Ascoltare e lavorare insieme.
Stefano Tosi   tosi@tosi.it
inserito il 16/5/2012 alle 17:08

Questa settimana le notizie riguardanti Equitalia e i controlli dell’agenzia delle entrate stanno occupando le prime pagine dei giornali, così come gli atti disperati che coinvolgono persone in difficoltà economica. Si tratta spesso di imprenditori che non trovano un adeguato sostegno, sia per affrontare la riduzione degli ordinativi di impresa, che per far fronte agli adempimenti burocratici fiscali rimasti inalterati nonostante la crisi.
Sicuramente si tratta di un contesto difficile, nel quale non si faranno molti passi avanti se non si discuterà con chiarezza delle politiche fiscali, dei controlli e delle nuove soluzioni da adottare.
Fino a oggi, invece, si è parlato troppo poco dei controlli in atto sulle posizioni fiscali. Soprattutto nel passato, quando si è affrontato il tema della fiscalità, lo si è fatto in modo pasticciato e furbo.
Dovrebbero essere i cittadini a chiedere trasparenza e verifiche. Ormai è chiaro a tutti che è possibile vedere chi evade incrociando i dati degli studi di settore, del redditometro, dello spesometro, dei movimenti bancari, delle informazioni sulle proprietà e della lista clienti-fornitori. Pretendiamolo che venga fatto e abituiamoci a sentir parlare di fisco, contemporaneamente chiediamo la revisione delle procedure e dei controlli opprimenti, spesso rigidi e non adeguati alla attuale situazione di crisi.
Quando parlare di fisco sarà trasparente si riuscirà anche ad abbassare le tasse oggi troppo alte.
 

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inserito il 14/5/2012 alle 19:54

Oggi, durante un incontro con l'ufficio di presidenza della Commissione attività produttive (convocato su richiesta dei sindacati di categoria della Cisl), abbiamo fatto il punto sulla situazione del settore Ict, ovvero delle imprese che lavorano con le tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Ict è uno dei settori lombardi in crisi ma anche con maggior possibilità di crescita. Le notizie però non sono buone. Il tavolo di confronto costituito sul settore è partito a metà febbraio e da allora non si è più riunito. Sono assenti le organizzazioni imprenditoriali e non è stato avviato alcun confronto per esaminare un possibile scenario di evoluzione.
Abbiano chiesto a tutti gli attori in gioco di intervenire subito elaborando una strategia di settore. Il nostro obiettivo voleva essere quello di evitare di concentrarsi solo sulle situazioni di crisi, ma coinvolgere le organizzazioni imprenditoriali in un progetto che potesse portare nuovi orizzonti di sviluppo, e quindi occupazione.
I ritardi sono un ulteriore esempio di come la Regione non stia comprendendo la portata della crisi in corso.
 

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inserito il 13/5/2012 alle 18:26

Oggi non ho potuto essere presente a Bolzano, all’annuale adunata nazionale degli alpini. Ma vedere le immagini dell’evento in televisione mi ha riportato a Merano, agli anni della mia esperienza militare.
I cappelli con le penne, gli scarponi, i canti. Ma quello che caratterizza un alpino è soprattutto l’attenzione e la vicinanza al territorio. Durante il servizio militare, giorno dopo giorno, con la fatica e l’impegno, si costruisce un rapporto con l’ambiente, la montagna e la gente che continua a crescere negli anni. E’ qualcosa che entra nel cuore e che porta a collaborare con la protezione civile e a partecipare a iniziative di solidarietà.
E poi c’è quel legame forte, quasi palpabile, che lega le generazioni di alpini tra loro nel ricordo dei grandi drammi vissuti nel secolo scorso e nella volontà costante di essere d’aiuto in qualsiasi occasione.
La storia è andata avanti e sono cambiate tante cose, ma è bello vedere come tra le generazioni rimangano vivi i sentimenti più positivi.
 

Tags: alpini, Bolzano, Merano, solidarietà     Categoria: Persone
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inserito il 12/5/2012 alle 10:53

"Non ci sono ragioni di dissenso politico e tensione sociale che possano giustificare ribellismi, illegalismi, forme di ricorso alla forza destinate a sfociare in atti di terrorismo". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento al Quirinale in occasione della Giornata della Memoria dedicata alle vittime del terrorismo. Ma la gambizzazione del manager Ansaldo a Genova e le rivendicazioni contro Equitalia sono chiari segnali di come la tensione nel Paese si sta alzando. Il 2012 sarà un anno difficile perché la manovra finanziaria di risanamento di bilancio si somma alla recessione internazionale. I problemi che si originano dalla mancanza del lavoro e dalla diminuzione del potere di acquisto sono quelli che devono essere seguiti con maggiore attenzione. La giustizia sociale deve essere anche giustizia fiscale: chi non paga le tasse deve dare il proprio contributo al risanamento, senza giustificazioni. Si deve distinguere chi non riesce a pagare da chi vuole fare il furbo. Bisogna tenere un alto livello di attenzione e colpire chi vuole sfruttare con la violenza la situazione difficile.

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inserito il 9/5/2012 alle 17:24

Una buona notizia, che è anche un segnale del cambiamento in atto in Italia. Sono stati sbloccati i ristorni dei frontalieri: in pratica, è stato dato ordine di pagamento in favore dell’Italia. Si è arrivati a questo traguardo perché Italia e Svizzera hanno aperto un dialogo per affrontare i diversi temi finanziari e fiscali. Forse anche per il ridimensionamento di spinte e forze che, a più riprese, negli scorsi mesi avevano dimostrato vicinanza alla lega ticinese, principale responsabile della decisione di bloccare metà dei ristorni.
Il colloquio bilaterale ha preso in esame anche il modello di convenzione sulla regolarizzazione dei patrimoniali detenuti in Svizzera da non residenti. E poi, ancora, l’accesso ai mercati finanzieri, la black list e gli accordi per regolare il lavoro dei frontalieri.
Meno di un anno fa, la tensione che si respirava in Italia non avrebbe fatto pensare a una possibile risoluzione. Era solo lo scorso giugno quando il governo ticinese aveva scelto di congelare il 50% della quota di ristorni dei frontalieri destinata ai nostri comuni. Una decisione che avrebbe avuto pesanti ripercussioni per le casse di molti comuni a sarebbero venuti a mancare 20 milioni di euro, investimenti necessari per assicurare alle piccole realtà locali i servizi essenziali e transfrontalieri.
In questa occasione si dimostra l’importanza di mantenere la coesione fra Governo nazionale, Regione e comuni affinché la trattativa vada a buon fine. Oggi si è fatto un primo passo positivo.
 

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