Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 20/7/2009 alle 10:51

Il Cencelli della spartizione politica della sanità lombarda ha raggiunto settimana scorsa livelli inauditi. La Lega di Bossi, in accordo con CL di Formigoni mangia a doppi palmenti, senza ritegno, dimentica di quando inveiva contro Roma ladrona… A guidare la corazzata Policlinico — da cui dipende la Mangiagalli, e questo non è un dettaglio da poco, considerata la sua orgogliosa professione di fede antiabortista — c’è un uomo di Comunione e liberazione: l’allievo prediletto di don Luigi Giussani, il sessantenne Giancarlo Cesana. Formigoni lo ha premiato, sbarazzandosi di quel Carlo Tognoli (si dice che l’ex sindaco possa trovare un nuovo lavoro all’Expo) che aveva insediato sul ponte di comando per proporsi come campione di un riformismo lombardo in nome del quale unire laici e cattolici. Intanto, via il ciellino Alberto Guglielmo dal San Matteo di Pavia (Formigoni ha già pensato a come risarcirlo con un posto d’oro in un ente della Regione) e in arrivo Alessandro Moneta, già assessore regionale forzista spesso in rotta con Formigoni, spostato nel pavese, regno di Giancarlo Abelli, ras della sanità, perché  “tanto lì non può dar fastidio perché comanda sempre Abelli”. Grandi affari all’orizzonte: il Policlinico verrà ricostruito ex novo, e a gestire i 180 milioni necessari a questa attesissimo rifacimento sarà proprio un ciellino Doc. grande amico del presidente lombardo. Sull’altro grande cantiere sanitario, il Niguarda, i ciellini le mani le hanno già messe, con il direttore generale Pasquale Cannatelli. Ma possono contare su un altro dg: Luigi Corradini, trasferito dal Sacco al Fatebenefratelli. Ma in questa partita delle nomine si è fatta sentire in modo pesante la Lega. Voleva o una presidenza o il raddoppio dell’unica direzione generale che aveva: ora esprime il presidente dell’Istituto dei Tumori (Antonio Colombo, ex direttore dell’Associazione Industriali di Varese, passato armi e bagagli tra le camice verdi) e riconferma Giuseppe De Leo come direttore generale al Besta. Belle storie quelle della spartizione della sanità lombarda, sempre definita di eccellenza e messa al riparo dai numerosi scandali tipo Santa Rita, perché gli affari di chi comanda possano procedere inosservati…

 
Categoria: SanitÓ
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