Ascoltare e lavorare insieme.
Stefano Tosi   tosi@tosi.it
inserito il 19/3/2011 alle 15:57

Mi hanno commosso le testimonianze dei 50 lavoratori di Fukushima che stanno cercando di raffreddare il combustibile nucleare, esponendosi a rischi altissimi. Nessuno ha dubbi sulla pericolosità delle radiazioni. E non si può evitare di fare un paragone con Chernobyl, tanto più che è ancora recente il ricordo dei lavoratori ucraini che nell’86 si sacrificarono volontariamente per tentare di arginare la catastrofe nucleare.
Sono stati ribattezzati “Fukushima 50”: sono 50 degli 800 lavoratori dell’azienda Tepco. Cinquanta eroi. Le e-mail che hanno spedito ai famigliari sono un vero e proprio inno al coraggio. Hanno il sapore delle lettere scritte dal fronte. C’è chi fa come se nulla fosse e pensa alla imminente pensione. C’è chi chiede alla moglie di non preoccuparsi e di avere pazienza. C’è chi è conscio della sua sorte, e l’accetta.
Alla paura si sommano condizioni di lavoro molto critiche e pare che anche il cibo stia scarseggiando. Quei lavoratori stanno lottando per tutti noi, samurai del nuovo mondo.
 

Categoria: Persone
Commenti dei lettori: 2 commenti -
Hai fatto bene a ricordare l'impresa di 50 eroi giapponesi.
Scritto da Devis il 20/3/2011 alle 20:24
Chissą se anche chi nella Tepco ha delle responsabilitą in quello che sta accadendo osserverą il Bushido.
Scritto da Mirco il 21/3/2011 alle 11:07
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