Fai vincere la lealtà verso i cittadini e verso il Paese.
Paolo Rossi   rossi_paolo@camera.it
inserito il 3/5/2010 alle 15:45

 Giorni fa discorrevo con un mio collega senatore del pd che per anni è stato Sindaco di un'importante città del Veneto. Mi diceva animatamente: "Guarda, la battaglia con la Lega dalle mie parti è oramai persa; alle nostre latitudini si è sostituita alla Dc. I piccoli imprenditori che sono tantissimi, l'ossatura di un sistema economico-sociale, penso come da voi, la votano non tanto per quello che fa  al Governo a Roma, ma perchè dice le cose che vogliono sentirsi dire. I loro dipendenti, che una volta votavano a sinistra, hanno interesse a che le aziende dove lavorano crescano e vengano tutelate e conseguentemente anche loro votano Lega. Non so tutto questo quanto durerà,  i padani producono molto fumo, ma la situazione sta calcificandosi. Noi siamo percepiti come un partito litigioso e vecchio. Il partito degli statali e dei parastatali, il partito degli insegnanti, degli intellettuali e poco altro. Nulla di male a raccogliere i voti da buona parte di queste categorie ,ma se non usciamo da questa immagine e da questo stereotipo non ce la caviamo più e saremo destinati a fare pura testimonianza."Forse un poco duro e schematico ma c'è del vero. Eccome. L'altra sera ho seguito in tv l'intervista di Minoli a 'La storia siamo noi', al neo governatore del Veneto Zaia. Mi è piaciuto non solo perchè è giovane e preparato, perchè parla un italiano corretto, lineare e semplice. Mi è piaciuto perchè si coglie subito che in lui si identifica la gente. Trasmette un' idea identitaria schietta, chiara e forte. Ora se penso a Bersani vedo un uomo in questo senso efficace. Se penso però ai D'Alema ed ai tre quarti della nostra classe dirigente mi rendo conto del perchè sarà difficile vincere. In politica contano i contenuti ma conta molto anche chi li propone e come vengono 'fatti passare'. Se vogliamo rompere quel 'cerchio' al quale faceva riferimento il mio amico parlamentare, dobbiamo provocare un 'corto circuito' facendo un opposizione dura e pragmatica ma anche concretizzando un reale rinnovamento della nostra classe dirigente. Da qui non si esce.

Tags: Veneto, Minoli, Zaia, Bersani, D'Alema     Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 12 commenti - scrivi il tuo commento
Caro senatore, Lei ce l'ha sempre con D'Alema. Ma la stessa cosa non si potrebbe dire di Marini e della Bindi?
Scritto da umberto il 3/5/2010 alle 17:27
Il male del centrosinistra è D'Alema! Ma con tutto il vecchiume che c'è nell'area ex margherita come la mettiamo?
Scritto da rossella il 3/5/2010 alle 17:32
La litigiosità si vede proprio a partire da quanto scritto in questo stesso post. Siamo percepiti come litigiosi ma, di fatto, in poche righe si riesce subito a dimostrarlo, con l'esplicito riferimento a D'Alema e ai tre quarti dei politici del partito. Non siamo quindi semplicemnte "percepiti", siamo litigiosi, caro sentaore.
Scritto da Mario Vergano il 3/5/2010 alle 17:36
Allora: stimo D'Alema, è un politico intelligente ma ritengo (è il mio limitato e probabilmente 'fallace' punto di vista) abbia un 'idea del Pd, diciamo, un poco vecchiotta.Tutto qui. Non pretendo la si pensi come me. Ho parlato di tre quarti di classe dirigente che forse ha idee e metodi un tantino vetusti.(forse, e per quanto riguarda le 'ballerine di seconda fila', mi ci metto anch'io). Ho citato D'Alema solo per esemplificare ma potrei tranquillamente su tutti, (e quindi lo faccio) indicare il nome di Marini, o tanti e tanti altri amici del partito che, per esempio, hanno fatto il mio stesso percorso.(Dc-Ppi-Margherita). Andiamo avanti. Non è, per me, una questione di correnti. Non sono identificabili 'raggruppamenti interni' nuovi ed altri 'vecchi. Certo sterile 'conservatorismo' è trasversale. Sforziamoci di uscire da questa logica un tantino rigida. Non c'è dubbio che certo 'politichese' noi addetti ai lavori lo comprendiamo assai bene. Il problema è che quando parliamo alla gente sembra che ci esprimiamo in 'esquimese stretto'. Ce ne vogliamo rendere conto? Mi pare che i cittadini qualche segnale ce lo abbiano mandato. Forte e chiaro. Sta a noi cambiare o continuare a 'fare orecchie da mercante'.
Scritto da paolo rossi il 3/5/2010 alle 18:04
Oltre al rinnovamento della classe dirigente necessita mettere sul tavolo 3 o 4 obiettivi sui quali battersi concordemente. I messaggi devono essere corti, graffianti e di facile comprensione a tutti. Basta con i litigi per i soliti colti dei salotti. Basta con il cultural-politichese. Non bisogna avere paura di parlare chiaro anche con un linguaggio che potrebbe essere inteso come politicamente non corretto.
Scritto da Ravani il 3/5/2010 alle 18:16
Non sono d'accordo con il senatore veneto. Il PD non è il partito degli statali e parastatali. Forse degli intellettuali, fermo restando che non stiamo parlando di quelli degli anni '60 e '70 bensì dell'intellettuale dei giorni nostri: il ricercatore e l'analista. Beninteso, non l'analista di laboratorio (prelievi ematici) ma quello delle politiche pubbliche. E vedrà che, a breve, un "pezzo grosso" del PD di Varese andrà ad occuparsi di valutazione delle politiche pubbliche in Regione Lombardia.
Scritto da Mafalda - Pd nonostante tutto il 3/5/2010 alle 21:35
Lei penserà che io sia veggente. No, osservo, mi informo, leggo fra le righe, interpreto i comportamenti e, turandomi il naso, voto PD, il "partito delle slides". Mentre i lavoratori dipendenti guadagnano 1000/1200 euro al mese, noi del PD redigiamo slides su "accountability", "stake holder" e "policy maker", ecc. , fieri di perdere sempre più voti. Letta voleva far ritornare in Italia, con incentivi fiscali, i "cervelli" fuggiti all'estero. Ma che percentuale di popolazione avrebbe riguardato?
Scritto da Mafalda - Pd nonostante tutto il 3/5/2010 alle 21:49
Non c'è dubbio che Zaia sia meglio di Calearo (già ex Pd), foss'anche solo per una serata in pizzeria .... Arguta la Mafalda .... Infatti, mentre Berlusconi faceva rientrare i capitali dall'estero, Letta incentivava i cervelloni (0,0005% della popolazione italiana) a ritornare nel nostro Paese. Non denigriamo, inoltre, gli statali e i parastatali e nemmeno gli insegnanti da 1400 euro al mese. Il problema del PD è cominciare a rappresentare il mondo del lavoro nel suo complesso.
Scritto da Leonardo il 3/5/2010 alle 23:46
Condivido Leonardo. Solo una cosa: il mio amico senatore ed ex sindaco non denigra affatto gli statali o parastatali che siano. Constata che non bastano la maggior parte dei loro voti per vincere l' elezioni. Bisogna 'pescare' consensi anche altrove. Tutto qui.
Scritto da paolo rossi il 4/5/2010 alle 07:45
Ho 47 anni, sono un funzionario regionale, ero della Democrazia Cristiana. Le analisi di Mafalda sono perfette: almeno in Lombardia, il PD ritiene che il nuovo siano le partite IVA, gli analisti e i ricercatori. Non insegue più la massa, come faceva la DC, che comunque aveva capito che con il solo voto del ceto medio non si vinceva. Il PD invece segue gli editoriali di Panebianco e Della Loggia (che consigliavano anche alla Lega di moderarsi ma i leghisti, più furbi, non li hanno seguiti).
Scritto da Ex democristiano il 4/5/2010 alle 10:28
Si è votati se l’elettore percepisce di ottenere un vantaggio personale (il sempre condannato clientelismo) o di categoria o di territorio. Oppure ci deve essere un trascinatore tipo Vendola. Io nel mio piccolo non voterò mai il PD e tanti miei colleghi preferiscono l’astensione ad un simile partito. Il PD non riesce nemmeno ad ottenere il voto degli impiegati statali, tranne dei dirigenti che spesso sono così spietati da scavalcare a destra anche il più conservatore capo del Personale. Auguri
Scritto da Ex democristiano il 4/5/2010 alle 10:36
Amministratori di centro o centrosinistra capita che vincano le elezioni comunali perchè stimati. A volte sotto simboli di liste civiche, pur senza celare l'appartenenza ideale. Quando i giochi si fanno più politici e meno amministrativi, le stesse persone fanno fatica a raccogliere lo stesso consenso. Da cosa dipende? Molti floridi periodi storici avevano alle spalle una filosofia, un pensiero organico. Un modello di comunità. Qual è quello di oggi?
Scritto da FrancescoG. il 4/5/2010 alle 12:26
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