Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 10/5/2012 alle 13:50

Spread Bund tedeschi da Berlusconi a Monti

In questa rubrica abbiamo sostenuto la tesi che non dovevamo esclusivamente farci assorbire dall’abbassamento “tecnico” del differenziale dei tassi di interesse tra i titoli di stato italiani e tedeschi ed abbiamo così più volte segnalato come con l’ossessione dello spread (il latinorum dei finanzieri dediti alla speculazione) rischiavamo di mettere in ombra il peggioramento della vita di milioni di persone, l’iniquità delle manovre del governo, l’entrata in recessione del nostro Paese.

I grafici di queste settimane sono sul web in questa rubrica, tutti da vedere, se si vuole, in successione. Oggi osserviamo che, dal picco oltre 500 del disastro berlusconiano, l’indicatore temutissimo è sceso per un discreto periodo, a seguito del trasferimento di 450 miliardi dalla BCE alle banche. Le quali però, una volta rifinanziate, sono subito tornate a speculare sui mercati nazionali e internazionali e a chiudere i rubinetti del credito a famiglie e imprese. Quindi l’indice è ripartito. Ma soprattutto, quando la parola è tornata ai popoli europei con il voto greco, francese e tedesco, il cui risultato rappresenta nel modo più democratico e indiscutibile il rifiuto popolare.

Commenti dei lettori: 1 commento -
Ho riguardato la serie dei grafici commentati che sono conservati sul blog: un racconto interessante di controinformazione, utilissimo per capire come la crisi sia altra cosa da quella che ci vogliono far bere. Molto concreti i dati, molto astratte le argomentazioni dei politici e dei finanzieri
Scritto da Massimo il 10/5/2012 alle 16:36
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