE! @Nitopi 16,54, ammesso e NON CONCESSO che tu abbia ragione sulla "imbecillità di chi vuole cambiare tutto" (Renzi) e "mascalzoni che non vogliono cambiare nulla" (chi?), CI FAI SAPERE SECONDO TE L'ALTERNATIVA CREDIBILE E REALISTICA CHE PROPONI IN QUESTO 2014 E OLTRE ???
Scritto da robinews il 4/4/2014 alle 18:04
Per quanto riguarda la questione delle Regioni a statuto speciale apprezzo e condivido appieno la critica e le proposte di @Sic Est e la precisazione di @ Adamoli. E, se permettete, mi compiaccio con me stesso perché il loro pensiero collima con ciò che ho scritto, inascoltato e non commentato, da 7/8 anni a questa parte.
Scritto da Martino Pirone il 4/4/2014 alle 18:11
@Nino Vialba (12.40) - Il famigerato Titolo V del 2000 sarà cambiato com'è nel programma del governo. Vedremo quello che succederà. Sono convinto che il progetto di riforma costituzionale approvato una settimana fa dal Consiglio dei ministri subirà parecchie modifiche. Spero che rimanga la norma della Costituzione vigente secondo la quale "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia possono essere attribuite alla Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa delle Regione interessata". E' questo il modo più appropriato per riconoscere alcune diversità regionali superando però definitivamente gli Statuti speciali con il loro carico di privilegi economici, fiscali e finanziari ormai fuori dl tempo.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 4/4/2014 alle 18:24
@Massimo Galli (17.03) - Diciamo che mi sono spiegato male, diffidenza italiana verso l'istituzione regionale non verso la società lombarda. Leggi l'intervista di Maroni su Panorama. Dice testualmente: "Quello della Sicilia è lo Statuto perfetto. Perché non dà più autonomia, disegna uno Stato indipendente. Tratterremo in Lombardia il 100% delle tasse". Siamo nel campo dei neurodeliri, come usa dire Cacciari che non è certo fautore di un federalismo tenue.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 4/4/2014 alle 18:29
Oggi Massimo D'Alema ha dichiarato che Renzi è al governo per "rimediare" a Berlusconi. Una volta tanto sono in parte d'accordo con lui, peccato che ha dimenticato di aggiungere che Renzi è al governo "per rimediare anche ad un CSX quanto meno inadeguato e inconcludente. Non pensate?
Scritto da robinews il 4/4/2014 alle 18:55
Condivido totalmente @Ale. In regione il Pd è un pò seduto. Su questa questione del referendum sullo Statuto speciale non s'è sentito. Mi chiedo se questo è il modo giusto di fare politica in Lombardia.
Scritto da Funzionario in regione il 4/4/2014 alle 19:05
La BCE di Draghi, ha dato l'annuncio di decisioni "non convenzionali" che si aspettava da 3 anni. Ci saranno 1.000 miliardi di €uro-bond per combattere la stagnazione-deflazione.Non è affatto azzardato che questo possa avvenire anche prima del 25 maggio. Ottima notizia per tutta l'europa del sud e l'Italia. Il governo Renzi ne sarà il principale beneficiario. Peccato, se questo fosse stato fatto 3 anni fa (con molto meno) , si sarebbe evitata la macelleria sociale a partire dalla Grecia.
Scritto da robinews il 4/4/2014 alle 20:22
Condivido @Adamoli e Chiericati che ha il dono della sintesi e dice le cose che penso anch'io meglio di quanto possa fare io.
Scritto da Vittorio il 4/4/2014 alle 20:30
Se usassero quelle tasse, tante, anche solo in parte per le grandi opere del Suo Raffaele Cattaneo, con corredo di malaffare relativo, staremmo anche peggio di ora. Via da Roma? No, Grazie. Via dal malaffare istituzionale.
Scritto da Marco Vigano il 4/4/2014 alle 23:56
@Marco Vigano (23.56) - Scusa ma non ho capito, scrivi "del Suo Raffaele Cattaneo". Suo di chi?
Scritto da Giuseppe Adamoli il 5/4/2014 alle 09:29
@V.R., per quel che ne so sei anonimo anche tu con quella sigla. Andiamo oltre.
Scritto da ex-Margherita il 5/4/2014 alle 09:46
Mi dicono, io sono in Etiopia ora, che il Maroni ha avuto bisogno dei suoi voti, miseri, un terzo di quelli della tornata precedente. Lo ha, comunque vada, ricordo, scelto per il posto di Presidente del Consiglio Regionale. Maroni rigetti i giri clientelari di certi suoi prossimi, o, almeno, li valuti a fondo. Prima di... www.academia.edu
Scritto da Marco Vigano il 5/4/2014 alle 10:15
I tempi sono cambiati, e diventano più duri per chi ha campato, bene, di certi giri clientelari. Independentismo? A che costi? Pulizia, meglio.
Scritto da Marco Vigano il 5/4/2014 alle 10:17
@Marco Vigano (10.15) - Adesso ho capito la tua opinione. Il "Suo Raffaele Cattaneo" (23.56) si riferisce a Maroni. Non penso sia stato il capo leghista a scegliere Cattaneo come presidente del Consiglio regionale, certamente però non gli era contro. In ogni caso il tuo pensiero è chiaro.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 5/4/2014 alle 10:33
E' chiaro che il referendum in Lombardia non vuole la secessione ma è un modo per mettere in evidenza la necessità di cambiare politica economica, di lasciare più soldi, più libertà alla imprese e più flessibilità alla Lombardia. Le balle sono di chi sostiene il contrario.
Scritto da Leghista doc il 5/4/2014 alle 12:35
Il dibattito sulla Prealpina di oggi a proposito del referendum leghista non è esaltante da entrambe le parti, da chi lo appoggia e da chi lo contrasta. Il livello della discussione è troppo basso. Migliore quello sul blog che bisognerebbe esportare in altri ambienti.
Scritto da Nicora il 5/4/2014 alle 13:56
Vorrei ricordare a Maroni, Salvini ed ai loro seguaci aspiranti indipendentisti e secessionisti del Nord di leggersi un po’ la storia dell’Unità d’Italia, non quella che ci hanno bugiardamente insegnato a scuola ma quella vera e autentica, cioè quella della guerra di aggressione e di conquista che l’esercito piemontese compì nei confronti del Regno di Napoli (o delle Due Sicilie) depredandolo delle molte ricchezze (sia pure mal distribuite) di cui disponeva. Grazie a tale conquista il Piemonte, incamerando l’oro dei Borboni, si salvò dall’imminente pericolo di bancarotta, l’ex Lombardo-Veneto migliorò la propria agiatezza ed il Sud, derubato di ogni bene (depositi d’oro e di danaro prelevati dal Banco di Napoli, arredi di valore e opere d’arte asportati dai palazzi reali e signorili, industrie varie, tessili e persino fonderie e acciaierie chiuse o trasferite al Nord, ecc.) arretrò in una estrema povertà ed i suoi Cittadini di basso ceto “caddero dalla padella nella brace”. Se per assurdo (sappiamo tutti che la storia non può tornare indietro) le Regioni del Nord dovessero restituire il maltolto a quelle del Sud, questi “falsi predicatori” chiederebbero ancora l’indipendenza o la secessione del Nord ? Credo proprio di no! Quindi cari signori ricordatevi dell’antico detto: “cosa fatta, capo ha”, oppure del detto partenopeo: “chi ha avuto ‘a avuto e chi ha dato ‘a dato”. Ormai l’Unità d’Italia c’è, e come l’Euro ce la dobbiamo tenere. Quindi cerchiamo di non tradire gli ideali e i fini che ispirarono Garibaldi e Mazzini, che agirono in buona fede, in quanto essi ignoravano le mire e gli intrighi di Cavour e di Re Vittorio Emanuele, i quali alla fine non furono per niente riconoscenti nei loro confronti: basti pensare che il Re non accolse nemmeno la richiesta che gli fece Garibaldi di arruolare nel suo esercito i circa 500 superstiti delle truppe garibaldine dopo la fine della “guerra di conquista” del Sud. Inoltre, rifiutando ogni forma di ricchezza, Garibaldi chiese solo di essere nominato almeno per un anno Governatore delle terre conquistate al fine di istaurare nuove leggi e regolamenti per migliorare la convivenza tra i nobili ricchi possidenti e la povera gente sfruttata e oppressa, ma anche questa richiesta gli fu negata. Leghisti ravvedetevi e studiate la storia !
Scritto da Martino Pirone il 5/4/2014 alle 16:08
E bravo il @leghista doc (12,35). Riconosce totalmente che l'iniziativa della Lega ha fini "strumentali" come correttamente denunciato da @Adamoli e poi ci spiega che il Maroni non è un "cascia ball". Ma va a ciapà i ratt!
Scritto da robinews il 5/4/2014 alle 16:57
La politica della Lega è diseducativa e pericolosa. Invece di chiamare tutti alla responsabilità in un momento di grave crisi, fa proposte inattuabili che però minano la coesioone sociale e rischiano di portare allo disgregazione dello Stato nell'illusione che un ritorno alle piccole patrie ci riporti ad un benessere che in realtà non c'è mai stato. Prima dell'unità la vita era grama anche da noi, le gente viveva di stenti e spesso dove andare all'estero. Perchè dimenticare il passato?
Scritto da Camillo Massimo Fiori il 5/4/2014 alle 18:38
@Martino Pirone. Bravissimo, condivido, la storia dei rapporti Nord-Sud è molto diversa da quella che i leghisti raccontano.
Scritto da Pd Sesto S. Giovanni il 5/4/2014 alle 20:38
Lo stato di salute della Lega lo dimostra i risultati delle c.d. "primarie verdi" per i candidati alle europee. Su una platea totale delle 2 provincie "leghiste per antonomasia (Varese e Bergamo) votanti totali 400 circa, il sig. Galli ha preso poco più di 200 preferenze e il povero parlamentare uscente Speroni ha preso meno di 20 voti. Neanche con la gestione di un enorme potere con la Regione, dei comuni e delle provincie la Lega riesce a "rialzarsi" da dove i Lombardi l'hanno "stesa".
Scritto da robinews il 5/4/2014 alle 20:47
Io gli ho sentito promettere al Cattaneo una posizione di rilievo nella giunta. E coi miei amici, abbiamo pensato fosse quella di assessore al dissesto e al degrado ambientale!
Scritto da Marco Vigano il 5/4/2014 alle 22:24
Con l'alleanza con la Le Pen la Lega ha gettato la maschera. E' la peggior destra italiana in barba allo slogan dalemiano della costola della sinistra.
Scritto da Mario T. il 6/4/2014 alle 08:52
@Pirone, 16,08. Troppi e inutili sforzi per insegnare qualcosa ai seguaci del "Dio Po" e celebratori delle cerimonie delle ampolle con l'acqua del Monviso. Povero Po, povero Monviso e povera padania. Ops, dimenticavo, la padania non c'è più ora la nuova identità (ma quante ca...volo di identità avevano?) si chiama (sic!) "No €uro". Quando si dice la fantasia al potere. L'unica cosa che non cambia mai per la Lega e quella di essere al servizio di ex Cav. decaduti, interdetti e pregiudicati.
Scritto da robinews il 6/4/2014 alle 09:54
La Lega, all'inizio della sua avventura, era riuscita a raccogliere consensi trasversali ottenendo, alle nostre latitudini, un potere mai raggiunto nemmeno dalla DC degli anni sessanta. Lasciando da parte, cosa che solo parzialmente si può fare, la complessa varietà compulsiva dei suoi orientamenti politici (federalismo, secessione, padania, no euro) c'è da chiedersi quali siano i risultati concreti ottenuti per il territorio. Una domanda che per primi dovrebbero farsi i suoi elettori.
Scritto da paolo rossi il 6/4/2014 alle 11:41
@Camillo Massimo Fiori. E' sbagliato dimenticare il passato lontano ma anche quello più vicino con il Nord tartassato dalle tasse. Negli ultimi venti/trent'anni la prressione fiscale è stata insopportabile. Ciò che si evince dai dati di Equitalia di questi giorni è che il Nord ha pagato anche per gli altri.
Scritto da Bottegaio di Varese che chiude il 6/4/2014 alle 12:38
Ringrazio @ Pd Sesto S. Giovanni, @ robinews e @ paolo rossi, per i loro commenti sull’argomento Lega, indipendenza e secessione. Per quando riguarda l’altra “panzana” del NO EURO esprimo un modesto parere per spiegare perché "ormai l'euro dobbiamo tenercelo" ! Teniamo presente che fin dall'inizio furono commessi due gravi errori: 1) fu dato all'euro un valore pari al marco tedesco e troppo distante dal valore che aveva la lira; 2) pur avendo costituito un Comitato Centrale dell'Euro e tanti Comitati provinciali in ciascuna Provincia a nessuno venne in mente di mettere e tenere sotto controllo i prezzi di tutte le merci in Lire e in Euro. (Se vi ricordate per un certo periodo furono esposti sulle merci i due prezzi in lire e in €, ma solo per facilitare l'approccio dei clienti). Sarebbe stato sufficiente, e per niente difficile, disporre che sino al giorno prima dell'entrata in vigore dell'Euro ogni industriale, artigiano, commerciante all'ingrosso e al dettaglio avesse depositato presso un Ufficio pubblico, ad es. la Camera di Commercio, il proprio listino merci con i prezzi in Lire. E così, tanto per fare un esempio, il negozio che reclamizzava "tutto a 1.000 lire" non avrebbe poi potuto vendere "tutto ad un Euro". Oggi, purtroppo, ritornare alla lira sarebbe "la cura peggiore del male". I falsi profeti non dicono che, trovandoci nell’era della globalizzazione, per essere almeno parzialmente competitivi e poter fronteggiare il mercato internazionale col basso valore della lira che ci troviamo i nostri operai dovrebbero lavorare minimo 12 ore al giorno e magari accettare anche una certa riduzione di stipendio. In un certo qual modo come hanno fatto i Cinesi negli ultimi anni. Siamo disposti a questi sacrifici ? Penso di proprio di no. Infine un altro interrogativo: come reagirebbero le Banche per i mutui ? Ripeto, è il mio modesto pensiero di un discorso forse fin troppo semplificato ma purtroppo è così. Spero di sbagliarmi.
Scritto da Martino Pirone il 6/4/2014 alle 14:18
@Bottegaio di Varese che chiude 12,38. Ma che ca...volo centra la pressione fiscale con l'evasione fiscale? Un bottegaio onesto che paga le tasse è uguale dal nord al sud, anzi per quello del sud che le paga onestamente è più oneroso di quelli del nord. Al sud infatti non ci sono le tante ed enormi "infrastrutture" come al nord fatte anche con i soldi delle tasse del sud. Per tutte valga l'esempio di Expo e di tutto quello che c'è intorno. Un conto è la pressione fiscale un'altro l'evasione.
Scritto da robinews il 6/4/2014 alle 16:17
@Roberto Molinari, la tua critica feroce a Maroni in quanto governatore della Lombardia ci sta tutta. Mi dice qualcuno che conosce bene la regione, di cui mi fido, che l’assenza della guida politica si sente moltissimo. Non vorrei che alla fine del suo mandato dovessimo ammettere che era meglio Formigoni.
Scritto da ff il 6/4/2014 alle 17:50
@bottegaiodivarese che chiude il 6/4 - la pressione fiscale in Italia è leggermente superiore alla media europea però è quasi tutta a carico dei lavoratori dipendenti e pensionati mentre l'evasione fiscale è la più alta d'Europa. Le difficoltà dei negozianti sono reali ma solo in parte derivano derivano dalle tasse statali.
Scritto da CMF il 6/4/2014 alle 18:34
@Martino Pirone (14:18) tocca un argomento che è diventato la bandiera, dopo la capitolazione della Padania Felix, della Lega del post-Bossi: il ritorno alla Lira (magari quella bossiana che girava ai tempi in cui Bossi, si fa per dire, ancora ragionava) introducendo nello stupidario politico padano, di per sé già corposo, un’argomentazione brevettata da Grillo. Il tutto senza spiegare al popolo semplice, o semplicione, come il ritorno al passato si possa realizzare senza traumi per la gente esclusi quelli che i soldi li hanno portati in Svizzera.
Scritto da Sic Est il 6/4/2014 alle 19:08
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