"Insieme costruiamo il futuro."
Alessandro Alfieri   alessandro.alfieri@consiglio.regione.lombardia.it
inserito il 1/10/2012 alle 16:16

Si chiude domani, con la riunione del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), il percorso istruttorio per il riordino delle province lombarde.

Rispetto agli incontri precedenti non sono emerse novità. Si va verso un ridimensionamento nel numero; salve Milano, Pavia, Bergamo, Brescia, Sondrio (con deroga) e Mantova (con deroga). Accorpate invece Lodi con Cremona e Varese con Monza, Como e Lecco.

Questa è la proposta che probabilmente domani verrà formalizzata e che dovrà essere approvata dal Consiglio Regionale prima del definitivo via libera del Governo.

Non ho mai nascosto la preferenza mia e del Pd per la riforma come originalmente prevista dal decreto “salva Italia” (la quale prevedeva la trasformazione di tutte le Province in enti di secondo livello guidate dai sindaci che avrebbero eletto un piccolo organismo direttivo e il presidente) ma ritengo decisivo raccogliere la sfida del cambiamento che porti ad una modifica dell'attuale stato di fatto.

Bisogna cioè evitare di focalizzare eccessivamente l’attenzione sulla semplice ridefinizione di confini territoriali (e cadere nella trappola della difesa di interessi particolari e di posizione) tralasciando ciò che in realtà alla politica deve interessare e di cui deve occuparsi: cosa cambierà per i cittadini e quali servizi saranno assicurati, come e da chi. Sarà quindi prioritario occuparsi di tutte quelle funzioni (103) che vengono tolte alle Province e verrebbero, in prima istanza, riattribuite a Regione Lombardia: ciò che noi crediamo necessario è mantenere tali funzioni quanto più vicine alla cittadinanza, favorendo dunque aggregazioni e unioni di Comuni tali da creare ambiti ottimali sufficientemente ampi da poter gestire nel migliore dei modi i relativi servizi, efficientemente ed economicamente. 

Come Partito Democratico lombardo vogliamo sostenere queste istanze di riforma e cambiamento in seno al Consiglio Regionale e presso la Giunta,  sollecitandone una presa di posizione e l'azione normativa di propria competenza in materia per accompagnare questo percorso, non dimenticando mai l’obiettivo finale: reale miglioramento della governance affiancato ad un concreto risparmio di risorse.

  

Commenti dei lettori: 1 commento -
Caro Alessandro, la proposta di abolizione delle province era contenuta nella 'revisione della spesa pubblica' che ci hanno fatto digerire con un voto di fiducia al Senato. In quel frangente non potevamo certo affossare il governo Monti. La proposta rimane indecente. Sono contrario a questo provvedimento demagogico, costoso e folle sul piano culturale prima che politico. Rispetto il lavoro di mediazione che Ŕ stato fatto a livello regionale ma non accetto la sparizione della mia provincia.
Scritto da paolo rossi il 1/10/2012 alle 17:41
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