Politica, istituzioni e territorio. Dialogo oltre i partiti
Giuseppe Adamoli   adamoli1@alice.it
inserito il 16/4/2009 alle 16:55

Finora ho parlato, sul blog, del referendum elettorale solo per condividere la scelta di farlo coincidere con le elezioni europee ed amministrative del 7 giugno. La ragione per me era soltanto quella di non sprecare oltre 400 milioni di euro che potrebbero essere devoluti all’Abruzzo. Poiché di solito si ritiene che chi è a favore dell’accorpamento lo sia per raggiungere il quorum del 50% che sancirebbe la validità del referendum, e dunque è a favore del SI ai quesiti referendari, voglio precisare subito che personalmente non lo sono affatto. Per una molteplicità di ragioni.
- Oggi in Parlamento abbiamo solo cinque partiti per il combinato effetto della soglia del 4% e dell’aggregazione politica realizzata dal PD e dal PDL. Non vedo l’utilità di spingere forzatamente verso due soli partiti.
- Il sistema multi-partito rappresenta un carattere fondamentale della società italiana. La sua riduzione a due corrisponderebbe ad un restringimento della democrazia reale. Da una parte determinerebbe la divisione dei partiti in correnti organizzate aspramente in concorrenza fra di loro. D’altra parte indurrebbe un certo numero di elettori ad astenersi dal voto o ad inseguire contestazioni radicali del sistema politico.
- Infine la storia elettorale italiana ha sempre dimostrato che fra destra e sinistra (io preferisco dire fra centrodestra e centrosinistra) il nostro Paese ha sempre scelto la prima. Il che significherebbe oggi consegnare al berlusconismo una prevalenza strutturale per un tempo probabilmente lunghissimo.
Per queste ragioni io penso che il PD farebbe bene ad aprire una discussione seria, estesa e profonda sul voto referendario senza farci trovare di fronte ad una decisione presa “al caminetto” fra pochi dirigenti. Personalmente sono dispostissimo a farmi convincere, ma non  ad accettare, a scatola chiusa, ordini a votare SI che al momento non mi sento affatto di condividere.

Tags: Elezioni, referendum     Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 26 commenti - scrivi il tuo commento
Il Porcellum non può essere migliorato. Mi pare abbastanza evidente che sia ai dirigenti del PdL che del PD, questo sistema vada bene, si trovano in quattro e compongono le liste... Democrazia pret a porter, meglio di così cosa volete! Però tutto tace.
Scritto da Spartacus il 16/4/2009 alle 17:36
sarà vero che il porcellum non possa essere migliorato, ma l'eventuale successo del referendum darebbe vita ad una legge elettorale assolutamente non equilibrata. Nel Parlamento la rappresentazione democratica e proporzionale delle varie forze politiche può essere corretta per ottenere una governabilità indispensabile, ma non fino al punto di permettere ad un unico partito di diventare, col tempo, un "partito unico". Giusta una campagna per il NO ma.... meno male che ci ha pensato la Lega!!
Scritto da malbal il 16/4/2009 alle 18:49
Dico a Spartacus che il referendum non tocca le liste bloccate che rimarrebbero tale quali. Io sarei per un referendum che le eliminasse per ridare agli elettori il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Da questo punto di vista Spartacus ha ragione, nessun partito lo promuoverà mai. Così il Parlamento continuera ad essere formato dai soliti yesmen.
Scritto da Valceresio il 16/4/2009 alle 19:44
Sono anch'io per il No al referendum. Ma questo non significa accettare lo spreco dei soldi imposto dalla Lega. Si fa campagna elettorale e si lotta per le proprie convinzioni, rischiando di proprio e non con i soldi dei contribuenti. Piuttosto: perché i mezzi di informazione tacciono sul referendum? C'è gente che non ne conosce i contenuti ed altra addirittura che nemmeno sa che quest'anno c'è un referendum da votare...
Scritto da Adriano il 16/4/2009 alle 19:51
D'accordissimo. Votare si al referendum significa voler cancellare partiti come la sinistra cosiddetta radicale e poi l'UDC e la Lega. Perchè mai? La logica dei due partiti non mi piace.
Scritto da Mario il 16/4/2009 alle 19:51
Ecco un'altra volta il graffio della classe. Condivido tutto, come quasi sempre. Ho sentito che Franceschini e forse D'Alema sarebbero favorevoli al "si" al referendum. Ma siamo matti? Così la destra vincerà in eterno.
Scritto da Un ex DS di sinistra il 16/4/2009 alle 19:56
Perchè non si fa un bel referendum per reintrodurre le preferenze? Perchè i dirigenti dei partiti (tutti i partiti, non solo Berlusconi) vogliono scegliere i più fedeli da mandare in parlamento. Spesso i più fedeli sono anche i più imbecilli. Spero che almeno in regione Lombardia questo non succeda.
Scritto da Il pirata il 16/4/2009 alle 20:56
Va benissimo questo dibattito. Come dice Adriano i giornali parlano troppo poco dei contenuti del referendum. Io sono incerto, ma l'opinione di Adamoli mi pare che abbia un fondamento solido.
Scritto da Luca R. il 16/4/2009 alle 21:00
Berlusconi ha ceduto alla Lega: questa è real-politik. Quella di Franceschini è real-stupidity.
Scritto da Gualtiero il 16/4/2009 alle 21:53
Sono di sinistra, non ti voterò mai, però da te una auto usata la comprerei. Da quei c...i del PD di Varese, no.
Scritto da Ambrogio il 16/4/2009 alle 22:11
Io non sono così contrario a due soli partiti. Sarebbe tutto più semplice e facile. La sinistra e Di Pietro col PD, la Lega con Berlusconi, l'UDC pure, probabilmente. E' così in tutto il mondo.
Scritto da Alfonso il 16/4/2009 alle 22:22
Caro Adamoli, io credo che il processo che ha determinato una sorta di bipartitismo imperfetto, o all'italiana, innescato dalla nascita di un Pd a vocazione maggioritaria è un processo perfettamente reversibile. Votare SI al referndum è un ottimo modo per cristallizzare e fissare questa conquista e per scongiurare il ritorno al marasma dei partitelli che con un qualsiasi 1% sanciscono l'ingovernabilità del sistema politico italiano. Due grandi partiti con delle correnti in accesa dialettica..
Scritto da stefano g il 17/4/2009 alle 00:03
..in accesa dialettica tra di loro sarebbe assai più auspicabile perchè lo scontro politico sarebbe molto più rigoroso e inquadrato entro certi canoni e non il preludio all'anarchia dei partitelli. Srebbe inoltre il terreno di crescita di una nuova classe politica (come nella DC o nel PCI). Le contestazioni radicali poi appartengono ad un'epoca di odio ideologico che non mi sembra ripresentabile. Infine, la prevalenza di Berlusconi non è strutturale a causa di una legge elettorale pittosto che
Scritto da stefano g il 17/4/2009 alle 00:07
che un altra, e mi pare che, come lei rileva, sia piuttosto un problema culturale. Quindi la battaglia non si vince nè si perde con l'espediente o la contigenza di una legge elettorale, ma è come avevamo rilevato entrambi un anno fa, con lo sforzo di non appiattire il PD sulle trame del vecchio PCI e di lavorare ai fianchi il benedetto centro, il "nuovo centro" dei non allineati, dei giovani e del popolo degli indecisi. Condivide?
Scritto da stefano g il 17/4/2009 alle 00:13
Nessuno parla del terzo quesito, quello che punta a stroncare l'anomalia della candidature multiple, gli acchiappa voti che poi scelgono a quale circoscrizione legare il proprio nome lasciando via libera ai primi non eletti. Una sorta di vassallagio politico - notava ieri il Corriere della Sera - che esalta uno dei tratti caratteristici della politica nazionale: il clientelismo
Scritto da Cesare Chiericati il 17/4/2009 alle 09:22
il bipartitismo è una condizione innaturale per il nostro sistema politico. Il problema vero è assicarare governabilità (che è cosa diversa da stabilità, dicendo questo penso alla legge regionale lombarda), e non avere forzosamente 2 soli partiti. In più, la bipartitizzazione avvantaggia inevitabilmente il centro destra. Nel contesto dato, un partito di sinistra riformista può vincere solo rinunciando all'idea dell'autosufficienza e solo se sostenuto da autonome forze di centro.
Scritto da Tony il 17/4/2009 alle 09:44
Condivido in pieno l'analisi di Adamoli. Faccio però due domande. Con il SI al referendum non si obbligherebbe la maggioranza a cambiare la legge elettorale, visto che la Lega non l'accetterebbe mai, e quindi ad averne una migliore di questa (penso che peggio sia impossibile)? Saremmo disposti come PD ad accettare un rinvio del referendum a patto che entro un anno si cambi la legge elettorale?
Scritto da ale il 17/4/2009 alle 11:18
io credo che le leggi elettorali si facciano in parlamento. Questa è una porcata a detta di tutti, e tutti dovrebbero impegnarsi a cambiarla. Visto che non succede, credo-anzi son sicuro- che l'intento del comitato del referendum sia quello di dare una spinta vera al cambio della legge elettorale. Guzzetta lo dice sempre:"fosse per me tornerei all'uninominale, e metterei le preferenze..." Attraverso un referendum non si può farlo. Serve il parlamento.
Scritto da Emanuele Martini il 17/4/2009 alle 13:37
Le tue argomentazioni sono condivisibili. Mi preme però far notare che non sempre invocare la peculiarità italiana sia un argomento dialetticamente convincente. (È tipicamente italiana anche l’evasione fiscale, tanto per dirne una). Ma quello che mi rende perplesso è lasciare alla Lega quel potere ricattatorio che consente ad un partito minoritario a livello nazionale, di svolgere un’azione che semina odio xenofobo, di brandire il tema sicurezza inducendo maggiore violenza, calpestare diritti sanciti dalla Costituzione… Con questo non voglio dire che il berlusconismo possa essere migliore. E poi; sarà per forza vero che in Italia si debba essere sempre e per forza di destra? Alcuni esempi europei dimostrano che cambiare si può: vedi Blair o Zapatero… L’importante è avere un disegno programmatico credibile ed una classe politica rinnovata. Non ne posso più di una nomenclatura autoreferenziale e inamovibile di sconfitta in sconfitta.
Scritto da Angelo Eberli il 17/4/2009 alle 14:51
Avevo firmato per il referendum, ora sono molto incerto se andrò perfino a votare. Avere due soli partiti è vantaggioso in teoria, in pratica mi sono venuti molti dubbi. Continua a parlarne e a farne parlare.
Scritto da Uslenghi il 17/4/2009 alle 16:52
Vorrei far notare che intanto con questa tanto vituperata porcata abbiamo ottenuto una semplificazione straordinaria e un governo stabile (la Lega fa solo la sua parte alzando la voce ma non fa certo saltare il banco..) .Poi, cosa è innaturale, avere tendenzialmente due contenitori che alternativamente producono misure di policy e assicurano un certo grado di governabilità o rappresentare in parlamento qualsiasi sfumatura del pensiero politico-sociale frammentate in decine di pseudo-partiti?
Scritto da stefano g il 18/4/2009 alle 02:14
Dibattito molto interessante. Questo blog è l'unico spazio di discussione politica vera in provincia di Varese. Sul referendum sono incertissimo, per questo le dico di proseguire nel mettere in evidenza i pro e i contro.
Scritto da Baroffio Loredana il 18/4/2009 alle 14:58
Cosa ne dici della proposta di tenerlo fra un anno? A me sembra un imbroglio per evitare di dire si oppure no in modo chiaro.
Scritto da Umbertone il 18/4/2009 alle 15:02
Anch'io sono per il NO. Perchè dovremmo tornare ad una coalizione che non piace né a voi del PD né a noi della sinistra?
Scritto da Osvaldo il 18/4/2009 alle 16:07
Il referendum è una cavolata e il PD è un pò in stato confusionale. Il successo del referedum sarebbe la campana a morte di una seria ambizione alternativa.
Scritto da Paolo il 18/4/2009 alle 22:44
Mi permetto, di fronte ad un referendum siffatto, di restare stupito: si ha un 'Italia ormai che sta andando,già di per sé, verso il partito unico (Berlusconi stesso dichiara di essere il leader più amato in Italia e nel mondo), cioè il Pdl, e non credo si sentisse in giro il bisogno di un ulteriore aiuto a quest' uomo, che, mi sembra, sia già stato aiutato (da qualche dirigente del Pd) abbastanza.Di fatto questo referendum (se vincono i sì) gli consegna l'talia per i prossimi dieci anni.
Scritto da Carlo il 2/5/2009 alle 12:17
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