Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 11/5/2009 alle 16:27

Al referendum del 21 Giugno non andrò a votare. Una volta tanto, ritengo che far mancare il quorum non sia manifestazione di indifferenza, ma difesa attiva della democrazia. Non c'è una sola ragione al mondo per votare Sì. Il quesito del referendum è stato rappresentato come un tentativo di eliminare gli effetti negativi della legge Calderoli. Non è affatto vero. Se accolto, produrrebbe un secco peggioramento della legge: il passaggio automatico da un bipolarismo coatto a un bipartitismo coatto. In Italia non c'è una democrazia normale.
Nelle condizioni date oggi in Italia, il successo del Sì ha un solo significato: la vittoria definitiva di Berlusconi. Se passa il Sì potrà sostenere che si deve andare a elezioni anticipate con la nuova legge elettorale. Il Pdl vincerà e otterrà una maggioranza schiacciante che gli permetterà di fare ciò che vuole.
La Lega ha capito benissimo che così perderà ogni potere di condizionamento e perciò si oppone con decisione. E se davvero Berlusconi fosse intenzionato a far votare Sì, la Lega non avrebbe forse altra scelta che far cadere il governo prima del referendum. Nelle sue file l'allarme è suonato. Non si capisce invece perché i partiti del centrosinistra dovrebbero scegliere un voto che li avvia a un sereno suicidio. Il Pd può accampare il motivo di aver da tempo sostenuto la validità di una soluzione molto bipolare. Ma a questo punto dovrebbe essersi reso conto che la scelta di andare da solo lo fa passare solo da una sconfitta all'altra. Da parte sua Idv può giustificare la scelta del Sì solo perché aveva raccolto le firme per il referendum. Ma oggi è assai più chiaro di allora che la soluzione Guzzetta (dal nome del proponente) è un netto peggioramento della legge Calderoli. Se vincerà il Sì, dopo elezioni anticipate Berlusconi avrà da solo il pieno possesso del Parlamento. Cambierà la Costituzione e la Corte Costituzionale. Le assemblee elettive, che già oggi contano ben poco, diventeranno l'arredo di contorno del presidenzialismo. La democrazia italiana sarà sfigurata per sempre. Di fronte a questa prospettiva non si può nemmeno propagandare il No. Lo schieramento a favore del Sì, anche senza l'inclinazione al suicidio del centrosinistra, è già abbastanza temibile. Penso che occorra mobilitarsi con tutte le forze per far mancare il quorum, spiegando che la soluzione Guzzetta dà tutto il potere in mano a chi ha già il pieno dominio sui mezzi di comunicazione. E questa è il contrario di una democrazia.

Tags: referendum, Elezioni     Categoria: Idee e proposte
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