Fai vincere la lealtà verso i cittadini e verso il Paese.
Paolo Rossi   rossi_paolo@camera.it
inserito il 28/7/2010 alle 16:05

L' argomento è scontato, non 'stracotto'. Il mio Segretario Bersani, da tempo, si mostra 'freddino', ed uso un eufemismo, nei confronti delle Primarie. Legittimo. Non è solo la parte 'dalemiana' (mi scuso per la semplificazione) a pensarla così. Sulla stessa lunghezza d' onda Franco Marini e la maggioranza della cosidetta 'area popolare'.  Al grido "prima la politica poi i gazebo" (ma le nostre 'tende'  si oppongono davvero alla politica?) si sta procedendo ad un loro smantellamento. Non ho mai pensato che fossero 'la panacea di tutti i mali' (in alcuni casi abbiamo vinto senza scomodarle) ma uno strumento utile, aperto ed innovativo. Se sono 'pilotate' o di 'facciata' richiamano certamente una sorta di negativo effetto boomerang. Vengo da una scuola politica che da sempre ha valorizzato la militanza. Senza andar lontano pensò però alla nostra provincia: circa 4.000 gli iscritti al pd e oltre 23.000 che si sono rovesciati nelle piazze, o nelle nostre sedi, conferendoci il loro convinto consenso. Dimenticati. "In medio stat virtus" dicevano i romani (che non è riconducibile al più lombardo 'taja e medega"). Senza 'tirala troppo' temo che sull'argomento non riusciremo a trovarci in una 'terra di mezzo'. Oltre alle appartenenze interne siamo di fronte a due visioni diverse. Occorre tenerne conto.

Tags: Bersani, pd, primarie     Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 18 commenti - scrivi il tuo commento
Bravo Paolo, primarie vere e non di coalizione. Tantomeno un nome scelto dal vertice provinciale e delle città che andranno al voto. Te lo dice uno che ha votato Bersani segretario, che si è sempre riferito all'area tosiana (più che Marantelli è stato lui il più aperto e rinnvovatore dei DS) e che quindi non è stato "dalla tua parte". Ma hai ragione e forse ne hai avuta da vendere anche quando, prima del voto per il sesgretario, spiegavi cosa fosse un reale partito aperto.
Scritto da Sergio il 28/7/2010 alle 18:21
Pienamente d'accordo con la sua riflessione e con il commento di Sergio. Se le primarie non ci fossero o fossero finte (un candidato scelto dal vertice o magari uno per ogni partito della coalizione) sarebbe la fine per il PD. Un progetto così intelligente e costruito negli anni verrebbe buttato all'aria dall'insipienza e dalla ottusità politica di poche persone tese solo a salvare il loro piccolo posticino.
Scritto da Borghi. S. il 28/7/2010 alle 18:50
Ma secondo lei gente che ha tenuto il partito cementato a terra, impedendogli di volare (come a Varese) è per le primarie e per quelle vere? Dia retta a me: si metteranno d'acordo con qualche altro partito, faranno una bella cenetta e sceglieranno l'uomo (la donna mai, se lo scordi) che possa dare meno fastidio e le persone eventualmente in gamba le faranno fuori prima, in qualche modo.
Scritto da Enrico IV il 28/7/2010 alle 19:28
A guardar bene una contraddizione al principio “primarie sempre” era già insita nella definizione di Partito-a-vocazione-maggioritaria di Veltroni, che rivendicava per il segretario del PD il ruolo di candidato Premier, a prescindere ( direbbe Totò). Ma da allora sembra già passata un’era geologica, anche per Veltroni, se si da retta a certe “interpretazioni” della presenza di Niki Vendola alla Scuola Democratica di Bertinoro. Neppure io credo che ci sia contraddizione tra “ politica e gazebo”, ma evidentemente chi ha coniato questo slogan non è dello stesso avviso ( continua)
Scritto da Giovanniderosa il 28/7/2010 alle 19:35
(riprende) e pensa di lasciare esclusivamente alla trattativa tra i vertici dei partiti coalizzati la scelta dei candidati. Se è così non mi piace. Penso invece che oggi le primarie siano necessarie e, con l’attuale legge elettorale che premia le coalizioni , addirittura indispensabili. Ma continuano a non piacermi né la corsa di SEL a presentare le sue candidature ( Pisapia a sindaco di Milano e Vendola a Premier ) né la lentezza del PD che da l’impressione di non avere nomi all’altezza. E’ così difficile parlarsi e concordare un iter e finalmente far vivere al popolo di centrosinistra il brivido di decisioni unitarie, condivise, contestuali ?
Scritto da Giovanniderosa il 28/7/2010 alle 19:36
Niente terra di mezzo: primarie vere. Questo vuole la gente e questo è lo spirto del PD che la gente ha votato. Altrimenti è stata solo una presa in giro.
Scritto da Federico il 28/7/2010 alle 19:48
I giovani sono per la chiarezza: primarie e nessuna frode. Noi vogliamo gente che non ce la faccia sotto il naso, che non scelga il proprio pupillo da portare avanti (come accade), che non cominci a vent'anni a farci capire che bisogna stare con "questo o quello" e possibilmente con chi vince. Siamo dalla parte di questa idea di PD aperta, pulita e libera che proponi.
Scritto da Due giovani il 28/7/2010 alle 19:51
@DeRosa- statuto PD cap.18 comma 8. Qualora il Partito Democratico aderisca a primarie di coalizione per la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri è ammessa, tra gli iscritti del Partito Democratico, la sola candidatura del Segretario nazionale. COME puoi ben vedere su qualcosa Bersani concorda con Veltroni. Non dobbiamo nemmeno fare la fatica di guardarci e scegliere al nostro interno. A questo punto ben venga Vendola!Ma sopratutto vnno reintrodotte le preferenze nel sistema elettorale
Scritto da Maria Rossa il 28/7/2010 alle 20:50
Lo dico con chiarezza: se eliminiamo le primarie, torneremo ad essere un partito che non ha voglia di ascoltare i propri elettori/simpatizzanti. E, con tutto il rispetto per Lei Sen. Rossi, nei posti di prestigio ci saranno i soliti Marantelli, Rossi, Alfieri e Tosi. Le primarie (pilotate) non possono essere tirate in ballo solo quando il Partito non "vuol" scegliere: facciamole diventare un passaggio fondamentale della vita democratica del PD. Basta alla cooptazione dei soliti noti!
Scritto da Paolo il 28/7/2010 alle 20:57
Proprio questa mattina leggevo un editoriale sulla Stampa in cui si trattava l'argomento.(Aines?) metteva in evidenza il deterioramento dell'istituzione Parlamento causa non ultima del degrado sociopolitico del nostro Paese.In pratica diceva in Parlamento tanti soldatini obbediscono agli ordini del Segret. di partito pena la non riamissione in lista elett.in posizione vantaggiosa.In pratica i cittadini sono stati esautorati nel loro ruolo di controllori della politica.Il parlamentare non (cont,
Scritto da Maria Rossa il 28/7/2010 alle 21:01
Il parlamentare non risponde più del suo operato verso gli elettori in grado di rieleggerlo o di mandarlo a casa ma è sufficiente che il suo operato sia di gradimento a Capogruppo e al Segretario.Questo (che io credo incostituzionale )distorce anche l'pidea a cui si sono sempre attenuti i prlamntari in dissidio con il loro Partito, cioè il fatto di essere indipendenti nelle idee e di dover rispondere di queste solo al loro elettorato.Inutile dire che questo "bavaglio"azzera la dialettica interna
Scritto da Maria Rossa il 28/7/2010 alle 21:09
Cara Maria Rossa condivido. Questa legge elettorale, della quale ho anch'io ampiamente beneficiato (ma giuro non è colpa mia), fa si che i parlamentari vengano eletti secondo il posizionamento in lista che, di fatto, non viene deciso, in particolare, dal riferimento territoriale di provenienza (parlo anche del partito) ma, soprattutto (se non solo), dai vari leader, big e capi-corrente o area o vatelapesca. Chi, sulle scelte politiche, potrà poi 'voltar eventualmente loro le spalle'? Poi c'è chi 'cambia' orientamento interno, è possibile, (come ben vediamo e sappiamo) ma assicurandosi, ovviamente, 'nuovi saldi riferimenti'. Diffidare di chi non ammette che funzioni così. Un poco meglio l'elezione, per esempio, dei consiglieri regionali, con le preferenze. Anche a questo livello però chiediamoci: quanto costa una campagna elettorale? Se la possono permettere tutti? E ancora, da dove vengono i fondi per il sostegno dei candidati? E tutto così chiaro? Sono, come dico, della 'vecchia scuola'. Se un candidato, comunque sia, prende il voto di preferenza ottiene un consenso diretto e la cosa ha, giustamente, il peso che deve avere. E' chiaro, in ogni modo, che questa 'legge elettorale porcata' va cambiata anche se, a destra come a sinistra, non conviene a nessuno farlo. Troppo comodo decidere in pochi ed ai vertici, direttamente dall' alto, quali amici ti siederanno a fianco in Aula.
Scritto da paolo rossi il 29/7/2010 alle 08:21
CHE NOIA. Fatele le primarie, a cominciare da Varese dove c'è un sgretario suo amico, Molinari, che è tutto fuori che efficiente.
Scritto da Giorgio il 29/7/2010 alle 08:38
Caro (non tanto caro devo ammettere) Giorgio. Il fatto che il segretario di Varese sia un mio amico (verissimo per altro) non può inficiare minimamente il mio giudizio su di lui che è largamente positivo. Oltretutto Molinari non è stato eletto per l'amicizia con me o con qualcun altro, ma da un voto libero e democratico, che, ricordo, unanime. Facciamo politica e finiamola con stupidi, inconsistenti e 'fastidiosi' giudizi personali. Difenderò sempre l'anonimato sul mio blog, ma, vi chiedo per favore, non abusiamone. Così è 'troppo comodo!'
Scritto da paolo rossi il 29/7/2010 alle 08:52
Praticamente le primarie vanno bene quando sono la ratifica di decisioni già prese dalle segreterie. No, indietro non si torna! Se il PD vuole uscire dal suo immobilismo, deve diventare un partito aperto e federalista, capace di misurarsi e confrontarsi con quanto emerge al di fuori del suo recinto. Le segreterie e gli organi statutari sono rappresentativi (forse) di una parte (gli iscritti), ma non dell'intero elettorato. Le primarie si possono affinare, ma è un errore cancellarle del tutto.
Scritto da Leonardo il 29/7/2010 alle 09:26
Sono per Mirabelli segretario, è il più vivo di tutti.
Scritto da Iscritto Varese il 29/7/2010 alle 09:30
Molinari, Mirabelli, Oprandi, Rossi, Alfieri. Che pettegolaio questo blog. Sbadiglio e non lo leggo più.
Scritto da Iscritto PD il 29/7/2010 alle 11:51
Iscritto pd. Sei libero di sbadigliare, dormire e 'andare dove vuoi'.
Scritto da paolo rossi il 29/7/2010 alle 12:09
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