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inserito il 12/3/2010 alle 13:47
E' per me pleonasastico, a differenza di qualche mio amico di partito, affermare di non aver mai avuto una particolare simpatia per la Lega e per la sua politica. Da sempre. Non esito, però, a riconoscergli dei meriti: l'aver raccolto il consenso tra elettori che erano originariamente di sinistra, destra e centro, di aver ricevuto adesioni da 'persone per bene', di essere una forza popolare con una dirigenza appunto 'popolare' (nel passato solo PCI ed in parte DC erano stati in grado di far diventare 'classe dirigente' di questo Paese uomini e dirigenti provenienti da classi sociali fino ad allora 'subalterne'), di aver fatto dell'onestà' in politica qualche cosa di più di un semplice riferimento. L'elenco degli aspetti negativi è invece, naturalmente dal mio punto di vista, interminabile. Su tutto dico 'chiusura antistorica' e 'xenofobia'. In modo forse distorto, nella Lega si intravedeva però anche qualche autentico 'bagliore riformista'. Oggi siamo nel buio più completo e i 'lupi del nord' accettano, dal Premier e dal suo staff ( e parlo di staff perchè quella del Cavaliere non è una politica 'normale' ma 'aziendale') di tutto e di più. Una politica centralista e romana come non mai, una politica corrotta e distorta degna di un paese terzomondista, una politica consegnata definitivamente ad un'oligarchia ed ai 'poteri forti'. Forse i nostri avranno interessi da tutelare che possiamo sì definire come 'padani' ma che per me rimangono, più che altro, di bottega. Quel che è certo è che anche a livello locale dove amministrano, non lo fanno poi così bene. Con il potere che hanno dalle nostre parti (che la Dc degli anni 60' al 45% si sognava) potrebbero fare qualcosina di più per il nostro territorio. Forse hanno le pile un pò scariche, forse hanno disperso le energie o forse, molto più semplicemente, non disdegnano il ruolo assunto di 'valvassini'. Quel che è sicuro è che la loro iniziale 'spinta rivoluzionaria' ora va bene giusto 'per i miei stivali'. Commenti dei lettori: 3 commenti
inserito il 11/3/2010 alle 14:11
Penso di essere una persona aperta, finanche 'moderatamente trasgressiva'. Detto ciò non amo, soprattutto in politica, 'gesti eclatanti', fuori misura. Viviamo in piena 'cultura dell'apparenza' e oramai si 'conta' non per quello che si sostiene ma, appunto, per come si appare. Nel contempo ritengo, forse contraddicendomi, che la modalità della nostra opposizione dovrebbe un filo adeguarsi. Senza eccessi, con una buona dose di equilibrio. Si potrà fare? Nel frattempo non ho molto apprezzato il comportamento di ieri, in Aula, dei colleghi dell' IDV, stravaccati per terrra e 'rumorosi' (una comoda moquette per la verità) in segno di protesta per il già tristemente celeberrimo 'legittimo impedimento'. Ho condiviso viceversa il nostro gesto (come senatori PD) di simbolicamente sventolare, poco prima del voto, una copia della nostra Costituzione. Un documento ancora 'prezioso', baluardo di un 'sistema di valori' che potrà certamente essere aggiornato ma che non merita di essere o stravolto o sistematicamente ignorato. Al di là di un' immagine un pò enfatica, sembravamo un trappello di reduci 'armati' di ombrellini sotto la diga del Vajont. Poco prima del crollo. Commenti dei lettori: 6 commenti
inserito il 9/3/2010 alle 21:24
Mi ha colpito, tempo fa, una dichiarazione dello scrittore Ermanno Rea sul possibile ripristino della legalità nel meridione, a fronte della perdita di senso della comunità che vede nelle 'strisce pedonali' un orpello inutile. La dichiarazione era chiaramente paradossale ma il suo contenuto importante: le cose grandi non annunciano nulla sono le piccole ad annunciare le grandi (non ricordo più che l'ha detto). La legalità si ripristina 'ridipingendo le strisce pedonali' e sforzandosi di 'osservarle'. Nel nostro Paese ogni regola pare essere semplicemente uno stato d'animo. Scaricare la colpa sugli eccessi di formalismo, sulla mancanza di duttilità delle norme è come picchiare lo spigolo su cui il bambino, inciampando, è caduto. E' triste vedere oggi chi si 'straccia le vesti fuori dal tempio' contro chi complotterebbe sempre e comunque contro il 'popolo sovrano'. Il vero ed unico nemico è la propria incuria, il dispregio delle regole e l'assenza di senso dello Stato: una lezione di cui il centrodestra tutto (fatto salvo rare eccezioni) dovrebbe far tesoro assumendosi le proprie responsabilità. Commenti dei lettori: 2 commenti
inserito il 7/3/2010 alle 20:27
' Ci incontreremo ancora in questa distanza sull'abisso senza vertigine. Non saremo più l'affanno del sogno ma una carezza, una tiepida mano sull'anima.' (Mauro Maconi Varese, 1958-2001) Auguri.
Commenti dei lettori: 7 commenti
inserito il 6/3/2010 alle 09:50
Ieri ho partecipato ad una affollata assemblea di circolo del mio partito a Vergiate (negli anni 70' la Stalingrado della provincia). Considerando la serata fredda che non invitava certamente la gente ad uscir di casa, soprattutto per la politica e per me, oltre 70 persone presenti mi sono sembrate molte. L'incontro era dedicato all'avvio del tesseramento e, confesso, il rischio di incappare in una riunione 'pesante' e noiosa c'era tutto (almeno nella mia testa). Prevenzione mentale sbagliata. E' stato viceversa un incontro intenso e, per quanto mi riguarda, finanche 'educativo'. I nostri militanti (come si diveva una volta) hanno più cuore di noi, sono 'sinceri' onesti ed appassionati. C'è stata anche un poco di 'incazzatura' ma in dose giusta e misurata. Direi utile. Prevale l'amore per la politica; nonostante tutto. Partecipo per il mio lavoro a innumerevoli riunioni anche importanti, alla presenza cioè di 'tanti papaveroni' dove spesso aleggia un dotto bla bla bla, dove qualche volta ci si esibisce nella 'corsa per misurare chi è il più bravo'. Ci sta tutto ma un tuffo in mezzo ai nostri iscritti è un pò un tuffo nell' acqua pulita e trasparente. Ieri sera sono tornato a casa tardi ed un pò stanco ma totalmente rigenerato. E' da lì che si deve partire per cambiare questa politica. Commenti dei lettori: 8 commenti
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