Un grafico al giorno leva lo spread di torno
Mario Agostinelli   agostinelli.mario@gmail.com
inserito il 9/12/2009 alle 10:31

Ricordate Ion Cazacu, l’edile rumeno bruciato dal suo padrone italiano a Gallarate, proprio perché «pretendeva» lo stipendio che gli spettava, per legge? Sembra impossibile che accada, ma ora che la terribile vicenda si è ripetuta a Biella, con nove coltellate al petto di Ibrahim M’Body, operaio, senegalese di nascita, piemontese d'adozione e un cadavere gettato in un canale di scolo nella campagna vercellese, il silenzio dei giornali, a partire da quelli varesini sempre così prodighi di cronaca nera che riguarda gli immigrati, appare sconvolgente. Cronaca nera, come la pelle di Ibrahim e la furia di Michele D'Onofrio, che era il suo datore di lavoro e che l’ha ucciso. Nera come la crisi che taglia lavoro e stipendi, offusca i cervelli e trasforma la paura in rancore.  E il rancore in ferocia e, quando «serve» in razzismo. Ibrahim è morto perché voleva essere pagato, perché da agosto non riceveva un euro mentre continuava a lavorare per Michele, il quale diceva di non avere più soldi e sempre meno commesse. Si conoscevano da tempo, da tempo l'immigrato lavorava per l'italiano: nessun problema apparente, permesso di soggiorno, libretto e contributi in regola, quasi un'amicizia tra due persone che passano tutto il santo giorno a faticare insieme. Tra loro il razzismo sembrava solo un discorso da Borghezio, finchè qualcosa si rompe e viene a galla tutto ciò che si è intrufolato lentamente in fondo al cervello. La crisi economica spacca tutto e il rapporto di lavoro torna a essere ciò che l'economia crudelmente impone che sia, una relazione commerciale, una vendita di lavoro in cambio di salario. Se poi si è soli, non c'è alcun contratto sociale a far da scudo, nessuna legge se non quella della forza irrompe anche nei rapporti più normali. La forza di un coltello, che stronca uno «straniero», un'entità diversa e con meno diritti: è quello dicono in molti, potrebbero pensarlo anche quelli che ritroveranno il corpo… E' la banalità del male dei nostri tempi. La convinzione che i rapporti tra le persone siano solo funzionali alla soddisfazione individuale, oltre ogni regola, senza nemmeno porsi il problema che il proprio paradiso terrestre possa essere il frutto della vita degli altri, pagato dagli altri. Non guardiamo altrove, non ci auto assolviamo: Biella e Gallarate sono vicine e la morte violenta di due persone deve far riflettere. Invece non sembra turbare affatto l’indifferenza delle nostre popolazioni di fronte alla caccia agli immigrati e alla criminalizzazione dei simboli della altre fedi, come nel caso del velo e dei minareti.

Categoria: Persone
Commenti dei lettori: 2 commenti -
Come ben sai, Mario, M'Body era il fratello del presidente del direttivo nazionale dei metalmeccanici. Quindi parente di un dirigente sindacale: il che che fa presumere che anche l'ucciso fosse un democratico estraneo alla violenza, ma conscio dei propri diritti. Proprio per questo deve preoccuparci che la violenza occupi gli spazi della democrazia e del conflitto civile:
Scritto da Gianmarco degli edili CGIL il 9/12/2009 alle 15:35
Quello che dici Mario ci dovrebbe far riflettere sul piano inclianto in cui sta scivolando la societÓ italiana e la sua classe dirigente che alimenta paure e insicurezze per rispondere in modo grezzo e inappropriato. E in tempi di crisi si dimenticano i diritti fondamentali degli uomini.
Scritto da Piero C. il 9/12/2009 alle 15:40
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