Ascoltare e lavorare insieme.
Stefano Tosi   tosi@tosi.it
inserito il 15/1/2012 alle 17:42

Sono allibito e senza parole riguardo quanto accaduto alla nave Costa Concordia vicinissimo all’isola del Giglio. Non si sa cosa abbia spinto il capitano della nave a scegliere questa rotta.
Perché avvicinarsi in questa misura all’isola è folle.
Una nave di queste dimensioni ha bisogno di spazi adeguati e chiunque sia andato per mare sa come bisogna rispettare le regole, perché il mare non perdona.
L’isola del Giglio infatti, oltre ad essere bellissima, è rocciosa ed anche i fondali che la circondano richiedono particolare cautela.
Sarebbe incredibile se si venisse a scoprire che la rotta veniva cambiata per esigenze “scenografiche” o “spettacolari”.
Quello che è certo è che è mancata la valutazione del rischio, è venuto meno, oltre che le regole, il buon senso che deve animare che è responsabile di tante vite.
Quanto accaduto rischia di lanciare un messaggio negativo sull’affidabilità di alcune nostre strutture, che sono di qualità, ma che molto spesso si rendono protagoniste di incidenti assurdi ed evitabili. Ci troviamo di fronte a navi avanzatissime, ma l’alta tecnica deve ancora di più vedere rispettare le buone norme, perché ne ha tutte le possibilità.
E’ preoccupante come sia stato minimizzato il rischio e come non siano state previste le conseguenze di quanto stava accadendo. Pare, a quanto risulta dalle ricostruzioni, che l’incidente sia stato taciuto fino all’ultimo.
Adesso il pensiero è tutto per i passeggeri. A mancare all'appello, sono ancora quindici persone. Speriamo si riescano a recuperare tutti i dispersi, vittime di una tragedia che poteva essere evitata.
 

Categoria: Persone
Commenti dei lettori: 1 commento -
caro stefano, concordo sulla tua analisi. Aggiungo un particolare non di poco conto. L'armatore Costa Crociere gestisce un patrimonio di navi e passeggeri, utilizzando personale quasi totalmente straniero, il chŔ non Ŕ un problema in se, se non fosse che vengono assunti poveri cristi di variegate nazijonalitÓ (cingalesi, filippini, sudamericani ecc.) senza professionalitÓ e disponibili a essere pagati 1/3 dei nostri marittimi. Solleva il problema verso i nostri nazionali
Scritto da mauro il 15/1/2012 alle 18:02
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