Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 7/11/2008 alle 10:44

Il mio breve pezzo su Paola Binetti ha suscitato parecchie reazioni. La maggior parte di queste si può sintetizzare così: questa volta ha passato il segno, qualche provvedimento disciplinare è consigliabile.
Io non condivido per nulla l’ affermazione di Paola Binetti sugli omosessuali a rischio pedofilia, ma difenderò sempre con le unghie e con i denti la libertà pensiero di ciascuno di noi. E non soltanto perché siamo una forza pluralista, ma per una ragione più profonda.
Che cos’è la politica oggi? Si discute molto se esista ancora in Italia una destra e una sinistra e io dico che esistono entrambe, anche se i parametri di definizione sono diversi dal passato. Tanti di noi, poi, affermano che il PD è un partito riformista e la Casa delle Libertà una forza conservatrice. Questa rappresentazione della nostra realtà politica, se non viene spiegata in termini storici, suona falsa a moltissimi italiani: secondo dati puramente quantitativi, infatti, ha fatto più riforme il centrodestra che il centrosinistra.
La novità vera sta nel fatto che oggi la politica non si occupa più soltanto di economia e di welfare tradizionale, ma sempre di più ha a che fare con la concezione dell'uomo, la qualità della vita delle persone e delle famiglie, con i temi drammatici della bioetica, col momento che separa la vita dalla morte. Tutto questo è il portato dell’enorme progresso della tecnologia e della scienza medica che proseguirà a ritmi incalzanti. E’ quasi una ‘tabula rasa’ quella che politicamente sta di fronte a noi: per scrivere una pagina nuova in maniera soddisfacente abbiamo bisogno del contributo di tutti. Anche di Paola Binetti, che pure qualche volta si lascia andare ad affermazioni paradossali e inaccettabili, ma che offre un contributo di conoscenza, di esperienza e di pensiero, che tutti noi sbaglieremmo ad ignorare.
Un partito moderno non può vivere senza apporti intellettuali forti, per quanto eccentrici possano apparire.

Commenti dei lettori: 13 commenti - scrivi il tuo commento
Caro Giuseppe, non aggiungo molto a quant tu stesso dici, che condivido. Nel merito, ho mandato una mail di solidarietà alla Binetti. Ho trovato inaccettabile che si adisse per "vie legali", passami il termine, invece che per discussione politica. Parafrasando un noto pensatore diremmo dire: "Posso non condividere le posizioni dell'On. Binetti, ma darò la vita perchè sia sempre libera di esprimerle". Una volta lo si diceva dalle mie parti, a sinistra. Urge una riflessione.
Scritto da Erica D'Adda il 7/11/2008 alle 11:36
D'accordo, la frase della Binetti è infelice ma il nostro è un partito libero.
Scritto da Leonardo il 7/11/2008 alle 16:46
In un partito dove ci sono i radicali può starci benissimo anche la Binetti. Anzi meglio. Il rischio è di diventare un partito radicale di massa come si diceva una volta.
Scritto da Uslenghi il 7/11/2008 alle 16:49
Sulla citazione di Erica nulla da ridire. Faccio però notare che esiste anche la "Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo" che stabilisce che nessuno può essere discriminato per... non sto a citare un testo che tutti dovrebbero conoscere. E non tutte le cosiddette libere opinioni sono legittime, altrimenti anche i membri del KKK potrebbero, a buon diritto, difendere le proprie. E non ritengo che la discriminazione degli omosessuali possa albergare a buon diritto nel Pd. Mi preme fa riflettere sul fatto che ancora in questi giorni c’è chi sostiene sia un misfatto l’avvento di un negro alla Casa Bianca.
Scritto da Angelo Eberli il 7/11/2008 alle 18:18
Del caso Benetti in sè m'interessa poco ma sostengo in pieno la tua tesi su una concezione politica più larga, quasi antropologica, se ho capito bene. E' una discussione molto interessante da portare avanti.
Scritto da Giuliano M. il 7/11/2008 alle 19:13
Scusate, ma non capisco. Il problema non è la libertà di espressione, ma il fatto di trovarsi nella stesso partito: se non condivido PER NULLA le sue affermazioni (non entro nel merito) perché mi trovo nella stessa associazione? sono io che ho sbagliato? [PARTITO = associazione rivolta a un fine deliberato, sia esso “oggettivo” come l’attuazione di un programma avente scopi materiali o ideali, sia “personale” cioè diretto a ottenere benefici, potenza e pertanto onore per i capi e seguaci]
Scritto da Giacomo il 7/11/2008 alle 19:25
Caro Eberli, ti leggo sempre su questo blog e so che sei una persona intelligente ed equilibrata, per questo non puoi paragonare la vita di un partito ad una società segreta e criminale come il KuKlusKlan. La libertà in un partito democratico, se si accetta la sua filosofia come dice Adamoli, deve essere rispettata.
Scritto da Luisa Cardin il 7/11/2008 alle 20:32
Voglio dire ad Angelo che la Binetti non ha messo in discussione la presenza degli omosessuali nel PD. Semmai sono questi che non vogliono più lei. E invece la convivenza deve essere garantita a tutti. La Benetti almeno qualcosa dice. Ce ne sono molti nel Parlamento che non dicono proprio niente. Basta guardare vicino a noi.
Scritto da Gianfranco G. il 7/11/2008 alle 20:39
Caro Giacomo, il fine di un partito è composito, non riguarda mai un solo aspetto. Inoltre, ribaltiamo la situazione: se domani qualcuno dicesse: "adozione anche per gli omosessuali", ne discutiamo, o lo cacciamo dal partito perché la sua idea non è nella carta dei valori? Passo passo, rimarremmo quattro amici al bar. Altra cosa: avete letto alcuni commenti su Facebook contro la Binetti? E parlo di Varese,. Di una volgarità rivoltante. Stiamo attenti, e usiamo saggezza.
Scritto da Erica D'Adda il 8/11/2008 alle 10:25
Dò senz'altro ragione ad Erica (brava) e fa bene Adamoli ad allargare il discorso oltre il caso in sè C'è di mezzo la concezione del partito. Io sono molto giovane, capisco che l'omogeneità è importante ma per stare insieme ci vuole capacità d'ascolto e tolleranza.
Scritto da Andrea il 8/11/2008 alle 16:37
Condivido, ma estenderei la pratica del pluralismo a tutti i temi, vecchi e nuovi. Penso infatti che l'identità del nostro partito si giochi più sulla pratica effettiva dell'incontro e dell'ascolto che non sulle categorie tradizionali della destra e della sinistra. Al riguardo un grande tema mi pare quello del confronto tra una cultura che pone al centro di tutto l'individuo e i diritti e quella che concepisce la persona come parte di un universo verso il quale abbiamo, soprattutto, dei doveri.
Scritto da Bruno Perazzolo il 9/11/2008 alle 12:11
Stiamo facendo una bella discussione e sono soddisfatto. Ho preso lo spunto dal caso Binetti ma mi interessava soprattutto parlare della concezione del partito. E della sua volontà di trattare anche dei temi più ostici come quelli etici perchè su questo terreno si rafforzerà il nostro stare insieme. Il futuro si giocherà su queste elementi fondamentali che richiamano in campo l'antropologia, come un interlocutore ha acutamente notato. Negli USA questo avviene già da tempo.
Scritto da Giuseppe Adamoli il 9/11/2008 alle 20:58
Vorrei rispondere a Luisa che non intendevo affatto paragonare il partito al KKK, ma solo affermare che non sempre tutte le idee sono accettabili e non censurabili. Ricordi quando Fini dichiarò che gli omosessuali non potevano insegnare? Ci fu giustamente una netta riprovazione da parte di tutto il centrosinistra. E che dire delle recenti gravissime dichiarazioni di Cossiga su come la polizia dovrebbe muoversi contro gli studenti e gli insegnanti? Se fosse un militante del Pd non sarebbe il caso censurarlo o addirittura espellerlo? Ringrazio per i cortesi apprezzamenti. Un saluto cordiale
Scritto da Angelo Eberli il 10/11/2008 alle 17:22
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