Ascoltare e lavorare insieme.
Stefano Tosi   tosi@tosi.it
inserito il 14/7/2010 alle 14:11

I nostri timori sono stati confermati. Venerdì scorso Nando Dalla Chiesa è stato alla Festa Democratica della Schiranna per parlare di mafia e del pericolo di infiltrazioni in Lombardia. Durante il suo incontro ha espresso preoccupazione per la limitazione dell’uso delle intercettazioni, cosa che non andrebbe a penalizzare solo l’informazione, ma anche le indagini giudiziarie. Proprio quel giorno, su questo blog, avevo pubblicato un post dal titolo “la criminalità organizzata in Lombardia”, nel quale davo qualche dato relativo al fenomeno.
Ieri un blitz ha portato all’arresto di oltre 304 persone, molte nella nostra Regione. I reati di cui sono stati accusati sono appartenenza ad associazioni di tipo mafioso, traffico di armi e stupefacenti, omicidio e usura. È stato scoperto il tentativo di infiltrarsi negli appalti dell’Expo 2015.
Possiamo definire da allarme rosso la situazione della Lombardia. Emerge, infatti, un quadro di legami quotidiani e costanti fra la criminalità organizzata, ambienti collusi ed esponenti politici. La nostra regione per la sua ricchezza è una delle trincee più delicate nella lotta ai fenomeni criminali organizzati. Non si può sottovalutare nemmeno per un secondo il segnale che è arrivato.
Non dimentichiamo che anche le istituzioni possono essere a rischio. La criminalità organizzata tende a mettere al comando “uomini capaci di portare avanti i suoi interessi”.
I politici sono visti parte del “capitale sociale dell’organizzazione criminale” – la definizione è dei pubblici ministeri Ilda Boccassini, Alessandra Dolci, Paolo Storari e Cecchelli ed è riportata nell’ordinanza di arresto a carico di Salvatore Strangio e altri quattro indagati del gip Giuseppe Gennari -.

Commenti dei lettori: 7 commenti - scrivi il tuo commento
Condivido pienamente caro Stefano. Sull' argomento consiglierei la lettura di 'La peste di Milano', uscito un annetto fa, di Marco Alfieri. Lungimirante, 'coraggioso' e dettagliato.
Scritto da paolo rossi il 14/7/2010 alle 14:39
Mi dispiace non essere stato presente alla conferenza del dott. Dalla Chiesa , mi sarebbe piaciuto esserci per capire come valuta la dicotomia di questo governo, spaccatro tra l'azione di Maroni, tutta proiettata contro la malavita organizzata e l'alimentazione della cultura del " prima di tutto il business" di cui sono alfieri " cricche " e " P3" nate sotto l'ombra fertile dl Cavaliere. Chissà forse alla fine non si treatta di una dicotomia escludente.
Scritto da giovanniderosa il 14/7/2010 alle 16:53
Non voglio commentare la demagogia, ma gli altri anni dov'era il Ministro degli Interni e non per ultimo quello del Gov Prodi e precedentemente ancora il (grade) ora accusatore ex ministro Pisanu, ci voleva un Min.Leghista come Maroni è!!Tutti sapevano ricordatevi il TUTTI non puntiamo il dito sempre sugli altri altrochè Nando già ai tempi si denunciavano le ditte che facevano trasporto terra all'ospedale di Varese da dove venivano?E Lei dov'era Stefano Tosi..chi governava Varese? Non la Lega...
Scritto da Armando il 14/7/2010 alle 17:03
Nicola Gratteri, il magistrato che sta dedicando la sua vita alla lotta alla mafia si è espresso oggi così: "La 'ndrangheta finirà quando non ci sarà più l'uomo sulla terra" aggiungendo che, però, si può "arginare con un sistema giudiziario forte". Le parole di Gratteri confermano, quindi, che la mafia sia un fenomeno endogeno all'uomo. Ed è per questo che anche il cardinale Tettamanzi, lo scorso dicembre, in occasione del discorso alla città nel giorno di Sant'Ambrogio davanti alle istituzioni
Scritto da Mafalda il 14/7/2010 alle 17:55
regionali e milanesi, ha chiesto un "sussulto di moralità", paventando le possibili interferenze ed infiltrazioni della criminalità organizzata nelle grandi opere legate alla città di Milano e alla nostra regione, in particolare l'Expo. E se lo dice lui - che si occupa anche di "anime" - il problema è veramente endogeno all'uomo e, quindi, Gratteri ha amaramente ragione.
Scritto da Mafalda il 14/7/2010 alle 18:02
L'altra sera Nando Dalla Chiesa ha detto chiaramente che un ruolo fondamentale nella lotta alla mafia l'hanno la scuola, gli insegnanti, le donne. Mamme, maestri e professori che seminano il gusto per la legalità. E poi ha aggiunto che la mafia si serve di amministratori, consiglieri comunali e provinciali, "cretini" che nemmeno si accorgono di cosa passi sopra le loro teste. E ha elencato numeri impietosi. Oggi tanti si stupiscono....
Scritto da Luisa Oprandi il 14/7/2010 alle 20:12
grande armando sempre colpa della sinistra, sempre colpa degli altri. andiamo avanti così che andiam bene. da quando voto io non c'è mai stato un'amministrazione in provincia o in regione che non fosse di questo parte. da 10 anni a questa parte la lega e il PDL han governato per 8 con maggioranze colossali.
Scritto da emanuele martini il 15/7/2010 alle 09:31
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