Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 30/4/2009 alle 11:10

25 Aprile 2009, Angelo Chiesa mi ha affidato a quelli dell’ANPI di Laveno per concludere con un discorso la celebrazione della Liberazione. Come mi capita da un po’, riesco a mettere la testa sulla questione solo al mattino alle 6, dopo essermi svegliato alla luce di un sole graditissimo. Limato il testo e rafforzato con le ultime novità, passo a imbarcare il compagno Alfieri, classe 1922, la sua bandiera e lascio la sua moglie a mugugnare perché “non è il caso di uscire di casa alla sua età”. Ma è il 25 Aprile… e chi lo tiene dentro? Viaggio tranquillo tra ciclisti sulle strade che conducono al Lago Maggiore e grande assembramento di fronte al pontile: banda in tiro, fazzoletti al collo, vedove commosse, tantissimi giovani felici e bambini per mano di padri e madri allegre. Un sindaco che muove fiducia solo a vederlo, miei vecchi amici di Ispra, il Morandi con una bandiera partigiana meno blasonata di quella dell’Alfieri, turisti che si sentono ancora più in festa, motociclisti che rallentano smanettando di fronte al corteo in formazione. Poi parte la banda e al suo ritmo in fila per tre o per quattro o per sei si passa davanti ai bar con calici levati, ai negozietti che si aspettano gli affari delle gite di primavera, ai balconi così raramente spalancati nei nostri paesi. Dopo un’ora di attraversamento, con un corteo folto e un pubblico numeroso al bordo del lungolago, si svolge la cerimonia, occasione di esibizione di trombettisti ammirati solo nelle festività e di vecchie glorie alpine rigide sull’attenti. Discorso di prammatica, poco incline a fare della Liberazione antifascista una generica festa delle libertà, seguito con calore dagli spettatori, in particolare dai giovani raccolti in classi disciplinate e chiamati in causa per la consegna di tutto quanto di bello rimane da tramandare. Un abbraccio tra la capoclasse e il partigiano e un sole che si fa più ridente all’arrivo di un traghetto da Verbania e allo sbarco di un fiume di auto. Che gran festa il 25 Aprile, quanta normalità e quanta speranza ogni volta! Che grandezza quella Costituzione che appare così ricca e preveggente alla gente e così ostica al mondo della politica! Per capire, basta guardare il video della manifestazione.

Categoria: Persone
Commenti dei lettori: 1 commento -
cioa agostinelli, forse sara che chiesa ti vuole bene quindi ti ha mandato a laveno, se andavi a besozzo, sempre lago maggiore, le cose sono andate diversamente, di chi la colpa? La solita sinista settaria, o un sindaco certamente reazionario? Fa piacere sentire che c' ancora chi porta i bambini (e le scolaresche?) al 25 aprile, personalmente da anni non ne vedo pi. P:S. quando ti decidi di farti vedere a ispra dove hai certo molti amici che ti aspettano?
Scritto da angelo il 30/4/2009 alle 14:03
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