Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 25/1/2010 alle 09:17

La democrazie e la sinistra sono debitrici ai 200.000 che nella fredda giornata di ieri si sono messi in coda per votare alle primarie in Puglia, decretando uno straordinario successo per Niki Vendola. Non un uomo del popolo, come vorrebbe una retorica che non ci piace, ma un amministratore che va incontro al popolo, che lo ha scelto con meccanismi di partecipazione sconosciuti nell’epoca in cui il plenipotenziario di Palazzo Chigi usa imporre i suoi candidati alla maniera in cui i feudatari incoronavano i loro valvassori. I Pugliesi del centrosinistra hanno avuto la fortuna di poter dire la loro su chi è la persona giusta a rappresentarli e sono corsi ancor più numerosi che alle primarie precedenti per uscire dalla gabbia di ferro imposta da alleanze e calcoli da farmacista a cui ha accondisceso il PD.  Hanno così confermato di voler contare per un futuro senza nucleare, per un’aria meno inquinata, per l’acqua pubblica, per contenere il consumo di suolo, per avere leggi contro la precarizzazione, per accogliere i migranti. Soprattutto orgogliosi di dare del Sud un’immagine non assistenziale, che non fa emigrare i giovani con talento, che fa il pieno di energia da sole e vento per combattere l’emergenza climatica. Per tutto questo l’esito delle primarie pugliesi travalica i confini regionali: scalfisce il predominio berlusconiano lanciando valori e progetti alternativi e chiude la porta in faccia alla tentazione di voler fare tabula rasa appena ci si sposta a sinistra. La differenza che ha segnato la vittoria di Nichi Vendola non è solo nel programma, pur sostanzialmente diverso da quello dell’altro candidato alle primarie, quanto nella passione. Vendola riesce ad appassionare alla politica, a dare senso all’impegno, a risvegliare l’entusiasmo, a dare respiro al desiderio di contribuire a rendere migliore una terra come quella dove si vive. Ciascuno sente di poter essere utile. Ripeto da giorni che in Lombardia, dove da vent’anni Lega e Formigoni segnano la strada al governo nazionale, non si investe abbastanza nella partecipazione e nel trascinamento al voto di un popolo, non solo di sinistra, che si sta distaccando dalla politica perché la vive come mondo autoreferenziale. Si corre così il rischio di un insufficiente profilo della coalizione, con una rottura a sinistra che indebolirebbe la strategia di ricomposizione di tutto il fronte alternativo alle destre.  Un arco di forze che non è semplicemente la somma dei partiti, ma delle spinte di una società che ha voglia di tornare a vincere e di uscire dalla crisi fiduciosa nelle sue forze e rassicurata dalla risorsa della partecipazione. In Lombardia il centrodestra governa alimentando l’esclusione, ma niente è ineluttabile: si può aggregare e unire il fronte della proposta al cambiamento a cominciare dagli stessi temi elencati sopra, su cui Vendola ha guadagnato il consenso popolare che lo ha portato al successo di ieri. Siamo ancora i tempo, usando una metafora per la regione che ripropone Formigoni da vent’anni, per costruire il modello pugliese della speranza da contrapporre a quello rumeno della grigia continuità. 

Tags: Lombardia, primarie, vendola     Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 8 commenti - scrivi il tuo commento
"Tornare a vincere". Che belle parole Agostinelli, che nel suo caso so non essere un puro sogno... La cosa che mi rende più felice dall'esito delle primarie pugliese è sapere che è nato qualcosa di migliore e grande nella sinistra italiana e sull'onda di questo entusiasmo anche noi possiamo riprendere fiato e guardare al NOSTRO futuro.
Scritto da curzio rosso il 25/1/2010 alle 09:39
Vendola ha preso D'Alema di petto ha ribadito che non voleva lasciare la Puglia per far correre un moderato, ha ribadito la sua idea di democrazia (a differenza della volpe del tavoliere..) l'ha sfidato con la creatura creata dal Pd, le primarie, e ha sbaragliato la concorrenza stravincendo ieri in tutta la regione dimostrando che tutti noi siamo stufi degli accordicchi di partiti già morti.
Scritto da giulio bianchi il 25/1/2010 alle 09:51
Concordo su tutto, senza un'alternativa culturale, senza un cambio di marcia (non la retro però!) ma sopratutto di macchina non stiamo neanche partecipando alla gara, altro che vittoria. Avere voglia di ritornare a vincere, pensare a modelli di sviluppo e culturali diversi: questa è l'unica strada per battere una destra che ormai si deve fare opposizione da sola, per noia.
Scritto da Andrea Labanca il 25/1/2010 alle 09:59
E' vero, non ha vinto solo Vendola, ma ha vinto soprattutto un'Idea, meglio, l'ideale della partecipazione. Che è uno dei pilastri su cui poggia l'idea stessa della Sinistra. Ma anche Boccia, in questo senso, è un vincitore nonostante la "sconfitta" dei numeri, poiché un politico che accetta la sfida della partecipazione popolare non è mai sconfitto.
Scritto da Saverio il 25/1/2010 alle 10:12
Caro Mario adesso tocca a te!!
Scritto da nicoletta pirotta il 25/1/2010 alle 10:13
Corri, Mario, corri che forse qualcosa cambia
Scritto da claudio il 25/1/2010 alle 10:19
Ha vinto la "battaglia" delle primarie, alla grande. Ma resta tutto intero il problema di vincere la "guerra": all'interno stesso della coalizione ci sono comportamenti di rivalsa e di ripicche che non presentano coesione e unità di voto. Senza considerare che l'Udc ha sempre affermato di sostenere altri. Una chiara risposta della gente, ieri, ma le previsioni sull'esito finale non sono rosee... anche se tutto può sempre succedere.
Scritto da Robecco sul Naviglio il 25/1/2010 alle 11:29
@ curzio rosso. Confortante, edificante, incoraggiante entusiasmo. Ma troppe divisioni e contraddizioni a sinistra allontanano e rendono impraticabile la possibilità di poter continuare a nutrire entusiasmo, idealismo... E' quanto ben si avverte stando in mezzo alla gente. Non è pessimismo, purtroppo, ma realismo: quanta gente sembra indifferente e lontana dai temi sociali! C'è un diffuso individualismo che annienta ideali e speranze. Vorremmo tanto sbagliarci!
Scritto da Robecco sul Naviglio 2 il 25/1/2010 alle 17:34
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