Fai vincere la lealtà verso i cittadini e verso il Paese.
Paolo Rossi   rossi_paolo@camera.it
inserito il 21/10/2011 alle 13:57

Inutile nasconderlo. C'è deleteria insofferenza in buona parte della dirigenza PD per tutto quello che si 'agita' fuori, non solo dal partito, ma dai partiti e dal loro 'sistema'. La 'chiusura a riccio' manifesta sempre debolezza ed indica incapacità di risposta alla domanda di novità e di cambiamento che sale dalla società, una richiesta post-ideologica, latente da qualche anno, ed ora accentuata dal 'ciclo berlusconiano'. La drammatizzazione dei contenuti 'anticasta' sono il segnale topico ed 'acuto' di un malessere profondo e sempre più radicato. La politica deve saper recuperare terreno e considerare attentamente la rapidità dei mutamenti culturali e sociali in atto. E' necessario dunque fare tesoro di alcune positive esperienze che non risalgono al paleozoico, ma all' altro ieri. Le vicende elettorali milanesi, per esempio. Occorre ascoltare le persone, anche quelle 'lontane' dal PD, vanno offerte ai cittadini occasioni ed opportunità reali. Primarie e referendum possiedono per esempio una specificità da non archiviare in modo automatico. Nel partito va premiato chi emerge per capacità e caratteristiche apprezzate prima di tutto dalla comunità e della gente che da un' ammuffita burocrazia interna. Il mondo cambia, non possiamo dormire o, nella migliore delle ipotesi, muoverci al rallentatore. Il PD deve rinsaldarsi con il Paese...... non c'è molto tempo.

Tags: pd, politica, paese     Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 57 commenti - scrivi il tuo commento
Il Pd caro Senatore ha perso il treno con Veltroni. In quel periodo era forse possibile realizzare una politica nuova e più attenta alle dinamiche presenti nel nostro Paese. Veltroni, un soldatino di carta, al primo bum ha mollato subito, incapace di resistere agli attacchi della vecchia politica, parlo di quella dentro il Partito Democratico. Ora si è tornati ad un antico imbarazzante. Utilizzato Franceschini in una prima fase di passaggio (non andava bene perchè non proveniva dalla Chiesa giusta) alla guida c'è il concreto e bravo Bersani, un modello, rivisto e corretto, del Peppone di Brescello. Bravo e capace, grande lavoratore, propone però un modello di partito ingessato, chiuso,da vecchissima scuola, che lo tsunami del cambiamento in atto è destinato a travolgere. Con un centrodestra al minimo storico, sputtanato in Italia e nel mondo, con una Lega che ha fallito sul federalismo, che ha appoggiato iil Governo più romano-centrico di sempre e divisa dalla lotta per la successione al Rais di Gemonio, il PD nei sondaggi, che varranno quello che varranno, non riesce a salire nei consensi. Un caso unico in Europa. Come mai? Se lo chiede questa dirigenza del Pd? Mantenere senza voler cambiare nulla la vecchi struttura, i vecchi riti, le vecchie modalità operative, significa porre il Pd in un' area di conservazione che pensa al modello socialdemocratico come unico ed insostituibile punto di riferimento. Il centro-sinistra vincerà anche le elezioni, ma un Pd debole dentro una coalizione composita, resterà in mezzo e verrà schiacciato, verrà sbattuto di qua e di là dal nuovismo vendoliano (in realtà neocomunismo) a sinistra, e ed ildemagogico giustizialismo dell' IDV verso destra.Considerando poi che un eventuale terzo polo (magari risicatino) comunque qualcosa proddurrà e raccoglierà dal punto di vista elettorale, la vedo grama, ma porprio grama. Banale dirlo ma più ampio è il tuo spazio elettorale e più voti potrai raccogliere. Se li riduci in questo modo non hai grande vita o dovrai accettare mediazioni continue subendo ricatti politici ricatti da alleati ingombranti ed un po' fuori dal mondo (come sono infatti Sel e Idv). Un po' di iscritti e di organizzazione vecchia maniera, un tantino di CGIL, Emilia Romagna e Toscana non bastano più per essere un grande partito nazionale, un partito che io per primo faticherei a votare. Sono stato più lungo del solito e mi scuso, ma l' argomento mi coinvolge molto oltre farmi incazzare non poco.
Scritto da Borghi S. il 21/10/2011 alle 14:37
Mi ritrovo pienamente nel suo post e nella "pizza chilometrica" di @Borghi S. Il Pd aveva detto che avrebbe mischiato le culture di provenienza, non lo ha fatto. Significativo. O si pensa ad un soggetto nuovo del centrosinistra o il PD sarà marginale. Il passato è importante da ricordare, come la Storia, ma non va riprodotto malamente. L'ho scritto su questo blog e su quello di Adamoli innumerevoli volte: anacronismo, questo atteggiamento si chiama così.
Scritto da paperoga il 21/10/2011 alle 15:10
Perfetto Senatore, e perfetti i commenti che mi hanno preceduto. Non siamo in pochi a pensarla in questo modo. Un mio amico iscritto al PD del quale mi fido ciecamente, mi ha detto che all' ultimo congresso ha visto portare a braccia vecchi e malandati ex-comunisti a votare per Bersani. Per l'amor di Dio, hanno diritto di esprimere il voto anche loro, ma a me sono venuti in mente i vecchi congressi della DC. Un tuffo nel passato di oltre trent'anni. Altro che nuovo partito, ma dove vogliamo andare!! Poi ci si chiede come mai a Varese hanno prima osteggiato l' Oprandi e poi, nonostante il gran de successo soprattutto personale, l' hanno messa da parte. E' tutto naturale è tutto normale. Normalizzazione infatti è una parola dall' antico sapore leninista, ma è attuale eccome se lo è.
Scritto da piero ribolzi il 21/10/2011 alle 15:19
Non andiamo lontani, stiamo a livello locale e lasciamo perdere i Bersani, i Franceschini, D' Alema o Renzi. Da noi c'è troppo inquadramento, poca capacità di analisi e nessuno apertura al cosidetto nuovo. Salvo dal naufragio generale solo Alessandro Alfieri e Lei.
Scritto da un rottamatore il 21/10/2011 alle 15:36
E' bravo a far chiacchiere Senatur, poi magari la realtà delle cose è meno drammatica. Va beh. Mi tolga una curiosità. Diciamo che conosco bene la realtà del Pd varesino anche rispetto quelli che sono i suoi andamenti interni. Da un po' le volevo chiedere come mai nei commenti ai suoi post, a parte il Molinari del quale a più riprese abbiamo parlato, come mai nessuno o quasi nessuno del suo gruppo provinciale di Area Democratica, scrive sul suo blog? (forse qualcuno ma in forma anonima) La cosa è abbastanza singolare ed evidente. Non è ovviamente obbligato a rispondermi.
Scritto da Aspide il 21/10/2011 alle 16:02
Prima o poi qualcuno la capirà in questo benedetto partito. Non bisogna rassegnarsi e continuare a lavorare in una certa direzione.
Scritto da claudio colombo il 21/10/2011 alle 16:21
Non sono obbligato a parlarne semplicemente perchè, caro @Aspide, l'ho già fatto più volte. Il blog non è la 'voce del partito' e, tanto meno, un bollettino di corrente. Qui scrive solo chi ha piacere e voglia di farlo, senza limitazioni e senza che io debba invitare, forzatamente o meno forzatamente, chicchessia a commentare i miei post. Stop.
Scritto da paolo rossi il 21/10/2011 alle 16:34
Bella, classica ed abile risposta democristiana. Sta di fatto che, a parte rare eccezioni, quei suoi presunti amici di componente non scrivono sul suo blog, non ci scrivono proprio mai. Un problema, del resto, più suo che mio.
Scritto da Aspide il 21/10/2011 alle 16:48
Ok @Aspide, allora vediamo.................fammi venire in mente un' altra scusa plausibile.................ah sì, ecco: sono persone molto timide e riservate. A bientot.
Scritto da paolo rossi il 21/10/2011 alle 16:57
Il Pd non ha appeal tra i giovani. E' vero, se ne sta schiacciato in uno spazio ristretto e si propone, in sostanza, come una forza tradizionale, vecchiotta, superata. lo vedo tra i miei coetanei i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, sono totalmente disinteressati alla politica. Il voto per loro è una scelta un po' emotiva, momentanea, superficiale. Un partito che si candida al nuovo ed alla guida di un paese in queste condizioni dovrebbe esserne conscio ma cos' non è o non appare. Un partito aperto un partito che dà l' idea di essere per la gente, solo questa puo' essere la soluzione. Sinceramente non ne vedo altre anche se confesso la mia igno ranza in materia.
Scritto da miriana il 21/10/2011 alle 17:24
Il PD deve rinsaldarsi con il paese e deve guardare agli indecisi alle schede bianche a quelli che non votano,come? Dicendo quello che farà da grande ,come intede porsi rispetto a questa crisi,come pensa di stuzzicare l'appetito per far tornare questo paese ad essere produttivo,come intende ridurre i costi della politica(abolire le provincie non significa cambiarne il nome)come intende programmare un nuovo welfare penso però che per far questo servano nuovi cervelli-
Scritto da luigi il 21/10/2011 alle 17:30
Qualche domanda per tutti:Ma cos'è il PD?Cosa propone?Che società sogna?Quali soggetti sociali vuole rappresentare?(ad esempio il mondo del lavoro del lavoro dipendente è senza rappresentanza politica da almeno 25anni tanto che i lavoratori, precari e non, sono sempre più abbandonati al loro destino).Le risposte a queste domande forse sono la chiave di lettura circa il futuro di questo partito,di ciò che è o non è,di ciò che potrebbe essere o meno.
Scritto da emmezeta il 21/10/2011 alle 18:25
Il Pd è conservatore. Lo è per come si rapporta con la società e per come è strutturato. Modello anni '70. Non ci siamo. A Roma come a Varese, un vero peccato.
Scritto da Antonio il 21/10/2011 alle 20:57
Nonostante il casino e la disfatta che del centrodestra, i sondaggi ci danno intorno al 27-28%. Questo è il punto D'Alema sarà intelligente ma è stracotto, Veltroni ha mollato alla prima difficoltà, Franceschini e Letta non hanno quella marcia in più, sono due bravi studentelli e tutto finisce lì, Bersani puo' essere un buon Ministro ma per il partito ci vuole uno con più sprint e che abbia voglia di misurarsi con la società in maniera adeguata ed elastica, non una cariatide stile pci rinnovato. Renzi sarà pieno di difetti ma è aperto, nuovo, gioviale e usa un linguaggio che la gente capisce. Non si diventa del resto sindaci in una città come Firenze per caso, sbaragliando la vecchia guardia degli ex-pci. Non c'è solo fumo c'è sostanza. Ma i nostri dirigenti faticano a capire, ad accettare ed a comprendere. Stanno disperatamente attaccati alla loro storia, ed alle loro poltrone. senza gioia, senza inventiva, senza palle. Hanno il loro vecchio modello in testa e via andare. Di Varese neanche parlo, sono. dei mediocri senza spessore, coraggio. Si appellano alla politica tradizionale, quella della vecchia scuola e ne sono solo una triste caricatura e qui mi fermo. Mentre altri pensano di farsi belli e di vivere un loro vuoto protagonismo nella scia della Lega, lei Senatore prenda l' iniziativa, esca allo scoperto, sarebbe un riferimento per molti dentro e fuori questo partito nuovo solo nella sua estetica.
Scritto da una rottamatrice il 21/10/2011 alle 21:13
Scusa se insisto anch'io Senatore ma questa volta @Aspide ha ragione da vendere ed il problema che ha sollevato è reale, c'è tutto. Consegneranno, se non lo hanno già fatto, quello che rimane del tuo gruppetto nelle mani del leghista rosso. Ti sei fidato di persone sbagliate, invidiosi e falsi amici gente modello Giacobbe con le lenticchie. Politicamente dei morti di fame, Il cameriere del Bersani locale ti vuol far pagare il fatto che a Varese ci hai voluto mettere il naso proponendo Luisa Oprandi. Che tristezza vedere gente scrivere da mezzo intellettuale e comportarsi di piccolo ras del quartierino. Comunque stai all' occhio.
Scritto da ex-margherita il 21/10/2011 alle 21:34
Vedo che siete molto uniti voi del Pd. Rob de matt can e gatt.
Scritto da Pontida il 21/10/2011 alle 21:44
Ma da che zona della Gallia provieni @Pontida. Io quel proverbio non l'ho mai sentito. E' proprio vero che non si finisce mai di imparare dagli uomini di cultura.
Scritto da paolo rossi il 21/10/2011 alle 22:00
Senatore, quando vuole sa anche essere simpatico. Una domanda visto che si parla anche di pd locale. Andrea Civati giovane ex-diesse ed attualmente consigliere comunale di Varese, sta ancora con i rottamatori o è passato con i più rassicuranti A.A. (Adamoli -Alfieri) rappresentanti di Letta in provincia di Varese?
Scritto da Aspide il 21/10/2011 alle 22:31
Senti @Aspide, la tue provocazioni sono noiose e senza fondo, ma la mia pazienza ha un limite. Non so, non mi interessa e per me non ha alcuna importanza sapere dove o con chi è collocato nel PD varesino Andrea Civati. Ti basti sapere che lo considero un giovane intellettualmente onesto, serio e capace e che per lui nutro unicamente sentimenti di ammirazione e di stima assoluta. Ora vai pure a dormire che è finito Carosello (poi ai più giovani spiegheremo di cosa si tratta).
Scritto da paolo rossi il 21/10/2011 alle 22:53
Dillo chiaro e forte Paolo, io su questa strada ti seguo ciecamente anche se vivo un sentimento ideologico diverso dal tuo. La politica sta cambiando e molto, è necessario capire ed adeguarsi senza rinnegare le proprie idee. In particolare è fondamentale non rimanere attaccati, da nostalgici, ad un passato che va sempre considerato ed onorato ma che oggi non c'è più.
Scritto da un tuo amico destroso il 21/10/2011 alle 23:05
Sul partito io non la penso come Lei. Non ho però difficoltà ad ammettere che più passa il tempo, e più l' ammiro.
Scritto da E.F. il 21/10/2011 alle 23:15
Sorprendente la sua efficace purezza politica, sa di acqua di montagna. Forse una speranza c'è.
Scritto da Adriano il 21/10/2011 alle 23:31
E' per lei Senatore Rossi, non come monito ma come riconoscimento: " Dimorando, fallo vicino al terreno. Pensando, attieniti alle cose semplici. Governando, non tentare di controllare. Nel lavoro, fa' ciò che ti piace. Nell' amicizia, sii sempre presente". (Tao Te Ching). Grazie.
Scritto da Lao-Tsu il 22/10/2011 alle 00:03
@Lao-Tsu è semplicemente perfetto.
Scritto da sinistradeluso il 22/10/2011 alle 00:17
Signor @Borghi S., se la CGIL non fosse organizzata e strutturata, come dice Lei, un pò all' antica, oggi il Sindacato, e di conseguenza i lavoratori, ben al di la dei vari bla bla bla , starebbero peggio di quanto non stiano ora. C'è altro da aggiungere?
Scritto da un sindacalista pd il 22/10/2011 alle 01:07
Paese è sinonimo di nazione ma in sostanza il termine è uno svilimento. Ci siamo rimpiccoliti: impero, nazione, paese. La democrazia ha contribuito in massima parte a questa svalutazione. La classe politica democratica promana dal basso e si regge sul numero che, come diceva Eraclìto (mi raccomando, l’accento sulla i), non ha in sé alcuna virtù. Il numero è natura morta, indica ma non spiega. Non spiega perché un governo debba continuare a prevalere per un numero, uno solo e magari raccattato nell’infimo. L’Uomo da sempre cerca di elevarsi ma i moderni sistemi politici deprimono il suo sguardo e i suoi orizzonti. In questa posizione quadrupedica, ridotto a base, l’uomo, con la u diminuita, deve scegliere, e la sua non potrà che essere una scelta entomologica. La politica ha abbassato l’uomo a mero elettore, consumatore, contribuente. Niente altro. Quando la Politica, elevandosi, (ri)considererà l’Uomo in un disegno più alto potrà “rinsaldarsi” con la sua comunità di popolo.
Scritto da Filippo Valmaggia il 22/10/2011 alle 08:29
Marantelli, Molinari, Montalbetti tre emme di emme.
Scritto da Uno che lascia il 22/10/2011 alle 10:07
Senatore, io sono padano, il resto non conta e la Gallia non c' entra un fico secco. @Filippo Valmaggia scrive delle cose che uno come me fatica a capire. Alla mia età non mi metto più a studiare e le mie basi sono elementari, quelle di un uomo semplice. Valmaggia fa parte di un gruppo di eletti, io sono uno del popolo. Insomma, un voto in più è un voto in più. Ci si conta e si decide. Gli altri sistemi si chiamano dittature e lì decide sempre e non qualche volta come nelle democrazie, il più ricco, il più prepotente e spesso il più stronzo.
Scritto da Pontida il 22/10/2011 alle 11:08
Ho sbagliato, volevo dire Mirabelli, questa la terza emme di emme. Montalbetti non c'entra niente.
Scritto da Uno che lascia il 22/10/2011 alle 11:53
Paolo, insisto. Il Pd è saldamente nelle mani di chi ha una concezione socialista e di sinistra. Non andrete lontani e l' Udc con voi non verrà mai con voi a meno che la palla non volete passarla a Casini.
Scritto da ex-margherita il 22/10/2011 alle 16:50
Inutile sperarci. Questo Pd ha preso il peggio della vecchia sinistra. Ci fossero primarie libere nel centrosinistra per designare il candidato di tutta la coalizione Vendola e Renzi metterebbetro Bersani alle strette. Il Partito Democratico è come una donna non particolarmente piacente che cambia vestito e si trucca. Alla fine uscirà di casa anche presentabile, ma rimane una brutta donna, non c'è niente da fare.
Scritto da un vendoliano doc il 22/10/2011 alle 19:51
La divisione che si è realizzata a Varese in casa ex-margherita per la vicenda Oprandi tra lei ed il segretario cittadino Molinari ha avvantagiato il gruppo di Marantelli, i più conservatori e vecchi politicamente di tutti, una componente che era ormai alla frutta. Mentre Alfieri si comporta da vecchio democristiano riuscendo, nonostante tutto, ad appare come un innovatore, i rottamatori distruggono e non sono buoni di fare una proposta seria che sia una. Questa è la desolante fotografia interna ad un pd diviso e rissoso. Ma così dove vogliamo andare!! Salvo lei Senatore, non tanto per la politica ma perchè almeno è simpatico e riesce a dire qualcosina di nuovo fuori dal grigiore generale. (è un po' poco ma in tempi di vacche magre bisogna accontentarsi).
Scritto da Pd indipendente il 22/10/2011 alle 20:06
Senatore, a parte qualche brutta faccia, qui si respira aria fresca. Lei è simpatico e coraggioso. Perchè non fonda un partito? Da quello che leggiucchio lei non mi sembra così ben inserito nel PD. Lei è uno che recalcitra e prima poi dietro si trova il fossato.
Scritto da Ranuccio il 22/10/2011 alle 20:15
Mumble mumble, @Ranuccio a ben leggere sembreresti un simpatizzante del Senatore, ma a pensarci bene, riflettendo un attimo su stile e contenuto, potresti anche essere quello che il fossato lo scava conto terzi.
Scritto da paperoga il 22/10/2011 alle 21:37
Vedo anzi leggo ora @un sindacalista pd. Il sindacato, soprattutto la CGIL è l' organizzazione più vecchia e conservatrice che ci sia come struttura e come contenuti. La funzione del Sindacato è fondamentale ma se non ci si da una mossa, se non cambia radicalmente e non ci si rinnova, verrà inevitabilmente travolto.
Scritto da ex cislino il 22/10/2011 alle 21:44
@paperoga mumble mumble è proprio da fumetto come te. Sei simpatico ti leggo come leggo sempre tutto da tempo. Sì, sono un simpatizzante del senatore e mi faccio i fatti miei. Capito? Non mi manda nessuno. Chiaro? E non sono uno che le manda a dire. Sono stato l'unico a consigliare il suicidio a qualcuno che non nomino e a dargli del pazzo.
Scritto da Ranuccio il 22/10/2011 alle 22:21
@Ranuccio sei un pò nervosetto, si capisce, ma sei simpatico. Ti confesso però che quella del suicidio non l'ho capita. Forse sono un tantino stanco, magari mi puoi aiutare tu.
Scritto da paperoga il 22/10/2011 alle 22:56
Simpatizzo per il Pd, caro Senatore, ma non capisco sia a livello nazionale che a livello locale, tutte queste vostre divisioni interne. Insomma, voglio dire che non dovrebbe essere così difficile avere buoni rapporti tra persone della stessa squadra. La politica abbiamo tutti imparato a conoscerla, possibile che, ripeto, dentro al pd, non si riesca a trovare una soluzione ed una via di intesa. In fondo non è cosa così complicata. Anche la gente più semplice lo capisce e fornisce sempre consigli utili.
Scritto da Antonio il 22/10/2011 alle 23:21
Caro @Antonio, un proverbio spagnolo dice: "Parlare di tori non è la stessa cosa che essere nell' arena".
Scritto da paolo rossi il 22/10/2011 alle 23:54
Molto bella e pertinente la sua "-risposta-" ad @Antonio.
Scritto da E.F. il 23/10/2011 alle 00:16
Ed ora nel Pd anche i "ricostruttori". Che tristezza, oltre che nel centrodestra anche in quello che doveva essere un grande partito popolare e riformista, le stesse deformazioni, i. personalismi, le sgomitate, i colpi bassi ed il vuoto, tanto vuoto.
Scritto da Adriano il 23/10/2011 alle 18:40
Sembrate la Democrazia Cristiana. Questi gruppi interni non indicano vivacità culturale, ma solo ricerca di spazi di potere. Che siano soprattutto giovani i protagonisti di queste iniizative e molto indicativo. . C'è anche il gruppo dei quarantenni guidato da due o tre giovani-vecchi emanazione dei grandi capi Pd. Mi hanno detto che i varesini, abbondantementte sopra i 50 Marantelli e Tosi, ne fanno parte. Siamo a posto, il nuovo che avanza!
Scritto da Guevara il 23/10/2011 alle 18:58
Pd o non Pd la verità è che la gente è impazzita. Se nella vicina vizzera vince uno come il Bignasca ( ma dico, l' avete guardato bene in faccia?), vuol dire che non c'è proprio più speranza.
Scritto da indignato il 23/10/2011 alle 21:31
Quanti galletti sinistroidi che si azzuffano per nulla . Siete troppo impegnati a farvi le scarpe e vi dimenticate di fare un'opposizione seria . Squallida immagine di un' Italia senza via d'uscita .
Scritto da Celtico il 23/10/2011 alle 22:36
A va bene, se l' opposizione la fa @Celtico siamo tutti più tranquilli.
Scritto da vendoliano doc il 24/10/2011 alle 07:21
@vendolianodoc non faccio il politico di mestiere . Tu aggiungerai : "per fortuna" . L'opposizione la faccio nella vita di tutti i giorni , a modo mio senza dover rendere conto a quelli come te che propugnano ancora i principi del comunismo . Pensate di salvare il paese , tutti insieme democristiani e comunisti e molto altro ? Auguri ! Siete lontani anni luce dal popolo . Una sola certezza per voi comunisti : non passerete mai . Che ti piaccia o no , non ci arrenderemo mai .
Scritto da Celtico il 24/10/2011 alle 08:00
@Celtico ha ragione. La prova? Bastava sintonizzarsi ieri sera sulla 7 e assistere alle schermaglie fra Matteo Renzi e Sergio Cofferati (se non sbaglio entrambi esponenti del PD ...). Se ne sono dette con un livore inusitato e non è stato soltanto uno scontro generazionale come hanno cercato di far credere. Chi vota PD oggi, nel suo intimo, ama la frusta e il cilicio. E un paio di tacchi a spillo piantati nel costato.
Scritto da Filippo Valmaggia il 24/10/2011 alle 11:02
@Celtico, io non sono comunista e tu non devi rendermi conto di niente, ci mancherebbe. Ho espresso solo un pensiero ironico. @Filippo Valmaggia ha perfettamente ragione.
Scritto da un vendoliano doc il 24/10/2011 alle 13:40
Provo rispetto per @Filippo Valmaggia, persona seria e colta che non fa mistero del suo credo. Dire che il Pd è conciato male mi pare evidente. E' ancora in corso il tentativo di realizzare un soggetto politico post-ideologico che possa tenere insieme, sull' idea del riformismo popolare, identità diverse. Un tentativo disperato , lo riconosco, ma non impossibile. Pluralismo per uno che la pensa come Filippo, e lo capisco, non puo' che essere "ostrogoto" stretto. Una lingua che il nostro amico, visto che è intelligente, potrebbe anche imparare in un attimo, ma che per lui è idioma da rifiutare categoricamente.
Scritto da un rottamatore il 24/10/2011 alle 13:58
@rottamatore. La “vera dominazione popolare”, contro qualsivoglia democrazia capitalista, e finto pluralista, è quella rappresentata da un solo Uomo che sappia coagulare le istanze di una intera comunità di popolo. Partiti, sindacati, associazioni, organizzazioni di ceto e di interesse andrebbero spazzati via, dispersi. Utopia? Jawohl! Ma tutto torna. Circa la mia intelligenza (e ringrazio @rottamatore di presumerla) nutro quotidianamente dubbi.
Scritto da Filippo Valmaggia il 24/10/2011 alle 14:55
@Filippo Valmaggia, uno che risponde come fai tu non è solo intelligente, è anche modesto. Peccato tutto questo spreco di qualità (non lo scrivo con ironia) per poi avere una concezione dell' uomo, della vita e della politica un po'...primordiale. Quasi, quasi religiosa...
Scritto da un rottamatore tris il 25/10/2011 alle 07:24
Valmaggia non ha una visione religiosa della politica e della storia, caro il mio rottamatore, ma una visione necrofila.
Scritto da Giorgio Piras il 25/10/2011 alle 12:12
@filippovalmaggia per quanto riguarda la totale abolizione delle organizzazioni di ceto mi sembra che la tua teoria strida con l'esistenza delle corporazioni in epoca fascista . O sbaglio ?
Scritto da Luca Fava il 25/10/2011 alle 14:03
@Luca Fava. Per la verità pensavo al Terzo Reich. “Dominazione popolare” è una definizione goebbelsiana. In tutti i modi, non credo si possa parlare di organizzazioni di ceto parlando delle corporazioni fasciste. Le organizzazioni cui facevo riferimento sono quelle capitaliste, egoiste, votate al solo profitto, con interessi slegati da quelli della nazione (si diceva una volta …).
Scritto da Filippo Valmaggia il 25/10/2011 alle 16:21
@Giorgio Piras. Sono i morti che ci governano. Chi ha fatto le leggi? I morti. Chi le consuetudini cui ci conformiamo? I morti. Chi ha dettato le regole di comportamento cui ci atteniamo? I morti. In un processo, prima di emettere un giudizio, il magistrato compulsa i codici scritti dai morti. Noi tutti, per dare autorevolezza alle nostre asserzioni, citiamo i morti (e le lingue morte). La nostra vita non può delirare dal solco tracciato dai morti. I morti vivono nella Tradizione e anche noi, obbedendo a essa, ci candidiamo all’immortalità.
Scritto da Filippo Valmaggia il 25/10/2011 alle 16:22
Per rispondere con ritardo a paperoga mi dà la possibilità il commento di Valmaggia. Non volevo più nominarlo ma era proprio a lui che un anno emezzo fa sul blog di Adamoli auguravo (per ridere) il suicidio. Sempre a parlare di morte, sempre a parlare di morti!
Scritto da Ranuccio il 25/10/2011 alle 18:10
La democrazia non è il miglior sistema politico ma è l'unico possibile. Imperfetto ma non fa disastri.
Scritto da Franco il 25/10/2011 alle 20:19
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