Ascoltare e lavorare insieme.
Stefano Tosi   tosi@tosi.it
inserito il 3/6/2011 alle 18:07

Il premier ha fatto l’ennesima sparata. Questa volta ha detto che i quesiti dei referendum del 12 e del 13 giugno “nascono da intenzioni demagogiche”. Ha definito quello sulla privatizzazione dell’acqua “fuorviante”, quello sul nucleare “un nulla, dal momento che si tratta di norme già abrogate, che non esistono più”.
I referendum sono dunque inutili? Alla faccia… Le decisioni prese con i referendum nascono dall’opinione pubblica e sono vincolanti. Sottovalutarne l’importanza è un errore. La verità è che sarebbe stato meglio affrontare questi temi con maggior lungimiranza invece di approvare leggi spesso pasticciate o che rispondono solamente a alcune esigenze dei membri del governo.
Bisogna tener conto che sull’acqua e sul nucleare l’orientamento dell’opinione pubblica è sempre stato abbastanza chiaro: la maggior parte dei cittadini vuole che il ciclo idrico abbia un governo pubblico ed è contrario a nuove centrali nucleari. Nonostante questo, il Governo è ancora lontano da formulare un piano il energetico nazionale e lo stesso immobilismo riguarda le risorse idriche: non sono stati promossi interventi normativi che portino alla riduzione dei consumi, delle dispersioni idriche e per migliorare la qualità dell’acqua.
Nel frattempo l’Agcom ha bacchettato la Rai per non aver fornire abbastanza informazione sul referendum.
 

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