Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 12/9/2011 alle 22:43

Al momento si parla di un morto e quattro feriti, tra cui uno grave, nell'esplosione nella centrale nucleare di Marcoule, vicino a Nimes. A Marcoule è stata realizzata la prima centrale nucleare francese: il sito possiede 3 reattori di vecchia concezione, ma è noto particolarmente per la sua attività nel campo del nucleare militare. Si tratta di un'istallazione industriale gestita da Areva, la società che avrebbe dovuto costruire i reattori italiani se non avesse vinto il Sì al referendum. Vi si produce un combustibile che ricicla plutonio dalle armi nucleari e sono stati fn dall’inizio attivi gli impianti a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese.

Questi aspetti, pochissimo diffusi dai media anche in Italia, fanno diffidare delle informazioni diramate dai ministeri francesi, già reticenti ai tempi di Chernobyl e molto preoccupati degli affari delle loro grandi multinazionali dell’energia e dell’uranio. Ricordo che il Governo giapponese ha a lungo taciuto sull’esplosione a Fukushima, per ammettere solo ora che essa ha generato finora la fuoruscita di cesio radioattivo ben 168 volte più della bomba di Hiroshima. L'esplosione nella centrale nucleare francese conferma che le elettrici e gli elettori italiani hanno fatto benissimo il 12/13 giugno scorso a decidere con il referendum l'uscita dell'Italia dal nucleare, ma segnala anche che l’abbandono dell’atomo deve essere affrontato anche a livello europeo. Proprio sulla scorta della scelta degli elettori, il Governo italiano ha il dovere di chiedere alla Francia tutte le informazioni sull'incidente e di porre la questione del superamento del nucleare nell'Unione.

Commenti dei lettori: 3 commenti - scrivi il tuo commento
Ormai il re è nudo. si tratta di una tecnologia che non richiama più aggiornamenti e investimenti per la sicurezza, mentre è pericolosissima e sequestrata all'informazione. Niente di peggio, come lei dice, di un mix tra multinazionali e militari per dribblare la democrazia. Sono d'accordo all'estensione sul piano europeo dell'abbandono del nucleare, perchè le radiazioni non hanno confini.
Scritto da Marco Lassini il 13/9/2011 alle 08:15
Oggi su "Le Monde" il principale quotidiano francese la notizia dell'incidente di Marcoule non compare nemmeno!
Scritto da Thomas il 13/9/2011 alle 15:22
Quando si parla di sostanze radioattive nessuno sa mai bene qual è e quale può essere la portata dell´incidente, quali gli effetti e le conseguenze. La tragica “lezione” di Fukushima insegna. La prima preoccupazione ricorrente in questi casi è quella di negare, smentire, ridimensionare, rassicurare, tranquillizzare. Eppure, l´esperienza ancora recente del disastro giapponese ammonisce che quando si ha a che fare con i danni prodotti dall´energia atomica le cautele non sono mai troppe.
Scritto da Renato il 13/9/2011 alle 15:45
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