Fai vincere la lealtà verso i cittadini e verso il Paese.
Paolo Rossi   rossi_paolo@camera.it
inserito il 12/7/2017 alle 09:52

 Ultimamente si fa intensa e continua discussione intorno alla "personalizzazione" della politica, ai suoi effetti benefici o meno, alle sue complicanze. In realtà la personalizzazione c' è sempre stata da parte dei leader, anche in passato. Una condizione, del resto, inevitabile. Occorre però fare una precisa distinzione tra personalizzazione appunto e " partito personale", una "differenza" di certo non terminologica, sicuramente non una questione di mera lana caprina. I partiti in questi ultimi decenni si sono trasformati. Un processo inevitabile strettamente legato ai cambiamenti repentini e radicali della società. Nella società multimediatica l' incidenza carismatica di un Capo, appare come dirimente e determinante. Anche il centro sinistra si è trasformato. Il Pd ha messo in campo le Primarie. Il leader è stato scelto da milioni di persone. Un dato inequivocabile che va tenuto in considerazione. Ma anche in virtù di questo fatto un segretario non può divenire "padre-padrone"...questione di democrazia. Il partito non è una semplice azienda, bisognerebbe comprenderlo. La conseguenza diretta è che la gente, molto più che in passato, identifica lo stesso leader con la sua organizzazione. Diventano un tutt' uno. Lamentarsi delle reazioni dei cittadini contro il comandante e quindi contro tutta la "truppa" non è reazione contraddittoria e scomposta. Se poi chi detiene il potere crede di essere una specie di amministratore delegato...

Tags: Personalizzazione, politica, pd     Categoria: Idee e proposte
Commenti dei lettori: 43 commenti - scrivi il tuo commento
Perfetto caro Rossi. I partiti sono cambiati e questo è evidente. Quello che preoccupa è la qualità della democrazia. Sostenere che si è in buona misura deteriorata significa essere dei vecchi nostalgici conservatori?
Scritto da Ambrogio il 12/7/2017 alle 11:18
Il partito padronale non può andare bene. In un partito chi dissente può e deve farlo senza per questo essere considerato un nemico. Nessuno mette in discussione il Renzi che detiene il 70% del PD. Si critica un modo di fare, gli atteggiamenti e tutto il repertorio dell' ex Presidente del Consiglio. In più il suo gradimento fuori dal recinto è pari a zero. Non credo se ne renda conto è nella migliore delle ipotesi se ne frega.
Scritto da mario macchi il 12/7/2017 alle 11:38
Ecco "Amministratore Delegato, la politica, carissimo Onorevole, è veramente un' altra cosa.
Scritto da claudio colombo il 12/7/2017 alle 13:58
La politica vera se ne è andata da tempo. Non che fino a ieri non maneggiasse interessi, non che spesso non facesse venire l' orticaria, non che fosse esente da corruzione ed altro, non che facesse sempre il volere degli elettori, ma c' era, zoppa e rovinata, ma c' era. Ora rimane la prepotenza di pochi, la convinzione che avere un voto in più significa potersi fare i c....propri. "Un uomo solo al comando" urlavano diversi decenni fa i radiocronisti alla vista di un Coppi solitario. Bei tempi!!!
Scritto da Ceresium il 12/7/2017 alle 14:14
Condivido, Paolo. A riprova posso citare Ilvo Diamanti che, per individuare il partito democratico (???) usa l’acronimo PDR, il partito di Renzi. Il quale, non pago degli ultimi trionfi (referendum, amministrative, scissioni nel partito), roba da dimissioni immediate, scrive un libro per autocelebrarsi. Sì, AVANTI così. Il nostro Ad, la cui consistenza politica e umana è riconosciuta “erga omnes” tranne che dall’UE (dopo il Fassina chi? e pare anche il Dalema chi?) è arrivato un Renzi chi? Ma, Lui, sicuramente, all’Europa farà ingoiare tutto. Quello che temo, è che così facendo, sta spianando la strada alla probabile vittoria di un centrodestra che il Nostro è riuscito a rivitalizzare.
Scritto da Angelo Eberli il 12/7/2017 alle 14:24
Siete campioni di democrazia. Uno raccoglie il 70% dei voti alle primarie, due milioni di elettori che lo votano, e poi dovrebbe fare il segretario secondo regole vecchie come il cucù, dando retta ai vari capi corrente e a una politica che sa di naftalina lontano un chilometro. Complimenti vivissimi.
Scritto da Anacleto il 12/7/2017 alle 15:09
Forte all' interno ma debolissimo fuori. Questo il partito (una volta di centro sinistra) di Matteo Renzi che porterà presto il PD a sbattere contro il muro.
Scritto da Mario V. il 12/7/2017 alle 15:50
La politica cambia e si aggiorna, ma la democrazia non può prendere scorciatoie. E' un esercizio faticoso, fatto di confronti, di mediazioni. Il partito non è un SPA, bisognerebbe spiegarlo a Renzi che ha tutto il diritto di esercitare il potere affidatogli dai suoi elettori ma che non può decidere con supponenza screditando, anche al suo interno, chi non la pensa come lui. Si chieda invece perché il Paese, la società civile, le associazioni, gli hanno girato le spalle. Non sono tutti dei folli.
Scritto da Massimo Cova il 12/7/2017 alle 16:54
Autoreferenzialita', il problema sta tutto qui Si può essere eletti con maggioranze bulgare ma essere autoreferenziali senza aver diritto ad esserlo? Uno come Renzi, in perfetta scuola berlusconiana, che non sa fare autocritica, che non ascolta e non considera i consigli, è un politico coraggioso o autoreferenziale? A questo domande e alla mia età mi sono dato le risposte che mi servivano.
Scritto da pietro magni il 12/7/2017 alle 17:11
Io speravo che i partiti personali fossero alla fine ,invece temo che prendano piede anche in Francia ecc.Forza Italia e' l'emblema del partito personale e chi non condivide le scelte o fa scissioni o lascia la politica,è difficile seguire le scelte di Berlusconi su alleanze e candidati,solo i berlusconiani puri lo possono sopportare.Nella lega ci sono state le primarie ma il leader per essere sicuro di vincere,espelle per tempo o censura gli avversari chiedete alla minoranza della lega.
Scritto da Marco De Rosa il 12/7/2017 alle 18:54
Prima va a casa Renzi e prima il centro sinistra italiano avrà qualche chance da giocarsi. Uno che afferma che in caso di sconfitta al referendum avrebbe rinunciato non solo al ruolo di premier ma alla politica e poi non lo fa, non ha nessuna credibilità. Ha vinto le primarie ma fuori dal suo partito non lo vuole più nessuno. E pensare che ci sono ancora un sacco di pecoroni modello @Anacleto che lo seguono come dei talebani.
Scritto da Antonio il 12/7/2017 alle 19:13
Rassegnatevi, lo show deve continuare!
Scritto da disillusodallapolitica il 12/7/2017 alle 19:34
Devo per caso ripetere i soliti concetti??? Non è che non capite è che non volete saperne delle regole democratiche. Non devo aggiungere nient' altro.
Scritto da piero ribolzi il 13/7/2017 alle 00:27
Il difetto della sinistra italiana: si mangia i suoi leader come fossero noccioline.
Scritto da PDemo il 13/7/2017 alle 07:44
Con Renzi sparato verso il nulla vedrete che anche a livello varesino cambierà la geografia dentro il PD. Gente che salta di qui e di la' non manca.
Scritto da ex-Margherita il 13/7/2017 alle 10:00
Spero in Pisapia, che a dire il vero non mi convince al 100 per 100, ma quando si ha fame va bene anche pane e formaggio!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Scritto da Guevara il 13/7/2017 alle 11:07
Mi sa che di Renzi potrebbe essere quella di liberarsi anche di quel rimane della sua opposizione interna. Una cura dimagrante dolorosa ma che gli darebbe, raggiungendo un 15/20% dei voti, un' agibilità sufficiente a salvaguardarlo piazzando in parlamento solo i suoi fedelissimi...e concordo con chi dice che dopo anche a Varese ne vedremo delle belle. Ci sono personaggi che sono passati per idealità, da Bersani a Renzi, dalla sera alla mattina.
Scritto da Piti il 13/7/2017 alle 11:18
Sempre peggio, grande delusione. Il finto ritorno di Matteo alla rottamazione mi indigna ancora di più
Scritto da una rottamatrice il 13/7/2017 alle 12:01
Quando un leader non ascolta più nessuno, quando non coglie più le voci ed i sentimenti della strada, quando la sua personale ambizione soffoca gli interessi dei suoi stessi compagni di viaggio, quando c'è tutto questo, significa che abbiamo un problema, un gran bel problema.
Scritto da Nostalgiasocialista il 13/7/2017 alle 13:13
Comprendo le ragioni che portano in molti a discutere animatamente attorno ai comportamenti di Renzi. Credo di avere in materia idee chiare che avuto la possibilità di esprimere più volte anche qui. Sono convinta che continueremo a parlare del segretario Democratico, ma non vorrei si eccedesse. In fondo, mi sono detta, si merita tutte le critiche possibili ed immaginabili ma anche che si affievolisca un poco l' attenzione per lui, lo dico per le nostre coronarie.
Scritto da Federica Campi il 13/7/2017 alle 15:10
Appena quattro anni fa, sembra un secolo, Bersani rivendicava orgoglioso la diversità del PD, affermando che i partiti personali sono il cancro della democrazia. Cosa altro aggiungere?
Scritto da domenico nitopi il 13/7/2017 alle 15:23
@Nitopi, per Bersani andava bene esaltare la diversità quando il pallino lo avevano in mano quelli della Ditta. Il problema è accettare di essere minoranza, può capitare nella vita ma è impossibile per un vero comunista!!
Scritto da Anacleto il 13/7/2017 alle 16:48
A be' @nitopi, se tiriamo in ballo Bersani.....ci manca solo D' Alema e magari Bertinotti colui che per sani ed inderogabili principi fece cadere un governo di centro sinistra consegnando il Paese a Berlusconi. Perfetto.
Scritto da piero ribolzi il 13/7/2017 alle 21:05
Pure Elisa Simoni, la parlamentare meglio nota come la cugina di Renzi, lascia il PD dicendo che il cugino "ha trasformato il PD in un partito di centrodestra". Dopo quattro anni, ma l'ha capito pure lei. E sembra avere capito, anche, che a prescindere dalle alleanze elettorali, dopo le elezioni Renzi e Berlusconi, con un pretesto o l'altro, troveranno il modo di governare insieme. Cosa che già sappiamo, per la verità; e che farà felici i renzini-berluschini del blog.
Scritto da domenico nitopi il 15/7/2017 alle 10:10
Caro @Nitopi, Elisa Simoni è, ma a questo punto era, la mia vicina di banco. Ho dunque seguito le fasi della sua "maturazione" che certamente l' hanno portata ad una scelta difficile e non di comodo. Quel che penso del renzismo, e purtroppo, dell' attuale Pd, è noto, indipendentemente dall' accettare le determinazioni scaturite dalle primarie ed dal Congresso. Penso non tanto che sia giusto condurre una battaglia (per altro improba) dentro il mio partito, quando considerare che sono stato eletto sotto la sua bandiera. Soffro tutti i giorni per questa scelta, faccio del mio meglio per portare avanti le mie idee, ma fino alla fine della Legislatura non posso per coerenza spostarmi da lì.
Scritto da paolo rossi il 16/7/2017 alle 00:58
@Rossi, la notizia non era, ovviamente, la fuoriuscita della Simoni, ma la consapevolezza acquisita dalla medesima, finanche e finalmente, della vera natura dell'attuale PD. Nessun invito, da parte mia, a seguire le sue orme. Anzi, la tua coerenza e la battaglia che conduci dall'interno ti fanno onore, in un parlamento di voltagabbana. Ma, converrai, quel partito non esiste più. E' ormai il partito dei Boschi, dei Lotti, ecc... gente che proprio non ti somiglia.
Scritto da domenico nitopi il 16/7/2017 alle 09:01
Pisapia: gratta gratta sotto il centrosinistra scopri il comunista che è ed è sempre stato. Il re è nudo: ha chiesto il ripristino dell'art. 18! Un centro-sinistra largo e plurale è la solita storiella per incantare i catto-comunisti utili idioti. Di centro non c'è proprio niente, di sinistra estrema moltissimo! Ai vari Bersani, Dalema & C non va giù che chi ha la maggioranza decide e comanda. I tempi dell'assemblearismo sono finiti. Renzi lo ha detto e chiarito per tempo.
Scritto da ex margherita nostalgico il 16/7/2017 alle 09:49
Caro @domenico nitopi, lo so bene che il tuo non era un invito a lasciare il Pd. La critica che muovi al partito è, nella sostanza, pertinente: non ha semplicemente cambiato una linea politica, ha proceduto ad una vera e propria metamorfosi che, ovviamente, è affare assai diverso.
Scritto da paolo rossi il 17/7/2017 alle 13:03
Caro @ex-Margherita nostalgico, Pisapia è indubbiamente di sinistra, su questo non ci piove, ma non mi sembra che da quelle parti (seppur con tutti i distinguo del caso) si agitino in modo scomposto frotte di catto-comunisti idioti. I Prodi, i Letta ecc. non sono ancora collocabili con lui, ma non mi pare provengano da una rigida tradizione comunista. Certo, la maggioranza ha i numeri per decidere, ed è giusto che eserciti il suo diritto di esserlo. Ma una maggioranza lungimirante non passa il suo tempo a screditare e offendere chi svolge un prezioso e democratico ruolo di minoranza. Sull' assemblearismo poi è pratica che oggi vede proprio Renzi ed i suoi come migliori quotidiani rappresentanti e protagonisti...Tipica condizione del partito-personale, pardon, padronale.
Scritto da paolo rossi il 17/7/2017 alle 13:11
Purtroppo per alcuni si è di sinistra solo se si è comunisti. Pisapia comunista lo è di certo. Dopo 28 anni dalla caduta del muro di Berlino non hanno ancora fatto i conti con l'ideologia. Io ho visitato i musei del "grenzen" (il confine) nella ex DDR ed ho potuto constatare come si viveva bene nel paese del socialismo realizzato! La minoranza in un partito la si rispetta se è costruttiva e rispetta i deliberati, non se vuole ribaltare gli esiti democratici e distruggere il partito.
Scritto da ex margherita nostalgico il 17/7/2017 alle 13:51
Non so che lavoro faccia @ex margherita nostalgico. Di certo, non sarà un operaio metalmeccanico di primo livello con paga di €.1.179= mensili, lordi. Comprenderebbe meglio, forse, che, per un lavoratore, l'art.18 costituiva una tutela e che è giusto reintrodurlo; così come sarebbe giusto, e coerente con il dettato costituzionale ("retribuzione ... sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa") garantire a tutti uno stipendio non minore di €.1.500 mensili, netti
Scritto da domenico nitopi il 17/7/2017 alle 17:53
Renzi ha molti difetti ma e' stato eletto con le primarie regolari,ci sono state anche nella lega ma l'avversario era quasi inesistente negli organi della lega e fuori,ma ha fatto sapere che in caso di sconfitta della lega alle elezioni politiche le primarie nella lega si dovranno ripetere.La minoranza della lega sarebbe felice di Salvini candidato Premier,se vince vuol dire che ha perso Renzi e va bene,se Salvini perde la colpa e' sua e delll'idea di una lega nazionale e va bene lo stesso.
Scritto da Marco De Rosa il 17/7/2017 alle 18:07
Mi onoro di essere stato un cavaliere solitario nell'osteggiare lo scioglimento della Margherita ed il suo confluire nel PD. Ultimamente ho voluto prendere la tessera. Mi sta bene la pulizia che Renzi ha provocato. Anche la dichiarazione dell'altro giorno di Orfini circa l'inutilità di trattare con i vari Pisapia, Dalema, Bersani, Fratoianni ecc.va nella direzione che io auspico: la chiarezza. Finalmente !
Scritto da Ex margherita nostalgico il 19/7/2017 alle 09:05
@ex margherita nostalgico, Orfini chi? L' ex dalemiano già commissario del PD di Roma, responsabile, in compartecipazione, della clamorosa vittoria di Grillo nella capitale? Complimenti, un vero grande leader. Comunque uno come te che non voleva che la Margherita costituisse il PD, oggi non può che essere renziano convinto e sostenere gente come Orfini. Tutto nella norma. In fondo tutto è molto semplice. Siete gente di centro destra e non di centro sinistra.
Scritto da mario macchi il 19/7/2017 alle 14:56
@Macchi - Orfini è quello che ha chiuso le sezioni fantasma dei capi bastone del PCI romano. Certo che per voi sì è di sinistra solo se si è comunisti. Per tua conoscenza io sono quello che nel 1988 da vice segretario DC è stato il principale artefice di una giunta anomala DC-PCI e per questo perseguitato. Ma allora si dovevano combattere le prepotenze craxiane. Altri tempi, altri comunisti !
Scritto da ex margherita nostalgico il 20/7/2017 alle 08:34
@ex Margherita nostalgico. La tua per i comunistî è una vera ossessione. Un qualche cosa di ancestrale, come la paura per il lupo cattivo dei bambini. Inoltre la tua idea dei rapporti tra DC e PCI, che ha dato vita a quella maggioranza, di cui racconti, anche nel tuo comune, fa rivoltare il povero Aldo Moro nella tomba. Una concezione di potere non una visione politica. Su Orfini non vale più la pena parlarne per l' inesistenza politica del personaggio.
Scritto da mario macchi il 20/7/2017 alle 11:05
@ Macchi-Il mio consuocero si è licenziato a 19 anni da una banca tedesco-occidentale e recatosi nella DDR è stato per un mese in un campo di rieducazione politica. Questo per poter essere autorizzato dalla STASI a sposare la sua ragazza. Poi ha subito per 33 anni, sino alla caduta del muro, la persecuzione della stessa STASI perché considerato una spia occidentale. Mi ha ampiamente raccontato del paradiso comunista in cui ha vissuto: esperienza diretta documentata non lupo cattivo !
Scritto da ex margherita nostalgico il 21/7/2017 alle 07:41
@ Macchi- Queste notizie le ho avute nel 2006 in contemporanea al congresso de La Margherita deciso dai vertici per avere una approvazione plebiscitaria: infatti era possibile votare nelle zone solo per eleggere delegati favorevoli allo scioglimento. Io che ho osato a Busto Arsizio esprimermi contro sono stato insultato dai dirigenti presenti ! Anche a Varese hanno potuto parlare solo delegati favorevoli: molto democratici ! Immaginavo la fine che avrebbero fatto nel PD gli amici ex PPI.
Scritto da ex margherita nostalgico il 21/7/2017 alle 08:42
@ex Margherita nostalgico, sono stato l' ultimo segretario provinciale del Partito Popolare ed il primo della Margherita. Non ricordo proprio, in quegli anni, censure nei confronti di nessuno. Chi nel PPI non volle entrare e non aderì al nuovo soggetto politico, fu libero di farlo manifestando ad ogni livello ed in ogni modo, il suo dissenso. La stessa cosa avvenne quando la Margherita confluì nel Partito Democratico. Non ricordo una persona che sia una, ridotta al silenzio o imbavagliata.
Scritto da paolo rossi il 21/7/2017 alle 17:09
@ Paolo- Ricordi male. Il regolamento del congresso straordinario de La Margherita prevedeva la elezione di delegati che potevano solo approvarne lo scioglimento. Avendo io fatto notare l'impossibilità di votare contro all'assemblea di zona di Busto Arsizio, presieduta da Mariani e Pico Bellazzi, dal tavolo della presidenza mi hanno insultato. A Varese presiedeva Adamoli e li hanno potuto parlare, da regolamento, solo i delegati che erano eletti per approvare lo scioglimento !
Scritto da ex margherita nostalgica il 21/7/2017 alle 19:09
Caro @ex Margherita nostalgico, Il PD nacque sostanzialmente da una fusione a freddo tra Margherita e Ds. Si può dire che già nel partito di Rutelli Segretario nazionale, l' idea di fondo fosse quella di costituire un soggetto politico che tenesse insieme riferimenti, storie ed identità differenti. In fondo la Margherita era una sorta di partito democratico bonsai. La ricordo come un' esperienza politica bellissima, tanto è che anch' io ne provo ancora oggi nostalgia. I passaggi formali per addivenire al suo scioglimento, dando vita al nuovo partito, furono determinati e scanditi da un regolamento nazionale che prevedeva l' elezione di delegati. Sinceramente non ricordo se in una delle assemblee convocate venne impedito di parlare e/o intervenire. Non ricordo nemmeno successive lamentele in tal senso, ma non ho motivo di non crederti. Di certo in tutte, e dicasi tutte, le assemblee o incontri che a vario titolo ho presieduto nella mia vita politica, ho sempre dato la parola a chiunque la chiedesse. Tutto ciò, indipendentemente da regolamenti o quant' altro. Di questo sono arcisicuro.
Scritto da paolo rossi il 21/7/2017 alle 20:06
@Paolo- Per completezza quella sera a Busto Arsizio mi venne anche chiesto cosa ci stavo a fare se non ero d'accordo. Il giorno dopo un iscritto di Busto mi telefonò dandomi la sua solidarietà anche a nome di altri presenti che erano rimasti sconcertati per come ero stato trattato. Andai anche a Varese deciso a cercare di intervenire in dissenso. La ne fui sconsigliato, dicendomi che non me ne sarebbe stata data la possibilità ! La chiudo qui perché con certuni del blog è un dialogo tra sordi.
Scritto da ex margherita nostalgico il 21/7/2017 alle 21:19
@ex margherita nostalgico, mi spiace quel che sostieni avvenne oramai anni fa. Come segretario non fui informato di niente. Avresti però dovuto contattarmi. Non è e non era nel mio stile, per quel che può valere dirlo ora, permettere cose del genere. Ciao
Scritto da paolo rossi il 22/7/2017 alle 20:58
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