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inserito il 28/8/2010 alle 08:52
Ho già 'affrontato' questo argomento, ed un esempio ci viene dalla vicina Svizzera ma è così, per la verità, in diversi paese europei. Degli elvetici, tendenzialmente conservatori, mi piace l' idea di Stato, un soggetto che non è un nemico ma un' entità che va amata e rispettata, non certo come da noi dove, quando ci riferiamo al pubblico ed in particolare proprio allo Stato, pensiamo, fin da piccoli, ad una realtà perniciosa che dobbiamo (e così ci insegnano) 'aggirare o raggirare' (e spesso gli esempi vengono dall'alto!!). Tra quelle genti si possono toccar con mano gli effetti positivi e benefici di tale concezione, oltre qualsiasi possibile 'teoria'. Il problema è essenzialmente culturale e quindi, una possibile 'soluzione' , deve partire proprio dalla Scuola. Unitamente all' italiano, con l'inglese ( ma con lo stesso numero di ore) dunque 'davanti' ad altre discipline e partendo dalla prima elementare fin al termine del 'percorso scolastico', introdurrei la materia di Educazione Civica (dalla Carta Costituzionale alla Storia ecc. Di 'contenuti' e 'programmi' specifici ce ne sono un'infinità). Una proposta inutile e/o semplicemente provocatoria? Può essere, io intanto sono intenzionato a presentare in Senato uno specifico disegno di legge.
P.S.: Settimana prossima sarò in vacanza. Mi porterò dietro il computer ma vorrei 'staccare' e conseguentemente penso che ci 'rivedremo su questi schermi' a partire dal giorno 5 settembre. Grazie. Commenti dei lettori: 29 commenti
inserito il 26/8/2010 alle 15:37
Giuro non lo sapevo, anche se la notizia in sè non è così eclatante. Rispetto alla vicenda monegasca che ha coinvolto la famiglia Fini, Isabella Alemanno, moglie del Sindaco capitolino, si è schierata oggi a difesa della consorte del Presidente della Camera. Quello che ignoravo della signora Rauti (il cognome da signorina) è il suo ruolo di consigliere regionale del Lazio. Ma guarda che caso anche lei? Il 'Trota', poco più che ventenne, figlio del 'capo dei padani', seduto al Pirellone, la moglie di Fassino, piazzata al Senato, idem la signora Fede, così come la consorte del capo pd campano Bassolino e via di questo passo; ogni giorno se ne scopre una nuova. Per non parlare del 'sottobosco': una miriade di parenti di leader, a sinistra come al centro e così a destra, piazzati in consigli di amministrazione vari, enti ecc. ecc. Il maestro di queste operazioni non poteva che essere il Premier, che sa volare ben oltre le semplici parentele. Solo al Senato (che conosco bene) siedono suoi ex-compagni delle elementari, avvocati personali, veline e soubrette di vario genere e specie, medici di fiducia e mi fermo qui. Tutti bravi, tutti dei geni. Oltre a questa pessima legge elettorale (che a dir poco favorisce questo 'sistema') siamo ormai ad un indecente degrado generalizzato. Da Repubblica delle banane. Sono un demagogo? Commenti dei lettori: 18 commenti
inserito il 25/8/2010 alle 14:01
Il possibile ticket Vendola-Chiamparino. Non voglio vantare, per carità, insignificanti primogeniture, ma ne avevo parlato due mesi fa. Intanto invertirei l' ordine e non in omaggio a quello alfabetico. Il fatto è squisitamente politico. Un democratico del nord mi pare, in questa fase, scelta più adeguata (potrebbe in parte frenare il crescente 'ciclone' leghista). Il Sindaco di Torino: ottimo amministratore, uomo solido con una storia di sinistra ma moderato, concreto e dialogante. Uno che, alle nostre latitudini, piace al popolo ma anche al 'sistema economico', ai 'poteri forti'. Il Governatore pugliese: comunicatore eccezionale, cattolico, movimentista e rappresentante di una nuova sinistra. Un mix più vincente che azzardato. Oggi, del resto, la sinistra italiana deve saper tenere insieme queste due sue anime. Ci sono, hanno origini distinte ma possono convivere. E poi, senza pensare a stravolgimenti apocalittici, mi sembra una possibilità che rompe, anche sulla scelta dei nomi, appannati rituali politici che la gente tende a rifiutare, con l' aggiunta di un minimo di fantasia. Che non guasta. Commenti dei lettori: 22 commenti
inserito il 24/8/2010 alle 02:32
Gioire per il football, per chi fa politica e con i problemi che vive il Paese, è a dir poco atteggiamento 'vuoto ed effimero'. Ma la vittoria di ieri sera del mio Varese contro il Toro, oltretutto in trasferta, è per me un evento unico. Mia madre, seppur per caso, è nata a Torino, quella squadra, nel primo dopoguerra ha vinto diversi campionati, uno dietro l'altro, ed era considerata la 'squadra più forte al mondo.' La tragedia di Superga, li consegnò alla Storia, il tifo granata è unico per passione ed intensità. Ricordo ancora da bambino con mio padre, in uno stadio strapieno, un Varese-Torino, in serie A. Finì 0 a 0, con la gente straripante che debordò sulla pista di ciclismo e con l'arbitro Concetto Lo Bello da Siracusa che fece fatica a ricacciare la folla dentro quel catino che, ancora oggi, porta il nome di Franco Ossola, varesino perito anche lui tragicamente nell' incidente aereo che annientò quei campioni . Come non amare, dunque, il Torino? Per questo la vittoria biancorossa ha, per me,un sapore ed un significato 'particolare'. E, soprattutto, mi ha commosso; oltre il calcio. Commenti dei lettori: 4 commenti
inserito il 23/8/2010 alle 12:52
Direttamente dallo Zingarelli. Populismo: 'atteggiamento che mira ad accattivarsi il favore popolare mediante proposte demagogiche, di facile presa.' Se questa non è una definizione 'sartoriale' e su misura del nostro Premier io sono nativo del Azerbaigian. Ho sempre pensato alla negatività della sua politica ma nel contempo trovavo eccessivo e finanche fuori luogo l'attacco personale. Ho sempre pensato che la sua politica fosse sbagliata ma non pericolosa per la democrazia. Ho sempre pensato.....ma sbagliavo. Il suo 'basta formalismi costituzionali decide il popolo' racchiude il senso della sua politica ed il pericolo che concretamente corre la democrazia. Il tutto è, badate bene, ancor più grave delle leggi ad personam e di tutte le altre porcherie di questi ultimi mesi. Ha superato ogni limite e bisogna correre ai ripari. Si andrà al voto, lui perderà ma il responso elettorale premierà soprattutto la Lega. Noi non ci siamo. Sono convinto che, nonostante gli errori commessi, il partito del Lingotto, quel partito leggero e fatuo (come lo hanno definito in diversi nel pd) quello però del 34% per intenderci, avrebbe vinto a mani basse. Ma noi, timorosi e conservatori, abbiamo per ora virato verso la 'vecchia politica', rassicurante ma perdente. Commenti dei lettori: 26 commenti
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