Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 8/5/2011 alle 17:00

Silenzio, si vota. Questo è l’ordine impartito da Berlusconi alle sue truppe: fanfare per la sua calata a Milano per salvare la Moratti, ma una cortina totale di mutismo sull’appuntamento referendario del 12 e 13 Giugno. Eppure, se Moratti e Salvini non si riconfermassero nella metropoli lombarda ridotta a succursale di Arcore e se su acqua, nucleare e giustizia fosse consentito ai cittadini di esprimersi nelle condizioni di una normale democrazia, il declino del Cavaliere e il sodalizio Berlusconi-Bossi sarebbero segnati. Occorre allora che venga dispiegata tutta la capacità di fuoco di un potere ormai palesemente avverso alle regole democratiche. Maroni si precipita a impedire l’accorpamento con le amministrative, Scilipoti e i “camerieri responsabili” appoggiano in Parlamento una moratoria truccata sul nucleare, Tremonti nella manovra finanziaria (a proposito: ma non doveva tutto essere a costo zero, bombardamenti di Libia compresi?) si inventa una Authority per l’acqua, le televisioni e i giornali del premier (ormai quasi tutte e tutti) tacciono su Fukushima, il regolamento per la propaganda referendaria viene ritardato in maniera scandalosa, i consolati all’estero ancora non hanno informato i due milioni di elettori fuori patria necessari  al quorum di dove potersi recare a votare e se farlo rientrando o rimanendo fuori sede.

 

E’ incredibile come il nostro Paese si stia assoggettando ad un regime illiberale senza reagire, pur sapendo che la democrazia viene messa fuori gioco dichiaratamente e senza infingimenti. Berlusconi stesso ha riconosciuto pubblicamente che sul nucleare, dopo la tragedia di Fukushima, se si votasse avremmo già vinto ed il quorum su tutti i referendum, anche quindi sull’acqua pubblica e sulla giustizia, sarebbe ampiamente raggiunto. Ha ammesso in sede ufficiale, davanti al capo di Stato della Francia, che il popolo italiano “emotivo” non vuole le centrali atomiche e che per questo non è bene che scelga subito. E l’opinione pubblica sembra incredibilmente dismettere le armi e glissare su un trucco infame, la politica ha continuato a parlarsi addosso come se niente fosse, Fabio Fazio, Ezio Mauro e  Gustavo Zagrebelsky – tre opinionisti stimatissimi - hanno dissertato sabato scorso a  “Che tempo che fa” di democrazia in astratto, ma non hanno avuto una parola su questo scempio in atto.

 

Sta a noi cittadini  non lasciare che la vittoria effettiva della volontà popolare - questa vittoria della vostra ragionevolezza e della vostra volontà sovrana a portata di mano -  venga sottratta da un potere arrogante, cinico ed imbroglione, che non ha nemmeno il pudore di dissimulare le sue intenzioni disoneste e contro la Costituzione! Non devono distoglierci le manovre, da parte del governo, a tutti i livelli e in tutti i modi, per boicottare i referendum; non deve scoraggiarci il fatto che non si intenda garantire un minimo di informazione decente da parte del sedicente servizio pubblico radiotelevisivo:  il 12 ed il 13 giugno, con determinazione straordinaria, dobbiamo tutti, senza eccezione, recarci alle urne, mentre dobbiamo da subito far pesare la nostra indignazione scegliendo, laddove si vota  in questa tornata delle amministrative, i candidati e lo schieramento che garantiscano il prevalere della democrazia sulla demagogia.

 

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