Ascoltare e lavorare insieme.
Stefano Tosi   tosi@tosi.it
inserito il 9/1/2011 alle 16:23

La strage che si è consumata ieri in Arizona ci riporta alla mente gli episodi più tragici della storia della democrazia americana: dagli omicidi di John e Bob Kennedy a quello di Martin Luther King fino agli attentati degli estremisti contro le autorità federali.
L’aggressione con sparatoria di Tucson, nella quale sono drammaticamente morte sei persone (tra cui una bambina di nove anni, nata il giorno dell'attentato terroristico alle Torri Gemelle) e ne sono rimaste ferite undici (compresa la parlamentare democratica Gabrielle Giffords), é la dimostrazione di come un confronto politico troppo acceso, con toni virulenti e caratterizzato da mancanza di rispetto, alimenti le perverse menti di coloro i quali credono che battersi per un ideale significhi annientare quanti non lo condividono. Il presidente Obama ha descritto l’accaduto come «gesto insensato e terribile che non può trovare posto in una società libera, una tragedia indicibile per l'intero Paese».
Sta di fatto che in Arizona molti dei problemi che comunque e necessariamente caratterizzano una grande nazione come gli Stati Uniti, sono aggravati dal trasporto libero di armi e tratteggiano un contesto al quale anche dall'Italia bisogna prestare attenzione. Tenendo altresì conto che il nostro é un Paese che porta ancora in sé le sanguinarie ferite, spesso aperte, del terrorismo politico.
 

Categoria: Persone
Commenti dei lettori: 1 commento -
ho pensato le stesse cose stamattina, leggendo la notizia sui giornali e ricordando che sempre meno l'america lontana per molto tempo abbiamo pensato che la violenza politica fosse legata alle ideologie dell'800, ma questo odio razzista, omofobo, rancorso purtroppo molto moderno
Scritto da roberto c. il 9/1/2011 alle 17:18
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