Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 22/4/2010 alle 15:20

Inizierà il 24 aprile 2010 in tutta Italia la raccolta firme per il Referendum contro la privatizzazione dell'acqua (www.acquabenecomune.org). È un momento importante per la democrazia, oltre che un impegno considerevole. In Lombardia l'obiettivo è di raccogliere più di 100 mila firme delle 700 mila previste a livello nazionale. Un obiettivo che deve prevedere lo sforzo di tutte le organizzazioni (associazioni, sindacati, partiti, movimenti, comitati spontanei, ...) che vogliono battersi contro la mercificazione di un bene essenziale per la vita. Dal 24 aprile, e per i successivi 3 mesi, i cittadini sono invitati a firmare ai banchetti che verranno organizzati in tutto il Paese, dai gruppi parrocchiali ai centri sociali, dai luoghi di lavoro ai concerti dei gruppi rock. Coi 3 quesiti referendari si chiede l’abrogazione delle norme che obbligano a privatizzare i servizi idrici. In primis il Decreto (che porta il nome del ministro Ronchi) votato dal Parlamento lo scorso 19 novembre 2009, con cui l’acqua è stata definita un servizio pubblico di rilevanza economica, cioè una merce. Lo stesso Decreto impone a tutti i comuni di mettere sul mercato, entro il 31 dicembre del 2011, la gestione dei loro acquedotti! In tal modo l’acqua di tutta la penisola finirà nelle mani delle 2 o 3 multinazionali, le stesse che già hanno messo le mani sugli acquedotti di mezzo Mondo. E gli effetti delle privatizzazioni sono noti a tutti: aumento delle bollette, a fronte di pochi – o addirittura nessuno – investimenti sulle reti e sui depuratori. Se invece il Referendum passasse, in Italia l’acqua potrebbe essere gestita solo da enti pubblici, come già avviene in altri Paesi europei: in Belgio, in Svizzera e in parte della Germania. Con gli altri 2 quesiti si vogliono abrogare gli articoli di legge che obbligano a consegnare la gestione dell’acqua a una società di capitali, e che garantiscono una remunerazione del capitale (cioè un utile) del 7% al gestore. Coi quesiti n. 2 e n. 3 si chiede pertanto che la gestione dei servizi idrici resti nelle mani dei comuni e che sull’acqua non si possano fare profitti. Il Referendum avrà quindi il compito di fermare la mercificazione dell’acqua. Per questo è importante che i cittadini mettano le loro firme sui 3 quesiti referendari. Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia

Commenti dei lettori: 5 commenti - scrivi il tuo commento
Dove si può firmare per i referendum? ci vado di corsa!
Scritto da Marisa il 22/4/2010 alle 11:03
@marisa. Verranno organizzati punti di raccolta con banchetti ovunque, a partire dal 25 Aprile e dal Primo Maggio, giornate di grande speranza per tutti i democratici.
Scritto da Mario Agostinelli il 22/4/2010 alle 11:06
Non mancheremo di firmare ai banchetti. Soprattutto faremo pubblicità a questa iniziativa, presso amici e colleghi, invitandoli a fare altrettanto almeno col passa parola. Da altro blog sappiamo che ci sono sindaci che già si sono attivati in tal senso (per esempio, un piccolo comune in provincia di Milano, Cassinetta di Lugagnano, con il suo combattivo sindaco Finiguerra).
Scritto da Amici da Robecco sul Naviglio il 22/4/2010 alle 13:24
Il tuo post e, come sempre, attenzione alla Natura. Oggi, come tutti leggiamo aprendo Google, è il 40° anniversario della istituzione (1970) della Giornata Mondiale della Terra: si buttavano i primi semi per riflettere e agire sui problemi ambientali. Dopo tutti questi anni, oggi a che punto siamo (arrivati)? Qualcuno ironizza: nonostante i vostri angoscianti problemi siamo ancora qui... Già, ma la Terra è ancora quella di prima? E domani come sarà?
Scritto da Rosella e Carlo il 22/4/2010 alle 15:50
Abito a Gavirate, io ed alcune mie amiche vorremmo firmare i 3 quesiti referendari. Potete indicarmi quando verrà fatto qualche cosa anche in questo paese? Grazie.
Scritto da Elettra il 5/6/2010 alle 18:27
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