Più lontani da Roma, più vicini a te.
Lega Nord
inserito il 12/4/2009 alle 00:01

 Il 12 Aprile 1984, Umberto Bossi, Manuela Marrone (futura moglie di Bossi), Giuseppe Leoni, Marino Moroni, Pierangelo Brivio ed Emilio Sogliaghi, davanti al notaio varesino Dott. Franca Bellorini, firmano l’atto costitutivo della “Lega Autonomista Lombarda”. Con quest’atto, prende forma l’idea politica che Umberto Bossi covava già dal 1979.

Domani 12 Aprile 2009, la Lega Lombarda - Lega Nord compirà quindi 25 anni, compleanno che non verrà giustamente festeggiato perché cade in coincidenza della Pasqua.
Ormai siamo il movimento politico più longevo del panorama italiano ed a quanto pare, la gente del nord e non solo sta capendo che siamo l’unico che difende i diritti della nostra gente. La lungimiranza del progetto di Umberto Bossi è universalmente riconosciuta, si pensi che già nel 1982 così scriveva sul primo numero di “Lombardia Autonomista”:
Non importa che età avete, che lavoro fate, di che tendenza politica siete: quello che importa è che siete - e siamo tutti Lombardi. Questo è il fatto realmente importante, è giunto il momento di ricordarlo dandogli una concretezza politica.
E’ come Lombardi, infatti, che abbiamo tutti un fondamentale interesse comune di fronte al quale devono cadere in sottordine i motivi della nostra divisione in partiti di ogni colore: partiti italiani che ci strumentalizzano e distolgono il nostro impegno dalla difesa dei nostri interessi per servire interessi altrui (e il loro, prima di tutto !).
Questo nostro fondamentale interesse comune è la liberazione della Lombardia dalla vorace e soffocante egemonia del governo centralista di Roma, attraverso l’autonomia lombarda nel più vasto contesto dell’autonomia padano—alpina. E’ una questione di sopravvivenza lombarda - etnica culturale, economica - che investe il senso di responsabilità morale, civile, politico, di tutti i Lombardi,senza distinzioni di sorta.
E’ un’esigenza che il regime accentratore romano ha sempre cercato di farci dimenticare temendone una nostra responsabile presa di coscienza, ma che ora - di fonte ad una situazione nazionale irrimediabile deterioramento - si propone come problema concreto che dobbiamo portare al più preso alla ribalta della vita politica.
Il governo accentratore di Roma - con la complicità di tutti i partiti italiani (che sono contemporaneamente sostegno ed emanazione del regime centralista unitario) - chiacchiera di autonomie e di Europa, ma di fatto non vuole né autentiche autonomie né lo Stato Federale Europeo. Abbiamo infatti un parlamento Europeo fantasma perché creato apposta senza poteri, e strutture regionali che non sono governi autonomi ma soltanto doppioni amministrativi del governo centrale, unico depositario di ogni potere. Ma non esiste effettiva autonomia senza il relativo potere politico.
E infatti, oggi come oggi, la Lombardia non è più dei Lombardi, la Padania non è più della gente Padana. E’ soltanto un’espressione geografica senza alcun valore politico, è soltanto un territorio senza diritti di fronte all’invadenza altrui. Il suo popolo è una massa priva di identità politica, incorporata anonimamente in uno Stato nazionale in fallimento che la trascina nella sua crisi senza sbocco e senza speranza.
Eppure i Lombardi e tutte le altre genti padane e alpine, come tali, avrebbero possibilità e capacità di non conoscere crisi e di essere realmente a un livello europeo... Tutti i centri della burocrazia, tutti i pubblici uffici, tutte le funzioni dell’apparato statale, in Lombardia, sono sempre meno in mani lombarde. Tutte le assegnazioni di alloggi, in Lombardia, non soltanto non vedono favorita la nostra gente, ma vedono addirittura privilegiati i forestieri a danno dei nostri.
Questa situazione non è dovuta né al caso né alla libertà di movimento delle merci e delle persone, che siamo i primi ad appoggiare in tutta Europa e non in Italia soltanto: questa situazione è invece volutamente costruita dal sistematico svolgersi di un preciso disegno del governo romano, impostato su una programmata immigrazione di altre genti nei nostri territori e nel nostro scaltro
collocamento dei posti-chiave nelle loro mani, e ciò nell’illusione di creare un’utopistica omogeneizzazione “italiana” attraverso la progressiva cancellazione dell’etnia lombarda e padana.
Roma dispone dei nostri territori come se fossero suoi, senza che i Lombardi possano dire la loro in terra lombarda!
Queste sono cose reali che avete sotto gli occhi tutti i giorni, ma di cui non parlate perché non ne parlano i soliti partiti. Ma sperate davvero ancora nei partiti italiani? Ma i partiti hanno interessi e
poltrone a Roma e con Roma, mentre i vostri interessi non sono gli stessi e, soprattutto, non sono a Roma ma qui! A Roma la Lombardia interessa per quello che rende; a noi la Lombardia è cara per quello che è. Ecco perché dobbiamo incominciare a dirci quello che i partiti del regime nazionale si guarderanno bene dal dire. Se non si ergono a difendere i diritti dei Lombardi i Lombardi, non lo faranno certamente gli sfruttatori dei Lombardi!
La Lombardia è una realtà che chiama a raccolta i suoi cittadini. La Lombardia non è una vacca da mungere né un territorio da dominare con burocrazie forestiere. La Lombardia non è il fesso che paga i debiti altrui. La Lombardia no intende seguire passivamente Roma nella bancarotta perché non intende sacrificare sull’altare del malgoverno romano il diritto dei suoi cittadini, il sudore dei suoi figli, la laboriosità della sua gente, la personalità del suo popolo.
Soltanto una forza politica Lombarda, per i Lombardi. È il vero strumento per la difesa della Lombardia. Nasce per questo la Lega Autonomista Lombarda, nel sostegno della libertà e della socialità federalista, per l’autonomia Lombarda nel quadro dell’ideale dell’unità federale dell’Europa.Valdostani, Trentini, Tirolesi, Friulani, Triestini, Sardi, con la coscienza della loro identità di popoli concretatasi in forze politiche autonomiste per la difesa dei loro diritti, hanno già dimostrato come si devono tutelare i propri interessi e la propria dignità governandosi senza la sottomissione ad apparati di forestieri, al di sopra di divisioni in partiti che soltanto servendo il centralismo nazionale possono continuare a servire lautamente se stessi.
Noi siamo forse da meno? Il Piemonte, la Val d’Ossola, il Veneto vanno anch’essi dimostrando con movimenti autonomisti in via di organizzazione, il risveglio di una aspirazione autonomista che si accinge ad affiancarsi ai movimenti fratelli per la costruzione dell’alternativa Federalista Europea.
Lombardi Aderite alla Lega Autonomista Lombarda! Fate che non manchi la presenza Lombarda in questo fermento di riscossa e di risveglio!”.
 
Potrebbe sembrare un discorso fatto ieri o qualche mese fa, invece dal giorno in cui la mano di Umberto Bossi scriveva queste righe sono passati più di 27 anni. Sono parole che anche tra 50, 100, 200 anni… non saranno mai vecchie perché esaltano gli ideali che sono insiti in ognuno di noi: Libertà, onestà ed amore per la propria terra.
Ed è proprio per quello che sempre più gente vota la Lega Lombarda, perché siamo il “partito” del nord, composto da gente del nord, che si batte per la Libertà del nord. E quando si parla di Libertà, si parla di Libertà vera, con la “L” maiuscola, non come quella che si cela dietro a falsi slogan politici che vogliono far sembrare un nugolo di ex partiti romano-centrici i portatori di tale ideale.
Lo scettismo della prim’ora di chi non votava la Lega Lombarda, nel corso degli anni è sparito. Molti si sono ricreduti, vedendo quanto di buono hanno fatto amministratori locali, provinciali, regionali e parlamentari della Lega Lombarda - Lega Nord. Si è capito che i dodici punti del primo programma politico della storia della Lega, non sono un’utopia:

1. per l'autogoverno della Lombardia superando lo stato centralizzato con uno stato federale che sappia rispettare tutti i popoli che lo costituiscono. 

2. per la riaffermazione della nostra cultura, storia, della lingua Lombarda, dei nostri valori sociali e morali. contro ogni attentato alla identità nazionale Lombarda. perchè accanto al tricolore venga sempre esposta la bandiera storica della nazione Lombarda (croce rossa su fondo bianco). 

3. per la precedenza ai lombardi nell'assegnazione di lavoro, abitazioni, assistenza, contributi finanziari. perchè ogni tassazione sia eguale per tutte le regioni e non si verifichino ancora truffe come quella del "condono" e dei "ticket" sui medicinali che al sud costano la metà che in Lombardia.

4. perchè i frutti del lavoro e le tasse dei lombardi siano controllati e gestiti dai lombardi, attraverso l'organizzazione di un sistema finanziario simile a quello in via di attuazione nel Trentino e nel Sud Tirolo. 

5. per la difesa di un proporzionato sviluppo di industria, artigianato e agricoltura: patrimonio di lavoro e di civiltà inalienabile del popolo lombardo. 

6. per un sistema pensionistico lombardo che garantisca l'intoccabilità della pensione dei nostri lavoratori, minacciata dalle numerose pensioni di invalidità distribuite nel meridione. 

7. perchè l'amministrazione pubblica e la scuola tornino ad essere gestite dai lombardi e non snaturalizzate. 

8. perchè i nostri ragazzi possano compiere il servizio di leva in Lombardia come avviene già adesso per i giovani del Sud Tirolo. 

9. perchè la giustizia in Lombardia combatta con efficacia e con adeguati strumenti delinquenza, mafie e racket. 

10. contro la devastazione e la svendita del nostro territorio, plasmato e difeso dalle generazioni precedenti, patrimonio che abbiamo il dovere di trasmettere integro alle prossime generazioni. 

11. contro la mentalità opportunistica dei partiti romani, contro la conseguente degradazione della Lombardia. 

12. per la costruzione di un'Europa fondata sull'autonomia, il federalismo, il rispetto e la solidarietà diretta tra tutti i popoli, e quindi tra i lombardi ed ogni altro popolo.

 

Alcuni punti di questo programma sono attualmente in fase di completamento ed altri saranno presto raggiunti.

La mente di Umberto Bossi diede il là a questo ambizioso progetto di libertà, ora per dare ad esso continuità serve che la matita che ognuno di noi impugna all’interno della cabina elettorale solchi in modo incancellabile la figura di Alberto Da Giussano che è simbolo, come il Senatur, di tante battaglie per la libertà e l’autodeterminazione del suo popolo.

 

Buon 25° Compleanno LEGA LOMBARDA - LEGA NORD PER L’INDIPENDENZA DELLA PADANIA.                

           

A.C.

Commenti dei lettori: 2 commenti - scrivi il tuo commento
Mi tremano le vene a commentare questo articolo! E' la nostra storia! Di noi che siamo partiti venticinque anni fa con ideali che non avevano paragoni negli altri partiti. E li abbiamo difesi giorno dopo giorno per così gran parte della nostra vita. Erano gli ideai che sono iscritti nel dna di ogni lombardo, ancora oggi attuali. Proposti con un equilibrio e una chiarezza che colpiscono. Eppure abbiamo dovuto lottare con forza eroica per diffonderli e per realizzarli . Stiamo per riuscirci!
Scritto da luciana ruffinelli il 12/4/2009 alle 18:51
Auguri! http://lacasadelleliberta.splinder.com/
Scritto da tulkas84 il 12/4/2009 alle 20:49
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