Fai vincere la lealtÓ verso i cittadini e verso il Paese.
Paolo Rossi   rossi_paolo@camera.it
inserito il 9/6/2017 alle 16:31

 Ci sono due grandi sconfitti in questa emblematica vicenda della legge elettorale 'cassata" dalla Camera dei Deputati: gli italiani e Matteo Renzi. I primi si sono visti negare da una classe dirigente limitata, le regole basilari relative alla vita democratica, il secondo, quale brillante regista dell' operazione, ha condotto le danze con assurda fretta scaricando vecchi alleati e caricandosene nuovi, come si è visto piuttosto inaffidabili (che sorpresona!), il tutto condito da inusitata spregiudicatezza dorotea, per proporre alla fine un obbrobrio peggiore del già disastroso Porcellum. La voglia di andare subito al voto, deve aver annebbiato la vista all' ex rottamatore. Solo per senso di appartenenza al mio partito mi sarei limitato a non partecipare al voto finale evitando di votare contro. Lo scenario che ora abbiamo davanti è desolante. Non so se riusciremo ad allestire una nuova legge, spero non si abbia l' ardire di andare al voto con quella attuale (definiamola così), che sta in piedi con i cerotti e che solo con un eufemismo possiamo definire come "pasticciata". Gli sbandamenti del Pd, la sua recente metamorfosi ed una sua leadership inadeguata e perdente, mi fanno pensare ad una stagione sulla via del tramonto. 

Tags: pd, Renzi, sconfitti     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 30/4/2017 alle 23:56

Fatemi intanto ribadire ancora una volta che il Pd è l' unico partito che sceglie il suo segretario attraverso una consultazione aperta ed ampia. Un fatto positivo che non può essere considerato sbrigativamente come di secondaria rilevanza. La partecipazione a queste primarie è stata significativa e consistente con i suoi due milioni di elettori e solo molto parzialmente può reggere il paragone sfavorevole con le sue precedenti "edizioni". Sono infatti cambiati i tempi ed il contesto politico. La vittoria di Renzi, della quale per altro nessuno dubitava, è stata netta ed inequivocabile consegnandogli una leadership pressoché assoluta soprattutto considerando le proporzioni del risultato. Andrea Orlando, che ho sostenuto nel mio piccolo con convinzione, è andato al di sotto delle previsioni. Ora la palla è sicura  "tra i piedi" dell' ex Premier. Temo che la vittoria, conoscendo il personaggio, lo convincerà di essere invincibile cosa che è certamente vera nel partito, ma non più nella società italiana. Il rischio di elezioni anticipate, che sarebbero devastanti per il Paese e per il Pd, sarà dunque piuttosto elevato. Un partito che si sposterà sempre di più al centro in termini di contenuti ed alleanze, si scoprirà moltissimo a sinistra dove tanti elettori guarderanno con favore soprattutto a Grillo. La sinistra italiana, in piena scia con quanto sta avvenendo da più parti, perde in modo inesorabile, ma deve cercare presto di ripensarsi profondamente.

Tags: pd, Renzi, Primarie.     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 18/3/2017 alle 23:20

 Viviamo una fase storica complicata. La politica arranca enormemente faticando a proporsi ai cittadini in modo positivo. Le Istituzioni hanno perso credibilità e avanzano baldanzosi sentimenti organizzati contro tutto e contro tutti, dando vita a sbocchi politici distruttivi, nichilisti, capaci di distruggere incapaci di costruire. I grandi ideali che hanno motivato e plasmato la politica del secolo scorso, sembrano essere diventati inutili orpelli. Si è fatta largo la 'politica personale' che ha avuto decisamente il sopravvento su qualsiasi idea di collegialità. Questa condizione è da tempo trasversale nell' ambito dell' attuale 'sistema'. In particolare la sinistra sembra rigirarsi su se stessa, pericolosamente sospesa tra vecchie logiche e metodologie che mostrano la corda raccogliendo oramai consensi residuali, e l' affidamento della sua storia ad una transitoria rappresentazione personale. Uscire da questa negativa situazione che nella società sempre di più assume la connotazione del vero e proprio paradigma, è particolarmente difficile. So solo che quando si rattrappiscono gli spazi di partecipazione democratica e di reale confronto, partendo dagli stessi partiti, si va incontro a sicura deriva. In questo senso non è provocatorio considerare i Renzi ed i Grillo di turno, seppur con le doverose distinzioni del caso, più come prodotti di una crisi che elementi in grado di affrontarla.

Tags: Declino, Renzi, Grillo     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 26/2/2017 alle 12:05

 Il Pd va a Congresso suscitando, per le sue divisioni, un certo interesse mediatico, ma zero entusiasmi. Al contrario di 10 anni fa con Veltroni quando la volontà di mettere insieme esperienze e storie differenti per costruire una grande forza popolare e riformista di centro sinistra, fu ideale nuovo e trainante. Questo partito è cresciuto con fatica ed in mezzo a mille difficoltà. Il giocattolo si è in parte rotto per la prevalenza di un certo personalismo integrista da un lato ed una vecchia logica politica dall' altro. E' tempo di ricostruire per non far prevalere nel Paese populismo e demagogia cacciandoci inevitabilmente nel caos. Chi se ne è andato se ne è andato, oggi il Pd non ha bisogno di divisioni, ma di confronto e di sana dialettica interna. La logica dell' uomo solo al comando è ampiamente perdente. Non appartengo ad una specifica corrente. Il mio percorso politico è diverso da quello di Andrea Orlando, come era diverso da quello di Veltroni e Bersani. Oggi quel che conta davvero è tornare a quell' idea iniziale, superando la logica del partito personale. Questa sono le ragioni che mi portano a sostenere, insieme ad altri che provengono dalla mia stessa esperienza politica, Orlando, oltre le alquanto positive qualità del candidato, dalla serietà alla misura ed alla confortante pacatezza. Caratteristiche delle quali oggi se ne sente proprio bisogno. Il Guardasigilli probabilmente non vincerà, ma è fondamentale una presenza di questo genere in un partito alla ricerca di se stesso.

Tags: pd, congresso, Orlando     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 19/2/2017 alle 21:29

 Sinceramente non mi aspettavo niente di diverso dall' Assemblea Nazionale del PD. Non si tratta certo di essere particolarmente dotati o di avere la sfera di cristallo. Rigidità integrista contro rigidità integralista non poteva che portare al risultato che abbiamo dinnanzi. Non so cosa succederà nei prossimi giorni, non sono esclusi ripensamenti o piccoli colpi di scena. Tecnicamente ed anche formalmente non si può però parlare di "spaccatura". Il Pd, seppur indebolito più nell' immagine pubblica che nei futuri equilibri interni al netto dei fuoriusciti, rimarrà, più o meno, quello che è. Alcuni autorevoli dissidenti andandosene, daranno vita all' ennesimo soggetto diverso dentro la sinistra italiana. Legittimo, ma improduttivo. Di certo il giocattolo si è rotto in un momento delicato per il Paese. Il nuovo Pd si distinguerà al suo interno ed andrà avanti tra 'centristi' (perdonatemi la semplificazione) ed una 'minoranza' un poco più di sinistra (ma non troppo). Pensare che questa condizione rafforzerà nella chiarezza il centro sinistra italiano è una bufala. Sentire oggi Renzi indignato dal pulpito lamentare che da mesi il partito si sta occupando di beghe intestine e non dei problemi italiani (come se lui, evidentemente un venusiano, in questo senso non fosse stato protagonista di alcunché) e Bersani scegliere la via del 'mulismo' distruttivo, significa solo una cosa: la sinistra italiana non ha veri leader e soprattutto adora perdere. Davvero grazie a tutti.

Tags: pd, Renzi, Bersani     Categoria: Idee e proposte
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