Non pensate a quale partito ma pensate a quale paese.
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inserito il 21/1/2009 alle 20:33

 

Sussidio unico per i disoccupati e reddito minimo garantito per i precari: alla profonda crisi economica il riformismo del PD risponde con la  proposta organica di  un welfare universale, capace di superare il dualismo tra lavoratori che hanno tutele e garanzie e altri che ne hanno meno o ne sono del tutto privi.

Un sistema di ammortizzatori sociali dunque che, unendo  flessibilità e sicurezza, siano in grado di supportare tutti i lavoratori, nel momento della perdita del posto di lavoro, indipendentemente dal contratto, dal settore lavorativo o dalla tipologia della impresa.

Il sussidio di dispoccupazione, della durata massima di due anni, dovrà essere finanziato in via assicurativa e strettamente connesso a politiche di formazione in vista del reimpiego.

Il reddito minimo dovrà essere garantio ai precari ma anche a chi svolge lavori saltuari e di breve durata o a chi non ha più una occupazione  da parecchio tempo.

Una proposta concreta, dinamica e di attenzione alla persona, che non schiacci o immobilizzi la dignità lavorativa  dell'individuo in prospettive di tipo assistenzialistico.  Per questo si articola attorno agli obiettivi di sicurezza, sostegno, ma con precise garanzie richieste al lavoratore, che deve essere disponibile ad accettare un nuovo lavoro e  a riqualificarsi professionalmente.

Sono tantissimi oggi gli Italiani che vivono il dramma della perdita del posto di lavoro: per quelli tutelati dalla cassa integrazione il momento è difficile,  per quelli privi anche di questa minima tutela la situazione è drammatica. 

Una risposta seria a questa reale situazione di nuova  e diffusa povertà, che investe  tante famiglie anche nella nostra provincia, non può passare attraverso soluzioni palliative e temporanee . Altri paesi europei sono avanti rispetto a noi: in Italia invece la tutela del reddito in caso di perdita del lavoro ancora non esiste.

 

 

Commenti dei lettori: 1 commento - scrivi il tuo commento
La proposta è ottima ma deve essere allargata anche ai lavoratori soci di cooperative sociali che sono rimasti senza lavoro e senza altro reddito. Come vivono costoro? Non mangiano alimenti, si nutrono di aria? E se sono ammalati, il farmacista regala i farmaci? Cordialmente. G. C.
Scritto da Giuseppa Catalano il 19/3/2009 alle 16:34
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