Ascoltare e lavorare insieme.
Stefano Tosi   tosi@tosi.it
inserito il 8/2/2011 alle 18:16

Ci sono i progetti e c’è il via libera del Cipe. Sono state avviate le procedure di esproprio, i terreni sono stati delimitati e in qualche caso le ruspe sono già sul posto. Eppure esiste il concreto rischio che si blocchino i cantieri della Pedemontana.
Tutto è appeso ad un atto giuridico fermo sul tavolo del ministero dell’Economia (si tratta dell'autorizzazione al cosiddetto «prestito ponte» di 600 milioni di euro che gli istituti bancari dovrebbero garantire alla società che sta costruendo l'autostrada). Il quadro è chiaro: se questi fondi non arriveranno entro la fine di febbraio, slitterà più in là la data di conclusione dei lavori e si rischia non solo di non finire per l’Expo 2015, ma anche di far fallire l’opera.
Ieri, sul blog, ho parlato dell’assenza del Governo e della richiesta della Singapore Airline di fare scalo a Malpensa nel volo Singapore-New York. La richiesta è stata avanzata al Ministero dei Trasporti senza ottenere una positiva risposta. Questo caso che riguarda la Pedemontana è per certi versi analogo. La Pedemontana è un’infrastruttura necessaria ed è una priorità per il territorio, allora è necessario che l’attuale Governo non tradisca dopo che i finanziamenti pubblici sono stati forniti dal Governo Prodi.
 

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