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Lega Nord
inserito il 22/4/2009 alle 13:50

''Quello che devono sapere gli italiani è: volete o no instaurare una dittatura parlamentare avallando, con il si, una forza politica che ha il 25% dei consensi premiata con il 55% dei seggi in Parlamento? Io credo che la Legge Truffa del '53 è uno zuccherino davanti all'attuale quesito referendario. La Lega non espropria un bel niente, la Lega vuole la democrazia parlamentare''. Cosi' il senatore della Lega Nord, Armando Valli su quanto affermato da Franceschini dopo che il Pd ha deciso di votare sì al referendum.

Sempre su Franceschini dichiara così il Sen. Roberto Castelli:

''Franceschini è snobbato persino dai suoi. Evidentemente si è giocato tutta la sua credibilità sparando ogni giorno contro la Lega sui costi del referendum. Persino un bambino può capire che una tornata elettorale non puo' costare 400milioni di euro, come ha continuamente strombazzato Franceschini, rendendosi poco credibile persino presso i candidati del suo stesso partito, che infatti non si sono nemmeno presentati all'appuntamento con il loro leader, come hanno mostrato le immagini dei media di ieri e di oggi. Che votando in una data diversa dal 7 giugno si debbano spendere 400 milioni di euro è una bugia alla quale ormai credono solo Franceschini e quei due giovanotti di Striscia la Notizia''.

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Il sistema elettorale risultante dal referendum spingerà gli attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni equivoche e incentivando la riaggregazione nel sistema partitico. Si potrà aprire, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica. La frammentazione si ridurrà drasticamente. Non essendoci più le coalizioni scomparirà l’attuale schizofrenia tra identità collettiva della coalizione e identità dei singoli partiti nella coalizione. Con l’effetto che i partiti sono insieme il giorno delle elezioni e, dal giorno successivo, si combattono dentro la coalizione.Un terzo quesito referendario colpisce un altro aspetto di scandalo. Oggi la possibilità di candidature in più circoscrizioni (anche tutte!) dà un enorme potere al candidato eletto in più luoghi (il “plurieletto”). Questi, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia. Egli così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta. Se sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Nell’attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3 dei parlamentari. In altri termini: 1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta. Un esempio macroscopico di cooptazione!
Scritto da daniele pescatore il 22/4/2009 alle 11:22
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