Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 5/11/2009 alle 07:38

Il cda di viale Mazzini ha rimandato a data da destinarsi l’approvazione del contratto di Bruno Vespa che scadrà nell’agosto del 2010, in quanto il consuttore televisivo di “Porta a Porta” avrebbe chiesto una cifra troppo esosa. Una richiesta sicuramente in piena contraddizione con il buco di bilancio Rai, che lascia presupporre un futuro incerto per i prossimi anni. Un milione e seicentomila euro è il compenso chiesto dall’uomo del plastico di Cogne, l’equivalente del canone annuo di 14.883 abbonati, esattamente 400mila euro in più rispetto al suo attuale minimo garantito. Sì perché poi ci sarebbero da conteggiare anche gli eventuali extra del conduttore. Sono stati due consiglieri, Angelo Maria Petroni e Nino Rizzo Nervo, a chiedere al direttore generale Mauro Masi di riconsiderare questo accordo così dispendioso per le casse della Tv pubblica. E così mentre la Rai cerca di contenere i costi, mentre il suo direttore tenta tutte le vie possibili per risollevare le sorti dell’azienda chiedendo addirittura aiuto al Governo per contrastare l’evasione del canone, Bruno Vespa ha avuto la buona idea di alzarsi il compenso, come se l’attuale remunerazione fosse insufficiente a garantire una sopravvivenza dignitosa. E così mentre altri giornalisti sono ancora in attesa di un contratto, Vespa, ignorando la crisi economica, anticipa la richiesta per la sua trasmissione, plastici esclusi. Un vero schiaffo alla povertà.

Commenti dei lettori: 2 commenti -
E' normale, i giornalisti di regime vengono sempre gratificati anche in tempi di vacche magrissime come gli attuali. Oltre a contenere il suo compenso ma anche quello di Santoro, Floris e compagnia cantante bisognerre impedire la sfacciata autopropaganda, a mezzo Rai, alle sue (?) pubblicazioni annuali sul premier e dintorni. Deve esistere anche un par condicio promozionale o no ?
Scritto da cesare chiericati il 5/11/2009 alle 09:43
"Un vero schiaffo alla povertÓ". Appunto. Soprattutto se lorsignori concederanno. Sarebbe un altro, e assai pi¨ grave, schiaffo alla povertÓ.
Scritto da Rosella e Carlo il 5/11/2009 alle 14:25
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