"Insieme costruiamo il futuro."
Alessandro Alfieri   alessandro.alfieri@consiglio.regione.lombardia.it
inserito il 17/5/2012 alle 14:20

Dall’analisi del bilancio preventivo 2012 dell’Azienda Ospedaliera “Macchi” (che comprende i presidi di Varese, Cuasso al monte, Luino e Cittiglio) emerge un taglio di circa 3 milioni di euro (2,91 milioni di euro) dei trasferimenti da parte del Fondo Sanitario Regionale. Sommando altri tagli minori si arriva ad una previsione di 3,134 milioni di euro di tagli complessivi per il 2012 (3,57%).

RIDUZIONE DELLE PRESTAZIONI 

Alla luce di questi minori trasferimenti l’Azienda prevede una flessione dei ricavi per prestazioni sanitarie di 636 milioni di euro. Questo significa che per effetto dei tagli sopra indicati saranno inevitabilmente ridotte le prestazioni sanitarie ai cittadini.

La realizzazione del nuovo monoblocco ha rafforzato l’attività di alta specializzazione dell’Ospedale di Varese, confermata da un aumento del numero di ricoveri e dei casi urgenti e ha migliorato i percorsi di cura riducendo sia il dato della degenza media, sia della degenza preoperatoria” (bilancio previsione AO Varese 2012).

L’aumento del numero dei ricoveri registrati e il contemporaneo taglio dei ricavi previsti da prestazioni sanitarie rischia di portare ad una eccessiva contrazione dei giorni di degenza, facendo di fatto ricadere sulle spalle delle famiglie l'assistenza post operatoria, anche a fronte di un sistema di cure intermedie su cui è ancora prematuro dare dei giudizi nella nostra Provincia. Da tempo abbiamo chiesto i tassi di rientro per verificare quanti ricoveri siano da addebitare a precedenti dimissioni affrettate.

FARMACI DEL “FILE F”

Uno dei pochi dati in aumento è quello relativo ai farmaci del cosiddetto “File F” (tutti quei farmaci distribuiti direttamente dagli ospedali non in attività di ricovero, ad esempio i chemioterapici). Per il 2012 è previsto un aumento della spesa del 9%, a fronte però di un aumento medio annuo che negli anni scorsi si attestava al 18%.

ACQUISTO DI BENI E SERVIZI

Gli acquisti di beni sono in incremento rispetto al 2011 dell’1,4% (1,109 milioni di euro) ma le regole di sistema prevedono un contenimento dei costi dei dispositivi medici a cui l’Azienda dovrà fare fronte con una riduzione prevalente nei presidi chirurgici e nei materiali protesici.

Anche per il costo dei servizi è previsto un aumento dell’1,4% ma prevalentemente concentrato in quelli non sanitari (1,591 milioni di euro).

PERSONALE

La spesa per il personale risulta nettamente in flessione rispetto al 2011. Oltre 2 milioni di euro in meno; la voce più importante è quella del personale a tempo determinato con una riduzione prevista di 1,129 milioni di euro.

POSTI LETTO

Dal capitolo sui posti letto e sul tasso di ospedalizzazione emerge come l’Azienda Ospedaliera di Varese abbia una dotazione di 3,06 posti letto per acuti ogni 1.000 abitanti, un dato inferiore alla media delle altre aziende ospedaliere del territorio (3,37). Un dato da sottolineare è la saturazione dell'ospedale di Circolo, 96,5 % a fronte dell'87,6 % degli altri ospedali dell'azienda e dell'81,6% della media regionale. Questo dato è una delle criticità strutturali che crea sovraffollamento e disagi al pronto soccorso del capoluogo.

Come Partito Democratico abbiamo chiesto di aumentare i posti letto per acuti dell'ospedale di Circolo, rendendo più equilibrata la distribuzione a livello provinciale.

Tags: Tagli, macchi, varese, ospedale     Categoria: Lombardia, Sanità, Persone
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inserito il 9/5/2012 alle 20:29

Oggi il Governo svizzero ha dato mandato di pagamento della seconda rata dei “ristorni” dei lavoratori frontalieri, fondi bloccati da tempo dall’amministrazione ticinese. Un via libera avvenuto dopo l’avvio del dialogo tra i governi italiano ed elvetico in merito alle questioni aperte sul fronte finanziario e fiscale.

E’ un primo e positivo risultato, per il quale abbiamo lavorato a lungo in Consiglio Regionale, così come i nostri parlamentari hanno fatto a Roma. Insieme, ognuno per le proprie competenze, ci siamo impegnati perché si trovasse uno sbocco positivo, che oggi finalmente è arrivato, grazie all’interessamento del Governo. Si è mosso finalmente il sistema Italia, con una sinergia tra Governo nazionale, Regioni ed enti locali, che deve continuare fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi della trattativa. Per i comuni e le comunità locali di frontiera è un risultato importante. Bisogna ora continuare il confronto, che è partito finalmente in modo proficuo, per garantire ai frontalieri l’adeguato trattamento e per risolvere le questioni che riguardano la regolarizzazione dei patrimoni detenuti in Svizzera. 

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inserito il 9/5/2012 alle 12:34

L'Europa non potrà farsi un una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto. L'unione delle nazioni esige l'eliminazione del contrasto secolare tra la Francia e la Germania: l'azione intrapresa deve concernere in prima linea la Francia e la Germania (Rober Schuman, 9 maggio 1950).

 
Come sessantadue anni fa anche oggi il destino dell’Europa è legato a doppia mandata al rapporto tra Francia e Germania. Saprà Hollande dare una svolta alle politiche del rigore? Riuscirà l’Italia a tornare ad essere uno dei grandi motori dell’Europa affiancandosi a francesi e tedeschi?
 

In attesa e con la speranza di due risposte affermative, oggi dobbiamo celebrare la festa dell’Europa per non fermare quel sogno nato il 9 maggio del 1950.

 

 

 

 

Tags: Germania, Francia, festa, Europa     Categoria: Idee e proposte, Persone
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inserito il 8/5/2012 alle 16:58

Ricordo poche elezioni amministrative con un risultato così netto e inequivocabile. La Lega crolla sotto il peso delle lauree in Albania ma soprattutto sotto il peso del fallimento della loro esperienza di Governo. Le sconfitte nei paesi di Bossi e Calderoli sono il simbolo di una disfatta. Il Pdl, orfano del Carroccio, raggiunge uno dei punti più bassi della sua breve storia. Paga la debolezza dei candidati e l’appannamento, forse irreversibile, del suo padre padrone. Il movimento di Grillo sfonda in alcune parti del Paese. Classificarlo come semplice voto di protesta è un errore; c’è anche altro, c’è una richiesta di rinnovamento che non può più essere derubricata unicamente come “antipolitica”.

 In questa cornice il Partito Democratico in Lombardia sirivela quasi ovunque il primo partito, mettendosi a disposizione di coalizioni che si sono rivelate credibili agli occhi dei cittadini. Si dimostra così vincente l’alleanza con tante liste civiche ben radicate sul territorio e la scelta di puntare su candidati autorevoli, impegnati da anni al servizio delle proprie comunità. Dove non vinciamo al primo turno siamo al ballottaggio e spesso lo affronteremo partendo da una posizione di vantaggio. 
 
In Provincia di Varese le vittorie di Besozzo, Cardano al Campo, Sumirago e Marchirolo confermano quanto sopra.  A Tradate dopo vent’anni di governo leghista siamo in testa dopo il primo turno grazie al bel risultato di Laura Cavalotti. A Cassano Magnago, altro feudo del Carroccio, affronteremo il secondo turno partendo dal 40% raggiunto da Mauro Zaffaroni. 
 
Ora bisogna completare il lavoro. Ci aspettano quindici giorni di ulteriore campagna elettorale, una sfida difficile ma non meno affascinante. A Laura, a Mauro e alle donne e agli uomini che stanno con entusiasmo e passione sostenendo le loro campagne elettorali, buon lavoro e un grosso in bocca al lupo! 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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inserito il 5/5/2012 alle 17:44

Negli ultimi giorni la Lega Nord sta cavalcando in modo demagogico il tema dell’obiezione fiscale, cercando di far dimenticare agli italiani che il paese si trova in questo stato di grande difficoltà grazie al fallimento dei governi Bossi-Berlusconi che hanno guidato il paese fino a pochi mesi fa.

Dopo aver messo in ginocchio i Comuni sostenendo per anni i tagli del ministro Tremonti, ora il Carroccio invita i sindaci alla disobbedienza. Un atteggiamento irresponsabile e inaccettabile. Il tema dell’IMU è delicato e complesso: non si aiutano gli amministratori e i cittadini brandendo la spada della protesta bieca e strumentale.

Come Partito Democratico siamo responsabilmente dalla parte degli enti locali, che riteniamo centrali per la tenuta della coesione sociale del Paese. Per questo abbiamo chiesto al Governo sia una modifica dell’Imu, affinché diventi un’imposta realmente municipale prevedendo che l’intero gettito rimanga ai Comuni, sia una modifica del Patto di stabilità individuando le tipologie di investimenti prioritari da escludere dalla disciplina del patto stesso.

A questo proposito qui trovate il testo della mozione che verrà presentata nei Comuni lombardi.

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