Fai vincere la lealtÓ verso i cittadini e verso il Paese.
Paolo Rossi   rossi_paolo@camera.it
inserito il 4/10/2017 alle 08:24

La Lombardia ed il Veneto non stanno all' Italia quanto la Catalogna alla Spagna, non fosse altro per una questione di lingua oltre che di storia. Fare e cercare parallelismi è dunque del tutto fuori luogo anzi, un grossolano errore, nella migliore delle ipotesi...una deprecabile forzatura. Sacrosanta l' autonomia territoriale in ragione di condizioni oggettive, molto meno nobile continuare a procedere, in un mondo sempre più globalizzato, a divisioni e sottodivisioni. E' chiaro a tutti che il prossimo Referendum proposto, ha, soprattutto per qualcuno, una precisa valenza politica e zero valore nella sostanza. Il quesito è poi quasi pleonastico: "Preferite ingurgitare un cucchiaio di fiele o di zucchero?". Sul fatto che una più definita autonomia potrà essere utile al nostro nostro territorio non ci piove, su come e se tutto ciò si verificherà, è altra faccenda. Ci ho pensato un po' prima di decidere come votare nell' occasione. Scegliere il No rispetto ad un quesito del genere è di fatto sbagliato, non votare o non recarsi alle urne, un po' pilatesco ed un vantaggio regalato ad alcuni fra gli avversari politici. Mi concentrerò solo sul contenuto ed il mio sarà uno scontato Si, ben sapendo che presto sentiremo tutti quanti suonare i colpi della "gran cassa" propagandistica. Me ne farò una ragione.

Tags: referendum, Veneto, Lombardia     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 12/7/2017 alle 09:52

 Ultimamente si fa intensa e continua discussione intorno alla "personalizzazione" della politica, ai suoi effetti benefici o meno, alle sue complicanze. In realtà la personalizzazione c' è sempre stata da parte dei leader, anche in passato. Una condizione, del resto, inevitabile. Occorre però fare una precisa distinzione tra personalizzazione appunto e " partito personale", una "differenza" di certo non terminologica, sicuramente non una questione di mera lana caprina. I partiti in questi ultimi decenni si sono trasformati. Un processo inevitabile strettamente legato ai cambiamenti repentini e radicali della società. Nella società multimediatica l' incidenza carismatica di un Capo, appare come dirimente e determinante. Anche il centro sinistra si è trasformato. Il Pd ha messo in campo le Primarie. Il leader è stato scelto da milioni di persone. Un dato inequivocabile che va tenuto in considerazione. Ma anche in virtù di questo fatto un segretario non può divenire "padre-padrone"...questione di democrazia. Il partito non è una semplice azienda, bisognerebbe comprenderlo. La conseguenza diretta è che la gente, molto più che in passato, identifica lo stesso leader con la sua organizzazione. Diventano un tutt' uno. Lamentarsi delle reazioni dei cittadini contro il comandante e quindi contro tutta la "truppa" non è reazione contraddittoria e scomposta. Se poi chi detiene il potere crede di essere una specie di amministratore delegato...

Tags: Personalizzazione, politica, pd     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 2/7/2017 alle 01:16

 Se un politico dopo aver conseguito una serie di evidenti ed oggettive sconfitte dichiara: "Io non mi fermo davanti a nessuno" significa non solo che è privo di un minimo di capacità autocritica, ma che si è infilato in un delirio di onnipotenza che rischia di venire presto punito dalla gente. Sbaglia chi pensa che un atteggiamento del genere manifesti e riveli coraggio e coerenza, perché un vero leader nei momenti difficili sa riflettere e soprattutto è capace di ammettere i propri errori. Il vero dramma non è più rappresentato dalla sua persona e dal suo modo di procedere, ma da chi è ancora disposto a seguirlo. Al pari del pifferaio magico con i topi che, seguendo incantati la sua musica, erano pronti a fare la fine che hanno fatto. Tutta la società civile sbaglia, i media sono asserviti ad un potere che vuole ostacolare il vero cambiamento, tutti gli altri, con le loro opinioni critiche, non capiscono niente e rappresentano il "vecchio", il nuovo è solo e soltanto rappresentato dal suo verbo che, tra l' altro, non ammette discussione e confronto. Questo è Matteo Renzi. Starò invecchiando e rincitrullendomi, ma oggi mi ha dato più emozione, anche "politica", Vasco con il suo magnifico concerto di Modena. Diciamo che mi ha risollevato da una pessima giornata. 

Tags: Vasco, Renzi, Politico     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 9/6/2017 alle 16:31

 Ci sono due grandi sconfitti in questa emblematica vicenda della legge elettorale 'cassata" dalla Camera dei Deputati: gli italiani e Matteo Renzi. I primi si sono visti negare da una classe dirigente limitata, le regole basilari relative alla vita democratica, il secondo, quale brillante regista dell' operazione, ha condotto le danze con assurda fretta scaricando vecchi alleati e caricandosene nuovi, come si è visto piuttosto inaffidabili (che sorpresona!), il tutto condito da inusitata spregiudicatezza dorotea, per proporre alla fine un obbrobrio peggiore del già disastroso Porcellum. La voglia di andare subito al voto, deve aver annebbiato la vista all' ex rottamatore. Solo per senso di appartenenza al mio partito mi sarei limitato a non partecipare al voto finale evitando di votare contro. Lo scenario che ora abbiamo davanti è desolante. Non so se riusciremo ad allestire una nuova legge, spero non si abbia l' ardire di andare al voto con quella attuale (definiamola così), che sta in piedi con i cerotti e che solo con un eufemismo possiamo definire come "pasticciata". Gli sbandamenti del Pd, la sua recente metamorfosi ed una sua leadership inadeguata e perdente, mi fanno pensare ad una stagione sulla via del tramonto. 

Tags: pd, Renzi, sconfitti     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 30/4/2017 alle 23:56

Fatemi intanto ribadire ancora una volta che il Pd è l' unico partito che sceglie il suo segretario attraverso una consultazione aperta ed ampia. Un fatto positivo che non può essere considerato sbrigativamente come di secondaria rilevanza. La partecipazione a queste primarie è stata significativa e consistente con i suoi due milioni di elettori e solo molto parzialmente può reggere il paragone sfavorevole con le sue precedenti "edizioni". Sono infatti cambiati i tempi ed il contesto politico. La vittoria di Renzi, della quale per altro nessuno dubitava, è stata netta ed inequivocabile consegnandogli una leadership pressoché assoluta soprattutto considerando le proporzioni del risultato. Andrea Orlando, che ho sostenuto nel mio piccolo con convinzione, è andato al di sotto delle previsioni. Ora la palla è sicura  "tra i piedi" dell' ex Premier. Temo che la vittoria, conoscendo il personaggio, lo convincerà di essere invincibile cosa che è certamente vera nel partito, ma non più nella società italiana. Il rischio di elezioni anticipate, che sarebbero devastanti per il Paese e per il Pd, sarà dunque piuttosto elevato. Un partito che si sposterà sempre di più al centro in termini di contenuti ed alleanze, si scoprirà moltissimo a sinistra dove tanti elettori guarderanno con favore soprattutto a Grillo. La sinistra italiana, in piena scia con quanto sta avvenendo da più parti, perde in modo inesorabile, ma deve cercare presto di ripensarsi profondamente.

Tags: pd, Renzi, Primarie.     Categoria: Idee e proposte
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