Fai vincere la lealtÓ verso i cittadini e verso il Paese.
Paolo Rossi   rossi_paolo@camera.it
inserito il 18/3/2017 alle 23:20

 Viviamo una fase storica complicata. La politica arranca enormemente faticando a proporsi ai cittadini in modo positivo. Le Istituzioni hanno perso credibilità e avanzano baldanzosi sentimenti organizzati contro tutto e contro tutti, dando vita a sbocchi politici distruttivi, nichilisti, capaci di distruggere incapaci di costruire. I grandi ideali che hanno motivato e plasmato la politica del secolo scorso, sembrano essere diventati inutili orpelli. Si è fatta largo la 'politica personale' che ha avuto decisamente il sopravvento su qualsiasi idea di collegialità. Questa condizione è da tempo trasversale nell' ambito dell' attuale 'sistema'. In particolare la sinistra sembra rigirarsi su se stessa, pericolosamente sospesa tra vecchie logiche e metodologie che mostrano la corda raccogliendo oramai consensi residuali, e l' affidamento della sua storia ad una transitoria rappresentazione personale. Uscire da questa negativa situazione che nella società sempre di più assume la connotazione del vero e proprio paradigma, è particolarmente difficile. So solo che quando si rattrappiscono gli spazi di partecipazione democratica e di reale confronto, partendo dagli stessi partiti, si va incontro a sicura deriva. In questo senso non è provocatorio considerare i Renzi ed i Grillo di turno, seppur con le doverose distinzioni del caso, più come prodotti di una crisi che elementi in grado di affrontarla.

Tags: Declino, Renzi, Grillo     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 26/2/2017 alle 12:05

 Il Pd va a Congresso suscitando, per le sue divisioni, un certo interesse mediatico, ma zero entusiasmi. Al contrario di 10 anni fa con Veltroni quando la volontà di mettere insieme esperienze e storie differenti per costruire una grande forza popolare e riformista di centro sinistra, fu ideale nuovo e trainante. Questo partito è cresciuto con fatica ed in mezzo a mille difficoltà. Il giocattolo si è in parte rotto per la prevalenza di un certo personalismo integrista da un lato ed una vecchia logica politica dall' altro. E' tempo di ricostruire per non far prevalere nel Paese populismo e demagogia cacciandoci inevitabilmente nel caos. Chi se ne è andato se ne è andato, oggi il Pd non ha bisogno di divisioni, ma di confronto e di sana dialettica interna. La logica dell' uomo solo al comando è ampiamente perdente. Non appartengo ad una specifica corrente. Il mio percorso politico è diverso da quello di Andrea Orlando, come era diverso da quello di Veltroni e Bersani. Oggi quel che conta davvero è tornare a quell' idea iniziale, superando la logica del partito personale. Questa sono le ragioni che mi portano a sostenere, insieme ad altri che provengono dalla mia stessa esperienza politica, Orlando, oltre le alquanto positive qualità del candidato, dalla serietà alla misura ed alla confortante pacatezza. Caratteristiche delle quali oggi se ne sente proprio bisogno. Il Guardasigilli probabilmente non vincerà, ma è fondamentale una presenza di questo genere in un partito alla ricerca di se stesso.

Tags: pd, congresso, Orlando     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 19/2/2017 alle 21:29

 Sinceramente non mi aspettavo niente di diverso dall' Assemblea Nazionale del PD. Non si tratta certo di essere particolarmente dotati o di avere la sfera di cristallo. Rigidità integrista contro rigidità integralista non poteva che portare al risultato che abbiamo dinnanzi. Non so cosa succederà nei prossimi giorni, non sono esclusi ripensamenti o piccoli colpi di scena. Tecnicamente ed anche formalmente non si può però parlare di "spaccatura". Il Pd, seppur indebolito più nell' immagine pubblica che nei futuri equilibri interni al netto dei fuoriusciti, rimarrà, più o meno, quello che è. Alcuni autorevoli dissidenti andandosene, daranno vita all' ennesimo soggetto diverso dentro la sinistra italiana. Legittimo, ma improduttivo. Di certo il giocattolo si è rotto in un momento delicato per il Paese. Il nuovo Pd si distinguerà al suo interno ed andrà avanti tra 'centristi' (perdonatemi la semplificazione) ed una 'minoranza' un poco più di sinistra (ma non troppo). Pensare che questa condizione rafforzerà nella chiarezza il centro sinistra italiano è una bufala. Sentire oggi Renzi indignato dal pulpito lamentare che da mesi il partito si sta occupando di beghe intestine e non dei problemi italiani (come se lui, evidentemente un venusiano, in questo senso non fosse stato protagonista di alcunché) e Bersani scegliere la via del 'mulismo' distruttivo, significa solo una cosa: la sinistra italiana non ha veri leader e soprattutto adora perdere. Davvero grazie a tutti.

Tags: pd, Renzi, Bersani     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 31/1/2017 alle 23:46

Ormai anche nel Pd renziano il grido è uno solo: elezioni, elezioni. Al pari di M5S, Lega e cespugli vari che usmano odore di vittoria rendendo per lo meno comprensibile la loro richiesta. Molto meno comprensibile l' atteggiamento di Matteo e dei suoi sottoposti. Del Paese frega poco alle fazioni politiche in campo. Per tutti questi soggetti va bene andare al voto con qualsiasi legge elettorale, senza nessun equilibrio tra Camera e Senato: non è un problema, così come è del tutto secondario considerare la fase che stiamo attraversando. Il Renzi Premier che in caso di sconfitta al referendum raccontava al mondo intero che avrebbe fatto un passo indietro, ci ha ripensato volendo tornare subito a cavallo. Ha ancora in mano quel che rimane del partito, meglio approfittarne e rischiare. In caso di eventuale sconfitta elettorale i vincitori potrebbero non durare granché e lui sarebbe pronto a raccogliere di nuovo lo scettro. Alla faccia del mite e provvisorio Gentiloni. E il defilato oltre che silenzioso Mattarella? "Tranquilli l' ho messo lì io, risponderà a me". Il nostro nel frattempo non si è perso d' animo ed  ha lanciato la campagna elettorale riproponendo, tra le altre cose, la più classica e berlusconiana riduzione delle tasse. Sul perché non lo abbia fatto con il suo governo...mistero! Insomma, elezioni subito Congresso del Pd assolutamente no. Direi qualcosa di molto lontano per essere considerato un leader ed invece qualcosa di più vicino ad un Pulcinella, forse simpatico e scanzonato fin che si vuole, ma sicuramente inaffidabile. Qualcuno gli suggerisce prudenza ed attenzione. L' uomo non è però tipo da accettare consigli. Se non lo vuole fare per il Paese, lo facesse almeno per il partito del quale è segretario, a meno che andare a sbattere sia caratteristica irrinunciabile di questa nuova politica.

Tags: Renzi., Elezioni, pd     Categoria: Idee e proposte
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inserito il 14/1/2017 alle 00:03

 In Italia, Varese inclusa, il tracollo di iscritti al Partito Democratico è evidente ed omogeneo in tutto il territorio. I massimi dirigenti minimizzano. Fanno male. Il problema, a dire il vero, non è solo del Pd, riguarda complessivamente la politica, il sistema dei partiti ed il loro ruolo. Le organizzazioni politiche, fino a qualche tempo fa e per lungo tempo, hanno rappresentato un positivo ed utile spazio partecipativo oltre che luogo di confronto e mediazione posto tra le istituzioni e la cittadinanza, un ruolo fondamentale e prezioso. Nel frattempo è cambiato il mondo, l' informazione e la comunicazione sono divenuti sempre più immediati e diretti. Quel ruolo è stato dunque bypassato. Non comprendere questa condizione rappresenta non tanto una semplice lacuna, bensì una miopia grave. L' idea di un partito strutturato è anacronistica, l' alternativa del 'partito leggero e fluido', una mistificazione che ha portato ad una parossistica personalizzazione della politica, quindi ad una vera e propria oligarchia. I risultati di questo 'scollamento' sono evidenti. La finta democrazia del web ha, per esempio, generato consensi intorno ad un movimento populista come quello dei pentastellati che risponde ad una società privata controllata da pochissimi. La gente, travolta ed esasperata da fatti ed avvenimenti negativi, sembra non accorgersene e considerare questo aspetto come insignificante. Nel Pd, è grave non avere la forza e la volontà culturale, prima che politica, di preoccuparsene ed almeno provare a pensare.

 

Tags: partecipazione, partiti, pd     Categoria: Idee e proposte
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