Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 17/2/2010 alle 07:45

Dalla Lombardia alla Puglia, dal Veneto al Lazio, dalla Campania alla Sardegna sia i governatori che i candidati del centro destra alle elezioni regionali approvano i decreti del governo sul piano nucleare, ma tutti dicono no alle centrali nella propria regione. I decreti del governo hanno approvato il via libera alle localizzazioni per i nuovi siti di produzione e stoccaggio nucleari. Tutti i governatori ed i candidati governatori del centro destra conoscono certamente i siti tenuti segreti; ma il popolo “non deve sapere prima delle elezioni”. Peccato che sono in molti a sapere che i siti riguardano la Lombardia, L’Emilia Romagna, la Puglia, il Lazio, la Sardegna, il Veneto, il Piemonte. I lombardi, i cremonesi e gli emiliani della fascia a sud del fiume Po sanno in particolare che il sito che si vuole riaprire è quello di Caorso, che dista appena 70 km da Milano, 20 km da Cremona e 8 km da Piacenza. Il nostro Formigoni, da vero saltimbanco elettorale, ha detto "si al nucleare ma non in Lombardia". Questi signori, anziché pensare e programmare un futuro improntato sulle energie alternative a partire dal fotovoltaico che avrebbero una straordinaria ricaduta occupazionale e di sviluppo ci stanno preparando ( senza neanche avere il coraggio di assumersi la responsabilità) un futuro pauroso, con fonti energetiche obsolete, antieconomiche e pericolosissime. Ma dove è l’etica e la dignità della politica quando chi ha responsabilità di governo si dichiara favorevole al nucleare ma allo stesso tempo fa finta di dire che il nucleare non sarà realizzato nella propria regione? E perché la sporcizia nucleare che si dice di non volere in casa propria deve invece essere messa in casa di altri, della regione confinante? Le domande poste sono volutamente un pò ingenue, perché sappiamo che il no di oggi non è altro che il si domani, magari dicendo che il popolo li ha votati e quindi hanno il diritto di fare quello che vogliono. Infatti, a scoprire il fianco di questo esercito di pinocchi (Formigoni, Zaia, Polverini, Palese ecc.) ci ha pensato il sottosegretario all’economia Saglia che ha candidamente affermato che il problema del consenso delle regioni al piano nucleare si porrà dopo le elezioni regionali di marzo. Fino al 28 marzo quindi i candidati del centro destra possono tranquillamente far finta di non volere nelle proprie regioni il nucleare. Ma non è tutto, tanto per distrarre ulteriormente l’attenzione degli elettorali arriva in aiuto Berlusconi che nel corso dell’incontro con Berisha, premier Albanese, ci fa sapere che le centrali nucleari le farà in Albania a condizione che “gli albanesi ci spediscano in Italia le loro belle ragazze”. In questa circostanza abbiamo visto il presidente albanese insieme a Berlusconi sbellicarsi di risate per questi propositi da barzelletta. Rende tristi pensare ad un uso così disinvolto delle prerogative istituzionali dei nostri politici: come nel caso degli scandali della protezione civile SPA c’è proprio poco da ridere.

Commenti dei lettori: 4 commenti - scrivi il tuo commento
Era già una idea di Tremonti di quattro anni fà quella di mettere i reattori nucleari in Albania, moderna colonia dell'occidente europeo e cortile di casa per i nostri interessi. Davvero orribile questa idea di versare i rifiuti altrove, che domina tutta la storia dello sviluppo dei ricchi. Ricordiamoci come dalla Lombardia abbiamo riempito le cave campane e quante navi di rifiuti sono partite dai cortili delle industrie padane.
Scritto da Adrian zanolla il 16/2/2010 alle 08:39
Per come si stanno mettendo in generale le cose, mi sa tanto che questa volta i giochini da venditori di tappeti avranno qualche difficoltà a a farla franca. L'opinione pubblica mi sembra che stia dando segnali di insofferenza contro una politica fatta di menzogne e falsità. iNOLTRE MI SEMBRA CHE IL GIOCHINO CHE OGGI PORTA FORMIGONI E COMPAGNI DI MERENDE NUCLEARI A DIRE NO AL NUCLERE NELLA PROPRIA REGIONE NON SIA NIENT'ALTRO CHE UN FORTE SEGNALE DI DEBOLEZZA.
Scritto da robinews il 16/2/2010 alle 09:54
Sicuramente tecnologie obsolete, antieconomiche dipende per chi...
Scritto da claudio il 16/2/2010 alle 10:56
comunque a me piacerebbe tanto sapere se dovessero realizzare davvero gli impianti,da che tipo di tecnologia sarebbero supportati.avevo sentito parlare del fatto che le centrali sarebbero state fatte su modello di quelle francesi di 15 anni fa...ovviamente più la tecnologia progredisce più(in teoria) dovrebbe essere sicura.Dato che siamo in Italia e le cose non vengono mai fatte per bene,io temo un pò...
Scritto da francesca il 19/2/2010 alle 00:34
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