Fai vincere la lealtà verso i cittadini e verso il Paese.
Paolo Rossi   rossi_paolo@camera.it
inserito il 14/1/2017 alle 00:03

 In Italia, Varese inclusa, il tracollo di iscritti al Partito Democratico è evidente ed omogeneo in tutto il territorio. I massimi dirigenti minimizzano. Fanno male. Il problema, a dire il vero, non è solo del Pd, riguarda complessivamente la politica, il sistema dei partiti ed il loro ruolo. Le organizzazioni politiche, fino a qualche tempo fa e per lungo tempo, hanno rappresentato un positivo ed utile spazio partecipativo oltre che luogo di confronto e mediazione posto tra le istituzioni e la cittadinanza, un ruolo fondamentale e prezioso. Nel frattempo è cambiato il mondo, l' informazione e la comunicazione sono divenuti sempre più immediati e diretti. Quel ruolo è stato dunque bypassato. Non comprendere questa condizione rappresenta non tanto una semplice lacuna, bensì una miopia grave. L' idea di un partito strutturato è anacronistica, l' alternativa del 'partito leggero e fluido', una mistificazione che ha portato ad una parossistica personalizzazione della politica, quindi ad una vera e propria oligarchia. I risultati di questo 'scollamento' sono evidenti. La finta democrazia del web ha, per esempio, generato consensi intorno ad un movimento populista come quello dei pentastellati che risponde ad una società privata controllata da pochissimi. La gente, travolta ed esasperata da fatti ed avvenimenti negativi, sembra non accorgersene e considerare questo aspetto come insignificante. Nel Pd, è grave non avere la forza e la volontà culturale, prima che politica, di preoccuparsene ed almeno provare a pensare.

 

Tags: partecipazione, partiti, pd     Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 47 commenti - scrivi il tuo commento
Non mi è difficile condividere su tutto il fronte. La società è cambiata o sta cambiando nella sua ossatura, i partiti ed il PD in particolare, come unico partito realmente strutturato, ballano tra una concezione relegata al secolo scorso ed il vuoto attualmente in auge. Non sono in grado di adeguarsi alle nuove trasformazioni sociali. Soprattutto è vero quel che affermi. Nessuno se ne occupata, nessuno se ne interessa tutti infilati nell' immediatezza e nella frenesia di questi nostri "tempi moderni".
Scritto da Ambrogio il 14/1/2017 alle 07:51
Caro Rossi il problema è scottante ed è quello di come la democrazia deve cambiare di fronte al cambiamento della società. Vero il discorso del ruolo di mediazione dei partiti. Aggiungo che una volta la politica indicava una strada, oggi la insegue. Non so se sia giusto o sbagliato. La storia del partito consistente di antica concezione e di quello leggero è in ballo da qualche anno. L' impressione è che al vecchio partito strutturato sia subentrato il nulla come hai ben indicato nel commento.
Scritto da claudio colombo il 14/1/2017 alle 08:17
Tu stesso on. dici che la vecchia concezione di partito è cambiata, dopo non ti va bene un partito più moderno e snello. Certo si può e si deve fare molto di più ma non mi sembra che siamo rimasti fermi. Le stesse primarie sono il massimo che la politica può fare a livello di consultazione della gente e degli elettori.
Scritto da Anacleto il 14/1/2017 alle 08:51
@Anacleto, non ci siamo capiti. O forse fingi di non comprendere. Parlo di una cosa chiaramente distinta per non dire diversa. Mi riferisco infatti al processo di formazione politica ed agli spazi partecipativi per chi vuole intraprendere la militanza in un partito. Sulle Primarie ci sarebbe molto da rivedere, ma, detto questo, nessuno le demonizza, a partire dal sottoscritto. Il mio vicino di casa, iscritto fin da subito al PD e prima ancora ai Ds ecc., non ha voluto rinnovare la tessera. Mi dice in estrema sintesi e con una certa comprendibile provocazione: "cosa serve che io sia iscritto se, quando si decide per qualcosa di importante anche per la mia parte politica di appartenenza,, la signora del piano di sotto, da sempre di destra, decide come e quanto me?". Sembra una considerazione semplicistica e banale. Non lo è.
Scritto da paolo rossi il 14/1/2017 alle 09:17
Tutto vero Rossi. Lasciamo stare le primarie che sono quel pasticcio che sono. Non occorre andare a Napoli o nel nostro martoriato meridione per rendercene conto. Quelle del PD a Varese per le comunali lo dimostrano. Persone di destra, cattolici moderatissimi che sono venuti a votare per un candidato per poi alle elezioni votare nell' altro schieramento. Non sono stati casi sporadici, parlo di decine e decine di persone. Che senso ha una cosa del genere? Qualche idea in molti ce la siamo fatta.
Scritto da Guevara il 14/1/2017 alle 11:54
Non tutto quel che è nuovo può essere considerato migliore rispetto a quanto c'era prima. Un po' come quella polenta da supermercato -pronta subito- dei nostri giorni. Una schifezza che avrebbe fatto inorridire i nostri vecchi. Una pietanza di infima qualità inconfrontabile con la tradizionale farina gialla nel paiolo girata e rigirata con polso fermo (sempre in senso orario, mi raccomando) per diverso tempo. Oggi vogliamo cose buone tutte e subito, ma per quelle ci vuole sempre amore e pazienza. Non tutto è perdita di tempo. Questa attuale semplificazione selvaggia, in particolare della politica, è un castigo divino che stiamo già pagando con interessi usurai.
Scritto da Ceresium il 14/1/2017 alle 12:14
Caro Rossi poco o niente da aggiungere a tutto quanto condivido. Ecco, rimarcherei che anche il sindacato sta attraversando le stesse contraddizioni palesando analoghi limiti, difetti ed incongruenze. Partecipazione e rappresentanza sono temi antichissimi ed importanti che vale sempre la pena considerare e concretizzare evitando la volgare semplificazione dell' accentramento del potere nelle mani di pochi intimi privilegiati.
Scritto da Federica Campi il 14/1/2017 alle 12:43
Se l' alternativa ai partiti della prima repubblica è rappresentata dal potere accentrato nelle mani di pochi, molto meglio rituffarsi nel passato, e non per nostalgia. Questa politica non solo non riesce a dare risposte alle esigenze collettive, si muove scollegata da tutto. Ha ragione il senatore quanto spiega perché in momenti di questo tipo possono crescere fenomeni politici come quelli incarnati da Grillo.
Scritto da pietro magni il 14/1/2017 alle 13:17
@Ceresium ha colto nel segno, come sempre.
Scritto da Mario V. il 14/1/2017 alle 13:46
Questa politica è l' esaltazione dell' effimero da un lato e la concentrazione del potere nelle mani di pochi da quell' atro. Dicevano di Craxi e della prima repubblica quando invece i partiti esistevano tanto nella struttura quanto nelle loro riunioni di direzione e nei congressi. Vi immaginate un congresso con discussione pubblica da parte del M.5S, della Lega, di Forza Italia? Qualche traccia di democrazia forse nel PD, ma siamo da tempo ai partiti personali. Altro che non essere nostalgici!!!
Scritto da Nostalgiasocialista il 14/1/2017 alle 14:08
Dicevo del PD un po' meglio. E' vero ma non esageriamo. Ho letto i nomi che circolano dei nuovi componenti la segreteria nazionale di Renzi. Persone rispettabili fin quanto si vuole. Solo che una volta nella vituperata prima repubblica, in segreteria nazionale ci andava il meglio della classe dirigente di ogni rispettivo partito. Oggi la segreteria è un contenitore di immagine che serve al capo e che non deve disturbare. Qualche giovane, qualche sindaco, qualche illustre trombato e va là che vai bene!!!
Scritto da Nostalgiasocialista il 14/1/2017 alle 14:19
AVVISO PER I NAVIGANTI: se Rossi esce dal PD,gli proponiamo di fondare NS(Nel Sociale)?
Scritto da aldo passarello il 14/1/2017 alle 14:55
Tutto è cambiato, credo in peggio. Quel che mi spiace è una sinistra che non riesce più a rialzarsi, a ritrovare ruolo è una moderna identità. Con tutto il rispetto che meritano, ma se lo fa o se tenta di farlo con Bersani, D' Alema ed il giovane Speranza non ci sono grandi possibilità.
Scritto da Adriano il 14/1/2017 alle 15:02
Il problema non riguarda solo il pd,nel centro-destra di piu' dove in Forza Italia la democrazia interna non esiste e quindi chi non condivide le scelte deve fare scissioni e infatti quasi tutte quelle ci sono state provengono da Forza Italia,anche nella lega c'è una minoranza interna che rivendica nuove primarie nella lega in cui competere senza che il Segretario federale cerchi di vincere con le espulsioni di avversari o senza primarie molti si asteranno ancora anche nei 5 stelle molti stufi.
Scritto da Marco De Rosa il 14/1/2017 alle 15:24
La storia dell' uomo è fatta di ripetuti e continui alti e bassi, come la sua politica. Oggigiorno siamo in pieno basso impero. Ci riprenderemo, ma chissà quando.
Scritto da Massimo Cova il 14/1/2017 alle 19:14
Supercondivisibile. Però occorre anche riconoscere che Renzi un qualcosa in più degli altri ha decisamente fatto. Che il suo progetto sia mezzo naufragato lo deve ad alcuni errori che ha commesso ma in gran parte ad un paese conservatore che di cambiare non si sogna minimamente.
Scritto da Una rottamatrice il 14/1/2017 alle 19:44
I nomi della segreteria se verranno confermati, sono deludenti. Avere segreterie politiche del genere lascia le mani libere al comandante del vapore.
Scritto da mario macchi il 14/1/2017 alle 19:59
In più vorrei dire, complimenti sinceri a Gentiloni. Intervento al cuore e dopo pochi giorni già al lavoro. Non so se sia incoscienza, certamente un bel esempio per la nostra politica. Il premier piace e piacerà sempre di più alla gente che ha bisogno di sobrietà dopo un dosaggio di protagonismo. Darà del filo da torcere ad un Renzi confusionario ed ambuzioso che spera solo di andare presto al voto per ragioni personali con l' idea folle di fare bene.
Scritto da mario macchi il 14/1/2017 alle 20:17
e leggo che il movimento di Grillo, nonostante le corbellerie della loro posizione in Europa, la Raggi paralizzata ed incapace a Roma, avanzano nei sondaggi e sono il primo partito italiano. Che forse qualcuno dovrebbe aprire gli occhi??
Scritto da mario macchi il 14/1/2017 alle 20:22
Tutto vero Onorevole, ma Renzi rappresenta per me una fase politica positiva per l' Italia della politica. Il Paese della conservazione non lo ha voluto.
Scritto da Giorgio Riva il 14/1/2017 alle 21:17
Sono entrato tardivamente nel PD per Renzi, ora ci esco sempre per lui.
Scritto da Pentito il 15/1/2017 alle 08:55
Iscriversi ad un partito è semplicemente una sottoscrizione non un modo o un' opportunità per fare politica. Quando scrivi che in questi anni "è cambiato il mondo" dici tutto. Il ruolo di formazione e mediazione dei partiti non esiste più ed è vero che la politica in generale si è personalizzata all' eccesso. Quello che è assurdo, come sottolinei nel finale del tuo commento, è che anche il PD pensa poco, non vuole riflettere su i suoi errori e su i suoi limiti. I riflessi di questo andazzo sono scontati.
Scritto da ex-Margherita il 15/1/2017 alle 09:21
Il ruolo dei partiti è scomparso. I partiti si sono liquefatti per far spazio ai clan, il più forte vince. Non che i clan non ci fossero prima, ma erano contenuti e governati dentro i partiti stessi.La democrazia adesso si esercita solo con il voto, una volta eletto ognuno è libero di fare, come dice Il sen. Razzi: "li cazzi sua". La classe dirigente finisce per essere selezionata a chiamata e non per meriti acquisiti sul campo. Siamo ormai in una logica azirndale, non in quella politica. E chi ha in mano il pallino non ha interesse a cambiare. Partita persa On.
Scritto da Adriano il 15/1/2017 alle 09:40
Scusa Rossi, la politica è cambiata perché si è modificata la società. Oggi gli strumenti di consultazione sono diversi perché il mondo, come tu stesso sostieni, è diverso. Se oggi è più comodo usare l' auto che la bicicletta, ci sarà pur una ragione?
Scritto da piero ribolzi il 15/1/2017 alle 09:52
@piero ribolzi, tu mi parli della confezione, io del suo contenuto. @Adriano, tutto cambia e si modifica in continuazione.
Scritto da paolo rossi il 15/1/2017 alle 10:31
Il PD è un partito che ha la sua struttura dove vige confronto e democrazia. Questo non si può negarlo sempre che non si consideri democratico vorare al proprio interno ed avere chi guida e chi fa la minoranza. Attraversa i problemi che tutta la politica affronta in questa fase, ma non esagererei ed non andrei oltre con critiche che rischiano di essere sterili e autolesioniste. Voglio dire che non mi sembra il caso di esagerare. Questo non nega a possibilità di migliorane lr condizioni interne.
Scritto da CarloEmme il 15/1/2017 alle 13:13
La politica viaggia al passo con i tempi che cambiano. Nel bene e nel male. Renzi fa il democratico ma nella sostanza si comporta come gli altri capi che ci vengono offerti in questi anni. Ha voluto fare il fenomeno ma non lo è!!!!
Scritto da Un leghista doc il 15/1/2017 alle 13:26
Dico anche che Renzi non sarà il leader perfetto, ma è uno dei pochi che sa fare autocritica e pubblica ammenda, che dimostra nei suoi ragionamenti che una nuova sinistra è possibile, insomma un leader a tutto tondo come si evince anche oggi su Repubblica nella sua prima intervista dopo la sconfitta al referendum. Gli avversari interni ed esterni dovranno farsene una ragione.
Scritto da CarloEmme il 15/1/2017 alle 13:34
La politica dovrebbe anche guidare ed indicare prospettive ad una comunità, non rincorrerla. Ecco esattamente il contrario di quanto fa tutta la nostra attuale politica, a destra come a sinistra.
Scritto da Marcello il 15/1/2017 alle 14:16
C' è molto da fare nel PD anche se rimane l' unico grande partito in cui si dibatte, discute e vira in questo paese, sempre che non vogliamo considerare tali M5S, Lega e Forza Italia.
Scritto da paperoga il 15/1/2017 alle 14:45
Hai ragione On. Rossi, quel ruolo è finito. Il problema è che l'alternativa non può essere quel che c'è adesso e cioè iil vuoto occupato da una politica personalistica devastante e negativa.
Scritto da Antonio il 15/1/2017 alle 15:36
@CarloEmme rassegnati, anche il tuo Matteo ha fallito.
Scritto da Antonio il 15/1/2017 alle 16:10
Penso che @piero ribolzi, come puntualmente ha invece fatto l' onorevole, non abbia colto il senso dell' intelligente ed utile "provocazione", se proprio la vogliamo chiamare in questo modo.
Scritto da Mario V. il 15/1/2017 alle 17:30
Il massiccio calo di iscritti dipende principalmente, a mio avviso, dalla svolta renziana che ha mutato la pelle di un partito nel quale molti, oramai, faticano ad identificarsi. Quel che più dovrebbe preoccupare, tuttavia, è la perdita di consensi, conseguenza di politiche, pure governative, non propriamente di (centro)sinistra e, comunque, rivelatesi sbagliate.
Scritto da domenico nitopi il 15/1/2017 alle 18:03
Non so cosa dovrebbe fare il pd per fare tornare iscritti,uno sconto sulle tessere servirebbe ma di piu' ci vorrebbero incentivi perche' se alle primarie del pd possono votare tutti anche chi passa per caso,giustamente uno si chiede perche' dovrebbe dare soldi per fare quello che possono fare tutti.Senza contare che se possono partecipare tutti c'è il rischio di infiltrati,molti militanti di Forza Italia sono stati invitati a votare alle primarie del pd per aiutare a vincere avversari meno duri.
Scritto da Marco De Rosa il 15/1/2017 alle 18:39
@nitopi, sei ossessionato. La crisi della militanza e la diminuzione di iscritti del PD è colpa di Renzi??? Non ti passa nemmeno di striscio l' idea che forse la questione è un attimino più complessa?
Scritto da piero ribolzi il 15/1/2017 alle 22:41
@nitopi, non so se sia quantificabile la flessione degli iscritti al PD in relazione alla "svolta renziana". Immagino di si, almeno in parte, soprattutto in alcune realtà. D'altro canto non vi è dubbio che il partito leggero di Renzi non richiama folle oceaniche alla militanza. Ciò detto penso che il fenomeno sia legato in particolare ad un "sistema dei partiti" inadeguato che, in generale, non tiene più, oltre che ad una complessiva sfiducia crescente nei confronti di politica ed istituzioni.
Scritto da Ambrogio il 16/1/2017 alle 09:02
Sinceramente l' intervista a Renzi di ieri su Repubblica mi è sembra piatta, senza slancio e respiro. Non si indicano serie prospettive per il futuro, è piena di mezzi slogan e l' analisi del recente voto e dell' attuale situazione, ad essere generosi, è da considerarsi come insufficiente per un leader che vorrebbe rientrare alla guida della barca.
Scritto da Adriano il 16/1/2017 alle 12:08
Penso che Renzi, tra un po' di tempo, verrà rivalutato anche da molti attuali detrattori. Un classico della politica italiana e non solo italiana. È per esempio capitato a Romano Prodi, ridicolizzato anche da buona parte della sinistra italiana e, dopo qualche anno, quasi santificato.
Scritto da Giorgio Riva il 16/1/2017 alle 12:49
I dolori del giovane Renzher
Scritto da Ceresium il 16/1/2017 alle 13:49
Renzi ha commesso i suoi errori piuttosto gravi, ma la crisi che attraversa questa stagione politica è più profonda e scomoda riflessioni che non riguardano unicamente l' Italia.
Scritto da pietro magni il 16/1/2017 alle 19:26
Internet ha rivoluzionato il mondo. E' strumento prezioso di comunicazione la cui straordinarietà globale è fuori discussione, ma deve essere utilizzato con scrupolo, altrimenti può far male. Può essere anche strumento di democrazia, se lo si maneggia con la testa, soprattutto in questa sua fase tutto sommato iniziale di vita. Demonizzarlo è da antidiluviani perché può essere un'importante ed utile veicolo di consultazione tra e per la gente.
Scritto da Anacleto il 17/1/2017 alle 07:51
Ho letto l' intervista a Renzi su Repubblica, l' autocritica c'è. L' analisi del voto referendario e dell' attuale situazione politica non è invece all' altezza di un grande leader.
Scritto da paperoga il 17/1/2017 alle 15:28
@paperoga, ormai la solfa è sempre la stessa. Se Renzi dice A avrebbe dovuto dire B, se dice B avrebbe dovuto dire A. -Che barba, che noia- si lamentava Sandra Mondaini con il marito Raimondo.
Scritto da piero ribolzi il 17/1/2017 alle 18:59
@ribolzi, guarda che sono fra i meno critici di Renzi. Se però ho trovato quell' intervista insufficiente per quanto riguarda l' analisi del recente voto, sarò libero di esprimerlo o non si può.
Scritto da paperoga il 17/1/2017 alle 23:38
Puoi esprimere quel che vuoi @paperoga, tanto viviamo i tempi dei voltagabbana.
Scritto da piero ribolzi il 18/1/2017 alle 12:10
Il vero volto politico di Grillo, piano piano, sta emergendo. Il suo paraculoso atto di vassallaggio a Trump e Putin sta venendo fuori grazie alle sue stesse pubbliche dichiarazioni. Per me davvero solo preoccupazione e nessuna sorpresa. Spero che morda qualcosa nella coscienza di tanta gente di 'sinistra' che ha avuto ed ha l' ardire di votarlo.
Scritto da paolo rossi il 22/1/2017 alle 13:21
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